Natura e Salute costituzione

Home | Catalogo Prodotti | Links | | Blogroll | Contatti | Tagcloud | Sitemap







1.- Cos'è l'Omeopatia?

È un sistema di Medicina nato agli inizi del secolo XIX grazie al Dr. Samuel Hahnemann. Per molti è catalogata dentro la medicina alternativa perché sorge dopo che il suo fondatore rinunciò alla pratica medico convenzionale per considerarla molto aggressiva e poco scientifica.

La nome omeopatia fué incuneato per il Dr. Hahnemann e proviene da due radici Greche, homoios = simili / similari, e pathos = malattia.



2.- Su che cosa è basata l'Omeopatia?

L'Omeopatia Classica è basata in 3 principi basilari:

1.-la Legge dei Simili che stabilisce che una malattia è curata per una medicina che causi sintomi simili ai quali il paziente sperimenta, ma in una persona sana.

2.-la Medicina Unica,

[continua...]


Gotu Kola è pensato di agire in qualità di rejuvenative nervine ed è consigliato per disturbi nervosi, epilessia, senilità e invecchiamento prematuro. Come tonico del cervello, si dice agli aiuti di intelligence e di memoria. E 'anche pensato di rafforzare la ghiandole surrenali e pulire il sangue per il trattamento di impurità della pelle. Si dice per combattere stress e depressione, aumento della libido e migliorare i riflessi. È stato anche indicato per l'insufficienza venosa cronica, lievi ustioni, cicatrici, sclerodermia, ulcere della pelle, vene varicose, la guarigione della ferita, reumatismi, malattie del sangue, insufficienza cardiaca congestizia, infezioni del tratto urinario, malattie veneree, epatite e di alta pressione sanguigna.

Gotu Kola Informazioni:

In India, Gotu Kola è considerato forse il più spirituale di tutte le erbe aromatiche. Crescente in alcune zone del Himalaya, gotu Kola

[continua...]






Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


www.uniamo.org

- info@uniamo.org

NUOVI LEA ANNULLATI: un nuovo schiaffo ai malati rari italiani

Venezia, 2 luglio 2008 ? UNIAMO F.I.M.R. onlus ? Federazione Italiana Malattie Rare ? esprime una grande preoccupazione ed indignazione riguardo alla comunicazione data dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi circa la nullità dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), approvati il 23 aprile scorso, a causa dell?insufficiente copertura finanziaria secondo i calcoli della Ragioneria di Stato.

?E? un fatto inaccettabile ?

I LEA sono lo strumento adottato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per definire le prestazioni assistenziali sanitarie che lo Stato fornisce gratuitamente a tutti i cittadini, tra queste anche le prestazioni a favore dei malati rari. Con l?approvazione dei LEA, ultimo atto della precedente legislatura, è stato aggiornato anche l?elenco delle malattie rare riconosciute dal SSN, allegato al D.M. 279/01, con l?inserimento di nuove 109 patologie rare. Con l?annullamento dei LEA viene a mancare anche l?ingresso delle 109 malattie rare nell?elenco, con conseguenze drammatiche per i pazienti e le famiglie.

?Il decreto 279/01, ovvero il regolamento che istituisce la rete italiana delle malattie rare e la regolarizza, ha avuto il merito di parlare finalmente anche in italia delle malattie rare e di proporne una possibile gestione?,

sostiene la Presidente di UNIAMO Renza Barbon Galluppi ? ancora una volta questo paese dà uno schiaffo a tutti i malati rari italiani?.spiega la Presidente Barbon Galluppi. ?Tuttavia il meccanismo di aggiornamento dell?elenco delle malattie rare allegato al decreto 279/01 è risultato inefficace e discriminatorio, in barba all?equità di accesso alla salute tra tutti i cittadini imposta dalla Costituzione. Bisogna studiare un meccanismo più veloce e piùefficace, non più legato all?aggiornamento periodico dei LEA, che dia subito la possibilità a tutti i malati rari italiani di essere riconosciuti come tali e di beneficiare delle speciali tutele a loro riservate?.


[continua sulla fonte orginale...]


