Natura e Salute liquido sinoviale

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L'impiego delle piante in Dermatologia, già sia in uso interno o in uso esterno, è molto antico. Attualmente, grazie ad una maggiore conoscenza della sua composizione chimica, possono ottenersi migliori risultati, quello che ha favorito lo sviluppo della fitocosmética.

Dentro le piante medicinali utilizzate in dermatologia, dobbiamo differenziare quelle utilizzate per uso interno e quelle di uso esterno, benché molte di esse possano usarsi per entrambe le forme.

Questo chiarimento la facciamo perché le alterazioni cutanee ci riflettono sempre lo stato di mezzo interno dell'organismo. Qualunque squilibrio che si prodursi nel nostro corpo si manifesta tamnién nella pelle.

Normalmente è generalmente relazionata con alterazioni degli organi di drenaggio (fegato) reni, intestini, e con squilibri dello stato ormonale (ovaie) testicoli, pancreas. Pertanto dentro questo comma potremmo includere gran

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Regalíz, Piantaggine, Malvavisco, Milenrama, Gordolobo, Calendula, Consuelda, Condurango, Camomilla dolce, etc.

Liquirizia, Glycyrrhiza glabra L.,

Pianta impiegata da più di 3.000 anni. Si impiega la radice ed il rizoma.

Contiene un triterpeno: la glicirricina che si trasforma è acido glicirrético, aumentando la secrezione di mucus gastrico e diminuendo la secrezione dei pepsinógenos. La glicirricina, oltre al suo azione antiúlcera ha potere dolcificante, espettorante, antitusivo e cicatrizzante.

Contiene liquiritósido ed isoliquiritósido (flavonoides) con azione antispasmodica. Si sono trovati recentemente un'altra flavonona con attività antiúlcera, superiore alla glicirricina. Si tratta del 3-dire-(metil-hexunorato)-4, 7-dihidroxiflavonol. Contiene inoltre: sucrosa, destrosio, 5-10 percento, amido, 30 percento, proteina, grasso, olio essenziale, resine, asparragina.

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Coda di cavallo, Betulla, Gramigna, Incaglia di oro, Code di Ciliegia, etc.

Betulla, Betula alba L.,

Si impiega le foglie. A volte si usa anche la salvia e la corteccia.

Contiene principalmente flavonoides, il quercetol-3-galactósido, con effetto diuretico, eliminazione di urea ed acido urico, colagogo e colerético. Contiene anche tannino catéquicos, principi amari, mucillagini ed un'essenza ricca in betulenol e metilbetulenol, con azione antisettica, soprattutto a livello urinario, e cicatrizzante.

Lo è considerato depurativo, sudorifico e stimolante.

In uso esterno è utile nell'alopecia e forfora.

La linfa per il suo contenuto in hiperosido, betulico, e flavonoides è antilitiassica urinaria, antigotosa ed antirreumática.

La corteccia per il suo contenuto in alcool triterpenico, betulinol, e tannino è antisettica, astringente e febbrifuga.

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È corretto prescrivere lo zinco ai pazienti con malattie dei capelli?

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La medicina indiana non ha dubbi su questo e come primo rimedio gemeralizzato propone la miscela di farina di ceci e olio di mostarda ubtan.

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“Il nostro lavoro esplora la relatività della percezione e la dipendenza dell’apparenza dal contesto. Illustra il fatto che il messaggio comunicato all’osservatore può cambiare notevolmente al variare delle condizioni esterne.”
E’ quando affermano Drzach e Suchy nella presentazione del loro progetto artistico, costituito sostanzialmente da pannelli sui quali è possibile percepire due immagini diverse a seconda dell’angolazione con cui sono illuminati. Detta così sembra facile, ma guardatevi un po’ questo video e soprattutto la scheda su quello che serve per realizzare un oggetto d’arte del genere.


