Natura e Salute olio

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NOME VOLGARE:
Erba medico

NOME SCIENTIFICO:
Medicago sativa L. Il nome scientifico "medicago" procede del nome Medea, una regione italiana, mentre il nome volgare deriva dell'arabo "Alfasasat." Si crede che proceda delle regioni del Sudovest dell'Asia, dove ancora si trova in stato naturale. Si pensa che l'Erba medico è una delle prime piante coltivate per l'Uomo.

FAMIGLIA:
Labiadas

HABITAT:
L'Erba medico è un'erba medicinale ampiamente coltivata come pianta foraggera e molte volte naturalizzata. Può trovarsi vicino alle strade, in seminati, al bordo le strade e terreni secchi di climi freddi o temperati.


CARATTERISTICHE:


L'Erba medico è un'erba medicinale perenne della famiglia delle labiadas di fino a 80 cm. Fusti erectos, posate di una villosità bianchiccia. Foglie composte, trifoliadas con foliolos obovados, dentati nell'apice. L'Erba

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Betulla, Gramigna, Incaglia di oro, Mais, Coda di cavallo, Ortica verde, Molassa, Code di ciliegia.

Mais, Zea mays L.,

Si usa gli stili, male chiamati stigmi.

Contiene materie minerali ricche in sali di potassio, acidi grassi non saturi, oléico e linoléico, tannino, esteroles, alantoína e piante di olio essenziale.

Le sue proprietà sono: diuretico (sali di potassio), antiateromatoso, acidi grassi, e hipoglucemiante.

Si usa in affezioni renali: oliguria, nefrite, litiasis renale. Arteriosclerosi. Diabete.

Controindicato in infiammazioni di prostata.

Bacchetta Di Oro, Solidago virga-aureo L.,

Lo è chiamato anche Solidago. Il suo nome si deve alla rigidità del suo fusto incoronato per fiori gialli disposti in grappoli nella parte superiore del fusto.

Si usa la sommità fiorita.

Il suo contenuto in saponinas, flavonoides

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1. ALIMENTI RACCOMANDATI:
Bietola / Ajonjolí / Mandorle / Melanzane / Betarraga / Prugne Secche / Pesche / Guindones / Miele di Ape / Mele / Arance / Papaya / Uvette / Pepas di Zucca / Pepas di Girasole / Banane

2. STUFATO DI QUÍNUA CON SHITAKE:

Ingredienti:½ chilo di quinoa
1 cipolla
1 pomodoro
2 denti di aglio
1 peperone grattato
1 carota grattata
Champignon
Funghi Reishi o Shitake
Culantro
Spinacio
Prezzemolo

Preparazione:
Sbollentare la quinoa. Friggere l'aglio, cipolla e pomodoro condisco come; aggregare il peperone e la carota grattata più il fungo di reishi al vapore.
Questo preparato mescolarlo col frijolito sbollentato ed aggregare un po' di culantro, spinacio e prezzemolo al gusto.

3. SECCO DI SGOMBRO:

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Il Carciofo è una pianta medicinale, perenne, della famiglia delle composte, di fino a 2 m. di altezza, di foglie pinnado-lobuladasse di più di 60 cm. di longitudine, con lobi senza spine e rovescio tomentoso. I suoi capitoli sono vistosi, molto grandi, di fino a 15 cm, coi fiori azzurrati e le brácteas ovali. Il ricettacolo floreale del Carciofo, è commestibile. Questa pianta medicinale che è coltivata in molti posti del mondo e molto abbondante nel mediterraneo, è poche volte asilvestrada. Non smetta di consumare compreso il Carciofo.


PROPRIETÀ MEDICINALI:

- Anticancerígeno: Una delle eccellenti proprietà medicinali del Carciofo; prevenire o migliorare i processi cancerosi. Cottura di 60 grammi di radici secche per litro di acqua, fino a ridurre il liquido alla metà. Bere 2 bicchieri al giorno.
- Antidiabética: Ribassa il livello di

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Eleuterococo, Ginseng, Rosmarino, Damiana, Drena, Timo, Tè nero.

ELEUTEROCOCO, Eleuterococcus senticosus,

Pianta che cresce spontanea in Russia. Appartiene alla stessa famiglia che il Ginseng, le Araliaceas. Raccolto in cotubre ha un massimo di attività.

Si impiega la radice.

Contiene numeroso heterósidos: Daucotesrol o eleuterósido A. Eleuterósido B. Eleuterósido B, D ed E. Eleuterósido C. Eleuterósido I, K, L, M. Glucosa, saccarosio, componenti non glucídicos, miscuglio di pigmenti.

Le sue azioni:

Aumenta la resistenza inespecífica dell'organismo, incrementando i meccanismi di difesa. Azione fomentatore dell'adattamento di fronte a malattie di carattere infettivo.
Stimola il sistema nervosa centrale, pertanto un efeco antihipnótico, aumentando la capacità di lavoro ed il rendimento, senza eccitazione né altri effetti

[continua...]






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Gli impianti di rigassificazione
metaniera
Tutti noi ricordiamo l’inverno del 2005,quando per incomprensioni politiche tra gli stati delle ex Repubbliche Sovietiche e Mosca, l’Europa, e l’Italia in particolare, hanno rischiato la sospensione della fornitura del gas,proveniente dalla Siberia via gasdotto. Questo problema che si è presentato in tutta la sua drammaticità, proprio quando l’inverno era al culmine,ha spinto l’Italia a cercare della alternative al trasporto di gas via gasdotto. Il gas fornito dalla Russia,l’Algeria,la Libia e la Tunisia,è importato in larga misura,stimata attorno al 70% ,via gasdotto;si comprende facilmente al di là delle considerazioni sociopolitiche, come diventa imperativo cercare altre fonti di approvvigionamento del gas.

