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L'ansietà è un'altra dei problemi più comuni dell'attualità. I rimedi floreali può risultare essere un aiuto inestimabile per detto male. L'ansietà si scopre facilmente quando è il proprio paziente che l'ammette o dichiara. Tuttavia, nella pratica la forma di presentazione più frequente è attraverso sintomi come crisi di nausee o palpitazioni, o un stato di aprensividad corporale che può confondersi con l'ipocondria.

Si può definire come un stato spirituale che permette di mettersi in tensione e dare la migliore risposta psicomotriz in momenti chiave dell'esistenza. Non forzosamente l'ansietà e la sofferenza che possa questa causare, devono congiurarsi della vita psichica, perché è un meccanismo adaptativo utile per molte circostanze vitali. Quasi tutto il mondo ha buoni motivi per "avere nervi", ma la questione è: si commercia di un stato nei limiti della

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Applicato topicamente per come ad esempio herpes labiale e Warts. Può anche essere assunto per via orale. Balsamo di limone è un antico erbe medicinali utilizzati dagli antichi greci oltre 2000 anni fa, e durante tutto il Medioevo.
Altri usi sono ampiamente citati (anche se non necessariamente di backup con una ricerca!) Includono: agitazione nervoso, problemi di insonnia, funzionali gastrointestinali denunce, crampi mestruali e delle vie urinarie spasmi, amenhorrhea, ansia, stanchezza cronica, herpes labiale, Graves' malattia, mal di testa, herpes virus, ipotiroidismo, insonnia, la chiarezza mentale e concentrazione, il rilassamento, l'herpes zoster e infezioni virali. E 'anche il pensiero di oli volatili in Lemon Balm contengono sostanze chimiche che rilassarsi muscoli, in particolare nella vescica, stomaco, utero e, attenuando così crampi, gas, e nausea.

Limone balsamo Informazioni:

Balm limone è stato dedicato alla dea

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Echinacea è pensato per stimolare l'attività delle cellule responsabili della lotta contro tutti i tipi di infezione. A differenza di antibiotici, che attaccano direttamente batteri, echinacea è pensato di fare nostra cellule immunitarie più efficiente a attaccare batteri, virus e cellule anormali. E 'usato per dare impulso globuli bianchi risposta, simulare l'attività di interferone (i principali organismi anti-virale di difesa) e per combattere raffreddori, tosse, influenza, condizioni respiratorio superiore, allargata ghiandole linfatiche, mal di gola, infezioni del tratto urinario, bolle, acne, ulcere duodenali, influenza, herpes, candida e persistente infezioni.

Echinacea Informazioni:

Echinacea dovrebbe essere di particolare interesse durante il freddo e la stagione influenzale quando si è esposti a queste malattie su base regolare. Se usato correttamente è la cosa più vicina a una cura per il

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In questo articolo appare una guida floreale che può essere utilizzata per la prescrizione dei rimedi floreali, secondo i sintomi che si trovino dopo avere realizzato un interrogatorio esaustivo al paziente. Per ordine alfabetico, appaiono i sintomi e la relazione di essenze floreali che possono utilizzarsi. Alla sinistra una tavola col corrispondente numero_flor


A

Abbandono: Bach 12

Abbandono di progetti: Bach 19

Abbattimento: Bach 24

Abrumación: Bach 11

Oppresso per la responsabilità: Bach 11

Ascessi che non maturano: Bach 36

Abulia: Bach 37

Noia: Bach 37

Abusi: Bach 4

Infortuna: Bach 39

Infortuni cervello vascolare: Bach 11, 10

Incidenti reiterati: Bach 24

Accettazione di malattie congenite: Bach 16

Acne: Bach 7, 10

Attività mentale eccessiva: Bach 35


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Per la prevenzione e Hangover Cure:
Thistle prendere il latte durante il giorno si sta uscendo, e di nuovo il giorno successivo. Dosaggio usuale è 1 capsula, due o tre volte al giorno. Ricorda anche di bere molta acqua per aiutare il vostro fegato.

Thistle latte è di solito presa solo quando c'è un problema di salute, piuttosto che come una misura preventiva, come healhy Fegato non ha bisogno di stimolazione costante. V. Dente di leone root per un quotidiano Fegato Tonic.

Thistle latte si pensa che sia unico per la sua capacità di proteggere il fegato, che non hanno un equivalente nel mondo farmaceutico di droga, ed è stato approvato nel 1986 come trattamento per una malattia al fegato. E 'ampiamente usato per il trattamento di epatite alcolica, grassi alcoliche fegato, cirrosi, fegato e avvelenamento da epatite virale. È stato inoltre dimostrato di proteggere il fegato nei confronti di farmaci come ad

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Ho trovato qualche tempo fa un saggio di Bruce Schneier sulla psychology of security tradotto in italiano da Agostino Grillo. Un approccio scientifico al problema della sicurezza percepita che fa tanto discutere governanti e governati.