Il sito degli artisti
Non perdetevi neanche le stupefacenti sculture d’ombra di Tim Noble e Sue Webster.

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Così come esiste una resistenza alle infezioni, l'immunità, esiste una resistenza nervosa differenziata per ogni individuo. A colpi di iperico, fiori d'arancio e oligoelementi, la resistenza aumenta.

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Già alcuni anni fa (era il dicembre 2004… sembrano passati "secoli"!!!) ho assistito ad una conferenza del Dott. Antonio Ceriello (diabetologo in forze presso l’Università degli studi di Udine e che lavora anche in Gran Bretagna alla Warwick University e negli Stati Uniti all’Oklahoma City University) intitolata "Iperglicemia e memoria cellulare" dove quest’ultimo faceva un’ampia carrellata su quella che lui stesso aveva definito la "memoria metabolica", ossia quel particolare meccanismo che una volta innescato pare "non lasciare molto scampo" al cambiamento e del quale, anche se in termini non scientifici, molti diabetici tipo 1 sono da sempre "inconsciamente" consapevoli!

Alla conferenza cui partecipai (e riporto tutto quanto in termini meno tecnici possibili, mi scuso fin da ora con eventuali competenti in materia per la mia semplificazione) il dottor Ceriello spiegò come, in fisiologia (e questo vale per chiunque, non solo per i diabetici, ovviamente) tutto quello che noi mangiamo (proteine-grassi-carboidrati) viene trasformato, alla fine di vari processi, in Acetil-Coenzima A (Acetyl-CoA) che entrando nella cellula (nel mitocondrio per precisione, ossia nella sua "centrale energetica") fa sì che venga prodotta l’energia respiratoria indispensabile alla vita e che porta, in seguito, alla produzione del conosciuto ATP, l’energia usata dai muscoli. Ed è proprio grazie alla presenza dell’ossigeno che noi possiamo produrre (tramite un lungo e complesso preocesso) 32 molecole di ATP (mentre in assenza di ossigeno la sua produzione sembra scendere a sole 2 molecole!!!). Purtroppo questo processo crea un prodotto di scarto, di cui tutti abbiamo già sentito parlare: la produzione di radicali liberi dell’ossigeno! Se ci alimentiamo in modo corretto (nelle quantità soprattutto, intendo) tutto procede bene (nonostante la produzione di scarto di cui vi ho detto), ma se esageriamo nelle quantità alimentari introdotte questo sistema entra in "corto circuito" producendo grandissime quantità di radicali liberi! Uno dei maggiori "innescatori" di questa produzione massiccia si chiama PKC!!!

In un diabetico questa produzione di radicali liberi eccessiva innesca una serie "infinita" di altri meccanismi dannosi alla cellula e che portano, nel tempo, allo sviluppo delle complicanze! Nel 1990 un esperimento effettuato sempre in america aveva dimostrato come alcune cellule di vasi sanguigni messe a crescere in una soluzione con 5 mg/dL di glucosio per quattro settimane ed altre cellule, invece, poste in una soluzione di 30 mg/dL di glucosio per due settimane e poi alle stesse condizioni delle prime, nonostante le cellule del secondo gruppo fossero stata poi riportate alle stesse condizioni del primo gruppo, non si interrompesse il processo di "deteriorizzazione" e la grande produzione di radicali liberi (insomma il PKC restava attivo e quindi la memoria metabolica rimaneva intatta!).

All’epoca la conferenza terminava sull’ipotesi di ricerca per trovare qualcosa che potesse "spegnere" questi attivatori della memoria (il PKC in primis) e pareva, da quanto ci aveva raccontato il Prof. Ceriello, che esistesse una sostanza (MntApb) attualmente presente negli ace inibitori saltamici - farmaci utilizzati per abbassare la pressione sanguigna o per prevenire il danno renale nei diabetici - che avesse proprio questo tipo di capacità.

