Natura e Salute damiana

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Analgesici non narcotici ed antipiretici: sono piante capaci di alleviare il dolore e diminuire la temperatura corporale negli stati febbrili. Trovati questa azione in piante che possiedono principi derivati dell'acido salicilico, tali come salice, ulmaria, primavera, viste in reumatismi.

Ci sono altre piante di azione analgesiche come l'aconito, cólchico, cicuta per che, per il suo scarso margine terapeútico, si impiegano unicamente in processi molto concreti e generalmente come preparazioni galeniche o specialità che assicurino una dosatura esatta.

Piante di azione ipnotica e sedativa non barbiturica: sono piante che diminuiscono l'hiperexcitabilidad nervosa, e sono indicate nel trattamento dell'ansietà, insonnia, nervosismo, eccetera.. Questa azione può essere sviluppata per principi attivi di natura varia (alcaloidi) flavonoides, valepotriatos,

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Damiana foglie sono stati utilizzati come un afrodisiaco e per aumentare la potenza sessuale di popoli indigeni del Messico, compreso il indios maya ed è usato sia per il maschio e femmina stimolazione sessuale, l'aumento di energia, asma, depressione, impotenza e problemi mestruali.

Damiana Informazioni:

Damiana è un piccolo arbusto con foglie aromatiche trovato a secco, soleggiata, colline rocciose nel sud Texas, California del Sud, Messico e America Centrale. Damiana foglie sono stati utilizzati come un afrodisiaco e per aumentare la potenza sessuale di popoli indigeni del Messico, compreso il indios maya. Le due specie vegetali utilizzati nella guarigione, che sono indicati come Damiana, sono Turnera aphrodisiaca e Turnera diffusa.

Damiana storicamente è stato utilizzato per alleviare l'ansia, nervosismo, depressione e mite, specialmente se questi sintomi hanno una componente sessuale. La erba è anche usato come

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Eleuterococo, Ginseng, Rosmarino, Damiana, Drena, Timo, Tè nero.

ELEUTEROCOCO, Eleuterococcus senticosus,

Pianta che cresce spontanea in Russia. Appartiene alla stessa famiglia che il Ginseng, le Araliaceas. Raccolto in cotubre ha un massimo di attività.

Si impiega la radice.

Contiene numeroso heterósidos: Daucotesrol o eleuterósido A. Eleuterósido B. Eleuterósido B, D ed E. Eleuterósido C. Eleuterósido I, K, L, M. Glucosa, saccarosio, componenti non glucídicos, miscuglio di pigmenti.

Le sue azioni:

Aumenta la resistenza inespecífica dell'organismo, incrementando i meccanismi di difesa. Azione fomentatore dell'adattamento di fronte a malattie di carattere infettivo.
Stimola il sistema nervosa centrale, pertanto un efeco antihipnótico, aumentando la capacità di lavoro ed il rendimento, senza eccitazione né altri effetti

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


La cosiddetta "febbre".

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Vi preoccupa l?idea che non si conoscano ancora bene gli effetti dei campi elettromagnetici sul corpo umano? Se passate parecchie ore al lavoro davanti ad un monitor vi bastano 10 centimetri e 3 euro di budget. A metà degli anni ?80, i ricercatori dell?Istituto di Geobiologia di Chardonne in Svizzera, hanno annunciato di aver eseguito test sui dipendenti affetti da continui mal di testa e stanchezza. Dai test è risultato che si sentivano meglio dopo aver lavorato quelli che per due anni avevano messo con un piccolo cactus accanto al monitor sul posto di lavoro.

É stata avanzata un?ipotesi, tuttora ancora non dimostrata: il cactus potrebbe aver assorbito parte delle onde elettromagnetiche emesse dal computer. Anche se è ancora tutto da dimostrare, perché non giochiamo sicuri e mettiamo un piccolo cactus sul tavolo di lavoro, visto che il cactus non va curato quasi per niente?

Fonte: Ecoblog


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Tempo di viaggi e di partenze!!! Siccome molti (moltissimi) di voi mi stanno chiedendo più o meno la stessa cosa, ossia come comportarsi (essendo affetti da diabete) prima di partire per un bellissimo (e meritato) viaggio, ho deciso di dare una risposta sul blog, facendone un post d’interesse pubblico!