L’importazione del gas per via marittima è sicuramente l’alternativa più vantaggiosa;
ampia possibilità di rifornimento del gas, proveniente da aree geograficamente distanti, possibilità di accesso al mercato nel breve periodo, e possibilità di interagire con partners commerciali diversi, eludendo il regime di oligopolio istituito dai nostri partners convenzionali.
Il gas naturale liquefatto, detto GNL, è trasportato via mare con apposite nave metaniere. Il gas viene stoccato in serbatoi a doppia tenuta, alla temperatura di -161 °C e alla pressione di un’atmosfera.

Moltissime metaniere che viaggiano verso l’Italia ,dirette a Panigaglia,provengono dal porto di Skidka in Algeria,dove il gas liquefatto ,viene prodotto dalla compagnia Sonatrack..Le navi metaniere hanno in genere una capacità di carico che va dai 25000 a 65000 metri cubi, e navigano dirette verso speciali impianti che hanno il compito di trasformare il GNL in gas naturale destinato ad essere immesso nella rete di distribuzione.
Questi impianti prendono il nome di ?impianti di rigassificazione?,sono realizzati secondo tecniche ingegneristiche diverse e sono rapportabili strutturalmente a tre tipologie:
Onshore; è la tecnica impiegata per il rigassificatore di Panigaglia, consiste nella realizzazione di silos ,situati in genere all’interno o in prossimità di aree portuali,impiegati per lo stoccaggio di grossi quantitativi di GNL,collegati attraverso particolari condutture, alla struttura di attracco della metaniera.
Offshore; è la tecnologia decisamente più innovativa,e sarà utilizzata per la realizzazione del rigassificatore di Porto Viro. La struttura interamente realizzata in cemento armato,viene trainata sul luogo di posizionamento, e fatta affondare,in modo da creare una sorta di piattaforma,dove sono alloggiati due serbatoi in acciaio, oltre i normali impianti ,e da dove la nave può attraccare con facilità. Un gasdotto sottomarino,immette il gas nella rete di distribuzione.
Offshore? floating storage regassification unit;?utilizza una nave dotata di appositi serbatoi per lo stoccaggio,che viene ancorata in modo permanente al largo della costa circa 25km,a cui attraccano le metaniere,anche in questo caso,il gas una volta tornato allo stato naturale, viene immesso alla rete di distribuzione tramite un gasdotto.
L’impianto di rigassificazione di Panigaglia,l’unico attualmente operativo in Italia,e il cui raddoppio sta creando notevoli disaccordi che vedono schierati su fronti opposti, le forze politiche e industriali, che spingono verso la realizzazione,e le comunità locali e gli ambientalisti, preoccupati per la sicurezza e per i risvolti negativi sull’ambiente;tecnicamente è formato da :

  1. un sistema di ricezione;area per l’attracco della nave,trunk di discarica,area di trasferimento ai serbatoi.
  2. area di stoccaggio,formata da due serbatoi cilindrici della capacità di 50000 metri cubi,all’interno dei quali sono sommerse delle pompe per la movimentazione del gas.
  3. rigassificatore;dai serbatoi di stoccaggio il gas,viene estatto dalle pompe sommerse e inviato agli scambiatori di calore a fascio tubiero,mediante un sistema di pompa centrifughe . Il calore necessario agli scambiatori di calore è fornita dall’acqua marina che circola all’interno dei tubicini degli scambiatori alla temperatura di 5°C.
  4. immissione nella rete di distribuzione;il gas ,viene destinato dopo pressurizzazione, alla rete di distribuzione solo una piccola parte viene utilizzata per la gestione dell’impianto.
  5. recupero dei vapori,mediante colonne a condensazione.
  6. Sistemi ausiliari di sicurezza;l’impianto dispone di un’imponente sistema di sicurezza,in quanto trattasi di impianto ad alto rischio di esplosione,evenienza verificata solo nel 1944 a Cleveland,a causa dell’inadeguatezza tecnologica dei materiali di costruzione, e nel 2004 a Skikda in Algeria.

Attila


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Il ricco programma prevede degustazioni, convegni, visite guidate e tanta musica

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frugiter ha scritto:
login ha scritto:
mi sono appena scoperta intollerante a latte e derivati e per 4 mesi dovrò evitare
di mangiare tutto ciò che li contenga. Se con il latte ho rimediato comprando quello di riso
(poi vi farò sapere com'è) vi sconsiglio vivamente lo jogurt vegetale alla soia di una nota marca(il sapore è quello dello sciroppo alla fragola per bambini). Ma veniamo alla mia domanda,per ovviare alla questione formaggi ho deciso di provare il tofu, il problema è che non so come cucinarlo; qualcuno ha qualche idea? grazie. Linda.

il tofu può essere aromatizzato in vario modo perchè assorbe facilmente il sapore degli ingredienti con cui viene mescolato, si può abbinare con pasta verdure brodo, si può usare nelle preparazioni sia dolci che salate: può sostituire la ricotta nei ripieni e aggiunto a insalate e zuppe di verdure, sul sito c'è la ricetta del tofu alla mediterranea col burghul, lo puoi fare alla piastra caldissima e unta d'olio tagliato a fette cuocendolo 4 minuti per parte. oppure in padella facendolo macerare a fetta per un ora in olio succo di limone erbe aromatiche tritate con agglio.sgocciolate si mettono in padella e si fanno saltare da entrambi i lati oppure si passano al forno rigirandoli a metà per ottenere una doratura uniforme.


wow...! Quanta grazia! Cosa si può volere di più????