26 maggio 2008 ? Il nucleare che il governo dice di voler avviare entro fine legislatura sarà di terza generazione, e non di quarta generazione (quello ?sicuro?, e senza rifiuti radiottivi, ma ancora al livello embrionale) come promesso dalla maggioranza al governo in campagna elettorale. Ci sarebbe già un piano per realizzarlo ? al quale si è lavorato già da molto prima delle elezioni ? con tanto di elenco di siti.

Sabato il quotidiano ?La Repubblica? ha rivelato il progetto dell?esecutivo gestito ?o dalla sola Enel o da un consorzio pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore?.

Il progetto riguarderebbe "quattro centrali di terza generazione" che "nel 2020 copriranno almeno il 10 per cento dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6 mila MW, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive?.

Che sia da sola, o insieme ad altre, il programma porta la firma dell?Enel che dovrebbe presentare nei prossimi giorni il ?piano articolato? al governo, al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese.

?Il progetto dell?Enel ? scrive il giornale - stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l?allestimento del contesto normativo, due per l?iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera?.

La tecnologia indicata ?è quella del nucleare di ?terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell?Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive)?.

I tecnici Enel sfrutterebbero ?la competenza tecnologica? acquisita nelle esperienze all?estero del gruppo, ?in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne? e ?in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr?.

Il piano sarebbe concepito su tre ?livelli?. C?è innanzitutto quello normativo. Attraverso ?una legge delega? sarebbe definito ?il contesto? all?interno del quale inserire ?singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli?. Tra i suoi compiti quello di rivedere ?il titolo V della Costituzione? (quello cioè che ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali) per riportare le ?scelte strategiche? al livello nazionale limitando ?il peso degli enti locali?.

Il ?secondo livello? riguarda l?identificazione dei siti per le centrali e lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel ?non fa nomi?, lasciando la scelta a ?governo? e ?Parlamento?. Tuttavia la ?pole position? spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda la discarica delle scorie nucleare l?opzione più ec? sarebbe il ?sito provvisorio?.

Il ?terzo livello?, infine, è quello finanziario. Ovvero la determinazione del costo dell?intero progetto ?mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: "da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia?.

Sulla localizzazione degli impianti interviene Andrea Poggio (Legambiente) citando una notizia in possesso di Radio popolare. Poggio sostiene che esiste già un elenco di sei siti tra i quali scegliere, di cui 3 al nel Nord.

"Radio Popolare - afferma Poggio - riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa.

"Ecco i siti proposti:

- Chivasso (Torino) di Edipower.
- Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon).
- Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem di Milano e Asm di Brescia).
- Ostiglia (Mantova) di Endesa.
- Sermide (Mantova) di Edipower.

Tutti i siti scelti, spiega Poggio, ?sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo ?spegnersi? tutte le notti?.

Sono inoltre ?tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60 per cento) del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale.

?Senz'altro ? sottolinea Poggio - l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume.

Sul fronte dell?accettabilità sociale ?sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 chilometri da Torino la prima e a 27 chilometri da Milano la sconda. È essa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare?.

Resta l'assurdo, affonda Poggio, di una ?Italietta? spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari".

E per questo: "Anche contro questa italietta scendiamo in piazza il 7 giugno, una manifestazione già prevista, che resta soprattutto contro i cambiamenti climatici: ?In marcia per il clima?, ma che coglierà l'occasione anche di dire no all'atomo insieme a un centinaio di associazioni, unite dietro un grande striscione: ?+ efficienze e solare, che c'azzecca il nucleare??

(FONTE: Zeroemission.TV)

[continua sulla fonte orginale...]
APPELLO AL NUOVO MINISTRO DELLA SALUTE SEN. SACCONI

