La Papaya è una frutta tropicale della famiglia delle Caricáceas, impiegata da molti anni per le sue eccellenti proprietà digestive. Tradizionalmente, nei paesi di origine, è abituale rammollire la carne, avvolgendola in foglie di albero della papaya durante alcuni ore. Il suo succo fresco si usa anche come antihelmíntico. Dentro la sua composizione chimica dobbiamo sottolineare la sua ricchezza in vitamine A, C e del gruppo B ed in Papaina che è un'enzima proteolítica.
La PAPAINA rozza, contiene un po' di acqua, glúcidos, acidi organici ed un miscuglio di enzimi, dove sottolineano le denominati proteasas che agiscono rompendo le unioni peptidiche in qualunque posto della catena peptidica nella quale si trovino redditi, endopeptidasas. Dentro questi enzimi proteolíticas, quella che si trova in maggiore quantità è
La Bietola, è una pianta medicinale della famiglia delle Amarantáceas, originaria del sud dell'Europa (Italia). Questa erba medicinal procede della specie silvestre Beta marittimo Linn che cresce liberamente in molte zone marittime del sud dell'Europa e nord dell'Africa o in zone acquose e salmastre dell'interno. La Bietola è una specie silvestre che non ha radici allargate, non è commestibile e suolo si è usato come una pianta medicinale. La Bietola, meravigliosa erba medicinale, produce radici commestibile napiformes, allargate per l'accumulazione di sostanze di riserva. Queste radici sono quelle che si conoscono come barbabietole, benché le piante coltivate per le sue radici siano soprattutto ortaggi appartenenti alla varietà Beta vulgaris var. Vulgaris mentre quelle che si coltivano per il consumo delle sue foglie sono piante della varietà Beta vulgaris var. Cicla. Le due
Zenzero è pensato come un meraviglioso erba con una vasta gamma di ingredienti attivi. E 'noto per il viaggio di malattia, nausea e indigestione. Essa è un potente anti-infiammatori erbe e si è molto recente interesse per il loro uso per il comune problemi. I seguenti usi sono anche ampiamente citati (anche se non necessariamente di backup con una ricerca!): Vento, colica, intestino irritabile, perdita di appetito, brividi, raffreddore, influenza, cattiva circolazione, crampi mestruali, dispepsia (gonfiore, bruciore di stomaco, flatulenza), indigestione e problemi gastrointestinali come il gas e crampi allo stomaco, l'artrite, febbre, mal di testa, toothaches, tosse, bronchite, osteoartrosi, artrite reumatoide, la facilità di tendinite, per abbassare il colesterolo e pressione sanguigna e di aiuto nella prevenzione interno coaguli di sangue.
Dentro la sua composizione chimica sottolinea il suo contenuto in olio essenziale il cui principale costituente è il cineol o eucaliptolo, etere ossido terpénico. Contiene anche: terpineol, carburi terpénicos (alfapineno), alcool alifáticos e sesquiterpénicos (eudesmol), aldeidi, butírico, valerianico, capróico, e cetonas.
