Passiflora O Passiflora, Passiflora incarnata L., Si usa la parte aerea della pianta. Contiene piante di alcaloidi indolicos, harmano, harmina e harmol, derivati di a-pirona, maltol ed etlmaltol, derivato flavónicos (quercetol) Kaempherol, apigenol, luteolol, C-flavonoides (vitexina) isovitexina, orientina, saponaria e flavononas. Possiede proprietà sedative ed antispasmodice. Si usa nell'ansietà, insonnia, nervosismo, nevralgie, diversi spasmi, etc. si associa frequentemente con lo Spino bianco in palpitazioni, tachicardie, extrasistoli. Tiglio, Tilia platyphyllos Scop, =, T. grandifolia Ehr, Si usano le infiorescenze, qualunque ramificazione che si risolve in fiori, ed il suo brácteas, foglia piccola nel cui ascella nasce spesso un | |
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| Claw gatti è una vite comunemente noto come Una de Gato, ed è usata tradizionalmente in peruviana medicina per il trattamento di una vasta gamma di problemi di salute, in particolare digestivi denunce e artrite e per il trattamento di ferite, problemi di stomaco, il cancro, e altro ancora. E 'solo di recente ha catturato l'attenzione degli occidentali erboristerie e ricercatori. Oggi, soprattutto con la parola di bocca, è diventato uno dei migliori erbe di vendita negli Stati Uniti. Gatti artiglio informazioni: Poiché il 1970, studi e ricerche sono state condotte dagli scienziati, in Perù, Germania, Austria, Inghilterra e altri paesi, per saperne di più circa la potente proprietà curative di Cat's Claw. Oggi, soprattutto con la parola di bocca, è diventato uno dei migliori erbe di vendita negli Stati Uniti. Dal momento che non chinino è stato scoperto nella corteccia di un albero peruviano | |
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| Consuelda, Coda di cavallo, Erba medico, Arnica, Equinacea. CONSUELDA, Symphytum officinale L., Si usa la radice. Contiene, glúcidos abbondanti, amido, saccarosio e glucofructosano. Mucillagini abbondanti: bornesitol (polimero di fruttosio). Uno dei suoi principi attivi più importanti è l'alantoína è un diuréido glioxílico, proveniente della scissione dell'acido urico. Composto polifenólicos: tannino, acido clorogénico e caféico. Alcaloidi pirrolizidinicos, sinfitocinoglosina, consolicina e consolidina. Comincio antihormonal: l'acido litospérmico. Proprietà: è cicatrizzante per stimolare la rigenerazione dei tessuti (alantoína), antiulceroso, astringente ed antidiarreico. Emolliente, antinfiammatorio ed espettorante (mucillagini). Anticoncezionale, acido litospérmico, ed antigonadotrípico, blocca la sintesi di FSH e | |
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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.
Martedì prossimo, 11 settembre alle ore 21:00, la Dr. Paola Maffi responsabile dell?Unità Funzionale Medicina Trapianti del San Raffaele di Milano, sarà ospite di Portale Diabete su Le Chat, dove dialogherà con tutti voi pazienti ed il tema trattato sarà: “Trapianto di isole: mito e realtà“. Se volete anche prepararvi leggendo qualcosa in merito, non avete che da andare a questa pagina e leggere ;). Per chi se la fosse persa, ecco qui la trascrizione effettuata dalla solita mitica e meravigliosa Daniela D’Onofrio! Buona lettura! | |
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Si sa anche però che questi microrganismi sono influenzati negativamente da calore, umidità, luce e ossigeno. Ricerche effettuate negli ultimi anni hanno evidenziato che circa l'80% di probiotici di varia produzione non rispondeva ai giusti requisiti. Molti non avevano neanche il 10% dei lattobacilli "vivi" dichiarati ed alcuni contenevano anche organismi potenzialmente patogeni. Questi risultati sono stati confermati da vari studi.[1] Solamente determinati ceppi di lattobacilli, come ad esempio l'acidophilus DDS-1, coltivati e prodotti secondo specifiche procedure e condizioni, si sono rivelati altamente stabili anche in condizioni non ottimali di produzione e conservazione. ------------------------------------------------------------ | |