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frugiter ha scritto:
login ha scritto:
mi sono appena scoperta intollerante a latte e derivati e per 4 mesi dovrò evitare
di mangiare tutto ciò che li contenga. Se con il latte ho rimediato comprando quello di riso
(poi vi farò sapere com'è) vi sconsiglio vivamente lo jogurt vegetale alla soia di una nota marca(il sapore è quello dello sciroppo alla fragola per bambini). Ma veniamo alla mia domanda,per ovviare alla questione formaggi ho deciso di provare il tofu, il problema è che non so come cucinarlo; qualcuno ha qualche idea? grazie. Linda.

il tofu può essere aromatizzato in vario modo perchè assorbe facilmente il sapore degli ingredienti con cui viene mescolato, si può abbinare con pasta verdure brodo, si può usare nelle preparazioni sia dolci che salate: può sostituire la ricotta nei ripieni e aggiunto a insalate e zuppe di verdure, sul sito c'è la ricetta del tofu alla mediterranea col burghul, lo puoi fare alla piastra caldissima e unta d'olio tagliato a fette cuocendolo 4 minuti per parte. oppure in padella facendolo macerare a fetta per un ora in olio succo di limone erbe aromatiche tritate con agglio.sgocciolate si mettono in padella e si fanno saltare da entrambi i lati oppure si passano al forno rigirandoli a metà per ottenere una doratura uniforme.

brava frugi: D


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login ha scritto:
mi sono appena scoperta intollerante a latte e derivati e per 4 mesi dovrò evitare
di mangiare tutto ciò che li contenga. Se con il latte ho rimediato comprando quello di riso
(poi vi farò sapere com'è) vi sconsiglio vivamente lo jogurt vegetale alla soia di una nota marca(il sapore è quello dello sciroppo alla fragola per bambini). Ma veniamo alla mia domanda,per ovviare alla questione formaggi ho deciso di provare il tofu, il problema è che non so come cucinarlo; qualcuno ha qualche idea? grazie. Linda.

il tofu può essere aromatizzato in vario modo perchè assorbe facilmente il sapore degli ingredienti con cui viene mescolato, si può abbinare con pasta verdure brodo, si può usare nelle preparazioni sia dolci che salate: può sostituire la ricotta nei ripieni e aggiunto a insalate e zuppe di verdure, sul sito c'è la ricetta del tofu alla mediterranea col burghul, lo puoi fare alla piastra caldissima e unta d'olio tagliato a fette cuocendolo 4 minuti per parte. oppure in padella facendolo macerare a fetta per un ora in olio succo di limone erbe aromatiche tritate con agglio.sgocciolate si mettono in padella e si fanno saltare da entrambi i lati oppure si passano al forno rigirandoli a metà per ottenere una doratura uniforme.


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Mozzarella di Bufala Campana Dop e Olio extravergine Penisola Sorrentina nel segno de “il Bianco nel Blu”. Presentato oggi il gemellaggio gastronomico tra Piano di Sorrento e Cancello e Arnone.

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Siamo alle solite, i vertici mondiali proclamano una nuova grande era nucleare, con la costruzione di oltre 1000 centrali nucleari, e subito la realtà del nucleare prende il sopravvento. A Tricastin, noto sito nucleare del sud della Francia è avvenuto il peggio: 30 metri cubi di acque contaminate da 12 grammi di uranio per litro sono stati accidentalmente scaricati nelle acque dei fiumi circostanti. Le autorità ovviamente si sono affrettate a dire che non è successo nulla, che i terreni e i fiumi sono sicuri, ecc. ma chissà perchè vietano qualsiasi attività lì intorno...

Fa eco a questi avvenimenti Jurgen Trittin, responsabile del programma di abbandono del nucleare della Germania, ha commentato in un articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo El Pais cosi': "E' da 20 anni che lo sto sentendo. Ma la realtà' e' che negli Stati Uniti sin dalla fine degli anni Settanta non vi e' stata alcuna novità'. In Europa, solo una in Finlandia. E in questo momento nell'Unione Europea sono state chiuse cinque centrali. Il suo peso (del nucleare) e' in calo e contribuisce solo al 3% della nostra energia. Quindi il dibattito sull'energia nucleare in Europa e' sopravvalutato". Per l'ex ministro tedesco ritornare al nucleare non ha nessun senso. "Il nucleare non ha nessun futuro. E' simile agli echi notturni nella foresta. Crea spavento, ma non funziona", ha detto.
Secondo quanto riportato su El Pais, l'opposizione al nucleare di Trittin non si baserebbe su questioni sentimentali o ideologismi, ma sarebbe argomentata con dati e numeri.
"L'Agenzia internazionale per l'energia - si legge sul quotidiano - ha stimato che nel 2030 il peso dell'energia nucleare sara' inferiore a quello attuale". E anche se il prezzo del petrolio dovesse continuare a salire, "quando si parla di piani massicci per le centrali nucleari significa effettivamente parlare anche di massicce sovvenzioni". Per Trittin, per combattere l'aumento del prezzo del petrolio, sarebbe meglio "lasciare l'auto a casa di tanto in tanto". Per l'ex ministro tedesco il risparmio dovrebbe essere la vera chiave di volta: "Negli Stati Uniti ci sono case cosi' poco isolate che sarebbero vietate in Germania. Vi e' possibilità' di risparmio in tutto il mondo ed e' qui che dobbiamo mettere il denaro".

(Fonte: EcoBlog, Scanziamolescorie)

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La cronaca registra ogni giorno scandali a ripetizione nel settore alimentare, prima le mozzarelle alla diossina, poi il caso Brunello, poi il vino artefatto, poi l'olio di semi camuffato e spacciato per olio extra vergine di oliva. Un susseguirsi di "attentati" alla salute dei cittadini in Italia e nel mondo.
Ammonta a 52 miliardi di euro l'anno il giro d'affari mondiale dell'alimentare made in Italy contraffatto, per capire le dimensioni del problema è sufficiente sapere, per esempio, che se anche in nord America si potessero adeguatamente tutelare le denominazioni dei prodotti, l'export italiano triplicherebbe, passando da 3 a 9 miliardi di euro.
Lo rivela Esperya, sito di e-commerce di prodotti alimentari che ha integrato, in una ricerca, i dati ufficiali (Istat e Ice e altre fonti) con quelli del proprio database in merito alle contraffazioni alimentari. I maggiori casi di contraffazione, spiega Esperya, si dividono in due grandi categorie: la falsificazione illegale delle indicazioni geografiche tutelate, ovvero il falso Doc, come le imitazioni del Parmigiano Reggiano; e i riferimenti ingannevoli ad aree geografiche italiane, con l'utilizzo del termine Italia o di città e simboli a essa riconducibili. E' il caso, per esempio, del Pompeian Olive Oil, prodotto in California.
Ma la contraffazione alimentare riguarda anche ....
Continua  su info-legal.it    (di Olivia Flaim)