Possiede inoltre tannino, compendia detoxificante, pigmenti flavónicos (heterósidos del quercetol) ed un heterósido fenólico complesso, il caliptósido, acido fenólicos (gállico) caféico, resina ed un principio
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Tre anni fa parlammo di uno studio condotto da Russell Hill e Robert Barton e pubblicato su Nature secondo il quale per salire sul podio delle olimpiadi non serve solo essere i migliori atleti, bisogna anche indossare una maglia rossa (!) Gli autori suggerivano che il colore della maglia, soprattutto in discipline in cui è previsto lo scontro fisico, modificasse la percezione di aggressività e dominanza, avvantaggiando gli atleti con una maglia di color rosso rispetto a chi indossa una maglia di un colore meno connotato, tipo il bianco. La loro spiegazione era dunque di natura culturale o evoluzionistica. Poco tempo dopo Rowe, Harris, e Roberts criticarono questa spiegazione, attribuendo in generale il vantaggio alle maglie dai colori più vividi che determinavano una differenza nella visibilità reciproca dei contendenti. In questi giorni è apparso su Psychological Science un piccolo studio firmato da Norbert Hagemann, secondo il quale la spiegazione è un’altra ancora. La maglia di colore rosso effettivamente aiuta gli atleti che la indossano, ma non per i motivi ipotizzati precedentemente, ma per l’influenza che essa può avere su chi deve giudicare la performance, in altre parole sui giudici. Per verificare questa ipotesi ha assoldato 42 giudici esperti di tae kwon do, che hanno guardato alcuni video in cui due atleti combattevano uno con divisa rossa e l’altro con divisa blu. I video in realtà erano identici, solo che erano state digitalmente modificati i colori delle maglie degli atleti. Ebbene, coloro che indossavano una divisa rossa ricevevano in media il 13% di punti in più rispetto agli atleti in divisa blu, anche se la performance era esattamente la stessa. L’effetto si verifica quando i due contendenti sono sostanzialmente equivalenti e non è percepibile una chiara superiorità di uno sull’altro. Naturalmente questi risultati valgono per il tae kwon do e probabilmente per il pugilato e non è possibile estendere questi risultati ad altri sport (per il momento). Probabilmente si tratta, a livello psicologico, di un maggior richiamo dell’attenzione dei giudici sul colore più vivido in un contesto percettivo non ideale: movimenti rapidi, prospettiva visiva non sempre congrua, elevata numerosità di elementi distraenti e pressione emotiva.
oggi ti parlo di un argomento che sembra spesso lontano per chi non si occupa direttamente di economia, borsa e/o investimenti.
Tutti questi studi partono da un assunto vecchio e orami obsoleto:
che l'uomo sia un essere completamente razione e che, di conseguenza faccia le cose "in modo razionale".
E' chiaro che se ti sei innamorato anche solo una volta nella tua vita, sai per certo che questo NON è vero...
Ma, questo, non influenza solo aspetti della vita "più emozionali" come l'amore ma anche l' economia.
Infatti "i mercati", luoghi progettati con un potentissimo raziocinio ...NON sono controllati esclusivamente dalla razionalità...ma anzi...
A confermarlo sono numerose ricerche effettuate su diversi investitori londinesi con tutti i criteri del caso:
Prelievo di saliva e misurazione continua dei fattori fisiologici: conduttanza, pressione, frequenza cardiaca, livello ormonale, ecc.
In poche parole il risultato è che, come per tutte le altre attività umane...la mente non ragiona in modo algoritmico (preciso come un computer) ma in modo intuitivo e automatico.
Motterellini, del San Raffaele di Milano, che ha condotto molti studi al riguardo afferma:
"Sono il piacere ed il dolore i protagonisti della scelta, che è il prodotto di una peculiare competizione edonica."
Il "ragionamento deliberato" arriva dopo, quando il vero e proprio processo decisionale è già terminato.
In conclusione, anche le scelte economiche sono "prese prima con la pancia e poi con la testa"..
Se investi o fai qualcosa del genere tieni presente questa frase del famosissimo economista J.M. Keynes:
"I mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere liquido";-)
A New York qualche insegnante di Yoga sta cominciando a fornire lezioni private al telefono per allievi che hanno bisogno di una pratica personale ma si trovano fuori città o sono per qualche motivo impediti a recarsi presso l’istruttore o riceverlo a casa propria.
Prima di bollare la cosa come “un’americanata” o l’ennesimo attentato della tecnologia al contatto umano, secondo me bisognerebbe pensare che, semplicemente, la lezione di yoga “al telefono” può essere uno strumento in più.
Personalmente, mi sono reso conto di essere stato molto influenzato da una lettura nel sussidiario di quinta elementare, in cui si raccontava di un’operazione medica (una tracheotomia)svolta in condizioni di emergenza su una nave da un infermiere o un ufficiale non medico che la eseguiva seguendo le indicazioni via radio di un chirugo. Anni dopo ho avuto occasione di fare assistenza tecnica per i computer al telefono, e ho avuto la conferma che, sia pure per problemi meno drammatici, si può fare molto lavoro al telefono. Richiede però maggiore concentrazione, da parte di entrambe le persone ai due capi del filo, oltre ad accessori speciali (un cordless con auricolare o una cuffia) e una grande confidenza con il mezzo.
