Natura e Salute contatto

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Dentro la fitoterapia a livello del metabolismo, vedremo unicamente tre tipi di alterazioni: Obesità, Diabete, Hipercolesterolemias e hipertrigliceridemias.

FITOTERAPIA  PER CURARE L'OBESITÀ

Dentro la fitoterapia per questo tipo di affezioni dobbiamo sottolineare 3 gruppi fondamentali:

Alghe: che si usano per la sua ricchezza in mucillagini, sensazione di pienezza e lassativi meccaniche, per la sua ricchezza in minerali e soprattutto in iodio che stimolano la tiroide, producendo con ciò un incremento dei processi catabólicos a quello che segue un effetto dimagrante.

Diuretico: che favoriscono l'eliminazione di liquidi, molto utili in caso di ritenzione di liquidi, perché evitano l'accumulazione di rifiuti nell'organismo ed agisce come coadyugantes nei trattamenti dimagranti.

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Coda di cavallo, Ortica verde, Dente di leone, Erba medico, Espirulina.

Coda Di Cavallo, Equisetum arvense L.,

La coda di cavallo è una pianta medicinale di gran interesse per suo potere remineralizante.

È la pianta con maggiore concentrazione di silice, 6-8 percento, col vantaggio che la maggior parte di questa silice forma facilmente combinazioni organiche metabolizables per l'organismo. La silice è un elemento fisiologico normale nel corpo umano, dove possiede una carta importante nella nutrizione minerale, una carta plastica e funzionale nella crescita e la difesa generale.

L'azione remineralizante dell'Equisetum arvense si deve al suo contenuto in minerale e soprattutto in silice che la sua volta prepara la ricalcificazione in affezioni ossee traumatiche o infettive. Anche, aumenta la resistenza del tessuto congiuntivo. D'altra parte, sembra che aumenti l'attività leucocitoria nell'infezione. Favorisce le

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Non bisogna mai toccare con le dita i globuli e rimedi omeopatici, poiché avendo una diluizione tanto grande lo stesso contatto con le dita potrebbe impregnarli di altre sostanze e variare con ciò la sua potenza energetica. Per ciò il consiglio a seguire è prenderli direttamente del tubo di vetro, o utilizzare il dosatore che normalmente ha nel tappo di plastica per introdurrli nella bocca senza toccarli.

Non masticare né inghiottire direttamente la medicazione, è preferibile dissolverla nella bocca, in maniera sublinguale per esempio.

Devono prendersi, i rimedi omeopatici, sempre fuori dei cibi, come minimo un'ora prima o dopo avere mangiato o bere qualunque cosa salvo acqua.

Se la posologia è di una dose per giorno, allora si farà preferibilmente andando a dormire o un'ora dopo avere cenato.

Alimenti e sostanze che interferiscono con la medicazione omeopatica:
- Mentolo ed

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La Cicoria è un ortaggio molto simile alla scarola in quanto al sapore, di foglie larghe di colore violaceo e bianco più o meno ricce dipendendo dalla varietà, e si coltiva specialmente nel nord della Francia, Belgio, Germania e Spagna. Oltre ad essere una meravigliosa pianta medicinale, può consumarsi il cogollo, quello che dipendendo dalla sua coltivazione, può essere più o meno stretto e fortemente. In questo aspetto, la Cicoria è simile al cavolo. Le foglie del germoglio presentano visibile nella sua base un colore generalmente bianchiccio che contrasta col colore rosso intenso della piastra, quello che fa loro molto attraenti. Questo fa che il consumo principale di questa pianta medicinale sia in insalate, accompagnata da altre varietà di lattuga, per la sua vistosità ed il contrasto del suo sapore leggermente amaro.


Piante stimolanti dell' appetito: si aggiungono dentro questo gruppo quelle piante che, per possedere principi amari o aromatici, stimolano le secrezioni gastriche: Genziana, Luppolo, Marrubio, Trifoglio di acqua, Bardana, Lichene dell'Islanda, Ginseng, Cardo Sacro, Aciano, Condurango, Cicoria, Alholva.

Piante digestive ed eupépticas: sono tutte quelli piante che favoriscono la digestione. Tra le piante che possiede questa azione possono distinguersi due gruppi:

Piante con enzimi proteolíticos: la papaína, ottenuta di Carica papaya, Papaya, e la bromelina di Ananas comosus (Ananas), possiedono enzimi capaci di spiegare le proteine in peptonas, per quello che

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


Pubblico la storia di Antonella nella speranza che qualcuno possa segnalarle un bravo medico nella regione PUGLIA che la possa rassicurare ed aiutare.
Se volete mettervi in contatto con Antonella scrivetemi e vi indichero' la sua mail .

 Divisori by Follettarosa

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A New York qualche insegnante di Yoga sta cominciando a fornire lezioni private al telefono per allievi che hanno bisogno di una pratica personale ma si trovano fuori città o sono per qualche motivo impediti a recarsi presso l’istruttore o riceverlo a casa propria.

 

Prima di bollare la cosa come “un’americanata” o l’ennesimo attentato della tecnologia al contatto umano, secondo me bisognerebbe pensare che, semplicemente, la lezione di yoga “al telefono” può essere uno strumento in più.

 

Personalmente, mi sono reso conto di essere stato molto influenzato da una lettura nel sussidiario di quinta elementare, in cui si raccontava di un’operazione medica (una tracheotomia)svolta in condizioni di emergenza su una nave da un infermiere o un ufficiale non medico che la eseguiva seguendo le indicazioni via radio di un chirugo. Anni dopo ho avuto occasione di fare assistenza tecnica per i computer al telefono, e ho avuto la conferma che, sia pure per problemi meno drammatici, si può fare molto lavoro al telefono. Richiede però maggiore concentrazione, da parte di entrambe le persone ai due capi del filo, oltre ad accessori speciali (un cordless con auricolare o una cuffia) e una grande confidenza con il mezzo.

