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HARPAGOFITO, Harpagophytum procumbens L., Pianta originaria dell'Africa del Sud che cresce in stato selvaggio nel deserto di Kalahari. Usata da molto antico per gli indigeni di quelle regioni. Popolarmente lo è conosciuto anche col nome di "artiglio" del diavolo. Parti utilizzate: La radice. Dentro la sua composizione emergono come principi attivo tre glucósidos monoterpénicos amari, del tipo aucubósido o iridoide. Di essi il più complesso è il harpagósido, 0,5-1 percento della pianta secca che produce per saponificazione l'harpágida, dove la frazione cinámica è sparita, si trovano anche nel Gordolobo. Il terzo composto, il procumbido, si distingue della harpágida per la presenza di un OH in 7. Sereconocen azioni: antirreumáticas, antinfiammatorie, analgesiche ed espasmolíticas, dovute all'azione del harpagósido. Si sono fatti studi, sulle indisposizioni, e non si sa con certezza se l'effetto prima menzionato è dovuto al harpagósido, ad un prodotto di polimerizzazione o l'aglicona. Pertanto è di gran utilità in ogni tipo di processi reumatici, artritici, infiammazioni in generale e confusioni digestive. Secondo dati ottenuti per via sperimentale pareca essere che riduce il livello di colesterolo e di acido urico benché ancora non possa spiegarsi questa azione. È di gran utilità in Malattie reumatiche (artrosi) artrite, lombaggine, sciatica, goccia, eccetera. Spasmi gastrointestinali. Aumento del colesterolo. Nevralgie, prostatitis, eccetera.. Il suo uso permette di sostituire o ridurre la dose di corticoides, fenilbutazonas ed altri antirreumáticos (AINES), abitualmente prescritti in queste malattie, senza i suoi effetti secondari. L'uso di cápsilas è raccomandato con predilezione rispetto alle tisane, poiché la preparazione di queste richiede un noioso sistema di estrazione, lunga macerazione, nell'acqua affinché la tisana sia effettiva. Può utilizzarsi di forma contínua, senza riposi, per 3-6 settimane. La sua associazione con la Coda di cavallo e Dente di leone favorisce la rigenerazione della cartilagine. Salice, Salix alba L., Si usa soprattutto la corteccia, ed a volte gli amenti. Il principale componente del salice è la salicina, con proprietà antitérmicas, antirreumáticas, antinevralgico, antispasmodico, sedativo del sistema nervoso, calmante dei dolori uterini ed antiagregante plaquetario. Di uno dei derivati della salicina, l'acido salicilico, verso 1850 si sintetizzò l'acido acetilsalicílico che è un ingrediente attivo dell'aspirina. Possiede inoltre tannino che gli conferiscono un'azione astringente, e sostanze di azione estrogénica. Indicato in casi di reumatismi, goccia, dolori di schiena, stati febbrili, influenze, catarri, dismenorreas, emicranie, etc. Ulmaria, Filipendula ulmaria L. = Spiraea ulmaria L., Chiamata anche Regina dei prati. È una pianta che incominciò ad essere utilizzata in epoca relativamente moderna, perché non dandosi in zone mediterranee, non si conosceva. Si usa la sommità fiorita. Il suo componente più importante è un monotropitósido che origina salicilato di metile, aldeide salicilica e primaverosa per idrolisi enzimatica, proporzionandogli proprietà antinfiammatoria, analgesica, antispasmodica, febbrifuga, antiagregante plaquetario, diuretico, fautrice dell'eliminazione di urea ed acido urico, ed antilitiasica. Intervengono anche in queste azioni i flavonoides, heterósidos di quercitina e Kampferol. Contiene anche tannino, olio volatile, mucillagini, acido citrico, zolfo, ferro e calcio. Indicata in malattie reumatiche (artrosi) artrite, goccia, sciatica, eccetera. In edemi, ascitis, oligurias, calcoli renali, etc. In stati febbrili, influenze. LINKS UTILI: sido, acido, ulmaria, azione, malattie, |