Insomma, invece di essere un surrogato incompleto della lezione personale, il telefono può essere uno strumento di consapevolezza e concentrazione: avendo a disposizione solo la voce, il tono e le informazioni verbali, il lavoro a distanza richiede una particolare capacità di concentrazione e visualizzazione che può essere utile sviluppare.
Anche se, naturalmente, fare pratica in riva al mare al tramonto, con telefoni lontani e cellulari bene spenti, resta sempre uno dei modi migliori di praticare Yoga.
Abbiamo già accennato al lavoro del biologo Bruce H. Lipton, autore del libro “Biologia delle credenze”, che ipotizza un effetto del pensiero e delle attività mentali fino al livello molecolare delle cellule.
Adesso emergono altre possibili conferme scientifiche: secondo una ricerca del Benson-Henry Institute for Mind/Body Medicine del Massachusetts General Hospital, svariate tecniche di rilassamento, fra cui meditazione e Yoga, avrebbero un effetto positivo sui geni correlati a malattie sensibili allo stress.
Semplificando, se mangiare male, fumare, condurre una vita stressante può indurre malattie psicosomatiche e alterazioni genetiche cancerogene (ovvero influenzare negativamente il proprio corredo genetico), probabilmente alcune buone abitudini di igiene mentale possono avvere effetti contrari, sempre sul corredo genetico.
In altre parole, possibili conferme scientifiche di un concetto molto noto a chi pratica Yoga: mente e corpo sono una cosa sola, e si influenzano a vicenda.
La notizia è stata ripresa da diverse testate, in Usa e in Italia.
E' ormai ampiamente risaputo e documentato che alcuni tipi di lattobacilli, definiti anche probiotici o "batteri amici", sono essenziali per mantenere uno stato di eubiosi (equilibrio della flora batterica intestinale) e di conseguenza migliorare lo stato di salute generale dell'organismo.
Si sa anche però che questi microrganismi sono influenzati negativamente da calore, umidità, luce e ossigeno.
Ricerche effettuate negli ultimi anni hanno evidenziato che circa l'80% di probiotici di varia produzione non rispondeva ai giusti requisiti. Molti non avevano neanche il 10% dei lattobacilli "vivi" dichiarati ed alcuni contenevano anche organismi potenzialmente patogeni. Questi risultati sono stati confermati da vari studi.[1]
Solamente determinati ceppi di lattobacilli, come ad esempio l'acidophilus DDS-1, coltivati e prodotti secondo specifiche procedure e condizioni, si sono rivelati altamente stabili anche in condizioni non ottimali di produzione e conservazione.
------------------------------------------------------------ [1] Gilliland, S. E. and M. L. Speck. 1977. Enumeration and identity of lactobacilli in dietary products. J. Food Prot. 40:760-762; Brennan, M., B. Wanismail, and B. Ray. 1983. Prevalence of viable Lactobacillus acidophilus in dried commercial products. J. Food Prot. 46:887-892; Bhatia, V. 1991. Growth optimization of Lactobacillus acidophilus in whey, M.S. Thesis, Univ. of Nebraska, Lincoln.
La vitamina C è importante nella formazione e conservazione del collagene, la proteina che sostiene molte strutture corporali e che rappresenta una carta molto importante nella formazione di ossa e denti. Favorisce anche l'assorbimento di ferro proveniente dagli alimenti di origine vegetale. Lo scorbuto è la classica manifestazione di insufficienza grave di acido ascorbico.
I suoi sintomi si devono alla perdita dell'azione cimentadora del collagene, e tra essi stanno le emorragie, caduta di denti e cambiamenti cellulari nelle ossa dei bambini. L'affermazione che la dose massiccia di acido ascorbico previene raffreddori ed influenza non si è ottenuta meticolosamente di esperienze controllate. Tuttavia, in altri esperimenti si è dimostrato che l'acido ascorbico previene la formazione di nitrosaminas, alcuni composti che hanno prodotto tumori in animali di laboratorio e chissà li producano in esseri umani. Benché l'acido ascorbico non utilizzato si elimina rapidamente per l'orina, la dose lunga e prolungata può derivare nella formazione di calcoli nella vescica ed il rene, interferenza negli effetti degli anticoagulanti, distruzione della vitamina B12 e perdita di calcio nelle ossa. Le fonti di vitamina C include gli agrumi, fragole fresche, pompelmo (pompelmo), ananas e guaiava. Buone fonti vegetali sono il broccolo, i cavoli di Bruxelles, pomodori, spinaci, cavolo, peperoni verdi, cavolo cappuccio e rape.
