Natura e Salute Analisi Transazionale

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In uno studio apparso proprio ieri sul "Telegraph" ( www.telegraph.co.uk ). Lo studio, fatto su donne britanniche dai 18 ai 44 anni, metterebbe in evidenza come queste peferirebbero gli uomini con la 'barba incolta' sia una breve storia d'amore, che di sesso che per rapporti a lungo termine, in questo 'tipo' di ea030f75fa2e5484e1ccdf06a6bcaf77.jpguomini in fatti le donne riuscirebbero a trovare più facilmente quegli attributi che vanno cercando da sempre e cioè l'uomo 'duro', maturo, aggressivo, dominante, insomma, maschile... La scoperta dell'acqua calda, diremo Noi, ma l'aspetto interessante della ricerca è un altro. L'indiscutibile fascino di attori come George Clooney e Brad Pitt, starebbe proprio nella loro 'barba icolta' e dei loro pizzetti. Questi 'coltivano' minuziosamente il proprio aspetto solo apparentemente 'trasandato' in quanto, a secondo degli esperti "nello sviluppo della specie umana la barba, pecialmente quella del 'pizzetto' dà al mento maggiori proporzioni. La mascella maschile sarebbe un antico segno di mascolinità "La teoria sembra esatta, infatti nel corso dell'ultimo secolo si è visto come nel cinema americano, molto attento al marketing - e quindi anche molto attento alle preferenze sessuali- gli attori con la 'mascella volitiva' hanno sempre avuto maggior successo di altri'. Questo perchè, appunto sarebbe un antico segnale 'sessuale' lanciato dall'uomo verso il mondo femminile, segnale di forza, potenza sessuale, mascolinità. Nel nostro caso barba incolta o 'pizzetto' sarebbero proprio una specie di accessorio che Noi maschietti nel tempo abbiamo capito che funziona. Qui qualcuno potrebbe obiettare che il pizzetto può aiutare ad  espletare 'pratiche sessuali' che altrimenti sarebbe molto più difficile compiere. Ma questa è un'altra storia...Cosa dire di queste ricerche cosidette 'scientifiche'? L'hanno fatta degli 'psicologi' dell'università del Northumbria e trovano il tempo di una piacevole discussione in un momento morto di lavoro o nella pausa mensa, visto che sono state condotte solo su 76 donne, come dice l'articolo stesso e che per avere un risultato statistico scientifico valido , chi si intende di ricerche ,sa che ci vogliono almeno più di 1.000 soggetti da studiare!! Quindi quest'estate, sotto all'ombrellone, cerchiamo di prendere queste  'ricerche' per il peso scientifico che hanno. Un ricercatore pubblica i proprio lavori su riviste scientifiche specializzate, non certo in giornali riviste o quant'altro per quanto serie possano sembrare!!

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A volte ci capita di incontrare persone che ci sembrano antipatiche per le più svariate ragioni. Man mano che poi le conosciamo, questa antipatia si affievolisce mentre con altre no. Addirittura l'antipatia diventa quasi insopportabile, proprio quando non riusciamo a darcene una ragione: perchè? Ci sono delle cose di Noi stessi che non ci piacciono: che non abbiamo MAI ACCETTATO possono essere fisiche: oppure caratteriali. Specialmente per i 'difetti caratteriali' è difficile che ci i rnda conto quanto possano, nel tempo avere pregiudicato ilo Nostro benessere, la nostra felicità, anzi con il tempo,  questi difetti abbiamo tentato di scordarceli, di non farci caso. Se la cosa è possibile a livello conscio, del super-Io non è possibile a livello incoscio e quando particolari emozioni ( o in questo caso incontri) ce li ricordano, o quando dormiamo e il nostro cervelo è a contatto con il Nosto Io allora quelle caratteristiche che socialmente chiamiamo difetti torneranno a galla.  Ecco allora che una persona che ci è profondamente ed inspiegabilmente antipatica magari perchè arrogante può farci del bene, in quAnto potremo mettere in discussione LA NOSTRA arroganza e 'lavorarci', cioè smussarla, cercando di farla diventare più sopportabile per chi ci è vicino.