Leggi
Psicologia della Sicurezza

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Gli impianti di rigassificazione
metaniera
Tutti noi ricordiamo l’inverno del 2005,quando per incomprensioni politiche tra gli stati delle ex Repubbliche Sovietiche e Mosca, l’Europa, e l’Italia in particolare, hanno rischiato la sospensione della fornitura del gas,proveniente dalla Siberia via gasdotto. Questo problema che si è presentato in tutta la sua drammaticità, proprio quando l’inverno era al culmine,ha spinto l’Italia a cercare della alternative al trasporto di gas via gasdotto. Il gas fornito dalla Russia,l’Algeria,la Libia e la Tunisia,è importato in larga misura,stimata attorno al 70% ,via gasdotto;si comprende facilmente al di là delle considerazioni sociopolitiche, come diventa imperativo cercare altre fonti di approvvigionamento del gas.

L’importazione del gas per via marittima è sicuramente l’alternativa più vantaggiosa;
ampia possibilità di rifornimento del gas, proveniente da aree geograficamente distanti, possibilità di accesso al mercato nel breve periodo, e possibilità di interagire con partners commerciali diversi, eludendo il regime di oligopolio istituito dai nostri partners convenzionali.
Il gas naturale liquefatto, detto GNL, è trasportato via mare con apposite nave metaniere. Il gas viene stoccato in serbatoi a doppia tenuta, alla temperatura di -161 °C e alla pressione di un’atmosfera.

Moltissime metaniere che viaggiano verso l’Italia ,dirette a Panigaglia,provengono dal porto di Skidka in Algeria,dove il gas liquefatto ,viene prodotto dalla compagnia Sonatrack..Le navi metaniere hanno in genere una capacità di carico che va dai 25000 a 65000 metri cubi, e navigano dirette verso speciali impianti che hanno il compito di trasformare il GNL in gas naturale destinato ad essere immesso nella rete di distribuzione.
Questi impianti prendono il nome di ?impianti di rigassificazione?,sono realizzati secondo tecniche ingegneristiche diverse e sono rapportabili strutturalmente a tre tipologie:
Onshore; è la tecnica impiegata per il rigassificatore di Panigaglia, consiste nella realizzazione di silos ,situati in genere all’interno o in prossimità di aree portuali,impiegati per lo stoccaggio di grossi quantitativi di GNL,collegati attraverso particolari condutture, alla struttura di attracco della metaniera.
Offshore; è la tecnologia decisamente più innovativa,e sarà utilizzata per la realizzazione del rigassificatore di Porto Viro. La struttura interamente realizzata in cemento armato,viene trainata sul luogo di posizionamento, e fatta affondare,in modo da creare una sorta di piattaforma,dove sono alloggiati due serbatoi in acciaio, oltre i normali impianti ,e da dove la nave può attraccare con facilità. Un gasdotto sottomarino,immette il gas nella rete di distribuzione.
Offshore? floating storage regassification unit;?utilizza una nave dotata di appositi serbatoi per lo stoccaggio,che viene ancorata in modo permanente al largo della costa circa 25km,a cui attraccano le metaniere,anche in questo caso,il gas una volta tornato allo stato naturale, viene immesso alla rete di distribuzione tramite un gasdotto.
L’impianto di rigassificazione di Panigaglia,l’unico attualmente operativo in Italia,e il cui raddoppio sta creando notevoli disaccordi che vedono schierati su fronti opposti, le forze politiche e industriali, che spingono verso la realizzazione,e le comunità locali e gli ambientalisti, preoccupati per la sicurezza e per i risvolti negativi sull’ambiente;tecnicamente è formato da :

  1. un sistema di ricezione;area per l’attracco della nave,trunk di discarica,area di trasferimento ai serbatoi.
  2. area di stoccaggio,formata da due serbatoi cilindrici della capacità di 50000 metri cubi,all’interno dei quali sono sommerse delle pompe per la movimentazione del gas.
  3. rigassificatore;dai serbatoi di stoccaggio il gas,viene estatto dalle pompe sommerse e inviato agli scambiatori di calore a fascio tubiero,mediante un sistema di pompa centrifughe . Il calore necessario agli scambiatori di calore è fornita dall’acqua marina che circola all’interno dei tubicini degli scambiatori alla temperatura di 5°C.
  4. immissione nella rete di distribuzione;il gas ,viene destinato dopo pressurizzazione, alla rete di distribuzione solo una piccola parte viene utilizzata per la gestione dell’impianto.
  5. recupero dei vapori,mediante colonne a condensazione.
  6. Sistemi ausiliari di sicurezza;l’impianto dispone di un’imponente sistema di sicurezza,in quanto trattasi di impianto ad alto rischio di esplosione,evenienza verificata solo nel 1944 a Cleveland,a causa dell’inadeguatezza tecnologica dei materiali di costruzione, e nel 2004 a Skikda in Algeria.

Attila


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Scoperte a Copenaghen  una decina di mutazioni genetiche che pare siano connesse all’insorgenza della forma più comune di leucemia. Per gli esperti  Si rivoluzioneranno le cure per tali patologie.


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La Commissione Ue ha lanciato un?allerta per il rischio di radioattività conseguente a un incidente nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a soli 130 chilometri in linea d?aria da Trieste.

Bruxelles ha annunciato di aver ricevuto, tramite il sistema di allarme rapido Ecurie, la segnalazione di una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale dell?impianto sloveno, aggiungendo che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento. Al momento, comunque, non sarebbe stata rilevata nessuna fuga radioattiva.