Insomma, invece di essere un surrogato incompleto della lezione personale, il telefono può essere uno strumento di consapevolezza e concentrazione: avendo a disposizione solo la voce, il tono e le informazioni verbali, il lavoro a distanza richiede una particolare capacità di concentrazione e visualizzazione che può essere utile sviluppare.

Anche se, naturalmente, fare pratica in riva al mare al tramonto, con telefoni lontani e cellulari bene spenti, resta sempre uno dei modi migliori di praticare Yoga.


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genoma di acidophilusSono da tempo note le proprietà protettive e preventive sia dei lattobacilli in generale sia in particolare dell'acidophilus.

In uno studio[1], il L. acidophilus DDS-1 ha mostrato di poter prevenire la formazione tumorale nei ratti messi a contatto con sostanze chimiche cancerogene. Il meccanismo della prevenzione antitumorale implica:

a) inibizione della crescita dei batteri putrefattivi e di conseguenza una riduzione di nitrosammine;

b) riduzione diretta di composti secondari di nitriti e sali biliari[2];

c) stimolazione dei macrofagi intraperitoneali e suoi enzimi.

Altri studi confermano il ruolo stimolante del DDS-1 sui macrofagi e di attivazione delle citochine, interleuchine e TNF-alfa[3], di cui è noto l'effetto citostatico e citocida sulle cellule tumorali.

LG

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1. Lee, H., N. Rangavajhyala, C. Grandjean, K.M. Shahani. 1996. Anticarcinogenic effect of Lactobacillus acidophilus on N-nitrosobis (2-oxopropyl)amine induced colon tumor in rats. J. Appl. Nutr., 48:59-66.
2. Ho Lee, N. Rangavajhyala, C.J. Grandjean and K.M. Shahani (1995). Inhibitory effect of Lactobacillus acidophilus on transformation of bile acid by human fecal microflora. Microbiologie Aliments Nutrition, 13, 241-247.
3. Rangavajhyala, N., S. Srikumaran, G. Sridevi, and K. M. Shahani. 1997. Non- lipopolysaccharide component(s) of Lactobacillus acidophilus stimulate(s) the production of IL-1-alpha and TNF-alpha by murine macrophages. Nutrition and Cancer 28:130-134.

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Da Repubblica on line
http://www.repubblica.it/
12 marzo 2008


Due cetacei non riuscivano a ritrovare la via per tornare al largo
Il delfino producendo suoni li ha guidati in mare aperto
L'impresa del delfino Mokoporta in salvo capodogli arenati
L'esperto: "Mai visto niente di simile. Ho provato per giorni a spingerli in mare"

L'impresa del delfino Mokoporta in salvo capodogli arenati
WELLINGTON - Un delfino è riuscito a guidare e portare a largo due capodogli che si erano arenati sulla spiaggia di Mahia, sulla costa orientale di North Island, una delle isole maggiori della Nuova Zelanda. L'esemplare femmina di delfino tursiope, che i frequentatori della spiaggia hanno soprannominato Moko, è riuscita a comunicare con i due cetacei (capodogli pigmei) che rischiavano di morire sulla spiaggia, e a salvarli portandoli lontano dalla terraferma. "Non ho mai assistito a una cosa del genere, è stupefacente", ha raccontato Malcolm Smith, funzionario del Conservation Department. Smith ha raccontato che lunedì i capodogli si erano arenati più volte, malgrado i suoi tentativi - tutti falliti - di farli allontanare dalla spiaggia. I cetacei, un esemplare femmina di tre metri e il suo piccolo di un metro e mezzo, erano disorientati, apparentemente disturbati da un banco di sabbia vicino alla spiaggia e non riuscivano a ritrovare la via per il mare. "Per un'ora e mezzo ho provato a spingerli in mare, ma erano riluttanti a lasciare la banchina", ha continuato. "Erano esausti", ha detto, "e io ero arrivato al punto che credevo di non farcela più, avevo fatto del mio meglio". A quel punto è arrivata Moko, abituata a nuotare tra i bagnanti, ad avvicinarsi alle barche per farsi accarezzare e a spingere con il muso i kayak. Il delfino ha cominciato a produrre suoni e a comunicare. "I capodogli sono riusciti a stabilire un contatto e Moko li ha scortati per circa 200 metri fino al margine del banco di sabbia", ha raccontato Smith, "poi ha fatto una virata attraverso un canale abbastanza stretto e li ha scortati in mare". Da allora i due cetacei sono rimasti lontani dalla spiaggia di Mahia, dove ogni anno si arenano una trentina di balene, la maggior parte della quali non riesce a salvarsi. "Non so se la prossima volta che una balena si arena riusciremo a fare tornare Moko", ha concluso l'esperto, "sicuramente stavolta ha salvato la giornata a noi e la vita ai due capodogli".


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Viaggio nello spazio energetico di Milano


Seconda parte di due









Milano come un fiore: la corolla di Piazza Duomo


Le mie ricerche sul paesaggio della Dea di Milano si sono sviluppate e approfondite, compiendo le esplorazioni geomantiche assieme a Marko Pogacnik, in occasione di un seminario itinerante a Milano. Ne è nata una possibile descrizione dello spazio multidimensionale della città, uno spazio ?olistico?, in cui i centri focali delle energie del suo organismo vivente sono fuse con le valenze spirituali del suo Tempio di paesaggio.