Gent.mo Senatore Sacconi

nel momento in cui và ad assumere il delicatissimo ed impegnativo ruolo di Ministro del welfare e quindi anche della Salute, sia consentito ad un cittadino comune di formularLe gli auguri di un proficuo lavoro che porti lustro alla Sua già illustre Persona e nel contempo dia le più idonee risposte ai bisogni dei cittadini.
Chi le scrive è presidente di un'associazione nazionale " Sos Linfedema " che cerca di tutelare i bisogni di assistenza di una categoria di ammalati disabili di linfedema, una patologia non ancora riconosciuta dal Ministero della Salute pur se colpisce in Italia qualche milione di persone. Lo scorso anno dopo mille e piu' reiterate ns. sollecitazioni un'apposita commissione ministeriale aveva elaborato le linee guida per il linfedema già tramutate in normative dall'apposito dipartimento e pur tuttavia non emanate dal ministero della salute.Osiamo sperare che tra i molteplici assilli che la impegneranno nell'esercizio delle Sue Alte funzioni, possa trovare un minimo di tempo per emanare queste benedette linee guida per il linfedema che porrebbero fine ad un atto di palese ingiustizia e consentire a questa nutrita schiera di malati disabili di avere riconosciuta l'assistenza come recita l'art, 32 della ns. Costituzione. Se vuole approfondire l'argomento basterà che chieda lumi al dr. Filippo Palumbo del Ministero della Salute.
Confidando di poter riscontrare la Sua attenzione e partecipazione solidale su quanto argomentato, la ringrazio e le porgo i miei migliori saluti ed auguri.

--
franco forestiere, presidente associazione " Sos Linfedema

(copia integrale del testo della mail inoltrato in data odierna al neo ministro della salute sen. Sacconi)

[continua sulla fonte orginale...]




Un discorso di Stefano Montanari, scienziato di fama internazionale e attualmente candidato premier alle elezioni politiche, che, partendo dalla Costituzione, approda ai principi ambientali necessari per la tutela della salute umana, soffermandosi sui danni da termovalorizzatori, sul confronto con i paesi dove sembrano funzionare e sulle alternative per uno smaltimento innocuo dei rifiuti.


Per approfondire:

:: dai video di Olistica.tv ::
> Gli inceneritori (Beppe Grillo)
> Beppe Grillo: "Non possiamo finanziare i tumori dei nostri figli"
> Beppe Grillo: "Abbiamo bisogno di sindaci ecoilluminati!"
> Per non venire sommersi dai rifiuti
> Il giorno del rifiuto
> La soluzione al problema rifiuti


:: dall'Enciclopedia olistica ::
> energie alternative
> energie rinnovabili
> sviluppo sostenibile

:: dall'Antologia olistica ::
> Manifesto del doposviluppo (di Serge Latouche)
> Manifesto per la decrescita felice (di Maurizio Pallante)
> Tra sviluppo sfrenato e sviluppo sostenibile, "decrescita felice" e decrescita demografica (di Roberta Marzola)


Libri

:: Libri e DVD di Stefano Montanari ::

DVD - L'Insidia delle Polveri Sottili e delle Nanoparticelle (di Stefano Montanari)

Il girone delle polveri sottili (di Stefano Montanari)
 
Lo Stivale di Barabba (di Stefano Montanari)


:: Libri su stili di vita alternativi ::

La decrescita felice (di Maurizio Pallante)

La scommessa della decrescita (di Serge Latouche)

Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa (di Serge Latouche)


 

[continua sulla fonte orginale...]



GeAmanti: Marko Pogacnik

Con questo scritto, ho il piacere di inaugurare una nuova sezione del blog ospitando gli scritti di vari GeAmanti, ossia di tutti quei ricercatori che innamorati di nostra Madre Terra ci stanno donando, con il loro ispirato agire una maggiore comprensione dei fenomeni e dei processi che danno ?forma? alla Vita, in questo nostro amato pianeta.
Salvatore Calì






Tramutare lo spazio della realtà
Un manifesto di Marko Pogacnik




Cos?è lo spazio della realtà

Nella sua essenza, lo spazio non è una categoria nè astronomica, nè fisica. Lo spazio non è soltanto un ambiente composto di materia, di materiali, di luce, ombre e delle loro interrelazioni. Lo spazio e? sopratutto un essere multidimensionale. E? lo spazio a rendere possibile la vita.

Lo spazio della realtà è stato via via ridotto al minimo dal pensiero razionale moderno. Dovunque ci si giri si incontra un confine: la lunghezza, la larghezza e la profondità dello spazio sono limitati, ci sono confini di Stato, c?è il limite del conosciuto e il confine che separa la coscienza dalla follia. La vita dentro e attorno a noi comincia a morire, perché non riesce più a reggere i confini fissati dal macchinario razionale dell?età del ferro. Stiamo precipitando in una crisi ecologica e psicologica.