La stessa Ue ha poi riferito che le autorità slovene hanno comunicato che le procedure di spegnimento del reattore sono state completate e la situazione appare sotto controllo. L'incidente è avvenuto alle 17,38 italiane. L'agenzia slovena per la sicurezza nucleare, dal canto suo, ha affermato che non vi sono rischi. In precedenza, la Nek, la società che gesticse la centrale, aveva affermato che la perdita si è verificata all'interno della struttura del reattore. Quanto alle cause dell'incidente, soltanto dopo lo spegnimento si cominceranno i necessari controlli. Infine, le autorità slovene (che in questo momento hanno tra l'altro la presidenza di turno della Ue e sono alla vigilia del Consiglio Energia di venerdì prossimo, a Lussemburgo) si sono prodigate in rassicurazioni, sottolineando che l'incidente ha avuto un impatto "locale".


Tuttavia, adesso appare inevitabile la ripresa delle polemiche sulla sicurezza di questa fonte e proprio nel momento in cui il governo italiano si è impegnato concretamente in iniziative per riprendere la realizzazione di una serie di impianti nucleari di terza generazione. Le avvisaglie già questa sera in una serie di prese di posizione fortemente critiche, non soltanto dal fronte ambientalista. Da segnalare, in ogni caso, che Regione Lombardia e Arpa hanno attivato subito controlli straordinari con il sistema di rilevamento della radioattività ambientale.


L'impianto in questione, inaugurato nel 1983, ha una potenza di 730 MW, con un solo reattore del tipo PWR, di seconda generazione, di fabbricazione russa. Il suo spegnimento definitivo è previsto nel 2023.


La centrale di Krsko peraltro era già stata al centro delle polemiche tra Italia e Slovenia per il progetto di costruzione di un nuovo reattore entro il 2017.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 giugno 2008)

(Fonte: ScanziamoLeScorie.org)

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Roma, Italia ? All?assemblea annuale di Areva, il più importante costruttore di centrali nucleari, Greenpeace si è rivolta agli investitori di tutto il mondo che pensano di costruire un reattore nucleare, avvertendoli che i nuovi reattori francesi possono creare seri problemi tecnici ed economici.


?Il nuovo EPR (reattore pressurizzato europeo) di Areva si sta rivelando
un incubo come il nucleare più vecchio. Anziché produrre energia a basso
costo, sicura e disponibile, è un incubo sia per i costi che per la
sicurezza? ha dichiarato Yannick Rousselet di Greenpeace Francia.

Contrariamente alle promesse, infatti, i due cantieri degli unici due
EPR in costruzione, in Finlandia e Francia, presentano numerosi
problemi. Il reattore in costruzione a Olkiluoto in Finlandia ha già due
anni di ritardo e i maggiori costi potrebbero aver raggiunto una perdita
di 1.5 miliardi di euro. Ha una serie di problemi tecnici che hanno
conseguenze sulla sicurezza: la base di cemento è di scarsa qualità, il
guscio di contenimento non sufficientemente robusto e ci sono vari
problemi legati alla qualità delle saldature in diverse componenti del
reattore.

I due partner industriali, Areva e Siemens, hanno già subito ingenti
perdite economiche e stanno già cercando di recuperarne una parte dal
loro cliente, l?azienda finlandese TVO, nonostante abbiano siglato un
contratto con un prezzo prefissato. L?azienda finlandese, proprioper
aver scelto il nucleare invece di investire in fonti rinnovabili ed
efficienza, ha problemi seri nel raggiungere gli obiettivi derivanti dal
Protocollo di Kyoto e garantire la sicurezza energetica nei prossimi anni.

Anche di recente si è visto che il tentativo di costruire un EPR in
Francia sta incontrando difficoltà simili. Da quando, infatti, è
iniziata la costruzione in Normandia a Flamaville ? cui, secondo un
accordo, Enel compartecipa al 12,5 per cento ? ASN, l?Autorità di
sicurezza nucleare francese, ha scoperto una serie di problemi tecnici:
l?utilizzo di cemento di qualità non adeguata, insufficientistrutture
di rinforzo in acciaio alla base del reattore, saldature di cattiva
qualità e scarsa qualificazione del fornitore del guscio di acciaio,
controlli di qualità non sufficienti o inesistenti, variazioni al
progetto non autorizzate e un?incapacità di correggere gli errori
riscontrati.

Areva, controllata per l?87 per cento dallo stato francese, si è posta
l?obiettivo di costruire i primi due EPR in Finlandia e Francia.
L?azienda sta facendo un grande lavoro di lobby per espandersi a livello
internazionale. Qualunque governo, coinvolgendo Areva, rischia di pagare
caro sia in termini economici che di dipendenza dal governo francese per
la tecnologia e il combustibile nucleare.

?Sarebbe una follia totale per i governi riporre la loro fede nel
nucleare per cercare una riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra. Sia gli aspetti economici che il fattore tempo sono contro il
nucleare ? ha aggiunto Jan Beranek di Greenpeace International. ?Altre
alternative sono più sicure ed economicamente convenienti, già adesso.?