Milano è un chakra planetario, la cui essenza può essere descritta come un fiore ad otto petali, ognuno dei quali esprime delle particolari qualità. La corolla si svolge attorno all?area di Piazza Duomo, cuore energetico della città e luogo della Dea della creatività, fertile e generosa, che dispensa il nutrimento ai figli. Nella Madunnina svettante sulla cima del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente, possiamo ravvisare l?anima femminile della città, che da tempo immemorabile ne officia il culto.
Incastonato alla corolla troviamo l?area ellittica che si svolge intorno a piazza della Scala, che rappresenta sia il luogo della Dea della Totalità, sia il luogo di collegamento alle Forze Cosmiche degli avi. A quelle forze evolutive donateci dall?esperienza di tutti gli esseri che hanno abitato prima di noi questo mondo. Un tempo questa era l?area dove si trovava il sacro nemeton, il bosco sacro dei Celti, il paradiso in terra.


Dalle Forze archetipiche situate nella profondità della Terra, questo fiore trae il suo nutrimento vitale. Un indizio di questo si può ravvisare nello stemma visconteo della città, (che possiamo ammirare sul muro del palazzo arcivescovile): un serpente o drago, animale associato alle profondità terrestri, inghiotte un fanciullo, ma in realtà sembra ?portarlo fuori?, ?partorire?. In molte culture il serpente/drago non ha la connotazione negativa che gli è stata data successivamente, ma è simbolo delle correnti vitali di Madre Terra, che nutrono la vita su questo pianeta.


I Petali

Le qualità della Dea della Trasformazione sono espresse dal complesso formato dalla chiesa di Santo Stefano e la Cappella dell?Addolorata, in San Bernardino alle Ossa. Per farne esperienza possiamo immergerci, dapprima, nel campo purificante della chiesa di Santo Stefano, che come una grossa macina ci aiuta a trasformare tutte quelle esperienze che non servono più alla nostra evoluzione personale. Poi possiamo fare esperienza della profonda benedizione che si emana dalla Cappella dell?Addolorata, suggestivamente decorata con le ossa di un antico cimitero cristiano.
Così come Sant'Ambrogio, patrono della città, ne detiene l'identità e la chiave, la Basilica a lui dedicata si è sviluppata come luogo dell'autoconoscenza di se stessi, dell?autoriflessione.
Come in un modello a scala ridotta dell?anima energetica di Milano, possiamo varcare il portale energetico all?interno nella navata centrale. Il portale è formato da due colonne che sorreggono, una il Serpente ? si dice sia quello stesso che nel racconto biblico fu forgiato nel deserto da Mosé, al quale la tradizione popolare attribuisce proprietà taumaturgiche ? che ci collega alle profondità terrestri; l?altra, sorregge una croce a bracci uguali, che ci riporta alla vastità del cosmo. Il punto d?incontro di queste forze è in ognuno di noi.
Altro petalo del fiore è la Basilica di San Lorenzo che ? come nelle fiabe le sorgenti della lunga vita ? è sede delle energie vitali legate all?acqua, elemento che dona giovinezza e vigore. Questo luogo è connesso intimamente all?anima della città, perché questo potere di lunga vita è un'espressione del suo stesso archetipo e del collegamento delle sue radici con la profondità della Terra.
Ulteriore espressione di collegamento con la Terra si può percepire nella piazzetta antistante la Chiesa di Santa Eufemia: luogo deputato al contatto con Madre Terra. Sembra suggerirci: un grande albero per avere una grande chioma, ha bisogno di profonde e consapevoli radici.
Punto d?incontro è il Santuario di Santa Maria dei Miracoli in San Celso, conosciuta anche come la Chiesa degli Sposi. Ancora oggi questo santuario vibra alla frequenza dell'archetipo delle Sacre Nozze, dell'Unione, dell'incontro del Femminile con il Maschile per fare il miracolo dell?Uno.
L'incontro tra il Cielo e la Terra si specchia nelle decorazioni presenti nella chiesa: ciò che è in basso è ciò che è in alto. Il mandala-labirinto del pavimento sotto la cupola maggiore riflette le decorazioni sovrastanti e sembra raccogliere e convogliare tutte le energie presenti nel Sacro Luogo: al centro del suo sviluppo circolare, posto in asse con la cupola, crea un vortice energetico, che permette di sperimentare le qualità dell'Unione Sacra fra i Principi Divini. Una forte corrente energetica ascensionale ci innalza sino ad incontrare il Cielo pur essendo perfettamente radicati alla Madre Terra. Da questo sacro incontro, nasce il Figlio, l'Umanità intera.

Questo percorso all?interno dello spazio energetico di Milano può dare un contributo allo sviluppo delle qualità creative capaci di risvegliare in ognuno di noi la Dea dormiente: possiamo percorre in modo nuovo ? come ?pellegrini sensibili alla Terra? ? le Vie dell'Anima dei luoghi e di noi stessi, rivisitando i posti che svelano i segni della sua presenza, in attesa di rinascere.



