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Un detective caccia internazionale è stato avviato da oltre 20 anni. Scienziati di tutto il mondo - in Giappone, Cina, India, Europa, la Russia e gli Stati Uniti d'America - stanno scoprendo come e perché Spirulina è così efficace per la salute umana e animale. Centinaia di studi scientifici pubblicati rivelano come Spirulina e la sua unica fitonutrienti rafforzare il sistema immunitario e migliorare la salute. Alghe nessun altro è stato oggetto di tale intenso lavoro di ricerca.

Spirulina Informazioni:

Il seguente è tratto da un'intervista con Robert Henrikson, autore del libro "Terra alimentare Spirulina: Come questo notevole blu-verde di alghe in grado di trasformare la vostra vita e il nostro pianeta", nel maggio del 1998, presentato sul http://www.spirulina. it /

Più di 25000 specie di alghe vivere dappertutto - in acqua, nel suolo, sulle rocce, sulle piante. Essi gamma di

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LASSATIVI IRRITANTI: Frágula, Guscio sacro, Sen, Canna fistola, Aloe, etc.

FRANGULA, Rhamnus fragula L.,

La corteccia di guscio sacro o frágula è probabilmente il migliore lassativo che oggigiorno possiede la fitoterapia. Ancora essendo una pianta ricca in composto antracénicos (emodina) crisofina, frangulina A, frangulina B, glucofrangulinas Ad e B, etc., di comprovato azione lassativo o purgante, dipendendo dalla dose, risalta la sua azione come irritante soave dell'intestino, egli quale la differenza chiaramente delle foglie di Sen.

Si tratta di un lassativo efficace ma più soave che il Sen e l'Aloe e qualcosa più energico del Rabarbaro. È il lassativo di elezione in stipsi normali. Inoltre ha una leggero azione colagoga completando così la sua efficacia.

Questa pianta non deve impiegarsi mai in stato fresco poiché in quelle condizioni possiede derivato antracénicos

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L'impiego delle piante medicinali con fini curative è una pratica che si è usato da tempo immemorabile. Per molto tempo i rimedi naturali, e soprattutto le piante medicinali, furono le principali e perfino l'unica risorsa che disponevano i medici. Questo fece che si approfondisse la conoscenza delle specie vegetali che possiedono proprietà medicinali ed ampliare il suo experiencis nell'impiego dei prodotti che si estraggono di esse.

La fitoterapia, nome che si applica all'uso medicinale delle piante, non ha smesso mai di avere validità. Molte delle specie vegetali utilizzate per le sue virtù curative tra gli antichi egiziani, greci e romani passarono a fare parte della farmacopea medievale che più tardi si vide arricchita per il sedimento delle conoscenze del Nuovo Mondo. Dette piante medicinali ed i rimedi che allora utilizzavano si continuano ad usare


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NOME VOLGARE:
Basilico, basilica, alhabaga

NOME SCIENTIFICO:
Ocimum basilicum L.

FAMIGLIA:
Labiadas

HABITAT:
Pianta di giardino, originaria dell'India.


CARATTERISTICHE:
Il Basilico è un'erba medicinale di fino a 1 metro di alto. Fusti retti e multipli, arrotondati per sotto e quadrangolari per sopra. Foglie ovadas o lanceoladas, opposte di fino a 5 cm., largamente pecioladas, col fascio più oscuro del rovescio, molto aromatiche. I fiori di questa erba medicinale, il Basilico, sono attorniate in spighe di verticilli poco densi, formati per 6 fiori ognuno. Calice pentalobular col margine ciliado. Corolla di fino a 1 cm, bianca o rosata, con gli stami bianchi. Labbro

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La Cicoria è un ortaggio molto simile alla scarola in quanto al sapore, di foglie larghe di colore violaceo e bianco più o meno ricce dipendendo dalla varietà, e si coltiva specialmente nel nord della Francia, Belgio, Germania e Spagna. Oltre ad essere una meravigliosa pianta medicinale, può consumarsi il cogollo, quello che dipendendo dalla sua coltivazione, può essere più o meno stretto e fortemente. In questo aspetto, la Cicoria è simile al cavolo. Le foglie del germoglio presentano visibile nella sua base un colore generalmente bianchiccio che contrasta col colore rosso intenso della piastra, quello che fa loro molto attraenti. Questo fa che il consumo principale di questa pianta medicinale sia in insalate, accompagnata da altre varietà di lattuga, per la sua vistosità ed il contrasto del suo sapore leggermente amaro.