(Fonte: Greenpeace)

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Il Ministro Scajola, ha annunciato ieri che entro 5 anni l'attuale governo riuscirà a porre le prime pietre per costruire delle nuove Centrali Termonucleari. Sul tema nucleare però si continua a fare molta politica e poca informazione. A mio modesto modo di vedere le cose prima di parlare in maniera seria e consapevole di nucleare in Italia bisognerebbe considerare alcune cose molto importanti.

  1. In Italia prima di pensare ad una nuova era nucleare si dovrebbe pensare a risolvere i problemi della vecchia; dismissione delle vecchie centrali, stoccaggio delle scorie e bonifica dei siti. Il tutto costerà 5 Miliardi di Euro da dover spendere per poter mettere in sicurezza entro il 2021, in un sito di superficie gli 80 mila metri cubi di materiale radioattivo proveniente dallo smantellamento delle vecchie centrali, dalle scorie di quest'ultime, dagli ospedali e da usi industriali.
  2. In Italia la politica non riesce ormai da anni, neanche a far riaprire delle discariche, figuriamoci imporre alla cittadinanza delle mega strutture come quelle di un reattore Termonucleare. Per la scelta di un sito idoneo si impiegherebbero anni.
  3. In Italia l'energia non manca e non costa molto, visto che ne sprechiamo circa il 50%.
  4. Spagna e Germania che nell?ultimo ventennio hanno investito molto nel Nucleare lo stanno abbandonando per vari motivi: Troppo costoso,troppo sporco, troppo rischioso.
  5. L?Italia, paese in cui l?elettricità viene in gran parte da gas naturale (il cui prezzo è indicizzato sul petrolio), sono i trasporti il settore dove persone e merci vanno a petrolio (l?80%) e nel quale i rincari attuali sono insostenibili.

Ma al di là degli annunci senzazionali, non si parla mai del PEN, Piano Energetico Nazionale. Prima di parlare di questa o di quella fonte energetica, dei rischi e dei vantaggi, bisogna passare in rassegna tutte le fonti energetiche attualmente in funzione in Italia. Bisogna considerare quelle che possono essere implementate come Geotermico, Idroelettrico, Fotovoltaico, Eolico, bisogna considerare i vantaggi delle forniture estere e del risparmio energetico, bisogna considerare i costi di tutte le fasi di costruzione degli impianti, compresa la dismissione, i costi della sicurezza, l'impatto sulla salute pubblica, e per tutte bisogna applicare una Valutazione d'Impatto Ambientale seria e scrupolosa. Redatto un quadro completo quindi, considerare quali fonti di energia utilizzare. Insomma prima di avviare un processo così lungo e costoso, serve un progetto serio e condiviso da tutti, e il Pen servirebbe proprio a questo a individuare i punti di forza e di debolezza del sistema energetico Italiano, così da poterlo migliorare. Ma senza false ideologie, non ci si può sedere al tavolo delle trattative, e dire a priori "voglio o non voglio il nucleare o il solare ecc." non è una questione ideologica. E' una questione che riguarda diversi campi; l'Ambiente, la Tecnologica, l'Economica e la Società.

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alusbank.jpgPubblichiamo un interessante comunicato che ci è arrivato via mail. SalusBank, porta al RiminiWellness l'innovazione in campo salute e sicurezza, grazie ai servizi di archiviazione e gestione di dati medici e cartelle cliniche digitali, che la contraddistinguono.

Una vera e propria banca dati della salute per contenere, caricare e archiviare dati, referti, analisi, malattie e allergie, fino a lastre e documenti medici, con la possibilità di avere queste informazioni disponibili in qualsiasi momento e ovunque, in Italia e all'estero, in caso necessità, emergenza medica o semplicemente per comodità nella gestione del materiale cartaceo accumulato negli anni.

 

Continua a leggere SalusBank al RiminiWellness: ecco la banca dati della salute...

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Nei giorni scorsi è stato firmato il DM per gli acquisti di beni e servizi a basso impatto ambientale per la PA, ma in assenza di un decreto attuativo e visto l'esito delle elezioni, il piano nazionale sul Green Public Procurement rischia lo stop

Una nota del ministero dell'ambiente aveva annunciato, l'11 aprile di quest'anno, l'entrata in vigore del decreto interministeriale (previsto dalla finanziaria 2007) sul piano di azione per la sostenibilità nella pubblica amministrazione (Green Public Procurement), predisposto di concerto con i ministeri dello sviluppo economico e dell?economia.

L'iniziativa, già adottata da alcune regioni quali la Lombardia, vorrebbe essere estesa a livello nazionale, ma in realtà mancano ancora i provvedimenti attuativi contenenti i criteri ambientali minimi cui la PA si dovrà attenere nelle proprie spese.

Sono quegli indicatori che il Consip, la società che «cura» gli acquisti del ministero dell?economia, avrebbe dovuto introdurre nelle gare di appalto per la fornitura di beni e servizi. In sostanza una svolta verso criteri non solo di efficienza, ma anche di sostenibilità.

I risultati delle elezioni e il cambio di rotta al governo saranno in ogni caso motivo di ritardo nella stesura delle linee guida del piano nazionale (sempre che venga confermato l'impegno).