Postfazione:
I luoghi dello spirito e l?energia vitale della Terra

Possiamo riconoscere la qualità di un paesaggio dalla sua conformazione bio-geologica ( fiumi, corsi d'acqua sotterranei, fonti, laghi, boschi, colline, montagne?), sia energetiche attraverso i "punti di forza" assimilabili ai chakra del corpo umano, e alle linee energetiche o linee del drago, paragonabili ai meridiani di agopuntura nei quali scorre l'energia nel corpo umano nella visione della medicina cinese.
Questi due livelli sono compenetrati e sostenuti dalla dimensione animica-spirituale, la quale porta l'impronta del Divino Femminile, che rappresenta nella globalità del paesaggio, quel livello che dona dimensione sacra alle terre, ai luoghi agli ambienti.
Le varie espressioni geografiche di un territorio rappresentano il corpo della Dea, che anima tutto il paesaggio e lo permea delle sue qualità, che si esprimono nei principi della ?totalità originaria? (verginale), della ?creatività? (unione maschile femminile) e della trasformazione e rinascita.
E' stata la cultura della tarda Età della Pietra, a riconoscere per prima l'anima del paesaggio e ad offrirle una forma in cui manifestarsi. Mettendo a punto il linguaggio delle pietre erette, dei circoli di pietra, dei tumuli, degli interventi sul terreno.
La collaborazione tra la spiritualità umana (culti, riti, pellegrinaggi compiuti nel corso del tempo e la rinnovata attenzione consapevole, unita alla forza del cuore) e l'energia vitale dei luoghi, crea nuovi spazi geomantici, che potremmo definire ?Templi di Paesaggio?.
La natura sacra dei luoghi ? dove la coscienza della Terra incontra la coscienza dell?uomo ? si è manifestata anche tramite quegli "strumenti terapeutici" che sono le chiese: erano costruite affinché il devoto in preghiera potesse avere esperienze di guarigione sia dell'anima sia del corpo, ed erano quindi progettate e realizzate secondo precise coordinate simboliche e cosmiche. Tutto doveva essere in armonioso accordo con il Cielo, la Terra, la Natura, per trasmettere ai fedeli delle particolari qualità, che erano proprie di ciascuna costruzione e del particolare sito in cui erano edificate. Così ogni luogo del sacro paesaggio della città diviene punto d?incontro, di dialogo, tra la coscienza del visitatore, amorevolmente attento, e l?anima dei luoghi.




Articolo originariamente scritto con la collaborazione di Maurizio Martinelli.
Adattamento per il blog, dall?articolo pubblicato in il/la Consapevole n°7 Ago/Sett 2006, Macro Edizioni.









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La Dea Nascente


Prima parte di due


Da diversi anni mi occupo della rinascente cultura della Dea intesa come un modo di essere, uno stato dell?anima e del cuore, che nasce da una riscoperta interiore delle qualità femminili del divino dentro e attorno a sè. Qualunque sia il nome che le passate culture ci hanno tramandato, queste qualità ci riportano a un profondo contatto con la Natura, con la sorgente della vita, con la sua radice-Madre: è la coscienza che pervade ogni atomo di questo magnifico pianeta. La Dea è il paesaggio. E il paesaggio non è una mera manifestazione fisica, ma consiste di piani sottili, invisibili ai nostri abituali cinque sensi: è coscienza incarnata, il corpo stesso della Dea, che si esprime e si manifesta anche a un livello spirituale ed emozionale.
È perciò possibile non solo vedere i luoghi come espressione fisica ed estetica (come ?panorama?), ma è sentirli, intuirli, gustarne le sue qualità intime.

Questo personale percorso, mi ha portato ad incontrare l?artista e terapeuta della Terra, lo sloveno Marko Pogacnik, il quale usa delle metodologie ?geomantiche?, dove l'arte, unita ad una profonda ricerca interiore e alla libertà del cuore, diviene forza immaginativa creativa, capace di dialogare con i "mondi sottili", per collaborare attivamente alla cura e alla rigenerazione di luoghi importanti per la salute del pianeta. Ho avuto l?opportunità di seguire i suoi seminari itineranti, che si sono svolti a Venezia negli ultimi quattro anni (organizzati e curati da Maurizio Martinelli), dedicati al riequilibrio del tessuto energetico della città d?acqua e al ?risveglio delle sue qualità originarie?, come contributo alla pace sulla Terra.
Ed è stato proprio al ritorno da uno di questi seminari, che la ?coscienza del viaggio?, vissuto come pellegrinaggio dentro di sé, mi ha ispirato un?intuizione: mi raccontava di una città sacra, fondata come tempio dedicato alla Dea: l?antica Medhelanon.


Un luogo ?al centro?

Di Milano mi ha sempre affascinato la rotondità, lo svolgersi a cerchi concentrici, per circonvallazioni sempre più ampie, che ne fa una città dinamica, alla continua ricerca di un equilibrio tra le sue forze centrifughe d?espansione e la sua tensione all?interiorità, che si esprime in un movimento centripeto, verso un centro.
Milano ha un centro, dal quale sembra allargarsi una serie successiva di cerchi concentrici, come se la pianta dell?attuale città seguisse l?evolversi di un cromelech, di un antico cerchio di pietre, che faceva di questo luogo un centro sacro, un ?ombelico del mondo? (un omphalos), un posto speciale, nel quale il Cielo confluisce nella Terra e la Terra si protende verso il Cielo, in un costante movimento respiratorio, che ne fa il motore energetico dell?organismo della Valle Padana, situata com?è, al centro geometrico del semicerchio della catena alpina.
L?origine stessa del suo nome é indizio esso stesso della sua sacralità. Pare derivi dal celtico Medhelan, che sta ad indicare un santuario, o luogo di perfezione ?posto al centro?, che fu più tardi latinizzato in Medhelanon, poi Mediolanum e infine Milano.
Per quanto lontana possa essere la sua storia e per quanto possano essere state occultate nel tempo tracce della sua originaria natura, Milano dispiega il suo vero essere al cuore attento di chi la vuole ascoltare.