Pubblicato da loriscarletti | Commenti


Tags: truffe, formaggio, olio, consumatore


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Nuovo aggiornamento per questa, ormai lunga, sfida. Il nuovo contendente si chiama

7. Pesto Fresco alla Genovese / Giamba.


Dico subito che è un buon pretendente e si piazza, per il momento, al secondo posto, dietro solo a quello del Pastificio Novella (molto superiore!).
Mi è piaciuto il sapore ma, secondo me, pecca nella pesantezza, troppo grasso. Questo è probabilmente dovuto alla presenza di margarina e olio d'oliva (raffinato e vergine, non extra vergine).
Anche la confezione è migliorabile: è in un barattolino di plastica, tolto il coperchio c'è il solito "foglio" da strappare ma, a differenza di molti altri prodotti che lo hanno in plastica, questo è di alluminio (penso, tipo quello degli yogurt) che si strappa male ed è più facilmente perforabile.

Voto: 7


P.S. IMPORTANTE: Ho appena scoperto, vistando il sito di Giamba, che hanno varie linee di pesto. Io penso di aver provato (trovato da Carrefour) quello della Linea C. A questo punto sarei molto curioso di provare quello della Linea A o, ancor di più, quello nuovo che segue il disciplinare IGP!!! Se la Linea C è da 7, la A o quello nuovo potrebbe battere il Novella??
Come sempre, se qualcuno lo avvista in giro è pregato di segnalarlo!

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Il colesterolo elevato è considerato un fattore di rischio di malattie cardiovascolari e neurologiche. Può combattersi con medicazione e dieta. Qui una dieta che aiuta a diminuire il colesterolo cattivo, LDL colesterolo, ed a scendere di peso.

Il colesterolo ha come principale fonte il proprio organismo e come seconda fonte all'alimentazione. Si deve tenere in conto il pérfil lipidico per conoscere il Tipo di Dislipidemia e quale è la dieta a seguire.


A per una Dieta per diminuire il colesterolo cattivo (LDL) e perdere alcuni chili.

Si deve bere come minimo un litro e mezzo, di acqua minerale; si può aggregare tè, caffè decafeinato, fino a 4 volte per giorno.

In caso di essere restretto (raffreddore) evacuazione lenta, aggreghi 1 cucchiaiata di olio di oliva extravirgen, od olio di canola, a digiuno.

Può accompagnare i cibi con un pane piccolo, tipo miñón, in caso di non essere fedele agli idrati di carbono?y di non avere trigliceridi alti, o con 2 rondelle di pane integrale. Quelle persone che mangiano un paio di biscotti e non fermano fino a finire il paquewte; astenersi e consultare come trattarlo al suo medico, o negli Ambulatori on line di Medici Consulenti.

Utilizzi il sale, in quantità moderate, ma l'eviti in caso che sia iperteso.

Colazione e merenda
Alternativa 1
Un bicchiere di latte scremato, scremato,; può essere caffè decaffeinato, tè, o un'altra infusione come lo scacco matto, infusione tipica dell'Uruguay ed Argentina, con latte.
Due fette biscottate di pane integrale unte con formaggio scremato, o marmellata diet.

Alternativa 2
Succo (succo, di frutte fresche) superiore di uva,
Frutte fresche
Un yogurt scremato, scremato, o light

Alternativa 3
Caffè decaffeinato
Un yogurt con cereali, non raccomandato per persone con trigliceridi elevati,

Pranzo
Alternativa 1
Zuppa di verdure
Carne di vitella magra con insalata di lattuga, pomodoro e cipolla; o utilizzi la combinazione di verdure al suo gusto.

Alternativa 2
Purè di patate (papi).
Pesce con carota grattata, o con zucca.

Alternativa 3
Lenticchie preparate con pepo e carota
Pollo cucinato con pepo e pomodoro
Un yogurt scremato

Alternativa 4
Zuppa di verdure
Pesce arrosto

Alternativa 5
Melanzane al suo gusto
Filetto di pesce al suo gusto

Alternativa 6
Spaghetti integrali, superiore, o un altro tipo con salsa di pomodoro; non l'aggreghi formaggio di grattugiare.
Filetto di petto di pavita (tacchino), alla piastra, con pomodoro e radicheta, o spinacio.

Alternativa 7
Insalata con peperone, pomodoro e cipolla
Merluzzo o un altro pesce al forno, o alla piastra

Alternativa 8
Zuppa di verdure
Milanese di un taglio magro, al forno, o fritto con molto poco olio e che sia preferibilmente di oliva, o di canola.
Un yogurt scremato

Cena
Alternativa 1
Pomodoro ripieno di tonno naturale (goliardia)
Pesce con pomodoro

Alternativa 2
Spinaci lessi.
Soufflé di zucca (zucca pestata) 2 chiara di uovo battute ed al forno,; insalata di lattuga e pomodoro.

Alternativa 3
Zuppa di verdure
Pollo con purè di papi (patate)

Alternativa 4
Asparagi al suo gusto
Riso integrale con frutti di mare

Alternativa 5
Torta di bietola
Pesce con cipolla

Alternativa 6
Fagioli (fagiolini) veccie, con papi (patate) lesse
Una porzione piccola di pasta, o 2 porzioni di pizza, senza formaggio.


Alternativa 7
Galoscia (mais) lesso
Pollo con insalata

Alternativa 8
Asparagi lessi, o rosolati.
Pesce cucinato al suo gusto.