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Innanzitutto specifichiamo che con farsi del male non si intende solo fisicamente,  infatti la stragrande maggioranza dei caratteri masochistici non arrivano mai o quasi mai a farsi del male fisico, ma non per questo la sofferenza psicologica-emotiva  è minore, anzi. Il tipico esempio di carattere masochistico in bambino è quello del bambino dispettoso, ed ecco un tipico "gioco di parti":  Il bambino fà dei dispetti, il dispetto attrae l'attenzione del genitore il quale punirà fisicamente o verbalmente il bambino, il quale avrà ricevuto attenzione, cioè avrà soddisfatto un suo bisogno ma in modo completmente negativo. Il ripetersi di questi 'giochi' di ruolo (l'analisi transazionale così li identifica) può portare, nel tempo, anche a comportamenti gravi. Se infatti i genitori non si accorgono di questo il bambino, una volta che diventerà adulto cercherà l'attenzione dell'altro che tavolta sarà via via la scuola, il compagno/a o l'amico/a o il datore di lavoro, o l'istituzione (questo specialmente negli adolescenti) instaurando rapporti 'malati' cioè - in questo caso- per soddisfare il propri bisogni cercherà il dolore. Un esempio può essere l'adolescente che per avere un 'riconoscimento' dalla società inizia a trasgredire finchè l'autorità -che in età adolescenziale di solito sostituisce  la figura paterna -che così è diventata un archetipo- lo punirà. Gli esempi di caratteri 'difficili' si possono trovare negli adolecenti che a scuola danno fastidio agli altri e che la maestra spesso punisce o che più grandi trasgrdiscono il odice stradale o inizino a trasgredire la legge usando prima l'acool e poi le sostanze stupefacenti più leggere . Tutto questo può ( e deve) essere fermato. La cosa può essere molto semplici come molto diffiile. EDUCARE è uno dei mestieri più vecchi e difficili dl mondo, ma e un bambino troverà nella sua strada un bravo educatore allora anche la 'devianza' che chiameremo per semplicità 'masochismo' può essere recuperata.Il caso dei ragazzini inglesi, anche se da qui è molto difficile valutare, sembra proprio rientrare in questa tipologia, ma in quella per cui la sofferenza è psicologica  e non mostrata. Infatti è proprio un eccesso di accumulo di sofferenza che di solito poi sfocia in episodi eclatanti come quelli nel Galles. I giornali parlano di emulazione, la cosa è in teoria anche possibile, anche se non probabile, comunque, per serietà non possiamo certo dare un parere a 3.000 km di distanza  con così pochi elementi, certo è che fino ad una certa età la paura della morte è molto esigua, e dipende come i genitori di questi bambini vivono quella cosa, come se ne parla. Molto significativo è il dato che in quella regione ( le vittime abitavano tutte in uno stesso distretto) ci sia il più alto tasso  di tutta l'Inghilterra, addirittura di 5 volte tanto la media. Và da sè che in questo caso l'ambiente esterno sembrerebbe influire su queste tragiche, terribili scelte. Nei ragazzi "EMO" c'è la moda di 'tagliarsi' o 'farsi male'. Non tutti sono così, certo, ma fa parte di un 'disadattamento', che  però difficilmente sfocia in cose più gravi, mentre, come si diceva, è la sofferenza emotivo-psicologica nascosta, non mostrata (ma che un genitore o un educatore o semplicemente un amico dovrebbe saper riconoscere benissimo) che se accumulata, può portare agli episodi più tragici. 