I problemi da affrontare durante una vacanza possono essere ovviamente mille e più, ma questo vale anche per i NON diabetici. Per noi, comunque, le partenze andranno sempre programmate con un certo anticipo, questo per poter predisporre tutto il necessario, indispensabile, prima di affrontare un certo tempo (qualunque esso sia) lontani da casa nostra, dal nostro medico e dal “caro diabetologo”!

Il primo problema sorge ovviamene sulle scorte di medicinali da portare con sè. Vi ricordo innanzitutto che il diabete è una malattia MOLTO diffusa e questo permette, in ogni caso, di viaggiare sempre con una certa tranquillità e certezza di poter trovare, quasi ovunque, l’insulina che adoperate e tutto il necessario per potervela somministrare. Detto questo, che fare? Io solitamente porto sempre con me (dall’Italia) tutto il necessario per il periodo che passerò all’estero. Calcolo le dosi d’insulina (con un certo margine in eccesso, ovviamente) e lo stesso faccio per tutti i presidi utili e necessari al monitoraggio e alla somministrazione (sempre in eccesso… “n’sisammai”). Non ho mai portato più di un reflettometro (ma conosco diabetici che lo fanno sempre di prassi… su questo punto vedete voi).
Per alcuni di voi però questo potrebbe rappresentare un problema, perchè la somministrazione dei vari presidi nella vostra regione avviene solo in farmacia ospedaliera, nonchè in modo programmato. Parlatene sempre con il diabetologo e spiegate la situazione. Nella mia regione è il medico di base a prescrivermi, quando mi presento da lui (normalmente una volta al mese) tutto quello che mi serve, e io vado in una qualsiasi farmacia a ritirare il tutto!

Se poi il nostro viaggio comporta anche delle tratte in aereo, come ben sapete dopo l’ormai fin troppo famoso 11 settembre, i dispositivi anti-terrorismo sono diventati molto rigidi e avere con sè materiali liquido e appuntito (insulina…. aghetti… pungidito…) sembra impossibile. Così ovviamente non è, per noi ID. Il diabetologo vi DEVE rilasciare un documento (possibilmente tradotto in più lingue, ma quantomeno in italiano e inglese) dove si attesta il vostro stato di diabetici insulino-dipendenti e la necessità di avere SEMPRE CON VOI tutto il necessario a poter fare quanto utile a mantenervi in vita (durante il mio ultimo viaggetto, in Brasile, alla partenza da Malpensa verso Parigi, la signorina della Air France mi ha chiesto “A cosa le servono tutti questi preparati?” ed io ho risposto con estrema tranquillità “Per VIVERE?”… anche perchè non avevo ben capito cosa volesse sapere… ma la realtà è davvero quella, poi, non credete??!!)! Questo significa che TUTTA l’insulina che porterete con voi, comprese le striscette per il reflettometro e le scorte di aghi ecc. ecc. DEVONO salire a bordo con voi sull’aereo, e MAI venire rinchiusi in bagaglio (ricordate che volerete molto in alto con temperature esterne assai basse, le stive bagagli possono anche andare a temperature troppo basse per l’insulina, rendendola poi, così, inutilizzabile!!!). Anche perchè se un paio di mutande e delle magliette si possono comprare velocemente ovunque in caso di smarrimento bagaglio, lo stesso non può dirsi per tutto quello che vi serve per mantenere le glicemie a valori normali… o quanto più possibili tali! [Piccola indicazione su come ho fatto io per tutti i voli verso il Brasile?!!? Dopo i primi tentativi mal riusciti sull’avvertire della presenza del diabete nella mia vita, ho deciso di mettere la carta del diabetologo dentro al passaporto e l’ho sempre consegnata al controllo biglietti & C in questo modo, senza dire nulla. Spesso non me l’hanno neppure “calcolata”, ma alcuni la leggono e la rimettono a posto… Nessuno mi ha mai chiesto di vedere cosa sto trasportando nel bagaglio a mano relativamente alla patologia. In caso qualcuno avesse protestato sul fatto che non li avessi avvertiti, avrei sempre potuto dire: “Ma se l’indicazione era nel passaporto in bella vista?”… :D ]