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L'antidieta sorse negli Stati Uniti, dove non era solo una cura di dimagrimento bensì un nuovo concetto di alimentazione.

Questa dieta non consiste in limitare le calorie, bensì in non mescolare secondo che alimenti.

Si basa su un ridotto numero di principi che non restringono l'alimentazione, ma che sì l'adecúan a certi orari e combinazioni.

Seguendola possono abbassarsi fedelmente fino a due chili per settimana.
Per le mattine non può prendersi nient'altro che frutta, niente di pane, caffè o cereali, per saziare la fame possono prendersi due banane.

Fino a mezzogiorno devono consumarsi solo frutte e succhi di frutte. Dopo avere mangiato la frutta deve sperare tra 20 e 30 minuti di ingerire un altro alimento.

Se mangia carne, pesce o qualunque altro tipo di proteine, non deve mescolarsi con amidi (papi) riso, pastasciutte, legumi. Sé può combinarsi con tutti i vegetali che desideri.
Di sera già si può mangiare carne, pesce, riso, verdure, pascola, patate, etc., senza nessuna restrizione.

Dopo avere ingerito alimenti, bisogna sperare quattro ore di mangiare nuovamente, ma se ha combinato male, carboidrati con proteine, deve aspettare un minimo di otto.
L'antidieta fa parte delle chiamate diete dissociate che si basano sulla credenza che gli idrati di carbonio e le proteine devono prendersi a parte, mai nello stesso cibo perché la sua digestione richiede un mezzo acido ed un mezzo alcalino ed il miscuglio dei due ostacola l'assimilazione di nutriente.

Non esistono limitazioni in quanto a prodotti lattei, e per condire gli alimenti può usarsi un olio vegetale.

Modo semplificato di seguire questa dieta

Colazione
Frutta fresca; macedonia di frutte o succo appena spremuto.

Mangi
Fonte di verdure; insalata con formaggio fresco; tramezzino di avocado; zuppa di lenticchie; crusca di grano con insalata.

Cena
Pollo arrosto e funghi; filetto di pesce fritto; pascola con verdure.

Avvinazzate
Acqua minerale, succo di frutta, succo di ortaggi, infusione di erbe, caffè di malto.

L'antidieta
Una dieta che, essenzialmente, consiste in non mescolare certi alimenti.
Il principio fondamentale dell'antidieta è un'adeguata combinazione degli alimenti. Il regime si basa sulla scoperta che certe combinazioni di alimenti si digeriscono con più facilità ed efficacia che altre.

L'elemento chiave in gioco è l'energia; dato che la digestione è una delle funzioni che producono maggiore domanda energetica. A sua volta, questa energia è importante per la disintossicazione del corpo; e questo non può eliminare i rifiuti tossici senza la nostra cooperazione.

Quello che si cerca attraverso questa dieta è che il cibo rimanga nello stomaco, approssimativamente, solo tre ore; di questa maniera, si evita la fermentazione, i gas, l'acidità e l'indigestione. Si pretende che gli alimenti passino rapidamente per i nostri intestini; e la maniera più rapida ed efficace di assicurarlo è non consumare più di un tipo di alimento per volta. Mangiare in forma simultanei due alimenti concentrati, per esempio, carne e farine, causerebbe che questi marciscano e non possano essere assimilati.

In conseguenza: se querés mangiare un bife, una porzione di pesce o di pollo non c'è problema; purché non l'accompagni di nessun altro alimento concentrato: niente di papi, riso, pastasciutte, formaggio o pane. Con le carni podés mangiare solamente alimenti di alto contenuto di acqua; cioè, con verdure lesse o insalate crude. Se querés mangiare papi o paste li accompagni solamente con verdure ed insalate.

Vantaggi: È ricca in vitamine, minerali e fibra; regola il livelli colesterolo e diminuisce il consumo di grassi animali.
Svantaggi: Se non si segue correttamente può provocare ipoglicemia e, finalmente, si stende a perdere muscolo dovuto al pianterreno consumo di proteine.
Questa dieta fu progettata fa alcuni anni per Harvey e Marlyn Diamond. Dopo il suo divorzio, Marlyn pubblicò un nuovo libro dove scoprì alcuni dei segreti che non avevano pubblicato sulla prima versione. Così, nel? Nuovo Antidieta? l'obiettivo è creare una combinazione adeguata degli alimenti, affinché si tradursi in una digestione normale che duri tra tre quattro ore e, pertanto, ottenga un risparmio di energia che dopo potrà essere utilizzata in altre attività.
L'Antidieta, anche conosciuta come? Fit for Life", si dirige per i seguenti principi basilari:

Il segreto per avere un peso adeguato sta nella combinazione degli alimenti, vedere lista di alimenti che non devono combinarsi.

Non possono ingerirsi mai contemporaneamente due alimenti concentrati. Gli alimenti concentrati sono tutti quelli che non sono né frutte né verdure.

Secondo quello che pianta questa dieta, la digestione si basa sull'orologio biologico del corpo, il quale consta di tre fasi apra il suo buon funzionamento: La fase di eliminazione - la quale si dà mette a.m. le 5 e la 1 p.m. - che consiste nella pulizia interna dell'organismo; la fase di appropriazione - tra la 1 p.m. e le 7 p.m. - che si riferisce alla digestione; e la fase di assimilazione - di 7 p.m. a 5 a.m. - o tappa di costruzione, riparazione e distribuzione.

[continua sulla fonte orginale...]
Con 125,5 gr. di H.C, 52 percento, 65 gr. di proteine, 24 percento, e 29,5 gr. di grasse, 26 percento,

Colazioni (= 155 Kcal.) a scegliere tra:

- 200 ml di latte scremato con caffè o tè + 30 gr. di cereali
- 200 ml di latte scremato con caffè o te + 30 gr. di pane + 5 ml di olio
- 150 ml di latte scremato con caffè o te + 200 gr. di frutta fresca.
- 100 ml di latte scremato con caffè o te + 20 gr. di pane + 20 gr. di marmellata
senza saccarosio + 100 gr. di frutta.