Nell'ipotesi di una pronta esecuzione del mandato di «acquisti verdi», entreranno a far parte delle forniture per la Pubblica Amminsitrazione le fonti energetiche rinnovabili, i prodotti che consentono una minore produzione di rifiuti, i materiali riciclati e quelli privi di sostanze tossiche.

In effetti, in Italia c'è già un precedente fallimento di un'iniziativa analoga, sempre per motivi procedurali. Si tratta del Decreto Ministeriale dell'8 maggio 2003 numero 203 recante le «Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo».

L'importanza del piano nazionale sul Green Pubblic Procurement, come ricorda il ministro dell'ambiente uscente Alfonso Pecoraro Scanio, appare evidente se si pensa che le spese interessate da questa svolta «verde» ammontano a ben 50 miliardi di euro ogni anno.


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Kite Gen, il nuovo eolico troposferico
Il nuovo eolico troposferico è composto da un anello di 20 Km di dimetro (come il Grande Raccordo Anulare di Roma) da cui partono una serie di leggeri profili alari che volano ad una altezza di 10 Km vincolati alla base attraverso delle funi che hanno il compito di farla girare e produrre così energia.

Questo immenso impianto è stato studiato per essere installato in mezzo al mare ma soprattutto per produrre una quantità di energia elettrica che potrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico del nostro paese anche in giornate non particolarmente ventose. Lo scopo di questa tecnologia è proprio quella di sfruttare la fonte energetica eolica altrimenti non sfruttabile con i comuni generatori.

Il cervello del progetto è un software che pilota automaticamente i profili alari ricevendo dati radio dai sensori avionici montati a bordo, in maniera che le traiettorie di volo possano essere controllate e normalmente dirette a massimizzare la produzione di energia. Inoltre il software permette di far girare la base alla velocità desiderata.

Oltre al vantaggio di poter sfruttare fonti energetiche a quote irraggiungibili con le comuni turbine, questa tecnologia offre una maggiore efficienza delle ali, infatti l?intero profilo alare vola a velocità di 70 - 80 m/s. Secondo alcune analisi finanziarie per una centrale Kite Gen da 100 MW con un ciclo di vita di 20 anni proietta un costo dell?energia prodotta inferiore a 30 ? per MWh rispetto ai 60 ? da combustibili fossili.

Dal punto di vista ambientale i vantaggi sono rappresentati dalla riduzione di gas climalteranti ma soprattutto dal ?poco ingombro? se relazionato alla quantità di energia prodotta. E? ovvio però che, per motivi di sicurezza, l?installazione di una centrale come questa richiederebbe la chiusura dello spazio aereo.

Ad oggi è stato costruito un primo prototipo con il nome in codice KSU1. Questo, grazie all?autorizzazione dell?ENAC (Ente Nazionale per l?Aviazione Civile) viene testato ad un altezza di 800 m e i primi risultati sembrano essere più che soddisfacenti. Va sottolineato, come già presentato in precedenza, che nel mondo si stanno sviluppando molte altre tecnologie simili a queste.

Fonte: EcoBlog


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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?.

Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale.

Fonte: LEGAMBIENTE


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La notizia, che ci era passata inosseravata, è questa:
MORTE MISTERIOSA DI UN GIOVANE IN UN LETTO DI PSICHIATRIA A EMPOLI


"...L'hanno trovato morto nel letto, nella sua stanza d'ospedale a Empoli
nel reparto di psichiatria. Prima il respiro affanoso, poi la lotta disperata dell'anestesista rianimatore, ma per lui non c'è stato niente da fare. E' morto così, in un letto d'ospedale madido di sudore, Roberto M. 24 anni, nato a
Firenze ma da tanti anni residente a Empoli con la famiglia.
Una morte sulla quale la famiglia, sconvolta dal dolore, ha chiesto alla magistratura di fare chiarezza. I parenti hanno avvertito la polizia che è andata all'ospedale ed ha acquisito i documenti da trasmettere al magistrato di turno. Sarà quest'ultimo a decidere se effettuare l'autopsia sul corpo del giovane. C'è da chiarire se il decesso, avvenuto per arresto cardiocircolatorio, sia dovuto a cause del tutto naturali o a qualche farmaco somministrato al ragazzo. Roberto era ricoverato in psichiatria il 4 giugno scorso.Era stato portato dopo una festa in casa, al termine della quale aveva dato in escandescenze.Si rese necessario il
ricovero e durante il tragitto i medici dovettero chiamare più volte polizia e carabinieri perchè Roberto stava eccedendo. Da allora, dopo essersi calmato e ripreso, il ragazzo era sottoposto alle cure ospedaliere. Sulla vicenda l'azienda sanitaria empolese ha diffuso un comunicato, escludendo, sulla base dei propri riscontri, che però saranno vagliati dal magistrato, che il decesso sia in qualche modo riconducibile ad un errore avvenuto nel reparto. Poi l'ASL racconta l'ultima notte di Roberto. "Alla sera il giovane si è coricato prendendo normalmente
sonno. Nelle prime ore del mattino il personale sanitario (medici ed infermieri) si è accorto che il paziente, apparentemente addormentato, aveva un respiro anomalo".Poi la crisi fatale. "

Tutta la nostra solidarietà, oltrechè naturalmente alla famiglia del giovane, anche ai medici ed al personale del reparto psichiatrico che, oltre a doversi occupare quotidianamente di gravi patologie e di innumerevoli situazioni di grave disagio personale e sociale, si trovano anche a doversi confrontare con la malafede delle organizzazioni legate a scientology che non perdono occasione per speculare su fatti come quello di Empoli, che ai loro occhi si prestano ad una conferma delle loro deliranti affermazioni su psichiatri e psichiatria.