Con questo scritto, ho il piacere di inaugurare una nuova sezione del blog ospitando gli scritti di vari GeAmanti, ossia di tutti quei ricercatori che innamorati di nostra Madre Terra ci stanno donando, con il loro ispirato agire una maggiore comprensione dei fenomeni e dei processi che danno ?forma? alla Vita, in questo nostro amato pianeta.
Salvatore Calì
Tramutare lo spazio della realtà
Un manifesto di Marko Pogacnik
Cos?è lo spazio della realtà
Nella sua essenza, lo spazio non è una categoria nè astronomica, nè fisica. Lo spazio non è soltanto un ambiente composto di materia, di materiali, di luce, ombre e delle loro interrelazioni. Lo spazio e? sopratutto un essere multidimensionale. E? lo spazio a rendere possibile la vita.
Lo spazio della realtà è stato via via ridotto al minimo dal pensiero razionale moderno. Dovunque ci si giri si incontra un confine: la lunghezza, la larghezza e la profondità dello spazio sono limitati, ci sono confini di Stato, c?è il limite del conosciuto e il confine che separa la coscienza dalla follia. La vita dentro e attorno a noi comincia a morire, perché non riesce più a reggere i confini fissati dal macchinario razionale dell?età del ferro. Stiamo precipitando in una crisi ecologica e psicologica.
Pensiamoci un attimo: è davvero possibile che il modo di pensare e il modo di essere dell?Uomo possa influenzare la qualita? dello spazio nella sua essenza? Si, è possibile, perchè lo spazio della realtà è soprattutto un?espressione della coscienza. Il mito della creazione non e? che una favola, che racconta la creazione dello spazio della realtà. Lo spazio originario fu creato dalla Divinità con il grande ?big bang?, per mettere l?Universo in grado di evolvere. Successivamente, la Terra ha creato il proprio spazio, in modo da rendere la coscienza fluida capace di evolvere all?interno della materia dura. Da allora, le piante e gli animali godono dello spazio della realtà, senza avere alcuna possibilità di cambiarlo. Per l?essere umano è diverso. Lo spazio della realtà può essere sensibilmente cambiato dall?essere umano, nel momento in cui pronuncia una parola o compie un?azione; a condizione, però, che la parola o l?azione sia radicata nel campo energetico-emozionale.
Tramutare lo spazio della realtà
Le parole e le azioni dell?essere umano moderno non sono capaci di tramutare lo spazio della realta?, perche? questi, di norma, parla e agisce come un essere separato dalla vibrazione del proprio campo energetico-emozionale - dal ?campo dell?amore?. Così si riesce solo a cambiar posto alle cose. Da millenni gli esseri umani sono vittime della stessa fame e, rispettivamente, della stessa abbondanza, sono vittime delle stesse guerre e di crudeltà continuamente ripetute. Cambiano solo le forme esteriori. La pressione sul tessuto della vita dentro e fuori di noi è ormai aumentata. La crisi prende forma. E? maturato il tempo di scoprire l?arte della trasmutazione. La trasmutazione non è un semplice cambiamento. Include il salto quantico. Il principio della trasmutazione proviene dalla tradizione alchemica. Il suo simbolo caratteristico è la trasformazione del piombo in oro.
La mutazione dello spazio è una questione geomantica, nel senso che la realtà non può essere tramutata, se l?essere umano non collabora consapevolmente con le dimensioni spirituali, materiali, emozionali e vital-energetiche del proprio corpo e del corpo del paesaggio che lo circonda, che è un frattale della Terra intera (un frammento che ne rispecchia la totalità). E? altrettanto impossibile tramutare le civiltà o qualsiasi altro tipo di spazio, seguendo strettamente la via della logica. Il percorso lineare della logica e il salto quantico della trasmutazione sono due concetti opposti. In quanto figlia della logica, la scienza è sempre tesa fra creazione e distruzione. Quanti brevetti utili si scoprono, altrettante armi distruttive si concepiscono. Non c?è via d?uscita da questo circolo vizioso, se non quella di cambiare le fondamenta su cui ci si basa.