Bonvesin della Riva, alla fine del XIII secolo, nel De Magnalibus Mediolani (Le Meraviglie di Milano) ne decantava le lodi, che vedeva già manifeste nel nome latino MediOlanum: -la vocale centrale ?o? è la più bella e degna, che con la sua rotondità evoca la forma circolare della città e la rotondità è simbolo di perfezione, la presenza delle cinque vocali ne dimostra la completezza-.
Continua Bonvesin: -Considerata in rapporto alla sua posizione, la nostra fiorentissima città è famosa perché situata in una bella, ricca e fertile pianura, dove il clima è temperato, abbonda di tutto quello che è necessario alla vita umana, posta com?è tra due fiumi equidistanti, il Ticino e l?Adda. È così ricca d?acque [?] acque vive naturali, eccellenti a bere, salubri e così abbondanti in tutte le stagioni che in ogni casa, appena decente, si trova una fonte d?acqua viva-
Sembra quasi la descrizione di un?Eden e innegabile può essere l?appellativo di Milano come città d?acqua, al pari di Venezia. Acque sorgive, interiori l?una, immersa nell?elemento acqua, l?altra?

Qualità yin e yang nel paesaggio della città

Il forte legame con l?elemento acqua si mostra qui fisicamente, con la diffusa presenza d?acque sorgive, che dall?interiorità, in cui si sono sciolte scendendo dai monti, riaffioravano in superficie, scorrendo verso il mare. Incanalate in un complesso reticolo, circolavano in tutto l?organismo della città, alimentando la sua vita in tutti i sensi. Un carattere che la imparenta alla ?città d?acqua? Venezia, che è invece immersa nella laguna, dove l?acqua dolce portata dai fiumi (Yang) si mescola a quella salata del mare (Yin), rigenerandosi quotidianamente.
Possiamo quindi immaginare Milano nascere in un paesaggio dalle qualità femminili yin, fecondo e fecondante, ricco di quelle acque che rappresentano il nostro inconscio, le nostre emozioni, la nostra stessa memoria cellulare (per sua natura l?acqua raccoglie e trasporta informazioni). Un luogo dove la presenza della Dea Madre doveva essere tangibile, senza asperità o secchezze, in perfetto equilibrio con l?impulso delle qualità maschili yang.
Equilibrio dato dall?incrocio di due forti correnti yang, che, nascendo dal Monte Resegone e dalla Catena del Monte Rosa, s?incontrano esattamente a novanta gradi dov?è ora Piazza della Scala, impregnando lo spazio di quella sacra alchimia che si manifesta quando le due forze primordiali dell?Universo s?incontrano nella danza della creazione. Un luogo dove, dicevamo, il Cielo si sposa alla Terra.

La fluidità negata

L?opera dell?uomo, quando agisce inconsapevolmente, staccato dalla comunione con la Natura, può però creare degli squilibri. Così è successo qui, con la chiusura successiva dei navigli, dei vari pozzi sorgivi e di quasi tutte le fonti sacre, provocando una ?yanghizzazione?, cioè un eccesso di qualità maschili dello spazio energetico di questo luogo. Tutto questo ha una ricaduta sulla qualità della vita degli abitanti di Milano. L?operosità diviene frenesia e spasmodica ricerca del profitto fine a se stesso, la bellezza diviene vanità, la Moda crea abiti per una donna sempre più mascolinizzata per gratificare l?immaginario maschile. Tutto diventa merce e guadagno, tutto è quantizzato, misurato, organizzato, sezionato, logicamente calcolato. Sentimento, intuizione, generosità, sono relegati nella sfera della ?debolezza? e dell?inutile, a svantaggio della collaborazione creativa.
Sorte comune è toccata a Venezia, che ha subito l?interramento di molti suoi canali e l?ancoramento forzoso alla terraferma, la costruzione di ponti ?terrestri? sul Canal Grande (inizialmente c?era solo Rialto e si usavano le gondole per il traghettamento). Tutte opere che hanno portato al conseguente squilibrio delle qualità armoniche del suo paesaggio sacro.






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Prefazione

La città nel suo insieme è un essere vivente. Non è solo un paesaggio geografico e urbano, un punto di confluenza di civiltà, di creatività e cultura, ma è anche una coscienza, un?anima e delle qualità energetiche che trovano espressione nel suo paesaggio fisico. Sono da tre anni impegnato in un lavoro di decodifica del paesaggio sacro di Milano nei suoi aspetti simbolici ed energetici. In particolar modo nel rintracciare le tracce che Il Divino Femminile, la Dea, hanno lasciato in alcuni luoghi della città, questi caratterizzano nel loro insieme la qualità dell?anima di Milano.
Marko Pogacnik con il suo lavoro e il suo seminario, tenutosi a Milano nel Febbraio dell?anno trascorso, ci ha donato una maggiore comprensione del ruolo dell?anima di Milano, che amo chiamare la ?Dea Nascente?, ponendola in relazione ad un contesto europeo.