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| Ma posso dimenticarmi il primo compleanno di BuonCarrello? SI! :( Va beh, arrivo con qualche giorno di ritardo. E faccio come fan tutti, un "resoconto" dei primi 12 mesi assegnando i "premi" (mi sembra un po' esagerato chiamarli premi e prendermi il diritto di assegnarli ma va beh...). Quattro categorie: 1. Miglior prodotto al supermercato 2. Miglior prodotto fuori dal supermercato 3. Miglior "piatto" in ristoranti e affini 4. Premio speciale "Carrello a digiuno" a chi proprio non ci è piaciuto. Iniziamo dal fondo: Il Premio speciale "Carrello a digiuno" va a Focaccia della Liguria al formaggio di Terre di Italia / Focaccia al Formaggio di Appetais. Non solo non mi è piaciuta per niente ma l'ho pure provato due volte visto che si presenta con confezioni diverse (ma è sempre lei!). Il Miglior "piatto" in ristoranti e affini se lo aggiudica il Panozzo di Piccola Ischia! Quello di V.le Abruzzi a Milano però, occhio! Arriviamo alle due categorie più "core". Il Miglior prodotto fuori dal supermercato è Il Pollo cotto a Legna della polleria a Rapallo. Esageratamente buono! Come detto vale il viaggio. E per finire il re, il Miglior prodotto al supermercato è: Pesto, Genovese / Pastificio Novella. Se confrontato con i "concorrenti di banco", beh, la sfida diventa imbarazzante. Veramente ottimo. Ci rivediamo fra un anno ok? :) | |
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lunarosa ha scritto:
non credo proprio. Rispetto ad una normale 00, la manitoba ha piu' proteine e non credo che queste provochino un gonfiore particolare. Ma non sono un medico e potrei sbagliare. Per la cucina, invece, posso dirti che la manitoba non si usa nei dolci, quelli a lievitazione chimica, intendo. E' utile invece nei prodotti a lunga lievitazione o con impasti (sempre con lievito di birra o naturale) molto pesanti e grassi. | |
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| RAPPRESENTAZIONE ICONOGRAFICA DELLA STRUTTURA MORFOCROMATICA DELL'IRIDE E LE SUE MODIFICAZIONI NEL CORSO DI VENTI ANNI | |
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Se gli italiani non vanno alla casa ecologica, la casa ecologica va dagli italiani…. La soluzione arriva direttamente sulle ruote: in Piazza Santissima Annunziata a Firenze, dal 7 al 10 giugno sbarca la Mostra della Casa-Ecologica, la mostra itinerante più grande e completa in Europa su energie rinnovabili, bioedilizia, risparmio energetico e idrico, visitabile ad ingresso gratuito con orari 9-13 e 15-19. Non si tratta di una semplice vetrina espositiva, ma di un esempio “vissuto” di come si possa cominciare a risparmiare energia e ad adottare soluzioni biocompatibili, rispettose del clima, della salute e del portafoglio. Il personale durante l?esposizione, abita e vive quotidianamente gli spazi della casa, dimostrando come si possa utilizzare questi sistemi senza dover rinunciare al comfort e alla qualità della vita. Per ulteriori informazioni: Greenplanet.net | |
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| Le 3 fasi del ciclo riproduttivo:anagen, catagen e telogen. | |
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| Un nuovo sito per una visione ecologica a 360° della vita di tutti i giorni | |
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| Vi sono numerose misure, abbastanza semplici, che è possibile prendere per far diminuire il rischio della formazione di calcoli ai reni.... | |
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Alla conferenza cui partecipai (e riporto tutto quanto in termini meno tecnici possibili, mi scuso fin da ora con eventuali competenti in materia per la mia semplificazione) il dottor Ceriello spiegò come, in fisiologia (e questo vale per chiunque, non solo per i diabetici, ovviamente) tutto quello che noi mangiamo (proteine-grassi-carboidrati) viene trasformato, alla fine di vari processi, in Acetil-Coenzima A (Acetyl-CoA) che entrando nella cellula (nel mitocondrio per precisione, ossia nella sua "centrale energetica") fa sì che venga prodotta l’energia respiratoria indispensabile alla vita e che porta, in seguito, alla produzione del conosciuto ATP, l’energia usata dai muscoli. Ed è proprio grazie alla presenza dell’ossigeno che noi possiamo produrre (tramite un lungo e complesso preocesso) 32 molecole di ATP (mentre in assenza di ossigeno la sua produzione sembra scendere a sole 2 molecole!!!). Purtroppo questo processo crea un prodotto di scarto, di cui tutti abbiamo già sentito parlare: la produzione di radicali liberi dell’ossigeno! Se ci alimentiamo in modo corretto (nelle quantità soprattutto, intendo) tutto procede bene (nonostante la produzione di scarto di cui vi ho detto), ma se esageriamo nelle quantità alimentari introdotte questo sistema entra in "corto circuito" producendo grandissime quantità di radicali liberi! Uno dei maggiori "innescatori" di questa produzione massiccia si chiama PKC!!!