Pensiamoci un attimo: è davvero possibile che il modo di pensare e il modo di essere dell?Uomo possa influenzare la qualita? dello spazio nella sua essenza? Si, è possibile, perchè lo spazio della realtà è soprattutto un?espressione della coscienza.
Il mito della creazione non e? che una favola, che racconta la creazione dello spazio della realtà. Lo spazio originario fu creato dalla Divinità con il grande ?big bang?, per mettere l?Universo in grado di evolvere. Successivamente, la Terra ha creato il proprio spazio, in modo da rendere la coscienza fluida capace di evolvere all?interno della materia dura. Da allora, le piante e gli animali godono dello spazio della realtà, senza avere alcuna possibilità di cambiarlo. Per l?essere umano è diverso. Lo spazio della realtà può essere sensibilmente cambiato dall?essere umano, nel momento in cui pronuncia una parola o compie un?azione; a condizione, però, che la parola o l?azione sia radicata nel campo energetico-emozionale.

Tramutare lo spazio della realtà

Le parole e le azioni dell?essere umano moderno non sono capaci di tramutare lo spazio della realta?, perche? questi, di norma, parla e agisce come un essere separato dalla vibrazione del proprio campo energetico-emozionale - dal ?campo dell?amore?. Così si riesce solo a cambiar posto alle cose.
Da millenni gli esseri umani sono vittime della stessa fame e, rispettivamente, della stessa abbondanza, sono vittime delle stesse guerre e di crudeltà continuamente ripetute. Cambiano solo le forme esteriori. La pressione sul tessuto della vita dentro e fuori di noi è ormai aumentata. La crisi prende forma.
E? maturato il tempo di scoprire l?arte della trasmutazione. La trasmutazione non è un semplice cambiamento. Include il salto quantico. Il principio della trasmutazione proviene dalla tradizione alchemica. Il suo simbolo caratteristico è la trasformazione del piombo in oro.

La mutazione dello spazio è una questione geomantica, nel senso che la realtà non può essere tramutata, se l?essere umano non collabora consapevolmente con le dimensioni spirituali, materiali, emozionali e vital-energetiche del proprio corpo e del corpo del paesaggio che lo circonda, che è un frattale della Terra intera (un frammento che ne rispecchia la totalità).
E? altrettanto impossibile tramutare le civiltà o qualsiasi altro tipo di spazio, seguendo strettamente la via della logica. Il percorso lineare della logica e il salto quantico della trasmutazione sono due concetti opposti. In quanto figlia della logica, la scienza è sempre tesa fra creazione e distruzione. Quanti brevetti utili si scoprono, altrettante armi distruttive si concepiscono. Non c?è via d?uscita da questo circolo vizioso, se non quella di cambiare le fondamenta su cui ci si basa.

In questo momento, la creatività artistica ha la priorita?, a condizione che ne diventi consapevole. L?arte non è figlia della logica, che pretende di controllare le faccende del mondo e non permette alcun cambiamento sostanziale. L?arte è figlia della follia. L?arte rende possibile il rovesciamento della coscienza e, perciò, anche la decomposizione del vecchio spazio. L?arte si basa sulla capacità di immaginazione creativa dell?essere umano, la quale, essendo di natura identica alla Parola divina, è fondamentale per la creazione.
Certo, anche l?arte può diventare schiava della razionalità, se segue la logica del linguaggio artistico, la logica delle tendenze di moda o del mercato. E non ha senso neppure criticare la razionalità. Al contrario, essa rende più chiaro il messaggio. La razionalità diventa velenosa, nel momento in cui opprime la libertà di un?esistenza multidimensionale, la liberta? di ?pazzia?- intendendo per pazzia la visione intuitiva e la libertà di percezione trascendentale. Diventa velenosa quando opprime la danza della Dea universale dentro di noi e nel creato.