Milano nel Plesso Solare europeo

Milano non ha solo un?importanza energetica per la Lombardia e la Val Padana. Questo punto rientra, assieme a Venezia, in una struttura energetica molto più vasta, che è stata studiata e rilevata da Marko Pogacnik. Nel corso dei suoi interventi come terapeuta della Terra, Marko ha potuto tracciare una possibile struttura energetica dell'Europa, che attraversa il continente come una "colonna vertebrale" che, partendo dall'isola di Creta, suo "chakra-radice", si estende sino all'Islanda, che svolge la funzione ed esprime le qualità di suo ?chakra-corona?.
In una zona a Nord e a Sud delle Alpi, compresa tra Zagabria e Francoforte, tra Praga e Milano e tra Berna e Strasburgo, pulsa un "campo d?energia" con le qualità e la funzione del Plesso Solare.
All'interno di questo campo energetico, ogni luogo e città alimenta, sostiene e contribuisce a definire il campo energetico vitale del plesso solare europeo.
Il ruolo di Milano all?interno di questo campo energetico si può esprimere nell?assunto di ?luogo della memoria delle Sorgenti della Vita?.

Liberando questa consapevolezza in noi, ricercando il contatto con la fonte interiore della nostra vita, del nucleo divino del nostro essere terrestre ? riscoprendoci figli della Dea -, mettendoci in risonanza con i suoi punti energetici possiamo risvegliare questa memoria nella "coscienza" della città che abbiamo costruito in questo particolare luogo della Terra, di cui abbiamo dimenticato la natura sacra. Individuando i suoi possibili blocchi energetici, e sciogliendoli dentro di noi, individualmente o in gruppo, tramite azioni creative (come la meditazione, le visualizzazioni, l'immaginazione e il canto armonizzante) aiutiamo Milano ad esprimere pienamente le sue qualità, il suo archetipo, il suo scopo, e a liberare la sua creatività generatrice.





Nota finale:
per specificare un pò.


Il Plesso Solare Europeo

Il modello dell?Asse Centrale europeo,
in un esperimento di Arte Ecologica.



Un modello fisico ed energetico del campo di forza che sostiene il Plesso Solare europeo, iniziato nel 2005 è in fase d?ultimazione a Zagabria.
Un grande cerchio di ?geopuntura? composto da 61 blocchi di granito, che sono disposti nello spazio come in figura.
Il cerchio di geopuntura, si ispira all?antica arte megalitica, rielaborata da Marko Pogacnik, e riadattata alle nostre attuali conoscenze dell?arte geomantica, è un insieme di pietre che disposte nello spazio, secondo precisi schemi, creano delle risonanze capaci di interagire con i campi di forza planetari e di specifici luoghi.

Sulle pietre sono scolpiti dei cosmogrammi, che sono dei segni visivi, capaci di interagire con il campo energetico planetario e del luogo per informarli.
Essi sono dei segni multidimensionali che agiscono al di là dello spazio e del tempo.
L?enorme peso dei blocchi, agisce sulla Terra come una agopressione, che ha per il pianeta una analoga funzione, che ha per il nostro corpo l?agopressione o l?agopuntura, questo permette di attivare delle risonanze che andranno a dialogare con luoghi e qualità animiche specifiche.



Cosmogramma per Milano, disegnato dalla Croata Mirjana Zupan
e installato dopo fusione in bronzo, nella specifica pietra.
Tutti gli altri disegni sono di Marko Pogacnik, quello sull'asse europeo
è tratto dal libro: Earth Changes, Human Destiny, 2001. Findhorn Press.





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Tempo di viaggi e di partenze!!! Siccome molti (moltissimi) di voi mi stanno chiedendo più o meno la stessa cosa, ossia come comportarsi (essendo affetti da diabete) prima di partire per un bellissimo (e meritato) viaggio, ho deciso di dare una risposta sul blog, facendone un post d’interesse pubblico!

I problemi da affrontare durante una vacanza possono essere ovviamente mille e più, ma questo vale anche per i NON diabetici. Per noi, comunque, le partenze andranno sempre programmate con un certo anticipo, questo per poter predisporre tutto il necessario, indispensabile, prima di affrontare un certo tempo (qualunque esso sia) lontani da casa nostra, dal nostro medico e dal “caro diabetologo”!

Il primo problema sorge ovviamene sulle scorte di medicinali da portare con sè. Vi ricordo innanzitutto che il diabete è una malattia MOLTO diffusa e questo permette, in ogni caso, di viaggiare sempre con una certa tranquillità e certezza di poter trovare, quasi ovunque, l’insulina che adoperate e tutto il necessario per potervela somministrare. Detto questo, che fare? Io solitamente porto sempre con me (dall’Italia) tutto il necessario per il periodo che passerò all’estero. Calcolo le dosi d’insulina (con un certo margine in eccesso, ovviamente) e lo stesso faccio per tutti i presidi utili e necessari al monitoraggio e alla somministrazione (sempre in eccesso… “n’sisammai”). Non ho mai portato più di un reflettometro (ma conosco diabetici che lo fanno sempre di prassi… su questo punto vedete voi).
Per alcuni di voi però questo potrebbe rappresentare un problema, perchè la somministrazione dei vari presidi nella vostra regione avviene solo in farmacia ospedaliera, nonchè in modo programmato. Parlatene sempre con il diabetologo e spiegate la situazione. Nella mia regione è il medico di base a prescrivermi, quando mi presento da lui (normalmente una volta al mese) tutto quello che mi serve, e io vado in una qualsiasi farmacia a ritirare il tutto!