In realtà, soffrono di un grave ed immotivato pregiudizio anti-psichiatrico che si fonda su convincimenti pseudo-deliranti.

Cito da wikipedia:
Il sentimento anti psichiatrico di Scientology è talmente radicato nella sua dottrina che il movimento rifiuta di dare la sua speciale assistenza spirituale, definita auditing, a chi in passato si sia avvalso di terapie psichiatriche o abbia fatto uso di psicofarmaci. Secondo dottrina, infatti, gli psicofarmaci e le pratiche psichiatriche in genere danneggerebbero irrimediabilmente lo spirito o thetan, rendendo inutile qualsiasi intervento di Scientology, ?unica speranza per l'Umanità?, e condannando irrimediabilmente l'individuo ?all'oblio?. Un notevole documento scritto da Hubbard nel 1968 mostra come egli pensasse di essere, assieme alla sua organizzazione, in guerra con la professione mentale di tutto il mondo. In una Direttiva Esecutiva intitolata "The War", Hubbard proclamava: «Psichiatria e "salute mentale" fu [sic] scelta come veicolo per minare e distruggere l'Occidente! E noi ci siamo messi di mezzo» ("The War", Executive Directive, L. Ron Hubbard, LRH ED 55 Int (Nov. 29, 1968)).
In quella lettera annunciava che lo scopo di Scientology era diventato «l'eradicazione della psichiatria». A proposito della sfida lanciata da Scientology contro psichiatria e salute mentale, Hubbard affermò che «è una guerra dura. Tutte le guerre sono dure. E non è finita.» (Hubbard, ibid.). Strategicamente, Hubbard dichiarò: «il nostro errore è stato quello di non aver assunto il controllo totale di tutte le cure mentali dell'Occidente. Bene, faremo anche quello» (Hubbard, ibid.). Parimenti, due anni dopo Hubbard annunciò: «sto lavorando per coesionare [sic] tutte le persone sino ad ora formate in associazioni professionali di ogni Paese, e per organizzare le cose in modo da prendere il controllo delle strutture di "cura mentale" e degli stanziamenti sociali del Pianeta» (?My Own Objectives? Executive Directive, L. Ron Hubbard, LRH ED 119 INT (Ago. 27, 1970)).


(e per chi è interessato fornisco il relativo link, che è questo )

Come da copione, non è mancata manche ad Empoli la sceneggiata degli usuali scientisti:

"PRESIDIO DI PROTESTA CONTRO LA MORTE DI ROBERTO
SABATO 30 GIUGNO alle ore 10:30
DAVANTI ALL'OSPEDALE S.GIUSEPPE DI EMPOLI
CONTRO LA MORTE DI ROBERTO
CONTRO TUTTI GLI ABUSI DELLA PSICHIATRIA
ROMPERE IL SILENZIO..CONDANNARE LA PSICHIATRIA!!

purtroppo a distanza di poco tempo della morte avvenuta a fine maggio di Edhmun Hiden, c/o all'Ottonello, struttura psichiatrica dell' ospedale Maggiore di bologna, mentre stava per essere sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio mercoledì 13 giugno ennesimo episodio di morte in un reparto psichiatrico questa volta in toscana..
Roberto M. ragazzo di 24 è morto per arresto cardiocircolatorio presso il reparto psichiatrico dell'ospedale s.giuseppe di Empoli.. dove si trovava da una settimana in trattamento sanitario obbligatorio.. esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia Melino e gridiamo con forza la nostra volontà di non fare passare sotto silenzio l'ennesimo grave episodio che si verifica in un reparto psichiatrico.

collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa"

il collettivo rimanda ad una delle associazioni di scientology, come anche a CCDU, perchenonaccada, CCHR ed una altra infinità di sigle siglette e siglettine che celano (ma nemmeno tanto)i soliti scientisti più o meno convinti del malaffare della psichiatria (o semplicemente in mala fede)che non hanno nulla di meglio da fare se non speculare sulle disgrazie altrui per i loro scopi e che non perdono occasione per criticare chi lavora in un campo difficile ed irto delle più disparate difficoltà come quello della salute mentale e della psichiatria.

Certo, la salute mentale è difficile da perseguire. La psichiatria è scienza giovane ed imperfetta, la causa del disagio mentale è lungi dall'essere chiarita, le terapie mostrano tutti i loro limiti (analogamente, del resto, a quanto accade in numerosi campi della medicina), ma è arduo pensare che obiettivi migliori possano essere perseguiti da sette che non si è ancora capito se trattano di religione o di fantascienza.

E che - francamente - non si capisce a che titolo ritengano di poter dire la loro in merito a questioni di cui non sanno nulla, ad eccezione di un qualche scombinato indottrinamento che possono aver ricevuto.

Un saluto ai colleghi della psichiatria di empoli, e l'augurio che gli accertamenti confermino, ancora una volta, la loro grande professionalità e capacità.