Adesso che gli studi sono proseguiti, ovviamente, e la ricerca effettuata su topolini (oltre che su colture di cellule endoteliali) ha mostrato come la modificazione nei mitocondri sia avvenuta già dopo due  SOLE settimane d’iperglicemia (!!!!),e questo ha evidenziato con certezza come alcune sostanze antiossidanti siano state in grado di "spegnere" questa memoria metabolica. Tra questi soprattutto l’acido lipoico (di cui intendevo parlarvi a breve…) è quello che meglio di tutti si è dimostrato capace di far regredire i danni riscontrati, mentre la sola insulina non è stata capace di azzerare la memoria metabolica, una volta instaurata!!!

Grazie a questo studio è ora chiaro che è necessario intervenire con i farmaci ipoglicemizzanti (sul diabete tipo 2) il prima possibile per aiutare così l’abbassamento più rapido e stabile della glicemia. "Ancora non si sa - afferma Ceriello - dopo quanto tempo il danno metabolico si instaura nell’uomo ed è anche possibile i tempi siano più lunghi che nel modello sperimentale e nell’animale, ma è necessario valutarlo con precisione con ulteriori studi. Stiamo anche valutando nuove molecole che specificamente possano "staccare" le molecole di glucosio dalle proteine dei mitocondri, che costituirebbero la migliore terapia della causa della memoria metabolica".
Tutto lo studio, per chi fosse interessato, è stato pubblicato sull’ultimo numero di Diabetologia, la rivista della Società Europea di Diabetologia.

Fonte: Molecularlab e mia presenza diretta alla conferenza!
(more…)


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Una dieta equilibrata ed un po’ di attività fisica regolare sono i fondamenti per il proprio benessere ed una buona qualità di vita. Il fabbisogno energetico può cambiare da persona a persona, varia in base al sesso, all?attività fisica svolta, al tipo di struttura corporea, all?età ed a situazioni come allattamento, gravidanza e crescita, etc. Non [...]

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Aiuta anche tu la ricerca a costo zero. Nella tua dichiarazione dei redditi assegna alla ricerca il 5 X 1000;  nei modelli CUD, UNICO e 730 è presente uno spazio apposito, basterà indicare il codice fiscale di FIRC 80201470152 nella sezione relativa alla RICERCA SCIENTIFICA e tutto ciò non sostituirà assolutamente l’8X1000 alla chiesa cattolica. Non costa nulla e aiuta molti.  In tanti possiamo, non tiriamoci indietro


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Il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, c.d. “testo unico” di sicurezza del lavoro, è inequivocabile (avv. Rolando Dubini)

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Tutte le possibilità che le Terapie Naturali Olistiche ci offrono per affrontare al meglio la trasformazione che la nuova stagione ci impone. Ecco in particolare gli Oli Essenziali e i Fiori di Bach contro ritenzione idrica e chili in eccesso!

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23 maggio 2008 ? Il Wwf contro la proposta del ministro dello Sviluppo economico Scajola di costruire in Italia centrali nucleari. Che ? spiega l?associazione ambientalista ? è motivata sulla base di argomentazioni che sembrano ignorare la realtà dei dati riguardanti questa fonte energetica.

Non è vero ? dice il Wwf - che il resto del mondo fa un uso massiccio di questa fonte in quanto, secondo i dati dell 'International Energy Agency (IEA), nel 2005 le 341 centrali nucleari esistenti nel mondo coprivano appena il 6,2 per cento dell'energia primaria utilizzata, dando quindi un contributo del tutto marginale al fabbisogno energetico mondiale.

A fronte di un contributo mondiale limitato e ancora inferiore agli apporti energetici dell'idroelettrico, la ricerca per l'energia nucleare ha bruciato il 90 per cento delle spese di ricerca destinate alle fonti energetiche alternative ai combustibili fossili. La stessa cifra orientata sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica avrebbe permesso una maggiore emancipazione dalle fonti fossili.