In questo momento, la creatività artistica ha la priorita?, a condizione che ne diventi consapevole. L?arte non è figlia della logica, che pretende di controllare le faccende del mondo e non permette alcun cambiamento sostanziale. L?arte è figlia della follia. L?arte rende possibile il rovesciamento della coscienza e, perciò, anche la decomposizione del vecchio spazio. L?arte si basa sulla capacità di immaginazione creativa dell?essere umano, la quale, essendo di natura identica alla Parola divina, è fondamentale per la creazione. Certo, anche l?arte può diventare schiava della razionalità, se segue la logica del linguaggio artistico, la logica delle tendenze di moda o del mercato. E non ha senso neppure criticare la razionalità. Al contrario, essa rende più chiaro il messaggio. La razionalità diventa velenosa, nel momento in cui opprime la libertà di un?esistenza multidimensionale, la liberta? di ?pazzia?- intendendo per pazzia la visione intuitiva e la libertà di percezione trascendentale. Diventa velenosa quando opprime la danza della Dea universale dentro di noi e nel creato.
Il nuovo spazio della realtà
Non si pensi che la manifestazione del nuovo spazio dipenda dalla buona volontà, della creatività artistica o dal fatto che la razionalità si metta in disparte. Molte epoche prima della nostra, il nuovo spazio della realtà fu generato da una visione angelica, come alternativa alla costituzione esistente dell?universo. Ma l?onda della sua presenza ci ha raggiunto soltanto ora. Non è possibile governare il nuovo spazio; le sue potenzialità creative non possono essere controllate. E non ce n?è neppure bisogno. Perché il nuovo spazio della realtà può comunque esistere soltanto se è reale, giusto e sacro. Manipolazioni, atti inconsulti o interventi superficiali sono usuali nel vecchio spazio. Il vecchio spazio della realtà, nel quale sta ancora procedendo la nostra storia, non si esaurisce, se l?essere umano che si senta coinvolto e preoccupato, non si connette con il proprio centro interiore facendo i suoi tentativi di agire. Il nuovo spazio della realtà non può nemmeno esistere, se coloro che partecipano alla sua danza non ne sono connessi interiormente ed esternamente. Il nuovo spazio della realtà esiste già fra di noi, ma raramente ne facciamo esperienza. Il nuovo spazio della realtà offre a tutti - persone, piante, animali e altri esseri, visibili e non - spazio sufficiente per esistere nella loro totalità, perchè vibra a diversi livelli simultaneamente, all?interno di diverse dimensioni interconnesse fra loro. Nonostante ciò, questo spazio è molto semplice, tanto semplice quanto il linguaggio della Terra. Il nuovo spazio della realtà è uno spazio di libertà, che rende possibile la pace, anche se sprigiona tensioni creative.
Che fare?