Se poi il nostro viaggio comporta anche delle tratte in aereo, come ben sapete dopo l’ormai fin troppo famoso 11 settembre, i dispositivi anti-terrorismo sono diventati molto rigidi e avere con sè materiali liquido e appuntito (insulina…. aghetti… pungidito…) sembra impossibile. Così ovviamente non è, per noi ID. Il diabetologo vi DEVE rilasciare un documento (possibilmente tradotto in più lingue, ma quantomeno in italiano e inglese) dove si attesta il vostro stato di diabetici insulino-dipendenti e la necessità di avere SEMPRE CON VOI tutto il necessario a poter fare quanto utile a mantenervi in vita (durante il mio ultimo viaggetto, in Brasile, alla partenza da Malpensa verso Parigi, la signorina della Air France mi ha chiesto “A cosa le servono tutti questi preparati?” ed io ho risposto con estrema tranquillità “Per VIVERE?”… anche perchè non avevo ben capito cosa volesse sapere… ma la realtà è davvero quella, poi, non credete??!!)! Questo significa che TUTTA l’insulina che porterete con voi, comprese le striscette per il reflettometro e le scorte di aghi ecc. ecc. DEVONO salire a bordo con voi sull’aereo, e MAI venire rinchiusi in bagaglio (ricordate che volerete molto in alto con temperature esterne assai basse, le stive bagagli possono anche andare a temperature troppo basse per l’insulina, rendendola poi, così, inutilizzabile!!!). Anche perchè se un paio di mutande e delle magliette si possono comprare velocemente ovunque in caso di smarrimento bagaglio, lo stesso non può dirsi per tutto quello che vi serve per mantenere le glicemie a valori normali… o quanto più possibili tali! [Piccola indicazione su come ho fatto io per tutti i voli verso il Brasile?!!? Dopo i primi tentativi mal riusciti sull’avvertire della presenza del diabete nella mia vita, ho deciso di mettere la carta del diabetologo dentro al passaporto e l’ho sempre consegnata al controllo biglietti & C in questo modo, senza dire nulla. Spesso non me l’hanno neppure “calcolata”, ma alcuni la leggono e la rimettono a posto… Nessuno mi ha mai chiesto di vedere cosa sto trasportando nel bagaglio a mano relativamente alla patologia. In caso qualcuno avesse protestato sul fatto che non li avessi avvertiti, avrei sempre potuto dire: “Ma se l’indicazione era nel passaporto in bella vista?”… :D ]

C’è poi l’inghippo dell’assicurazione sanitaria… Se viaggerete in Europa portate semplicemente con voi la nuova tesserina sanitaria (quella rigida, tipo bancomat) [qui l’elenco dei paesi - in basso - dov’è valida] che sostituisce il vecchio modello E 111 e che vi basterà presentare nella struttura sanitaria, in caso di necessità. Diverso è il caso di viaggi fuori dalla CEE. Per mia esperienza personale posso dirvi che sono pochissime le compagnie assicurative che ci tutelano, essendo noi soggetti ad alto rischio. Se le vostre vacanze sono organizzate da un Tour Operator, solitamente l’assicurazione è compresa ed è per tutto il vostro gruppo. Se invece vi organizzate da soli, dovrete stipulare di vostro conto un’assicurazione che vi copra almeno per eventuali infortuni, che non sono legati alla patologia diabete. Qui la cerchia si restringe. Fatevi aiutare dalla vostra agenzia viaggi di fiducia, sicuramente troveranno la soluzione per voi!

E per il trasporto dell’insulina fuori dal frigo? Esistono borsette termiche (tipo le classiche borse frigo da spiaggia, in tessuto morbido) dalle dimensioni più ridotte e con la possibilità di inserirvi anche un “ghiaccetto” (… non so come si chiamano ma li vedete nella foto qui a fianco, avete capito, vero, di cosa parlo?!) che vi possono essere molto utili (attenzione solo a non posizionare l’insulina a contatto diretto con il “ghiaccetto”… potrebbe alterarne l’effetto per sempre, rendendola inutilizzabile). Molto, ovviamente, dipende da dove stante andando e dal tipo di vacanza che farete. Io per le “vacanze brevi” (2-3 settimane) ho sempre tenuto l’insulina con me, a temperatura ambiente (ma non sotto il sole cocente, ovviamente!!!). Anche per l’ultimo viaggio (Brasile) ho fatto così! Una mia cara amica che due anni fa ha attraversato non ricordo più quale deserto africano con la jeep, si era procurata un “frighetto portatile” da tenere attaccato con l’attacco dell’accendi-sigari e la cosa le è andata benissimo. Serve sempre fare una precisa valutazione della possibile temperatura nel luogo che si intende visitare, prima di scegliere come comportarsi!

Appena ho un altro po’ di tempo, aggiorno con altri suggerimenti… intanto ditemi cos’altro volete sapere!


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Rete vitale
INVITO ALLA MEDITAZIONE

Nel periodo di passaggio all?estate, Solstizio 2007

  • Collegati con la nostra comune ?stella-patria? che sta verticalmente sopra la tua testa.Collegati contemporaneamente con il centro della Terra.
  • Il collegamento scorre direttamente dietro la tua colonna vertebrale.
  • Scorre in una forma dinamica a spirale, così che le scintille della sua qualità vengono lanciate nello spazio circostante e accelerate in tutte le direzioni, dando vita a nuovi collegamenti (raggi) di questo tipo.
  • Rimani per un po? in questo atteggiamento.



Per approfondire:

- che cosa scopri riguardo alla ?nostra stella-patria comune?? In base alla tua esperienza, di che tipo di fenomeno si tratta? Come si riesce a stabilirci un contatto? Una possibilità è quella di mettere per alcuni giorni in primo piano l?ancoramento nella ?stella-patria? e approfondire l?esperienza.

- come si riesce a stabilire il collegamento con il centro della Terra e cosa succede se questo collegamento viene rafforzato?