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Gli ultimi episondi hanno riempito i giornali e i telegiornali di atti di violenza di giovani e giovanissmi nel Nostro paese.  A quanto sembra tutti sono indignati di quello che hanno visto può succedere: ragazzi che seviziano i compagni down, un gruppeto che violenta a turno la compagna di classe, insomma atti che al primo approccio fanno veramente impressione, " purtroppo esiste un meccanismo perverso che trova interesse quasi esclusivamente voyeuristico in situazioni estreme portate alla luce come esempi generalizzati. Questo significa che sovente non si riesce a vedere fenomeni di realtà importanti se non nel momento in cui questi assumono carattere di ?notizia?, per qualche episodio che scatena l'interesse momentaneo e parziale, e per questo assolutamente inutile.", dice un esperto in un bell'articolo, ma la Nostra critica ai media l'abbiamo già fatta, ora cerchiamo, insieme, di capire le ragioni profonde di certi fenomeni.e, sopratutto cosa so può fare per prevenirli. Innanzitutto va chiarita una cosa: la Violenza è dentro di Noi: nell'età adolescenziale, sopratutto nei maschi con la crescita i livelli di testosterone si alzano: il testosterone aumenta l'aggressività, la 'forza' e la potenza sessuale. Se ben indirizzata questa 'forza vitale' può avere degli sbocchi assolutamente positivi, quali il gioco, l'apprendimento, le pratiche sportive, le relazioni con l'altro sesso, ma se  questa vera e propria 'bomba' non viene fatta esplodere  in modo controllato come si fà per i petardi di fine anno, potrà fare dei danni a tutti coloro che gli stanno vicino, in primis allo stesso ragazzo. Un ragazzo che non ha modelli positivi da seguire o non ne ha affatto, come già dicevamo, se li creerà e, putroppo sappiamo che visto il bisogno di auto affermazione spesso questi modelli sono negativi, come i simboli trovati l'altro giorno a quel ragazzo di Viterbo (neonazi).  Negli anni '60 e '70 c'era lo 'scontro di generazioni', cosa che oggi sembra essere scomparsa, in realtà questo modo di autoaffermasi, di sentirsi una persona in grado di essere indipendente dalla famiglia ( anche se poi nella realtà questo non accade) , può portare a seguire modelli negativi, quali la violenza verso gli altri in generale: Ultras, neonazi  oppure verso se stessi: droga,  gruppi di amici che si sa essere negativi ma che si percepiscono come , appunto, modelli. Gli stessi comportamenti si possono attuare per soddisfare, poi, ad un altro bisogno che in qualla età è molto forte: il bisogno di appartenenza: se il ragazzo non riuscirà ad integrarsi in un gruppo di amici o avere rapporti positivi, cercherà comunque 'un gruppo' in cui identificarsi e sentirsi meno solo. Ecco un esempio di 'bullismo': un gruppo di ragazzi che si riconoscono in certi atteggiamenti. Oggi, oltre alle 'amicizie sbagliate' bisogna stare molto attenti anche alle amicizie virtuali. Anche se si tratta di persone perbene, non sono amici veri, reali, che si possono toccare, sentire con mano: non stimolano cioè tutti i nostri sensi. Questo, può andare a provocare dei disturbi anche importanti nel lato dell'affettività. A volte si dice che l'uomo è un animale sociale, ma spesso si dimentica che quando un uomo è solo si ammala: di solitudine, si somatizza un raffeddore, le allergie -sempre più frequenti- spesso sono associate a distubi dell'affettività. Le persone hanno bisogno di carezze, che poi sono dei riconoscimenti al proprio Io, ma queste 'carezze' non sono solo 'virtuali' ma debbono essere materiali, altrimenti tutto il Nostro corpo ne subirà, inevitabilemnte, dei danni, se non è prima, è poi.  
Prevenire: lo sport è uno dei più importanti aiuti che gli adolescenti possano avere. Giocare e confrontarsi con i propri coetanei è forse una delle medicine più semplici e naturali che esistano per un grandissimo numero di disturbi. Far fare uno sport a Nostro figlio è come farlo mangiare; abituarlo fin da piccolissimo a correre, nuotare, farlo giocare insieme agli altri bambini sarà una carta vincente sia per la salute fisica del futuro adolescente  nonchè  del benessere mentale e euna vera palestra per l'educazione interpersonale, addirittura per bambini con problemi di apprendimento scolastico lo sport può venire in aiuto alle carenze eai ritardi che si possono avere. Per ragazzi adolescenti portati naturalmente all'aggressività si può tranquillamente indirizzarli ad una disciplina di arti marziali orientali tradizionali. Nella scelta dello sport, da fare sempre insieme al ragazzo: questo tipo di sport è stato studiato proprio per poter essere iniziato già in tenera età. 5 anni già va bene: ci sono dei corsi fatti apposta per bambini di quella età, altrimenti 6 o 9 anni va benissimo,  bisogna in questo campo stare attenti, fino ad un'età di 16-17 anni sono consigliabili solo arti marziali tradizionali, che non hanno niente a che fare con le nuove arte marziali di pieno contatto che vanno oggi di moda. Queste non sono di per sè negative, ma se l'adolescente è già di per sè agressivo dovrà prima frequentare per alcuni anni, magari fino al diploma (cintura nera) uno sport come il judo, il karate , l'Aikido o il kung-fu, e, solo dopo essere riuscito a superare i vari 'gradi d'apprendimento, che comprendono un controllo totale della propria aggressività , si potrà spostare l'attenzione su sport più violenti quali quelli tipo 'Valetodos' , che comprendono veri e propri combattimenti in ring . Ci sono esempi di ragazzi 'ribelli', molto violenti, che il loro unico divertimento era la rissa,  che tramite questi sport, gradualmente, sono diventati dei campioni e che ora possono considerarsi delle persone normali ed integrati nella Nostra società. Questo potrebbe essere un buon suggerimento per ragazzi che hanno un tipo di aggressività particolarmente difficile da controllare, ma per la maggior parte degli altri non è certo necessario iscriverli a palestre di arti marziali: di sport ce ne sono tanti, come di altri tipi di attività, come per es. il boyscout; l'importante che la cosa, oltre ad essere positiva e coaudivante alla crescita della personalità e di un corretto sviluppo fisico  appassioni, altrimenti non ci saranno che fallimenti ad ogni tentativo di 'approccio' ed educativo.

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