Cosa possiamo fare perché la visione del nuovo spazio diventi realtà quotidiana? E? necessario imparare il linguaggio che usano tutti gli esseri dell?Universo per comunicare, il linguaggio che tutto l?Universo usa per pensare. Può essere chiamato ?il linguaggio universale?, ?il linguaggio dei cosmogrammi?. E? un linguaggio che presenta simultaneamente caratteristiche verbali e non-verbali. Lo usano gli uccelli per comunicare, lo conoscono anche le montagne e i fiumi. Viene usato da angeli ed esseri elementari per parlare fra loro. Un tempo, gli esseri umani lo conoscevano come un linguaggio della natura, un linguaggio di segni divini e di rivelazione. Abbiamo bisogno di imparare questo linguaggio per essere in grado di capirci fra tutti. Al contrario del vecchio spazio di civiltà, di società e di esistenza, il nuovo spazio non è fondato sulla lotta permanente fra gli opposti e sulla conseguente violenza. Il nuovo spazio si basa sulla tensione energetica fra differenti dimensioni di esistenza, tutte simultaneamente presenti. Cioè, con la presenza simultanea di tempo e non-tempo (eternita?) e, rispettivamente, di visibile e invisibile (eterico). Di conseguenza, una creatività artistica che si voglia dedicare alla creazione del nuovo spazio, deve rinunciare al suo attaccamento esclusivo al mondo della forma. La forma è secondaria. Il principale ?attrezzo? dell?arte è di natura sciamanica, è uno strumento di scambio fra le dimensioni visibili e invisibili della vita. E? un rituale che si compie lavorando con energie vitali e con campi emozionali, è un?interazione con la coscienza universale. Il nuovo spazio della realta? non sa separare il profano dal sacro. Il nuovo spazio è di natura olistica. Significa, che anche un banale atto di vita concreta può esistere solo se mostra dimensioni del sacro. E viceversa: un atto di tipo religioso non avrebbe senso - non potrebbe nemmeno esistere - se non fosse radicato nella vita quotidiana e dedicato ad essa. Occorre quindi trovare i modi in cui l?arte abbia la possibilità di partecipare al dialogo sociale, alla creazione armonica di spazio vitale, al processo di pace in diversi Paesi, al riequilibrio dei paesaggi urbani, alla formulazione del nuovo paradigma in campo scientifico, ai processi di ricollegamento e di purificazione personale... Nell?impegnarsi a fare tutto questo, l?arte non dovrebbe perdere il senso di sé, come simbolo di libertà creativa, di gioia e di mistero.
Marko Pogacnik, Sempas, Agosto 2004
Traduzione dall?Inglese: Tania e Maurizio Martinelli, Bologna, Marzo 2006
Dal catalogo della personale di Marko Pogacnik, ?Trasmutare lo spazio della realtà? , al Museo d?Arte Moderna di Lubiana e Galleria Civica di Nova Goriza in Slovenia, 2005.
Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha proposto che le pubblicità delle automobili siano accompagnate da messaggi di avvertimento come quelli sulle sigarette e i tabacchi: messaggi che avvertano dell?impatto ambientale del proprio acquisto.
Secondo la proposta, il 20% dello spazio pubblicitario o della durata di uno spot dovrebbe essere riservato ad informazioni sui consumi dell?auto e sulle emissioni di CO2, di cui dovrebbe essere anche messo in evidenza il collegamento col riscaldamento globale.
Insomma, come dice l?International Herald Tribune, sembra proprio che il green-washing delle case automobilistiche - che mostrano le proprie auto sfrecciare nella natura più incontaminata o addirittura sotto enormi pale eoliche - stia per tornare indietro come un boomerang.
In realtà però siamo molto lontani da una proposta legislativa: al momento stiamo parlando di una semplice risoluzione parlamentare, mentre nell?Unione europea il monopolio dell?iniziativa legislativa è riservato alla Commissione (l?esecutivo). Il Parlamento con questa proposta cerca quindi di influenzare l?esecutivo europeo. Abbiamo però visto come in tempi recenti in seno alla Commissione ci sia stato un vero e proprio braccio di ferro sulle nuove norme riguardanti le emissioni delle auto: proprio per questo, solitamente le posizioni della Commissione risultano più morbide e mediate.
L?industria è comunque molto preoccupata di questa proposta e non solo quella automobilistica. Ogni anno infatti in Europa le case automobilistiche spendono ?6 miliardi in pubblicità: soldi che avvantaggiano anche l?industria della pubblicità e i media. Se le auto facessero la fine delle sigarette, questo business potrebbe uscirne azzoppato. Ma verrebbero premiate le case che producono auto ecologiche. Un?opinione che però non è condivisa da Peta Buscombe, presidente della Advertising Association britannica, l?associazione dei pubblicitari: secondo la Buscombe una mossa come quella proposta dal Parlamento europeo non avrebbe molti effetti sulla domanda dei consumatori. I pubblicitari si sentono presi come capro espiatorio, in seguito al fatto che ? come dicevamo prima ? la Commissione non è riuscita ad essere coraggiosa in materia di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto.
