Natura e Salute benetton

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Queste combinazioni non devono prendersi alla lettera, perché non c'è una "ricetta" fissa.
Dipende molto dal paziente, del suo carattere, etc.  Questa vuole essere una piccola guida, la cosa migliore è la propria sperimentazione.


Alzheimer (gocce) Clematis (tendenza a separarsi dalla realtà) Honeysuckle, per la regressione che si prodursi, Scleranthus (instabilità) Cherry Plum, per la mancanza di controllo,
Artrosi (crema) Star of Bethlehem (rigenerazione del tessuto) Willow(rigidez cronico, Rock Water (rigidità statica) Impatiens, se c'è

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Dentro la gran varietà di piante che possiamo utilizzare in questo comma, stabiliremo una piccola classificazione, vedendo unicamente alcune di esse.

Piante stimolanti dell' appetito: si aggiungono dentro questo gruppo quelle piante che, per possedere principi amari o aromatici, stimolano le secrezioni gastriche: Genziana, Luppolo, Marrubio, Trifoglio di acqua, Bardana, Lichene dell'Islanda, Ginseng, Cardo Sacro, Aciano, Condurango, Cicoria, Alholva.

Piante digestive ed eupépticas: sono tutte quelli piante che favoriscono la digestione. Tra le piante che possiede questa azione possono distinguersi due gruppi:

Piante con enzimi proteolíticos: la papaína, ottenuta di Carica papaya, Papaya, e la bromelina di Ananas comosus (Ananas), possiedono enzimi capaci di spiegare le proteine in peptonas, per quello che

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Nel secolo V a. C. la scuola di Ippocrate considerava che "attraverso i simili si produce la malattia, ed attraverso l'applicazione dei simili può essere anche guarita." In quello stesso tempo esistevano due tendenze differenti nel campo della medicina:
Il vitalismo: il quale coincideva con la visione dell'essere umano che propugna l'omeopatia ed altre discipline alternative
Il razionalismo: vincolato alla medicina alopática

Nel secolo XVI appare Paracelso, Wilhelm Teophrastus Von Hohenheim che fu medico ed alchimista ma che utilizzava anche l'astrologia, oltre alle sue conoscenze mediche, per scagliarsi contro la medicina stabilita arrivando a creare una scuola critica la quale per secoli ha rappresentato la non ortodossia.
La sua affermazione fatta pubblica "La dose fa il veleno" fece valere la tesi che anche un veleno somministrato a piccole dosi può trasformarsi in medicina.



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Negli ultimi 36 mesi moda e abbigliamento made in Italy ha raddoppiato di valore a Piazza Affari. Questo settore è evidenziato in borsa con la sigla Mib S Tessile-abbigliamento e vi si trovano i nomi migliori della moda italiana. Da Valentino a Stefanel, da Benetton a Marzotto, da Aeffe a Mariella Burani, da Zucchi a It Holding. Nel 2005 l?indice borsistico valeva poco più di 2.000 punti e a giugno di quest?anno ha toccato i 4.000 punti. A Piazza Affari le società fanno a gara per quotarsi. Perché tutto questo ottimismo in borsa?   Il sistema moda, considerato un malato irreversibile, si è ristrutturato profondamente, coinvolgendo lo stesso tessile, pesantemente penalizzato dall?arrivo di prodotti a bassissimo costo della Cina. Il settore ha deciso di non cercare la competizione sugli articoli di fascia bassa, puntando decisamente sul lusso. Abiti di buon taglio e particolari, ottimi materiali.   L?export è così gradualmente aumentato nel 2006 del 3,7% e nel primo quadrimestre di quest?anno l?Istat ha confermato un incremento del fatturato del 4,7%.   Le aziende italiane hanno innovato il prodotto e si sono lanciate con gran successo su nuovi mercati, come ad esempio la Russia, dove i consumatori si sentono sempre più attratti dal design e dal valore aggiunto del made in Italy.   Il made in Italy insomma piace sempre di più con le nostre aziende che diventano sempre più internazionali.     Tom Shopper Posted il: 03/11/2007

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L'export di moda femminile made in Italy vede già da tempo la Russia come protagonista. Dopo la Francia, Mosca ormai detiene una quota del 9,7% della domanda estera di moda italiana ed è in continua crescita: + 10,7% nei primi dieci mesi del 2007. Pensate che la richiesta di abbigliamento italiano in Russia è cresciuta annualmente del 18%, negli ultimi sei anni, tanto che l'Italia costituisce il suo secondo fornitore, dietro la Cina. Il successo di marchi italiani come Carraro, Balestri, Dal Dosso o Giroli si spiega con la qualità del prodotto italiano che corrisponde alle richieste di una nuova clientela esigente, attenta ai dettagli ed alla qualità. I buyer russi apprezzano assai l'abilità, la perizia e adorano l'unicità. Se visitate il centro di Mosca lo troverete presidiato da negozi monomarca o in franchising di tutte le maggiori griffe italiane, da Armani a Benetton, da Brioni a Canali, da Gucci a Ferrè, e ancora Prada, Valentino e Versace. L?immagine dell?Italia nel mondo continua a essere legata molto alla moda e al design e la Russia rimane l'ancora di salvezza (e dei fatturati) dell'alta moda italiana. Tom Shopper17-02-2008

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