All’epoca la conferenza terminava sull’ipotesi di ricerca per trovare qualcosa che potesse "spegnere" questi attivatori della memoria (il PKC in primis) e pareva, da quanto ci aveva raccontato il Prof. Ceriello, che esistesse una sostanza (MntApb) attualmente presente negli ace inibitori saltamici - farmaci utilizzati per abbassare la pressione sanguigna o per prevenire il danno renale nei diabetici - che avesse proprio questo tipo di capacità. Adesso che gli studi sono proseguiti, ovviamente, e la ricerca effettuata su topolini (oltre che su colture di cellule endoteliali) ha mostrato come la modificazione nei mitocondri sia avvenuta già dopo due SOLE settimane d’iperglicemia (!!!!),e questo ha evidenziato con certezza come alcune sostanze antiossidanti siano state in grado di "spegnere" questa memoria metabolica. Tra questi soprattutto l’acido lipoico (di cui intendevo parlarvi a breve…) è quello che meglio di tutti si è dimostrato capace di far regredire i danni riscontrati, mentre la sola insulina non è stata capace di azzerare la memoria metabolica, una volta instaurata!!!
Fonte: Molecularlab e mia presenza diretta alla conferenza! | |
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| Corpo e psiche come due amanti si cercano e si compenetrano, corpo e psiche come uomo e donna, come uno che non può esistere senza l'altro. Chi è il dominante o il dominato? Non occorre dominare o essere dominato per esistere... | |
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| Come al solito se in una confezione appare il bollino "Novità", è mia, non resisto, a prescindere da cosa contiene (beh... più o meno). Questa volta è stato anche facile farmi accalappiare. Il bollino era infatti posto su una confezione di "Invernizzi Stracciatella cremosa specialità". Non mi è piaciuta, l'ho trovata pesante, troppo "burrosa", con un sapore particolarmente intenso e tendente all'amarognolo. Ben lontana da quelle artigianali che più volte ho vitato in questo blog. Voto: 5,5 | |
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| Da Farmaplanet.it arriva la notizia che gli integratori non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. In risposta alla richiesta di un contribuente, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 256/E del 20 giugno chiarisce che gli integratori alimentari, ancorché prescritti da uno specialista, non possono beneficiare "della detrazione d'imposta del 19%, di cui all'art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, riconosciuta esclusivamente per spese mediche e di assistenza specifica (diverse da quelle indicate nell'art. 10, comma 1, lett. b)), per spese chirurgiche, per l'acquisto di medicinali, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere". La ragione discenderebbe dalla natura stessa degli integratori che "vengono somministrati, sostanzialmente, per... | |
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Tralasciando MOMENTANEAMENTE nome del materiale, nome della tecnica usata (il decoratore tinteggiatore pazzo non è, al momento, a portata di orecchio...) e belluria incantevole del risultato veduto ad occhio nudo.... Tags: amore, famiglia, foto, lavoro, pazzia, sesso, divertimenti, organizzazione, mie creazioni, stefano, matrimonio, soddisfazioni, io , rinnovarsi ![]() | |
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Aiuta anche tu la ricerca a costo zero. Nella tua dichiarazione dei redditi assegna alla ricerca il 5 X 1000; nei modelli CUD, UNICO e 730 è presente uno spazio apposito, basterà indicare il codice fiscale di FIRC 80201470152 nella sezione relativa alla RICERCA SCIENTIFICA e tutto ciò non sostituirà assolutamente l’8X1000 alla chiesa cattolica. Non costa nulla e aiuta molti. In tanti possiamo, non tiriamoci indietro… | |
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26 maggio 2008 ? Il nucleare che il governo dice di voler avviare entro fine legislatura sarà di terza generazione, e non di quarta generazione (quello ?sicuro?, e senza rifiuti radiottivi, ma ancora al livello embrionale) come promesso dalla maggioranza al governo in campagna elettorale. Ci sarebbe già un piano per realizzarlo ? al quale si è lavorato già da molto prima delle elezioni ? con tanto di elenco di siti. Sabato il quotidiano ?La Repubblica? ha rivelato il progetto dell?esecutivo gestito ?o dalla sola Enel o da un consorzio pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore?. Il progetto riguarderebbe "quattro centrali di terza generazione" che "nel 2020 copriranno almeno il 10 per cento dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6 mila MW, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive?. Che sia da sola, o insieme ad altre, il programma porta la firma dell?Enel che dovrebbe presentare nei prossimi giorni il ?piano articolato? al governo, al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese. ?Il progetto dell?Enel ? scrive il giornale - stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l?allestimento del contesto normativo, due per l?iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera?. La tecnologia indicata ?