La stessa Iea non prevede alcuna crescita di tale contributo per i prossimi 30 anni, anche perché le riserve di uranio possono consentire ancora pochi decenni di alimentazione delle centrali esistenti.

Inoltre le centrali nucleari producono solo elettricità, che rappresenta solo il 15 per cento degli usi finali, mentre il restante 85 per cento è costituito da calore per riscaldamento e processi industriali e da carburanti per i trasporti ai quali il nucleare non può dare nessun contributo.

Non ci sono dati per affermare, come fa il ministro, che l'elettricità prodotta dalle centrali nucleari sia meno costosa in quanto nessuno è ancora in grado di valutare compiutamente costi di smantellamento delle centrali a fine vita e la gestione finale delle scorie, che rappresentano le fasi più onerose di questo tipo di produzione energetica. ?Non si può dire che una cosa costa poco ? ironizza il Wwf - solo perché il conto salato deve ancora arrivare.

Quando un operatore sviluppa una campo eolico deve garantire il ripristino del territorio alla scadenza della concessione, lo stesso non può essere fatto nel caso di realizzazione di centrali nucleari dal momento che nessuno potrebbe fornire una simile garanzia.

Non è vero che questa energia ridurrebbe la nostra dipendenza energetica dall'estero in quanto non possediamo miniere di uranio ed inoltre le centrali italiane si appoggerebbero alla filiera francese per tutte le operazioni necessarie del ciclo del combustibile, a monte ed a valle della centrale, operazioni anch'esse molto onerose.

L'energia nucleare non fornisce la soluzione agli attuali problemi di approvvigionamento energetico globale. È responsabilità dei paesi economicamente avanzati proporre tecnologie esportabili nel resto del mondo. Il nucleare non lo è per gli evidenti legami con l'industria bellica e la terrificante proliferazione di scorie radioattive nel pianeta.

Le scorie nucleari rimangono attive per oltre 500 generazioni. L'energia nucleare è in assoluto quella che negli ultimi 60 anni ha ricevuto le maggiori sovvenzioni pubbliche, ed ancor oggi riceve la maggioranza degli investimenti mondiali (ed anche italiani) per ricerca e sviluppo in campo energetico.

Nonostante ciò, in 60 anni non ha saputo risolvere il problema basilare di qualsiasi produzione industriale: la gestione degli scarti e lo smantellamento degli impianti. Visto poi il contributo modesto fornito al fabbisogno energetico mondiale, possiamo ben dire che si tratta dei numeri di un fallimento che ci dovrebbero far riflettere attentamente prima di lanciarci in una ennesima avventura fallimentare.

Il Wwf inoltre mette in evidenza che catalizzare il dibattito sul nucleare vuol dire ignorare, ancora, le grandi sfide che il nostro Paese ha davanti. Prepararsi al Mondo a Zero Carbonio oggi è un'esigenza economica, di innovazione e competitività, oltre che ambientale. Se la tanto attesa e annunciata Conferenza su Energia e Ambiente dovesse essere solo una consultazione sul nucleare sarebbe un ulteriore, davvero enorme fallimento.

Ripetere l'esperienza nucleare in Italia (chiusa da un referendum nel 1987) rischia di ostacolare risorse economiche e capacità professionali dalle vere soluzioni ai problemi energetici ed ai problemi ambientali legati ai cambiamenti climatici. I tempi di realizzazione di una nuova filiera del nucleare sono lunghissimi a confronto con le potenzialità di sviluppo di tecnologie alternative. L'apporto energetico sarebbe altrettanto irrisorio.

(Fonte: Wwf)

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Un grande chirurgo AMBROISE PARE’ (1510 –1590) scoprì per caso un disinfettante, la trementina...