Chris Davies, europarlamentare del gruppo ADLE che è stato il relatore della proposta, è invece convinto che il ?nuoce gravemente alla salute? sulle auto avrebbe un grosso impatto, perché oggi le pubblicità cercano di convincere a comprare macchine sempre più potenti, grosse e veloci. Tutte caratteristiche che portano con sé, aggiungo io, maggiori consumi. L?obiettivo della normativa ? spiega Davies ? sarebbe quello di portare le case automobilistiche a competere sull?informazione ambientale e non solo sui cavalli o sul design.
La lobby pubblicitaria comunque ha detto che concentrerà la propria azione di convincimento sulla Commissione, che infatti come si diceva è l?unica che può proporre misure concrete e che proprio l?anno prossimo dovrà proporre al Parlamento europeo ed al Consiglio una nuova normativa sulle emissioni automobilistiche.
Come finirà? Secondo me prevarrà una soluzione di compromesso. Barbara Helfferich, portavoce del Commissario all?Ambiente Stavros Dimas, non si è sbilanciata, ma ha cripticamente dichiarato: ?Sulle auto dovrebbe essere chiaramente indicato se rispettano gli standard europei?. Ora, considerando che attualmente le norme europee obbligano ad informare sulle emissioni e sui consumi, ma che questa informazione in molti paesi è fornita a caratteri microscopici, c?è da scommettere che qualcosa cambierà in questo senso.
La contromossa dell?industria automobilistica invece è quella di adottare un codice di autoregolamentazione sulla pubblicità, sperando così di evitare norme obbligatorie.
Speriamo che anche le lobby ambientaliste, a partire da Greenpeace, si facciano sentire e appoggino di fronte alla Commissione la proposta del Parlamento europeo.
Una prospettiva di guarigione e trasformazione personale e planetaria.
La città nell?ecologia olistica
La città non è solo quella che percepiamo con i nostri sensi, quella fisica, il suo paesaggio, con le sue vie, i palazzi, le chiese, ma è anche un tessuto energetico, un'anima, una coscienza che pensa e dialoga con i vari livelli d'esistenza, che possiamo considerare incarnata nel paesaggio fisico della città. Noi umani siamo immersi in questo ?campo energetico sacro?, e lo viviamo con il nostro corpo fisico e la nostra coscienza, anche se inconsapevolmente. Quest'inconsapevolezza della Vita che ci circonda su tutti i livelli, questo distacco dalla natura che nelle città eccessivamente e caoticamente urbanizzate ci affliggé, rendendoci ciechi al pulsare della Vita, ci ha portato ad una alienazione non solo dal mondo, ma soprattutto da noi stessi e dal Divino che risiede in noi e in ogni cosa. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Siamo all'interno di un grande cambiamento su tutti i livelli d'esistenza. Credo che il modo nel quale questo si manifesterà, sarà in parte condizionato e co-creato da come noi coscientemente lo affronteremo.
Ed è proprio questa urgenza che mi spinge a riprendere il lavoro di cura e di assistenza a Milano.
Il ?lavoro? si può attuare su più piani, da un aiuto concreto nelle relazioni umane, ad un'attenzione ecologica e alla qualità ambientale, nel riciclaggio e nell'economia delle risorse primarie. Esiste un'altra ecologia che tiene in conto, non solo di quanto precedentemente indicato, ma anche delle dimensioni invisibili dello spazio che ci circonda, e questa si occupa, di prendersi cura dell?organismo città e delle dimensioni vital-energetiche e animiche dell'ambiente. Noi non siamo separati dalla Vita, ma siamo immersi ? secondo quanto ci tramandano gli antichi e le recenti scoperte della scienza di frontiera- in un universo olografico, dove, come in uno specchio, una dimensione si riflette nell?altra e viceversa; il piccolo nel grande, l?alto nel basso, il dentro nel fuori? In questa visione più ampia e olografica ciò vuol dire che, prendendosi cura di una città l'ho si sta facendo per empatia e risonanza, per tutte le città del pianeta e per il pianeta stesso! Naturalmente anche per noi stessi, per il nostro ambiente interiore, per il nostro paesaggio interiore, per le chiese, le vie, i parchi, i monumenti, i palazzi che abitiamo interiormente?