Merenda (= 53 Kcal.) a scegliere tra:

10 gr. di pane tostato + 1 formaggino scremato + caffè o tè
150 ml di latte scremato con caffè o tè.

Pranzi E Cene (= 345 Kcal.) a scegliere tra uno dei seguenti menù:

1. - 100 gr. di pasta cotta + 50 gr. di pomodoro
100 gr. di vitella stira
1 yogurt scremato non zuccherato

2. - insalata con: 100 gr. di riso cotto + 50 gr. di pollo + 100 gr. di peperone rosso + lattuga + 2 cucchiaiate di salsa pinzimonio.
1 formaggino scremato.

3. - 100 gr. di verdure + 50 gr. di carote + 50 r di patata (tutto rosolato)
100 gr. di pescato alla piastra + 100 gr. di pomodoro crudo
100 gr. di frutta fresca.

4. - insalata con: 100 gr. di cipolla e pomodoro + lattuga + 100 gr. di carota grattata
100 gr. di pollo alla piastra + 100 gr. di patata arrosta.
1 yogurt scremato.

5. - zuppa di riso con pesce: 30 gr. di riso + 50 gr. di pesce + 5 ml di olio di oliva
2 formaggini scremati.
250 gr. di frutta.

6. - 100 gr. di asparagi + 10 gr. di maionese bassa in calorie.
100 gr. di merluzzo lesso + 100 gr. di patata lessa.
100 gr. di frutta.

7. - 200 gr. di cavolfiore rosolato
100 gr. di vitella stira + 100 gr. di cipolla e pomodoro + lattuga + 15 ml. di olio.
100 gr. di frutta.

MERENDA E PRIMA DI DORMIRE
(= 85 kcal.) A SCEGLIERE TRA:

- 100 ml di latte scremato con caffè o tè + 20 gr. di pane tostato + 5 ml di olio
- 20 gr. di pane tostato + 1 formaggino scremato + caffè o tè.

I menù che non portano olio possono essere conditi con una cucchiaiata ghiotta, 10 ml,

Negli intervalli tra cibi può prendersi una quantità libera di liquidi senza caloria (acqua) infusioni, eccetera..)

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Entrò di moda agli inizi degli anni 70, con la nascita delle filosofie hippie e contestatrici. La sua base è il consumo di pompelmo o ananas, alternando con altri alimenti.

Durata: una settimana
Chili persi: da due a tre.

Per chi no: persone con infezione urinaria o diabete.
Per tre giorni alla settimana si può mangiare solo pompelmo o ananas, in succo o frutta. I quattro giorni restanti si permette un'alimentazione varia, con carne, pesce, uova ed insalata, stufati con molto poco olio. Il pompelmo, o l'ananas, deve includersi come prostri. Non può prendersi zucchero, alcool né bibite carboniche.

Vantaggi:
Adeguata per persone capricciose nella sua forma di mangiare. Ricca in vitamina C.

Inconvenienti:
Non deve prolungarsi più di sette giorni, trattandosi di una dieta di poche calorie. Il peso perso si recupera con facilità, poiché si perde molto acqua. Si tratta di una dieta di semiayuno. Il pompelmo è molto ricco in vitamina C, ma un chilo apporta solo 370 calorie.

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La vitamina A è un alcool primario di colore giallo pallido che deriva dal carotene. Colpisce la formazione e mantenimento della pelle, membrane mucose, ossa e denti, visibile ed alla riproduzione. Uno dei primi sintomi di insufficienza è la cecità notturna, difficoltà in adattarsi all'oscurità. Altri sintomi sono eccessiva secchezza nella pelle; mancanza di secrezione della membrana mucosa, quello che produce suscettibilità all'invasione batterica, e secchezza negli occhi dovuto al cattivo funzionamento della lacrimale, importante causa di cecità nei bambini di paesi poco sviluppati.
Il corpo ottiene la vitamina A di due forme. Una è fabbricandola a partire dal carotene, un precursore vitaminico contrario in vegetali come la carota, broccolo, zucca, spinaci, cavolo e patata americano. L'altra è assorbendola già lista di organismi che si alimentano di vegetali. La vitamina A si trova nel latte, burro, formaggio, tuorlo di uovo, fegato ed olio di fegato di pesce. L'eccesso di vitamina A può interferire nella crescita, fermare la mestruazione, pregiudicare i globuli rossi del sangue e produrre eruzioni cutanee, emicranie, nausee ed itterizia.

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Sul Blog Petrolio si leggono sempre ottimi post, come questo che riporto qui sotto, che dimostra ancora una volta come anche i paesi che hanno puntato con decisione sul nucleare non hanno affatto risolto i loro problemi energetici.

Tratta da Petrolio:

Brutti chiari di luna in Gran Bretagna, è proprio il caso di dirlo. Il paese ormai da qualche tempo sta attraversando una serie di continui blackout.

Martedì scorso ben 500.000 persone sono rimaste al buio, e si dà la responsabilità agli impianti di produzione elettrica ormai obsoleti e incapaci di reggere alla domanda.

L'Independent riporta la notizia, poi prosegue con un articolo che pare copiato pari pari da un quotidiano italiano di questi giorni: il premier Gordon Brown decide di procedere con la costruzione di centrali nucleari "ormai indispensabili", però non si sa chi le pagherà visto che in UK non può costruirle lo Stato ed è probabile che finiscano in mani straniere, inoltre nessuna provincia le vuole, inoltre non si sa dove mettere le scorie che tutti fuggono come la peste.

L 'articolo conclude insinuando che se non si faranno le centrali, si finirà col subire continui blackouts. A me tutta questa faccenda ricorda qualcosa... la monnezza di Napoli. Sembra quasi una mossa preparata a tavolino: si lascia che un problema degeneri fino a diventare insopportabile, e poi si offre la soluzione, sgradevole ma necessaria, che da tempo era nel cassetto. I cittadini, in mezzo a un mare di guai ed obtorto collo, dovranno accettare.