C’è poi l’inghippo dell’assicurazione sanitaria… Se viaggerete in Europa portate semplicemente con voi la nuova tesserina sanitaria (quella rigida, tipo bancomat) [qui l’elenco dei paesi - in basso - dov’è valida] che sostituisce il vecchio modello E 111 e che vi basterà presentare nella struttura sanitaria, in caso di necessità. Diverso è il caso di viaggi fuori dalla CEE. Per mia esperienza personale posso dirvi che sono pochissime le compagnie assicurative che ci tutelano, essendo noi soggetti ad alto rischio. Se le vostre vacanze sono organizzate da un Tour Operator, solitamente l’assicurazione è compresa ed è per tutto il vostro gruppo. Se invece vi organizzate da soli, dovrete stipulare di vostro conto un’assicurazione che vi copra almeno per eventuali infortuni, che non sono legati alla patologia diabete. Qui la cerchia si restringe. Fatevi aiutare dalla vostra agenzia viaggi di fiducia, sicuramente troveranno la soluzione per voi!

E per il trasporto dell’insulina fuori dal frigo? Esistono borsette termiche (tipo le classiche borse frigo da spiaggia, in tessuto morbido) dalle dimensioni più ridotte e con la possibilità di inserirvi anche un “ghiaccetto” (… non so come si chiamano ma li vedete nella foto qui a fianco, avete capito, vero, di cosa parlo?!) che vi possono essere molto utili (attenzione solo a non posizionare l’insulina a contatto diretto con il “ghiaccetto”… potrebbe alterarne l’effetto per sempre, rendendola inutilizzabile). Molto, ovviamente, dipende da dove stante andando e dal tipo di vacanza che farete. Io per le “vacanze brevi” (2-3 settimane) ho sempre tenuto l’insulina con me, a temperatura ambiente (ma non sotto il sole cocente, ovviamente!!!). Anche per l’ultimo viaggio (Brasile) ho fatto così! Una mia cara amica che due anni fa ha attraversato non ricordo più quale deserto africano con la jeep, si era procurata un “frighetto portatile” da tenere attaccato con l’attacco dell’accendi-sigari e la cosa le è andata benissimo. Serve sempre fare una precisa valutazione della possibile temperatura nel luogo che si intende visitare, prima di scegliere come comportarsi!

Appena ho un altro po’ di tempo, aggiorno con altri suggerimenti… intanto ditemi cos’altro volete sapere!


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Da qualche settimana è attivo un blog che si chiama Internet P.R. nato in occasione della pubblicazione dell’omonimo libro con Apogeo (qui). Con questo colgo l’occasione per dare un po’ di ordine a questo blog, d’ora in poi dedicato principalmente a Hagakure e alla sua attività e “traslocando” la maggior parte delle conversazioni sulle P.R. online nel blog ad esse dedicato.

Vai a Internet PR

lI Feed di Internet PR


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In un trial clinico condotto presso l’Università di Padova, è stato dimostrato che, tra i quattro gruppi in cui erano stati suddivisi i 160 partecipanti allo studio, l'unico gruppo che ha ottenuto un miglioramento duraturo è stato quello dei pazienti trattati solo con l’agopuntura…..

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Roma, 5 set. (Adnkronos Salute) - Ballerine al posto dei tacchi alti sotto le scrivanie della Penisola? La circolare della Provincia di Modena che punta a eliminare possibili motivi di infortuni, e di ...

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La mastoplastica additiva e' un intervento con il quale e' possibile ottenere un aumento del volume mammario :tecniche chirurgiche

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Pubblico la storia di Antonella nella speranza che qualcuno possa segnalarle un bravo medico nella regione PUGLIA che la possa rassicurare ed aiutare.
Se volete mettervi in contatto con Antonella scrivetemi e vi indichero' la sua mail .

 Divisori by Follettarosa

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a me piacciono molto......


