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Fitoterapia

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Cardo mariano, Alcachofera.

Cardo Mariano, Silybum marianum Gaertn,

Anche chiamata "cardo lattaio" originario dell'Europa Centrale ed Occidentale. Esiste un'antica tradizione che fa riferimento alle macchie bianche delle foglie di questa pianta alludendo che furono prodotte per il latte della Vergine María. Si usava per le madri in epoca di allattamento. Fu già descritto per Teofrasto ed utilizzato per Dioscórides.

Si impiegano i semi.

I semi di Cardo Mariano da molto antico ed empiricamente sono stati utilizzate nel trattamento delle confusioni epatiche. Si credeva che questa azione era dovuta ai principi amari che contengono. Posteriormente si sono scoperti nella sua composizione determinate sostanze che giustificano scientificamente la sua azione.

Il seme è composta per: principi amari, olio essenziale, resina, tiramina, hitamina e flavonas. Il componente più importante e che giustifica la sua azione è la silimarina o silybina che è un componente flavonoide molto amaro e con marcata azione hepato-disintossicante. Ha una gran affinità col hepatocito (cellula epatica). Yademás della sua azione disintossicante è comprovato scientificamente che è l'unica sostanza conoscente con potere reale di rigenerazione della cellula epatica, per quello che risulta particolarmente utile nel trattamento di tutte le hepatopatías e confusioni epatiche, tanto ledi loro come funzionali, tossici, infezioni virali, epatite tipo A, B, etc.. È anche un tonico amaro.

L'olio essenziale che contiene come la resina dei suoi semi hanno discretamente un'azione colerética e colagoga, qualità questa che risulta ottima come coadiuvante dell'azione della silimarina.

Sembra essere che sia anche un tonico cardiaco e qualcosa hipertensor.

I lavori del Centro Hepatológico della Lettonia, hanno permesso di dimostrare che il fegato espelle le sostanze strane dell'organismo ad una velocità determinata che non è la stessa in tutti gli organismi. Attraverso investigazioni di vari anni realizzate con modelli matematici di funzionamento di fegato, si è notato che questa velocità può sre alto, mediana o scende e che queste varianti sembrano essere geneticamente condizionate. Si è osservato che in fegati il cui velocità di espulsione di tossico è bassa, l'amministrazione di 150 mg. di silimarina, accelerano in un 70 percento la velocità di eliminazione. Questo si è dimostrato mediante l'iniezione di un colorante speciale nel sangue del paziente, raccogliendolo con un apparato diagnosticador che traccia un diagramma, permettendo di visualizzare la velocità con che è espulso il colorante per il fegato, prima e dopo l'amministrazione di silimarina. La velocità di eliminazione di tossici quando si ingerisce una dose mezza di silimarina è applicabile anche all'alcool dato che questo si elimina fino a 10 volte più rapido dopo l'ingestione della stessa.

Indicazioni: Hepatopatías di ogni tipo, tossiche, virali, eccetera, alcolismo, cirrosi, drogati, Anche etc. è utile in allergie ed emicranie. Si dice che è utile contro la nausea dei viaggi.

ALCACHOFERA, Cynara scolymus L.,

Si usano le foglie.

Originaria del nord dell'Africa. Procede il suo nome di "canine" spine dell'involucro, simili a denti di cane. Si impiegano le foglie.

Trattiene un diéster dall'acido caféico e quínico, chiamato cynarina con azione stimolante della vescicola biliare, come un'azione regenerante della cellula epatica ed un'azione hipocolesterolemiante.

Inoltre trattiene un principio amaro, la cynaropicrina che sembra avere un certa azione antitumoral, oltre alle tipiche azioni dai principi amari. Si è scoperto anche una lactona sesquiterpénica del grupode i guaianólidos, equivalente alla che possiede il dente di leone.

Inoltre possiede numeroso acido polifenólicos con un'attività hepato-renale: azione colerética e diuretica. L'azione diuretica è potenziata con sali di potassio e flavonoides, derivati della luteolina: cinarósido, escolimósido e cinaratrósido. Si tratta dunque di una pianta con azioni interessanti su fegato, vasícula biliare e reni.

Inoltre possiede un principio amaro, la cinaropicrina, acido clorogénico, acido alfa-hidroximetilacrílico, acido malico, citrico, succínico, etc. Ed in minore proporzione: mucillagine, pectina, esteroles (B-sitosterol) estigmasterol, alcool triterpénicos (taraxasterol), sapogenina steroideo.

Altre azioni: antibacteriana, dovuto ad uno degli acidi fenólicos, aperitiva, febbrifugo, lassativo, acqua tonico.

Caglia il latte per la presenza di determinato diastasas come peroxidasas, catalaxas, cinarasas, ossidasi, antidiabéticas. Non è consigliabile in madri in epoca di lactanciay si dice di lei che ha un effetto rejuvenecedor tisular e pertanto previene l'invecchiamento.

Esistono alcune ossidasi molto attive nelle foglie dell'alcachofera che degradano i derivati O-Dihidroxifenólicos (cinarina) flavonoides, nel corso della disseccazione, quello che spiega l'oscuramento della pianta quando l'essicazione non si fa rapidamente. La temperatura di essicazione non deve essere superiore a 40ºC.

Si usa in alterazioni hepato-biliari: epatite, fegato grasso, insufficienze, itterizie, vescicola pigra, colelitiasis, hipercolesterolemias

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