Ma forse, come spesso mi accade, sono troppo sospettosa.


(Fonte: Petrolio)

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Il Ministro Scajola, ha annunciato ieri che entro 5 anni l'attuale governo riuscirà a porre le prime pietre per costruire delle nuove Centrali Termonucleari. Sul tema nucleare però si continua a fare molta politica e poca informazione. A mio modesto modo di vedere le cose prima di parlare in maniera seria e consapevole di nucleare in Italia bisognerebbe considerare alcune cose molto importanti.

  1. In Italia prima di pensare ad una nuova era nucleare si dovrebbe pensare a risolvere i problemi della vecchia; dismissione delle vecchie centrali, stoccaggio delle scorie e bonifica dei siti. Il tutto costerà 5 Miliardi di Euro da dover spendere per poter mettere in sicurezza entro il 2021, in un sito di superficie gli 80 mila metri cubi di materiale radioattivo proveniente dallo smantellamento delle vecchie centrali, dalle scorie di quest'ultime, dagli ospedali e da usi industriali.
  2. In Italia la politica non riesce ormai da anni, neanche a far riaprire delle discariche, figuriamoci imporre alla cittadinanza delle mega strutture come quelle di un reattore Termonucleare. Per la scelta di un sito idoneo si impiegherebbero anni.
  3. In Italia l'energia non manca e non costa molto, visto che ne sprechiamo circa il 50%.
  4. Spagna e Germania che nell?ultimo ventennio hanno investito molto nel Nucleare lo stanno abbandonando per vari motivi: Troppo costoso,troppo sporco, troppo rischioso.
  5. L?Italia, paese in cui l?elettricità viene in gran parte da gas naturale (il cui prezzo è indicizzato sul petrolio), sono i trasporti il settore dove persone e merci vanno a petrolio (l?80%) e nel quale i rincari attuali sono insostenibili.

Ma al di là degli annunci senzazionali, non si parla mai del PEN, Piano Energetico Nazionale. Prima di parlare di questa o di quella fonte energetica, dei rischi e dei vantaggi, bisogna passare in rassegna tutte le fonti energetiche attualmente in funzione in Italia. Bisogna considerare quelle che possono essere implementate come Geotermico, Idroelettrico, Fotovoltaico, Eolico, bisogna considerare i vantaggi delle forniture estere e del risparmio energetico, bisogna considerare i costi di tutte le fasi di costruzione degli impianti, compresa la dismissione, i costi della sicurezza, l'impatto sulla salute pubblica, e per tutte bisogna applicare una Valutazione d'Impatto Ambientale seria e scrupolosa. Redatto un quadro completo quindi, considerare quali fonti di energia utilizzare. Insomma prima di avviare un processo così lungo e costoso, serve un progetto serio e condiviso da tutti, e il Pen servirebbe proprio a questo a individuare i punti di forza e di debolezza del sistema energetico Italiano, così da poterlo migliorare. Ma senza false ideologie, non ci si può sedere al tavolo delle trattative, e dire a priori "voglio o non voglio il nucleare o il solare ecc." non è una questione ideologica. E' una questione che riguarda diversi campi; l'Ambiente, la Tecnologica, l'Economica e la Società.

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Alle volte in tavola manca il pane e si ricorre a qualche surrogato (crackers, grissini e compagnia). Le Sfoglie Croccanti al Forno (Olivia e Marino) della Pavesi fanno questo loro compito egregiamente.

In sostanza sono crackers, non salati in superficie, meno "sabbiosi", senza alcuna spezia o profumo. Insomma lisci e buoni come deve essere un surrogato del pane.

Li riconoscerete perchè sulla confezione c'è la soluta coppia di bellocci (vestiti, penso, da panettieri), Olivia e Marino appunto. Azzardo: olio di oliva e sale marino? WOWOW... u signur...

Voto: 7

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Il petrolio continua la sua corsa e anche oggi fa registrare un nuovo record, sfondando quota 117 dollari al barile. Una spirale che sembra inarrestabile e che ha costi pesantissimi sull'economia globale, nell'ordine di 500 miliardi di dollari per ogni dieci di aumento. Il dato è stato fornito dal presidente del Consiglio Romano Prodi all'International Energy Forum in corso a Roma: "E' necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori. Prezzi del petrolio troppo alti pesano sull'economia mondiale, specie sui paesi più poveri, con un costo, diretto e indiretto, per l'economia mondiale stimabile in 500 miliardi di dollari ogni 10 dollari di aumento del prezzo al barile".

E in effetti anche stamane si è registrato l'ennesimo aumento del greggio, che si è attestato a 117,05 dollari al barile sulla scia del forte rialzo dei listini azionari. Sul circuito elettronico i future sul Light crude avanzano di 51 dollari a 117,15 dollari. Massimo storico anche per i future sul Brent a 114,35 dollari. L'Opec, riunito a Roma per via dell'Ief, ha dichiarato che non esiste spazio per un rialzo della produzione, poiché il mercato è in equilibrio e gli attuali livelli dei prezzi sono da imputare al ruolo della speculazione e alla debolezza del dollaro.

"Dobbiamo scongiurare il rischio che l'energia costituisca in futuro ragione di tensione e di scontro, tra le varie regioni del mondo, da cui saremmo tutti perdenti", ha detto ancora Prodi, ricordando che "si sta delineando un conflitto tra cibo e carburante con disastrose conseguenze sociali a fronte di dubbi benefici ambientali. Non possiamo rimanere a guardare".

Il riferimento diretto è ai biocarburanti: "E' molto preoccupante quello che sta avvenendo nel mercato delle materie prime agricole. L'aumento dei prezzi, stimolato, oltre che dalla crescente domanda alimentare, dall'incremento della coltivazione dei biocarburanti, sta producendo forti tensioni in molti Paesi", ha spiegato Prodi.