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Non serve una legge sul testamento biologico, perché "nulla deve intervenire nelle dinamiche della relazione medico-paziente, meno che mai una rigida previsione legislativa che verrebbe a violentare l'autonomia e la responsabilità dei contraenti, gli unici in possesso di tutti gli elementi per una scelta eticamente, civilmente e tecnicamente giusta". E' quanto afferma in una nota il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) Amedeo Bianco, riferendosi alle proposte di legge sul tema prossime all'esame del Senato. Bianco, nella nota, si esprime anche sulla vicenda di Mario Riccio, il medico che ha 'staccato la spina' a Piergiorgio Welby e per cui il Gip, rigettando la richiesta di archiviazione del Pubblico ministero, ha disposto nei giorni scorsi l'avvio del procedimento penale.

"Non mi sorprende - dice Bianco - la decisione del giudice, che ancora una volta mette in evidenza un'irrisolta asimmetria del nostro ordinamento a cui la magistratura liberamente si ispira: da una parte, tutela il principio costituzionale dell'autodeterminazione del paziente, compresa la possibilità che questi possa rifiutare cure salvavita, dall'altra il principio di indisponibilità del bene vita. L'Ordine di Cremona, deputato alla valutazione della responsabilità deontologica di Riccio si è già pronunciato - prosegue - ritenendo che il suo operato è stato conforme al rispetto della volontà di Welby, capace e informata, di interrompere una terapia, e senza alcun rilievo deontologico. Ho ufficialmente condiviso questo orientamento perché nel nostro codice deontologico non ci sono equivoci - prosegue il presidente della Fnomceo - ma tre secchi no: all'eutanasia, all'abbandono terapeutico e all'accanimento terapeutico. Ma c'è anche un responsabile sì al rispetto del principio di autodeterminazione del paziente. Questa responsabilità è tutta da ricondurre all'interno della relazione medico paziente: tale relazione è unica e irripetibile, nel momento in cui rappresenta non solo un'alleanza sulle scelte terapeutiche - conclude - ma una consapevole condivisione di valori etici, di prospettive, di sofferenze e speranze".

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Medici di famiglia sempre più stressati e vittime di disagi psico-fisici legati alle difficoltà professionali: dallo 'svuotamento' delle risorse emotive e personali, con la sensazione di non aver più niente da offrire a livello psicologico, alla 'depersonalizzazione', ovvero lo sviluppo di atteggiamenti negativi di distacco, cinismo e ostilità. Fino a problemi legati alla sensazione di scarsa realizzazione personale. Disturbi che, però, colpiscono meno i camici bianchi che insegnano, che fanno i tutor e che hanno una segretaria o che comunque non lavorano da soli. Ad analizzare i 'disturbi professionali' dei medici di famiglia uno studio realizzato all'università di Modena sui camici bianchi e della cittadina, condotto da Maria Stella Padula, presidente della Simg Modena e professore a contratto di Medicina generale nell'ateneo modenese. Uno studio che sarà ulteriormente approfondito nei prossimi mesi per valutare anche l'impatto della personalità del medico sull'efficacia delle cure offerte ai pazienti.

"In pratica - spiega Padula - cercheremo di capire se a pazienti curati meglio corrispondono medici meno stressati. Lo faremo incrociando interviste di camici bianchi e pazienti, per studiare l'eventuale relazione tra le personalità dei pazienti e quelle dei medici". Obiettivo della ricerca già realizzata, invece, è quello di valutare nei camici bianchi l'impatto del 'burn-out', una sindrome tipica nei medici e, in generale, nelle persone che si prendono cura degli altri, caratterizzata da esaurimento emozionale, depersonalizzazione, riduzione delle capacità personali. I dati hanno confermato la gravità del problema, con livelli di prevalenza dei diversi disturbi paragonabili a quelli segnalati nei medici di medicina generale europei e italiani. In sintesi: la maggior parte dei professionisti modenesi è risultata emotivamente esaurita, circa la metà presenta livelli medio-alti di depersonalizzazione, ma più del 50 per cento conserva un buon grado di realizzazione personale. In particolare, in base a questionari ad hoc a cui ha risposto il 10,5 per cento dei medici modenesi, il 37,5 per cento degli intervistati presenta livelli alti di esaurimento emotivo, il 33,9  per cento livelli moderati, il 28,6 per cento bassi. Il 26,8 per cento presenta livelli alti di depersonalizzazione, il 28,6 per cento moderati, il 44,6 per cento bassi. Scarsa realizzazione personale, invece, viene denunciata dal 8,9 per cento dei professionisti intervistati mentre nel 35,7 per cento è a livelli moderati e nel 55,4 per cento bassi.