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Rubrica a cura del Prof.Addonisio, dermatologo, docente universitario, direttore della scuola permanente di formazione in medicina estetica Simben di Roma e presidente della Società italiana di Medicina del Benessere. Argomento di ottobre-novembre 2007

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Rubrica a cura del Prof.Addonisio, dermatologo, docente universitario, direttore della scuola permanente di formazione in medicina estetica Simben di Roma e presidente della Società italiana di Medicina del Benessere. Argomento di maggio-settembre 2007

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Si è conclusa la prima fase del progetto europeo sulla telemedicina 'Medical Care Continuity '.
Dal 2005 l'Unione europea cofinanzia con 1 milione e 200.000 euro l'accordo italo-franco-belga-polacco, con l'obiettivo di valicare dal punto di vista del mercato un modello di ospedalizzazione a domicilio, grazie alla telemedicina. Oggi, al centro congressi e rappresentanza Villa Mondragone dell'università di Roma Tor Vergata saranno descritti i risultati preliminari della sperimentazione, e sarà presentato il Business Plan che per l'Italia si baserà sulla piattaforma tecnologica "Telecare ". Al convegno (dalle ore 8.00 alle 17.00) parteciperanno Enrico Bollero, direttore generale del policlinico universitario di Tor Vergata; Filippo Palumbo, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute; Augusto Battaglia, assessore alla Sanità della Regione Lazio; Yves Masson, presidente Axa Assistance; Gualtiero Ricciardi, università Cattolica di Roma; i responsabili dei progetti di Francia, Belgio, Polonia e Italia; una rappresentanza della Commissione europea-Programma 'e-Ten'. "L'aspetto più rilevante e innovativo del progetto, che ha coinvolto pazienti oncologici in trattamento presso il Day hospital oncologico - spiegano gli organizzatori - è stato il trasferimento della continuità di cura dall'ospedale al domicilio del paziente. La continuità assistenziale è stata resa possibile dall'impiego di un avanzato modello organizzativo e della piattaforma tecnologica "Telecare" di Elsag (società del gruppo Finmeccanica) che, mediante opportune apparecchiature (videofonia, webcamera e linea Adsl) installate presso il domicilio del paziente, ne ha permesso l'assistenza a distanza. Al paziente è stato offerto collegamento audio e video continuo, mediato da una centrale operativa, con le varie figure professionali coinvolte, creando una rete assistenziale attorno al paziente".
 
Da DoctorNews 

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LA DIPENDENZA DAL FUMO PUO' DIPENDERE DAI GENI

 
(Sn) - Roma, 03 apr. - In tutto il mondo ogni giorno si fumano più di 15 miliardi di sigarette, i fumatori sono stimati in 1,2 miliardi. Chi fuma sa quanto sia difficile smettere, e ora uno studio internazionale spiega anche perché dire addio alle sigarette sembra un'impresa titanica: il vizio di fumare è scritto nei geni. Lo studio, al quale partecipano due ricercatori dell'università Cattolica di Roma, Roberto Pola dell'Istituto di medicina interna e geriatria e Andrea Flex dell'Istituto di patologia speciale medica, è stato pubblicato sull'autorevole 'Nature' e mette in evidenza il legame fra alcuni geni, la dipendenza da nicotina e lo sviluppo di malattie legate al fumo. Una premessa che non significa arrendersi all'inevitabile ma che apre la strada alla definizione del rischio individuale del consumo di sigarette e ad azioni di prevenzione e terapie personalizzate. Anche perché la ricerca ha evidenziato che i geni responsabili di una predisposizione alla dipendenza da nicotina sono, con "un alto livello di significatività", correlati al rischio di ammalarsi di tumore del polmone e di arteriopatia periferica. Lo studio internazionale è stato coordinato da Kari Stefansson dell'Università di Reykjavik, un ricercatore islandese che, per iniziare, ha utilizzato un campione molto vasto di abitanti del suo Paese, l'Islanda. Gli islandesi sono ormai da anni studiati dai genetisti, e stavolta l'obiettivo era determinare la correlazione che c'è fra un determinato gruppo di geni e la dipendenza da fumo. I geni in questione sono chrna3, chrna5 e chrnb4 e si trovano su un pezzetto di cromosoma chiamato 15q24. Questi geni codificano per alcuni recettori nicotinici: si tratta di molecole presenti sulla superficie delle cellule del cervello, nei vasi sanguigni, nei bronchi, nelle vie urinarie, nel sistema digestivo e che reagiscono alla nicotina presente nelle sigarette. Circa 14mila fumatori islandesi sono stati suddivisi per numero di sigarette fumate al giorno, e i dati hanno mostrato una forte correlazione fra la presenza di una particolare forma di variazione dei geni analizzati e la forte dipendenza da nicotina dei fumatori più incalliti. Lo studio però - ed è qui il suo punto di forza - non si limita ad analizzare gli islandesi e la loro predisposizione alla dipendenza. "È stato anche analizzato - spiega Roberto Pola - sia il rischio di ammalarsi di tumore del polmone che quello di ammalarsi di arteriopatia periferica, cioè l'occlusione delle arterie delle gambe. Due malattie fortemente associate al fumo". Per studiare la correlazione con il tumore al polmone sono stati studiati più di mille casi di pazienti provenienti anche da Olanda, Spagna e Islanda - confrontandoli con circa 32mila casi di controllo. La correlazione con la arteriopatia periferica invece è stata studiata invece su quasi 3000 pazienti. In entrambi i casi la correlazione è risultata molto convincente. "Quello dell'Università Cattolica di Roma è l'unico centro italiano coinvolto - sottolinea Pola - e il nostro contributo è stato quello di fornire i dati di più di 150 pazienti (e circa 250 casi di controllo) malati di arteriopatia periferica. Abbiamo analizzato i loro dati genetici e, come gli altri colleghi, abbiamo osservato che l'associazione con quella variazione genetica era molto forte". (Sn)
 
 

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