è quella del nucleare di ?terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell?Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive)?. I tecnici Enel sfrutterebbero ?la competenza tecnologica? acquisita nelle esperienze all?estero del gruppo, ?in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne? e ?in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr?. Il piano sarebbe concepito su tre ?livelli?. C?è innanzitutto quello normativo. Attraverso ?una legge delega? sarebbe definito ?il contesto? all?interno del quale inserire ?singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli?. Tra i suoi compiti quello di rivedere ?il titolo V della Costituzione? (quello cioè che ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali) per riportare le ?scelte strategiche? al livello nazionale limitando ?il peso degli enti locali?. Il ?secondo livello? riguarda l?identificazione dei siti per le centrali e lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel ?non fa nomi?, lasciando la scelta a ?governo? e ?Parlamento?. Tuttavia la ?pole position? spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda la discarica delle scorie nucleare l?opzione più ec? sarebbe il ?sito provvisorio?. Il ?terzo livello?, infine, è quello finanziario. Ovvero la determinazione del costo dell?intero progetto ?mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: "da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia?. Sulla localizzazione degli impianti interviene Andrea Poggio (Legambiente) citando una notizia in possesso di Radio popolare. Poggio sostiene che esiste già un elenco di sei siti tra i quali scegliere, di cui 3 al nel Nord. "Radio Popolare - afferma Poggio - riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa. "Ecco i siti proposti: - Chivasso (Torino) di Edipower. - Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon). - Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem di Milano e Asm di Brescia). - Ostiglia (Mantova) di Endesa. - Sermide (Mantova) di Edipower. Tutti i siti scelti, spiega Poggio, ?sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo ?spegnersi? tutte le notti?. Sono inoltre ?tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60 per cento) del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale. ?Senz'altro ? sottolinea Poggio - l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume. Sul fronte dell?accettabilità sociale ?sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 chilometri da Torino la prima e a 27 chilometri da Milano la sconda. È essa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare?. Resta l'assurdo, affonda Poggio, di una ?Italietta? spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari". (FONTE: Zeroemission.TV) | |
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23 maggio 2008 ? Il Wwf contro la proposta del ministro dello Sviluppo economico Scajola di costruire in Italia centrali nucleari. Che ? spiega l?associazione ambientalista ? è motivata sulla base di argomentazioni che sembrano ignorare la realtà dei dati riguardanti questa fonte energetica. Non è vero ? dice il Wwf - che il resto del mondo fa un uso massiccio di questa fonte in quanto, secondo i dati dell 'International Energy Agency (IEA), nel 2005 le 341 centrali nucleari esistenti nel mondo coprivano appena il 6,2 per cento dell'energia primaria utilizzata, dando quindi un contributo del tutto marginale al fabbisogno energetico mondiale. A fronte di un contributo mondiale limitato e ancora inferiore agli apporti energetici dell'idroelettrico, la ricerca per l'energia nucleare ha bruciato il 90 per cento delle spese di ricerca destinate alle fonti energetiche alternative ai combustibili fossili. La stessa cifra orientata sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica avrebbe permesso una maggiore emancipazione dalle fonti fossili. La stessa Iea non prevede alcuna crescita di tale contributo per i prossimi 30 anni, anche perché le riserve di uranio possono consentire ancora pochi decenni di alimentazione delle centrali esistenti. Inoltre le centrali nucleari producono solo elettricità, che rappresenta solo il 15 per cento degli usi finali, mentre il restante 85 per cento è costituito da calore per riscaldamento e processi industriali e da carburanti per i trasporti ai quali il nucleare non può dare nessun contributo. Non ci sono dati per affermare, come fa il ministro, che l'elettricità prodotta dalle centrali nucleari sia meno costosa in quanto nessuno è ancora in grado di valutare compiutamente costi di smantellamento delle centrali a fine vita e la gestione finale delle scorie, che rappresentano le fasi più onerose di questo tipo di produzione energetica. ?Non si può dire che una cosa costa poco ? ironizza il Wwf - solo perché il conto salato deve ancora arrivare. Quando un operatore sviluppa una campo eolico deve