Il Monte Stella e le memorie della guerra
Il Monte Stella è una collinetta artificiale alta circa 180 metri, tirata su, nel dopo guerra, con le macerie dei bombardamenti su Milano nella seconda guerra mondiale e con una parte dei resti delle antiche mura spagnole. Praticamente un luogo della "memoria", che si cela sotto il piacevole aspetto di montagnola con tanto d'alberi e prati. Ho già lavorato in questo luogo riscontrando una discreta armonizzazione tra la sua artificialità e la sua naturalità. I nostri fratelli alberi hanno fatto in questi anni un ottimo lavoro di trasformazione e armonizzazione di questi "rifiuti". Non solo da un punto di vista fisico ma anche sottile, trasformando così uno sterile cumulo di macerie in un'oasi di verde per Milano e questo grazie anche all'intervento co creante dell'uomo.
Con luoghi della memoria della guerra, intendo tutte quelle strutture fisiche costruite dall?uomo che hanno il compito di ricordarci il dramma delle guerre e le sue vittime. Luoghi come Auschwitz, i sacrari, i monumenti ai caduti e al valore militare, i cimiteri militari, le vecchie trincee o le semplici lapidi alla memoria. Ci rimandano costantemente a quegli eventi che hanno sconvolto e purtroppo stanno sconvolgendo una parte del mondo e noi stessi. Essi divengono serbatoi di energia psichica, che sottilmente influenzano. In una visione geomantica, o d?ecologia olistica, divengono luoghi di risonanza dis-armonica dove l?animo umano ne è influenzato. Nel mio sentire questi luoghi, in questo periodo storico, sono come attivati per risonanza. Agendo su questi punti di risonanza, abbiamo la possibilità di trasmettere una nuova informazione.
La guerra principalmente, c'insegnano i saggi, nasce in noi stessi per poi concretizzarsi nel mondo. Credo che millenni di esperienza della guerra abbiano inscritto nel nostro DNA questa informazione condizionante anche se inconsapevole. E? ora necessario attuare un processo di trasformazione interiore per trasformare il nostro essere nella Vita e per vederlo riflesso nel nostro ambiente planetario. Viviamo un tempo di scelte, possibilità creative di esprimersi nel mondo.
Mi sono chiesto, che ruolo ha un luogo come il nostro Monte Stella quando, come in questi tempi, la guerra sembra imperversare dovunque anche in noi stessi e nelle nostre famiglie? La risposta è giunta quasi subito; divengono "luoghi di guarigione", di trasformazione, tramite la nostra coscienza, la creatività e il potere della forza trasformativa del cuore e dell?amore.
Il Monte Stella, diviene l'occasione per curare la nostra guerra interiore per far si che sia curata, per risonanza, la guerra esteriore.
Esso è per empatia in risonanza con tutti i luoghi che similmente sono legati alla memoria della guerra, essi di questi tempi stanno avendo una sorta di ?attivazione? dagli eventi che conosciamo, forniscono energia affinché quest?ultimi siano sostenuti. Non credo, che sia sano pensare di distruggerli, non faremo altro che perpetuare violenza e disarmonia. Il nostro piccolo compito sarà quello di comunicare a questa invisibile rete, la nostra trasformazione personale (con pratiche ed esercizi creativi e olografici e meditazioni che faremo insieme), la nostra ?accettazione della guerra come un possibile modo di vivere, che desideriamo trasformare?, affinché essa possa essere relegata nella leggenda.
C'era una volta, un mondo impazzito dove imperversava continuamente la guerra, ma venne un giorno che consapevolmente e per libera scelta?. tutta l'umanità visse felice e in armonia con tutto il Creato?
(Marzo 2007 scritto per la presentazione del seminario.)
Essere estroversi e farsi influenzare eccessivamente dall’ambiente che ci circonda e dalle persone che frequentiamo è certamente un problema che riguarda molti di noi.
Essere estroversi e farsi influenzare eccessivamente dall’ambiente che ci circonda e dalle persone che frequentiamo è certamente un problema che riguarda molti di noi.