Il nuovo spazio della realtà

Non si pensi che la manifestazione del nuovo spazio dipenda dalla buona volontà, della creatività artistica o dal fatto che la razionalità si metta in disparte. Molte epoche prima della nostra, il nuovo spazio della realtà fu generato da una visione angelica, come alternativa alla costituzione esistente dell?universo. Ma l?onda della sua presenza ci ha raggiunto soltanto ora.
Non è possibile governare il nuovo spazio; le sue potenzialità creative non possono essere controllate. E non ce n?è neppure bisogno. Perché il nuovo spazio della realtà può comunque esistere soltanto se è reale, giusto e sacro.
Manipolazioni, atti inconsulti o interventi superficiali sono usuali nel vecchio spazio. Il vecchio spazio della realtà, nel quale sta ancora procedendo la nostra storia, non si esaurisce, se l?essere umano che si senta coinvolto e preoccupato, non si connette con il proprio centro interiore facendo i suoi tentativi di agire.
Il nuovo spazio della realtà non può nemmeno esistere, se coloro che partecipano alla sua danza non ne sono connessi interiormente ed esternamente.
Il nuovo spazio della realtà esiste già fra di noi, ma raramente ne facciamo esperienza. Il nuovo spazio della realtà offre a tutti - persone, piante, animali e altri esseri, visibili e non - spazio sufficiente per esistere nella loro totalità, perchè vibra a diversi livelli simultaneamente, all?interno di diverse dimensioni interconnesse fra loro. Nonostante ciò, questo spazio è molto semplice, tanto semplice quanto il linguaggio della Terra.
Il nuovo spazio della realtà è uno spazio di libertà, che rende possibile la pace, anche se sprigiona tensioni creative.

Che fare?

Cosa possiamo fare perché la visione del nuovo spazio diventi realtà quotidiana?
E? necessario imparare il linguaggio che usano tutti gli esseri dell?Universo per comunicare, il linguaggio che tutto l?Universo usa per pensare. Può essere chiamato ?il linguaggio universale?, ?il linguaggio dei cosmogrammi?. E? un linguaggio che presenta simultaneamente caratteristiche verbali e non-verbali. Lo usano gli uccelli per comunicare, lo conoscono anche le montagne e i fiumi. Viene usato da angeli ed esseri elementari per parlare fra loro. Un tempo, gli esseri umani lo conoscevano come un linguaggio della natura, un linguaggio di segni divini e di rivelazione. Abbiamo bisogno di imparare questo linguaggio per essere in grado di capirci fra tutti.
Al contrario del vecchio spazio di civiltà, di società e di esistenza, il nuovo spazio non è fondato sulla lotta permanente fra gli opposti e sulla conseguente violenza.
Il nuovo spazio si basa sulla tensione energetica fra differenti dimensioni di esistenza, tutte simultaneamente presenti. Cioè, con la presenza simultanea di tempo e non-tempo (eternita?) e, rispettivamente, di visibile e invisibile (eterico).
Di conseguenza, una creatività artistica che si voglia dedicare alla creazione del nuovo spazio, deve rinunciare al suo attaccamento esclusivo al mondo della forma. La forma è secondaria. Il principale ?attrezzo? dell?arte è di natura sciamanica, è uno strumento di scambio fra le dimensioni visibili e invisibili della vita. E? un rituale che si compie lavorando con energie vitali e con campi emozionali, è un?interazione con la coscienza universale.
Il nuovo spazio della realta? non sa separare il profano dal sacro. Il nuovo spazio è di natura olistica. Significa, che anche un banale atto di vita concreta può esistere solo se mostra dimensioni del sacro. E viceversa: un atto di tipo religioso non avrebbe senso - non potrebbe nemmeno esistere - se non fosse radicato nella vita quotidiana e dedicato ad essa.
Occorre quindi trovare i modi in cui l?arte abbia la possibilità di partecipare al dialogo sociale, alla creazione armonica di spazio vitale, al processo di pace in diversi Paesi, al riequilibrio dei paesaggi urbani, alla formulazione del nuovo paradigma in campo scientifico, ai processi di ricollegamento e di purificazione personale...
Nell?impegnarsi a fare tutto questo, l?arte non dovrebbe perdere il senso di sé, come simbolo di libertà creativa, di gioia e di mistero.

Marko Pogacnik, Sempas, Agosto 2004


Traduzione dall?Inglese: Tania e Maurizio Martinelli, Bologna, Marzo 2006

Dal catalogo della personale di Marko Pogacnik, ?Trasmutare lo spazio della realtà? , al Museo d?Arte Moderna di Lubiana e Galleria Civica di Nova Goriza in Slovenia, 2005.





[continua sulla fonte orginale...]