garantire il ripristino del territorio alla scadenza della concessione, lo stesso non può essere fatto nel caso di realizzazione di centrali nucleari dal momento che nessuno potrebbe fornire una simile garanzia. Non è vero che questa energia ridurrebbe la nostra dipendenza energetica dall'estero in quanto non possediamo miniere di uranio ed inoltre le centrali italiane si appoggerebbero alla filiera francese per tutte le operazioni necessarie del ciclo del combustibile, a monte ed a valle della centrale, operazioni anch'esse molto onerose. L'energia nucleare non fornisce la soluzione agli attuali problemi di approvvigionamento energetico globale. È responsabilità dei paesi economicamente avanzati proporre tecnologie esportabili nel resto del mondo. Il nucleare non lo è per gli evidenti legami con l'industria bellica e la terrificante proliferazione di scorie radioattive nel pianeta. Le scorie nucleari rimangono attive per oltre 500 generazioni. L'energia nucleare è in assoluto quella che negli ultimi 60 anni ha ricevuto le maggiori sovvenzioni pubbliche, ed ancor oggi riceve la maggioranza degli investimenti mondiali (ed anche italiani) per ricerca e sviluppo in campo energetico. Nonostante ciò, in 60 anni non ha saputo risolvere il problema basilare di qualsiasi produzione industriale: la gestione degli scarti e lo smantellamento degli impianti. Visto poi il contributo modesto fornito al fabbisogno energetico mondiale, possiamo ben dire che si tratta dei numeri di un fallimento che ci dovrebbero far riflettere attentamente prima di lanciarci in una ennesima avventura fallimentare. Il Wwf inoltre mette in evidenza che catalizzare il dibattito sul nucleare vuol dire ignorare, ancora, le grandi sfide che il nostro Paese ha davanti. Prepararsi al Mondo a Zero Carbonio oggi è un'esigenza economica, di innovazione e competitività, oltre che ambientale. Se la tanto attesa e annunciata Conferenza su Energia e Ambiente dovesse essere solo una consultazione sul nucleare sarebbe un ulteriore, davvero enorme fallimento. Ripetere l'esperienza nucleare in Italia (chiusa da un referendum nel 1987) rischia di ostacolare risorse economiche e capacità professionali dalle vere soluzioni ai problemi energetici ed ai problemi ambientali legati ai cambiamenti climatici. I tempi di realizzazione di una nuova filiera del nucleare sono lunghissimi a confronto con le potenzialità di sviluppo di tecnologie alternative. L'apporto energetico sarebbe altrettanto irrisorio. (Fonte: Wwf) | |
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Ci ho pensato un po' prima di riportare il seguente studio,perche' si tratta di ipotesi e poi non significa che : "TELOMERASI COME CAUSA DELL'ENDOMETRIOSI=CURA PER ENDOMETRIOSI"I tempi della ricerca sono lunghi e qui ... | |
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Già alcuni anni fa (era il dicembre 2004… sembrano passati "secoli"!!!) ho assistito ad una conferenza del Dott. Antonio Ceriello (diabetologo in forze presso l’Università degli studi di Udine e che lavora anche in Gran Bretagna alla Warwick University e negli Stati Uniti all’Oklahoma City University) intitolata "Iperglicemia e memoria cellulare" dove quest’ultimo faceva un’ampia carrellata su quella che lui stesso aveva definito la "memoria metabolica", ossia quel particolare meccanismo che una volta innescato pare "non lasciare molto scampo" al cambiamento e del quale, anche se in termini non scientifici, molti diabetici tipo 1 sono da sempre "inconsciamente" consapevoli!
In un diabetico questa produzione di radicali liberi eccessiva innesca una serie "infinita" di altri meccanismi dannosi alla cellula e che portano, nel tempo, allo sviluppo delle complicanze! Nel 1990 un esperimento effettuato sempre in america aveva dimostrato come alcune cellule di vasi sanguigni messe a crescere in una soluzione con 5 mg/dL di glucosio per quattro settimane ed altre cellule, invece, poste in una soluzione di 30 mg/dL di glucosio per due settimane e poi alle stesse condizioni delle prime, nonostante le cellule del secondo gruppo fossero stata poi riportate alle stesse condizioni del primo gruppo, non si interrompesse il processo di "deteriorizzazione" e la grande produzione di radicali liberi (insomma il PKC restava attivo e quindi la memoria metabolica rimaneva intatta!).
Grazie a questo studio è ora chiaro che è necessario intervenire con i farmaci ipoglicemizzanti (sul diabete tipo 2) il prima possibile per aiutare così l’abbassamento più rapido e stabile della glicemia. "Ancora non si sa - afferma Ceriello - dopo quanto tempo il danno metabolico si instaura nell’uomo ed è anche possibile i tempi siano più lunghi che nel modello sperimentale e nell’animale, ma è necessario valutarlo con precisione con ulteriori studi. Stiamo anche valutando nuove molecole che specificamente possano "staccare" le molecole di glucosio dalle proteine dei mitocondri, che costituirebbero la migliore terapia della causa della memoria metabolica".