Meno stressati, in generale, i professionisti che insegnano o fanno da tutor, una possibilità reale a Modena dove, nella Facoltà di medicina è attivo l'insegnamento di Medicina generale con il coinvolgimento dei medici del territorio. Ma anche quelli che possono avvalersi di collaborazione: di una segretaria, di un'infermiera, oppure di un gruppo di medici in associazione. Sta meglio anche chi lavora in città. "Chi fa il tutor , segue uno studente oppure condivide il suo lavoro con altri - spiega Padula - si sente meno in posizione di 'secondo piano' rispetto al medico dell'ospedale che ha possibilità di carriera. E' anche stimolato ad aggiornarsi e non vive in condizione di isolamento. Credo che, nonostante i numeri consistenti sul malessere, ci siano dei dati positivi da cogliere. La professione del medico di famiglia sta cambiando, in particolare in aree come la nostra dove c'è una organizzazione avanzata per le cure primarie, con le cooperative, i dipartimenti, l'insegnamento. Iniziative che si stanno diffondendo sul territorio nazionale e che 'proteggono' i medici dallo stress professionale"

 

Da doctornews 

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"Non possiamo pensare di essere uccisi in un parcheggio perché un paziente è morto". Dopo il tentato omicidio del cardiochirurgo di Lecce Giampiero Esposito da parte del marito di una malata deceduta, la Società italiana di chirurgia cardiaca (Sicch) punta il dito contro un "inaccettabile massacro mediatico nei confronti dei medici". Un 'battage' che induce "in pazienti e familiari il concetto che il risultato di una terapia debba essere solo positivo, e se così non fosse la responsabilità è della malasanità e dei medici che la rappresentano". Gli specialisti sottolineano che "il desiderio di immortalità della nostra società - si legge in una nota firmata dal presidente della Sicch, Ettore Vitali - non è compatibile con la realtà della clinica e delle risorse che abbiamo a disposizione".

La Sicch "è vicina al collega e gli augura di poter ritornare presto alla sua stimatissima attività professionale", esordisce il comunicato. Perché anche se "i risultati attuali dei centri italiani sono tra i migliori al mondo", precisano gli esperti, "la mortalità è un evento possibile dopo ogni intervento di cardiochirurgia". Una specialità "molto visibile e spesso utilizzata per fare notizia". Non solo dai media, ma anche dalle istituzioni che "talvolta hanno partecipato di persona al balletto mediatico". Per esempio "pubblicando sul 'Corriere della Sera' una classifica delle cardiochirurgie buone e cattive". Spesso, incalzano gli esperti, si parla di malasanità "quando le responsabilità sono solo amministrative e gestionali". E "pazienti e avvocati hanno creato una santa alleanza all'americana per chiedere risarcimenti, dimenticandosi che i professionisti italiani guadagnano pochissimo rispetto ai rischi che si prendono". In conclusione, "siamo stanchi di essere additati come responsabili dei problemi della sanità italiana, logorati dall'essere considerati come terminali di spesa e non di cure, ed esasperati dall'essere accusati e trascinati in tribunale senza materia, 'tanto non costa niente'". La Sicch invita gli italiani a riflettere. "Anche se qualcuno forse non lo sa - scrive - il sistema si regge sul sacrificio personale degli addetti ai lavori, ma il vaso è ormai colmo. Che la società civile ci pensi: per avere le cure bisogna avere i dottori, ma noi non ce la facciamo più, e quindi chi e come ci curerà domani?"

Da DoctorNews 

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Paypal è un servizio di micropagamento online.

Tarmite una registrazione gratuita e l? aggiunta di una carta di credito (anche prepagata, come ad esempio postepay) è possibile effettuare transazioni di denaro su Internet in sicurezza. Inoltre è possibile utilizzare anche il proprio conto corrente bancario per effettuare pagamenti. L? utilizzo per l? invio di denaro è gratuito, invece la ricezione di denaro è invece soggetta a tafriffe. Paypal è una società del gruppo eBay ed è disponibile in diverse lingue, tra cui l? italiano.

Se vuoi informazioni più dettagliate consulta Wikipedia e prima di iniziare dai un’occhiata alla pagina di Paypal dedicata alla sicurezza.


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Username è una parola che ormai abbiamo sentito talmente tante volte da non chiederci nemmeno più che cosa significhi esattamente.

Il termine inglese significa in italiano ?nome utente?.

Definisce il nome con il quale l? utente viene riconosciuto da un computer, da un programma o da un server. E? un identificatico che, insieme alla password, rappresenta le credenziali o account per entrare nelle risorse o in un sistema . L?uso di un nome utente permette spesso anche di mantenere l? anonimato non rivelando il proprio nome reale: il nome utente prende in questo caso la funzione di pseudonimo. (Per approfondire l’argomento potete leggere come lo definisce wikipedia)

Tuttavia, recentemente è stata messa in discussione il livello di sicurezza che questo sistema di identificazione può garantire, specie per i servizi che comportano maggiori rischi per la privacy.

Io ho sempre trovato molto divertente la scelta degli username. E’ un po’ come se potessimo sceglierci il nome che più ci piace, che più ci identifica. Nella mia vita on-line credo di averne visti davvero di tutti i tipi possibili e immaginabili. Voi come vi “soprannominate”? usate degli user che somigliano al vostro nome di battesimo? e ancora, tendete a usate sempre lo stesso user per i diversi servizi?


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Gravidanza, bambini, cure omeopatiche : quando, come e perchè gli Oli Essenziali non possono essere usati.

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Il recupero della dimensioni fisica, emotiva e sociale della persona affetta da psicosi e schizofrenia e? ora possibile.
Gli antipsicotici atipici di nuova generazione sono...

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