Un'indagine in tutti gli ospedali d'Italia per verificare come si muore. Questa la risposta del ministro della Salute Livia Turco di fronte a casi come quello di Piergiorgio Welby o Giovanni Nuvoli.

"Sento il dovere - ha detto in diretta dallo studio di 'Stella ', il programma di Maurizio Costanzo su SkyVivo - di fare una verifica. Voglio un'indagine nelle nostre strutture per consentire a tutti di morire in modo dignitoso, e garantire ai malati la massima assistenza". Turco parla di eutanasia e riconosce il diritto di ogni cittadino all'autodeterminazione, anche quando questa porti alla morte "ma solo se si ha la coscienza di aver fatto davvero tutto. Nella  malattia - spiega il ministro - le persone sono più fragili, esposte e hanno bisogno dell'altro. Bisogna accompagnare il malato sempre e in ogni momento, con il massimo di cura, vicinanza, presenza e  amorevolezza. Se poi - aggiunge - nonostante questa assistenza la persona, come ha deciso Welby, vuole interrompere il trattamento, allora - chiarisce - va rispettata la sua volontà". Per chiarire i termini della questione, Turco ribadisce di essere "contro l'eutanasia. Ma - precisa - c'è una grande differenza tra l'eutanasia e il rispetto della volontà del malato, prevista dall'articolo 32  della nostra Costituzione. Dove si riconosce al paziente il diritto di esprimere il proprio parere sui trattamenti sanitari. Anche rifiutandoli". Una libertà che però Turco sottolinea "non significa attivare un processo di interruzione della vita, come l'eutanasia".

Da DoctorNews 

Commenta »


[continua sulla fonte orginale...]

Federspecializzandi chiede al Governo che si appresta a rientrare in carica "risposte rapide e concrete" su un contratto che i circa 22.000 medici in formazione della penisola attendono da anni. In particolare la firma "immediata del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che applica il contratto di formazione specialistica previsto dalla legge 368/99, l'emanazione di un regolamento attuativo della legge che stabilisca finalmente in maniera chiara e univoca diritti formativi e responsabilità assistenziali uguali per tutti gli specializzandi, l'uscita immediata del Bando di concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione e il ritorno a una tempistica regolare nei bandi di concorso. Infine la tutela di un'assistenza sanitaria presente e futura che operi con obiettivi di qualità e nel rispetto di chi vi lavora e della salute dei cittadini".

Dunque venerdì i medici specializzandi scenderanno nelle piazze di Roma, Milano, Bologna, Padova, Pisa, Trieste, Varese, Pavia, Ferrara, Modena, Palermo, Messina, Ancona, Sassari, Cagliari, Genova con manifestazioni locali nei policlinici e per le strade delle città. E sabato un'assemblea nazionale dei medici in formazione specialistica stabilirà le prossime tappe della mobilitazione. Netta anche la presa di posizione dell'Amsce, l'Associazione medici specialisti della Comunità europea e specialisti in formazione, che richiama il governo alle proprie responsabilità: in questo caso, una semplice firma.

"Ogni ulteriore rinvio per l'attivazione del contratto di lavoro e per l'uscita del bando di concorso dei medici specializzandi - sottolinea - è palesemente ascrivibile a una insensata volontà politica. Lo schema tipo del contratto di formazione specialistica giace infatti già pronto per la firma sulla scrivania dei ministri competenti". E ancora: "I rappresentanti delle Istituzioni, da cui ci si aspetta quantomeno il rispetto della Costituzione e delle leggi, dimostrano di non curarsi realmente del destino delle decine di migliaia di medici specializzandi e di famiglie che ancora sono costretti a vivere con 960 euro mensili lordi, nonostante la legge finanziaria 2006 abbia già stanziato la quota necessaria affinché lo stipendio mensile lordo dei medici in corso di specializzazione sia più che raddoppiato, mantenendo inalterato il numero degli accessi ai corsi. Nell'ottobre scorso - aggiunge l'Amsce - durante le audizioni parlamentari il Governo si impegnò a discutere lo schema tipo del contratto di formazione specialistica, ma ancor oggi nessun segnale di coinvolgimento è giunto all'associazione di categoria".

Da doctornews

 

Leggi i commenti (1) »


[continua sulla fonte orginale...]