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betrayal.jpg

Amore ti ho tradito ma non è colpa mia è che ho poca vasopressina. Ebbene sembra che anche l'infedeltà sia una questione genetica. Secondo alcuni scienziati svedesi esiste un gene che è come una specie di motorino che alcuni maschi hanno nel proprio Dna e altri no.
Il gene in questione agisce sulla vasopressina, un ormone di cruciale importanza nel processo di attaccamento sentimentale e sessuale tra un uomo e una donna.

Ma non finisce qui: la scoperta include pure la possibilità di "curare" il gene, modificandolo in modo da bloccare il suo effetto, teoricamente al fine di salvare, o meglio proteggere, le unioni matrimoniali. La "medicina" che trasforma un seduttore impenitente nel compagno più fedele e monogamo, per adesso provata soltanto su topolini di laboratorio, ha dato risultati immediati.

L'arvicola della prateria è estremamente monogama: quando il maschio incontra una femmina, si accoppiano ininterrottamente per 36 ore, creando un legame che dura per tutta la vita e anche oltre, tant'è che quando uno dei due muore, l'altro sceglie di restare celibe anziché formare una nuova coppia. L'arvicola comune, viceversa, è estremamente promiscua.

Gli scienziati hanno scoperto che il cervello dell'arvicola della prateria maschio ha una dose di vasopressina molto più alta dell'arvicola comune. Ebbene, intervenendo sul gene "dell'infedeltà", in modo da aumentare considerevolmente il livello di vasopressina, i ricercatori hanno assistito a uno stupefacente mutamento: il criceto che amava la promiscuità è diventato di colpo uno sposo mite e devoto.

Continua a leggere Scoperta la cura per il tradimento: tutta colpa di un gene...

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Il ricco programma prevede degustazioni, convegni, visite guidate e tanta musica

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Il termine dieta indica un regime alimentare equilibrato e sano derivato anche dall’indagine delle abitudini dell’individuo per poter offrire in modo chiaro le linee guida di una sana alimentazione. Per perdere peso meglio proporre schemi alimentari ridotti di 250-300 calorie rispetto al consumo alimentare usuale e accompagnati da un incremento del dispendio dell’attività fisica. Questo aiuta [...]

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Lenta ed insidiosa, con gravi complicanze finali

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Partendo da cellule staminali adulte prelevate dal cordone obelicale, si è riusciti ad ottenere cellule pancreatiche capaci di produrre insulina! Ecco cosa sono riusciti a fare alcuni ricercatori dell’University of Texas Medical Branch, in collaborazione con l’Institut Universitarie de Tecnologie di Montpellier, assieme alla Mayo Clinic e con la University of Newcastle Upon Tyne, tutto pubblicato on line su Cell Proliferation.

Come? Hanno prima fatto crescere molte cellule staminali prelevate da cordone ombelicale, e poi hanno "aiutato" la loro trasformazione, facendole prendere le sembianze e le funzioni che hanno normalmente le Isole di Langerhans, quindi produrre insulina!!!

Randall Urban (che ha coordinato questo studio) afferma che grazie a questa ennesima "conferma", la possibilità di produrre (un domani, sia chiaro!!!) insulina e poter così aiutare chi è affetto da diabete tipo 1 (ne conoscete qualcuno?? ;D ) si avvicina! Certo, ci vorrà ancora molto tempo, ma l’ottimismo impera… tranne che nella comunità scientifica, che (come faccio spesso anche io) ribatte la necessità di maggior prudenza nella divulgazione di questo tipo di novità, visti gli scarsi risultati passati ottenuti da simili ricerche!

Tratto da Molecularlab.
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Ad un determinato momento dello sviluppo evolutivo del bambino compare l'angoscia da separazione che il bambino manifesta durante l'allontanamento dalla madre...

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A Bormio, centro turistico di primaria importanza nelle Alpi Lombarde, sorge il modernissimo stabilimento delle Terme Bormiesi, struttura che coniuga comodità, relax, svago e benessere.

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Uno slide show per bembini e non solo che "parla del metodo"

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Situazione patologicxa molto comune di eccesso di secrezione sebacea

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Una settimana in Alto Adige, per tutta la famiglia

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