Qual?è stata l?occasione che ci ha portato a invitarvi a questa meditazione comune:
scossi da un sogno ricevuto da Marko Pogacnik, ci siamo dedicati per alcuni giorni a interpretare le indicazioni provenienti dal sogno. In diverse immagini, abbiamo potuto riconoscere che sta per arrivare verso di noi un intenso periodo di ombre, che dai regni spirituali del cosmo arrivano sulla Terra da ogni parte.
La sensazione di Peter è stata che dagli spazi cosmici viene afferrato e raccolto per un momento l?irrigidimento della vita, che noi provochiamo come umanità, e che da questi spazi esso si ripercuote su di noi e per un attimo verrà addirittura accentuato.
Dietro questa ondata di ombre, Marko percepisce una presenza della forza cristica, che è collegata alla sorgente originaria del nostro essere umano. Per esprimerlo in immagini, Marko chiama questa sorgente originaria ?la nostra comune stella-patria?.
Potrebbe verificarsi una temporanea paralisi della vita, come al momento della crocifissione, per piantare un seme di luce nei campi più profondi della materia. Il senso della meditazione sarebbe quello di dare forza agli aspetti luminosi di questo processo.


17. Giugno 2007, Marko Pogacnik und Peter Frank.


Traduzione dal tedesco di Maurizio Martinelli (ecovia@libero.it)

Postfazione

La Rete Vitale di Geomanzia e Trasformazione Personale è una realta ormai consolidata nei paesi di lingua germanica.
Di questa stessa rete vitale fanno parte gruppi, da qualche anno, che, in Italia, nella persona di Maurizio Martinelli (Venezia), Tiziana Vaccari (Udine), Dagmar Trinks (Novara) e me che opero tra Novara e Milano, cercano di diffondere, con una nuova e più chiara consapevolezza, la necessità di un rinnovato contatto con la Natura e con Madre Terra. Ciò trova espressione nel sentirisi parte integrante di un processo evolutivo che sta "risvegliando" ogni apetto della Vita.
Non siamo semplici spettatori, ma parti integranti del processo anzi, oserei dire, siamo il processo stesso, ne siamo i co-autori, e credo che lo stiamo scrivendo tutti insieme.
Personalmente vi invito a praticare questa meditazione, per tutto il periodo che si vuole, con la consapevolezza che stiamo agendo insieme per comprendere qualcosa di noi stessi.
Ognuno con la propria individualità, potrà comprendere dentro di sè, cosa è la nostra comune Stella-Patria, e cosa significa radicare queste qualità nel nostro cuore e nel Cuore di Madre Terra.



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Credo che nelle varie lingue del nostro pianeta vi siano codificate, come indizi, delle chiavi, che ci permettono l'accesso ad altri livelli di comprensione.

Un esempio di questi ci viene dalle lingue anglofane, in esse sorprendentemente, la parola che sta ad indicare Terra è simile sia nell'ortografia che nella pronuncia, alla parola che indica il Cuore:
EARTH HEART
come a volerci ricordare che esiste un campo di forza che si esprime tramite le qualità del Cuore che connette tutti gli esseri viventi con la Terra. Spazio fluido in eterno divenire.
Gli antichi e i popoli nativi, ci rammentano costantemente la nostra connessione al grande tessuto della Vita, che ci collega a tutti i reami del Creato.
Ci ricordano che qualsiasi cosa noi facciamo alla trama della Vita la facciamo a noi stessi.
Recenti scoperte della scienza di frontiera, ci dimostrano che viviamo le nostre esistenze in un universo olografico, dove gli universi si specchiano uno nell'altro, il piccolo nel grande, il dentro nel fuori, il basso nell'alto?
La Terra non è così, soltanto, un azzurro pianeta sperduto nella Via Lattea, un puro meccanismo o un complesso insieme d'equazioni matematiche, ma la Vita stessa che si manifesta nella Materia.
Ella ha un'Anima, è viva, con una sua propria "coscienza" e un suo proprio "cuore".
Gli antichi l'hanno chiamata Madre Terra o Gaia, o nel suo aspetto cosmico: la Dea.

Il compito degli uomini, ci è stato tramandato, è quello di prendersi cura di Madre Terra, di esserne i giardinieri.
Portando attenzione, guarigione, cura al nostro universo interiore per risonanza la stiamo portando al nostro cosmo esteriore e viceversa.
Così, simbolicamente, ogni paesaggio esteriore riflette il nostro paesaggio interiore.
Gaia ci parla con il linguaggio creativo della Natura, si manifesta nel paesaggio e in tutto ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, nel flusso incessante e ciclico della Vita.
Ritrovando un profondo contatto con la Natura, lo ritroviamo con noi stessi?

L'uomo negli ultimi settemila anni della sua evoluzione, si è sempre più allontanato da un contatto diretto con la Natura e quindi con Madre Terra, questo lo ha portato all'alienazione e ai risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Forse è questo, quello che la chiesa cattolica indica con "peccato originale", l'alienazione dalla fonte Divina d'ogni cosa, da quell'aspetto del Divino che gli antichi riconoscevano nel Sacro Femminile e nell'onorare la Dea, presenza immanente nello spazio vitale ed ecologico dell'uomo.
Così la natura e l'uomo stesso che n'è profondamente legato, ha perso la sua sacralità diventando mero oggetto di sfruttamento, misurabile e quantificabile e sostanza capace di accrescere quei valori economici, tipici delle società cosi dette evolute, accentramento delle richezze e delle risorse, nelle mani di pochi a discapito dei molti.
Recuperare una visione ecologica profonda dell'esistenza, diviene necessità primaria per la sopravvivenza della nostra specie e del pianeta intero.


Lei è noi e noi siamo Lei.
Il nostro Cuore è UNO.





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