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Lella72 ha scritto:
login ha scritto:
mi sono appena scoperta intollerante a latte e derivati e per 4 mesi dovrò evitare
di mangiare tutto ciò che li contenga. Se con il latte ho rimediato comprando quello di riso
(poi vi farò sapere com'è) vi sconsiglio vivamente lo jogurt vegetale alla soia di una nota marca(il sapore è quello dello sciroppo alla fragola per bambini). Ma veniamo alla mia domanda,per ovviare alla questione formaggi ho deciso di provare il tofu, il problema è che non so come cucinarlo; qualcuno ha qualche idea? grazie. Linda.

Ciao, il latte di riso è buonissimo e lo puoi usare tranquillamente in qualsiasi preparazione sia salata che dolce oltre, chiaramente, a berlo come normale latte a colazione la mattina. Quello che ti raccomando dei prodotti a base di soja è di usare solamente quelli bio dato che è uno delle cose più modificate geneticamente che esista quindi invece di far bene alla fine fai peggio ed ho paura che lo yogurth di cui parli tu faccia parte di questa categoria da evitare come la peste bubbonica. Detto questo passiamo al tofu. il tofu esiste in versione naturale, bianco e quello prima di cucinarlo come più ci piace va bollito per 10', cioè porti a  bollore l'acqua ed invece di buttarci la pasta ci butti il tofu fatto a pezzettini e dopo 10' lo scoli e lo puoi fare alla piastra, in umido o a mò di scaloppina, e come ti ha già illustrato egregiamente, Frugi. Esiste anche il tofu già pronto e ci sono diversi tipi, proprio ieri ho provato quello al basilico, e quello è già pronto da utilizzare così com'è, io l'ho messo in una insalata di pomodori e devo dire che il sapore è buonissimo, poi c'è il tipo affumicato ecc....c'è tutto un mondo nuovo da scoprire te lo assicuro, vedrai da questa vicenda riuscirai ad arricchire la tue conoscenze culinarie!

Quando vuoi io sono a tua disposizione per quello che posso sapere.

Baci


il latte di riso l ho comprato! per il resto...che dire...sono rimasta senza parole dalla tua
disponibilità. Ti ringrazio molto. Baci,Linda

 


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“Mi sembra di cavarmela peggio degli altri, sono sempre ultimo; sono io che mi vedo così o questa è la realta?” Questo è il ragionamento di chi ha un impellente bisogno di rafforzare l’autostima.

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Sulla scrivania che cosa posso mettere? Questa è una domanda che sento spesso. Abbiamo già detto che la superficie della scrivania è paragonabile a quella di una stanza, e possiamo trattarne i vari punti con la stessa logica imparata. In genere abbiamo un'area telefono, un'area fotografie, una o più che raccolgono pile di documenti, e poi una porzione è dedicata al monitor del pc, forse, lasciando un ultimo spazio vuoto, dedicato alla scrittura all'antica.... quella con la biro, sui fogli.

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I nostri figli non sono nostri, sono come frecce, noi siamo solo l’arco che lancia queste frecce nel domani: lo dice il Profeta di Khalil Gibran,e ha proprio ragione, a giudicare da questo sogno, dove una bambina ha già deciso tutto, addirittura anni prima di nascere

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Pulizia di primavera...

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Grazie davvero a tutti! Mi siete stasti di enorme aiuto. Dopo l'infortunio che mi ha fatto smettere di giocare sto continuando a lavorare per la società come tecnico/allenatore e magari potrei sfruttare la situazione almeno per il tirocinio. Quando giocavo in giovanile tutti gli anni ci seguiva un fisioterapista neolaureato che era stipendiato miseramente. Grazie ancora! Continuerò a leggere questo Forum, buon proseguimento a tutti.

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Dopo  aver partecipato alla Sagra della ciliegia a Chiusa Sclafanivolevo proprio parlarvi di alcune capacita terapeutiche  di questo frutto stagionale e luculliano.

Le ciliegie riducono...

Leggi ancora | Pubblicato da GiuAugello | Commenti


Tags: mangiare bene


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