Secondo il premier uscente per far fronte ai problemi dell'energia non basta una politica europea: "L'Europa da sola non basta. Le sfide energetiche sono globali e hanno bisogno di risposte globali". E tuttavia, "l'Europa sta facendo la sua parte ma occorre che tutti lavorino insieme per obiettivi comuni. Mi rendo conto che ci vorrà del tempo, ma non c'è altra scelta". "La politica europea - ha concluso Prodi - ha il grande vantaggio di un approccio integrato su energia e clima".

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Le politiche di incentivazione in atto sono scorrette, dato che gli agricoltori ricevono una ricompensa per la produzione dell?olio di palma ma non per la gestione del carbonio

La conversione degli ecosistemi nativi in coltivazioni adatte alla produzione di biocombustibili potrebbe comportare effetti molto negativi sul riscaldamento globale: è quanto ha concluso uno studio svoltò presso l?Università del Minnesota in collaborazione con la organizzazione Nature Conservancy.

Secondo quanto si legge sull?ultimo numero della rivista ?Science?, il carbonio che andrebbe perduto convertendo foreste fluviali, boschi, savane e praterie supera infatti di gran lunga il risparmio nelle emissioni garantito proprio dal consumo di combustibili derivati dalle colture agricole invece che di combustibili fossili.

Secondo le stime, l?estensione di colture di mais e di canna da zucchero per ricavare metanolo e di palme e soia per la produzione di biodiesel, rilascerebbe annualmente da 17 a 420 volte più carbonio di quello che si eviterebbe di immettere in atmosfera con la transizione verso i biocombustibili.

Nel corso della ricerca, gli autori dello studio hanno preso in considerazione il caso dell?Indonesia, in cui lo scompenso ha raggiunto valori altissimi: la conversione di suoli torbosi in piantagioni di palma ha determinato un ?debito di carbonio? che richiederebbe 423 anni per essere estinto. Allo stesso modo, la perdita di carbonio dovuto al disboscamento della foresta amazzonica per lasciare posto alle coltivazioni di soia potrebbe essere recuperata in 319 anni di consumo di biodiesel.

?Le politiche di incentivazione in atto sono scorrette dal momento che gli agricoltori ricevono una ricompensa per la produzione dell?olio di palma ma non per la gestione del carbonio?, ha commentato Stephen Polasky docente di economia applicata dell?Università del Minnesota, che firma lo studio. ?Ciò crea uno sbilanciamento che va a incrementare le emissioni di carbonio.?

E Joe Fargione, studioso di Nature Conservancy che ha partecipato allo studio, rincara la dose. ?Se l?obiettivo è mitigare il riscaldamento globale, non è possibile semplicemente convertire i terreni alla produzione di biocombustibili?, ha spiegato. ?Tutti i biocombustibili che utilizziamo attualmente causano una distruzione degli habitat, direttamente o indirettamente. L?agricoltura mondiale sostiene già allo sforzo di produrre alimenti per 6 miliardi di persone: se si producono biocombustibili a partire da vegetali commestibili, occorrerà la conversione anche dei terreni che sono già destinati all?agricoltura.?

I risultati di della presente ricerca, tra l?altro, coincidono con l?osservazione di un analogo fenomeno in atto nel contenente americano: la domanda di etanolo sta contribuendo alla conversione della foresta amazzonica brasiliana e del Cerrado (savana tropicale) in terreni adatti alla coltivazione di soia. Analogamente, gli agricoltori statunitensi, che tradizionalmente alternano le colture di mais con quelle di soia, attualmente stanno piantando mais ogni anno per soddisfare la domanda di questo prodotto.


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Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo
Una ricerca svoltasi presso l?Università del Maryland e cominciata con i batteri provenienti dalla Baia di Chesapeake ha portato alla scoperta di un processo chimico in grado di convertire grandi volumi di prodotti vegetali di ogni sorta, dalla carta usata fino agli scarti della produzione della birra, in etanolo e altri biocombustibili alternativi al gasolio e alla benzina.

I cosiddetti biocombustibili cellulosici possono infatti essere prodotti a partire da tutti i vegetali che non si presentano in forma di grani o semi e risultano quindi di grande importanza ecologica, da momento che possono essere ottenuti da materiali che non hanno alcun valore alimentare, come i prodotti di scarto dell?agricoltura, inclusi paglia, tutoli e brattee del mais.

Il processo è stato messo a punto anche grazie alla collaborazione con la piccola società Zymetis: il suo segreto è lo sfruttamento del batterio S. degradans, che si trova abitualmente nelle foglie di erba della pampa (Hymenachne amplexicaulis) della Baia di Chesapeake, il più grande estuario degli Stati Uniti, compreso tra gli stati della Virginia e del Maryland.

Tale ceppo batterico, infatti, produce un enzima che permette la conversione di materiale vegetale in zucchero, che a sua volta può essere convertito in biocombustibile.

In realtà i ricercatori della Zymetis non sono stati in grado di isolare il batterio in natura, ma hanno scoperto come produrre l?enzima in laboratorio. Il risultato è un composto chimico chiamato Ethazyme, che degrada le resistenti pareti delle cellule dei materiali cellulosici e converte direttamente l?intero materiale vegetale in zuccheri pronti per la trasformazione in biocombustibile, con un costo significativamente inferiore e con minore utilizzo di composti tossici rispetto al metodo convenzionale.

Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo. Stando alle proiezioni, il mercato degli enzimi per biocombustibili potrebbe arrivare a un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tenuto conto anche dedll?energy bill, la legge approvata dal Senato degli Stati Uniti e che dà mandato alle compagnie petrolifere di produrre 21 miliardi di galloni di etanolo ricavato dalla cellulosa entro il 2022.


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Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo

Una ricerca svoltasi presso l?Università del Maryland e cominciata con i batteri provenienti dalla Baia di Chesapeake ha portato alla scoperta di un processo chimico in grado di convertire grandi volumi di prodotti vegetali di ogni sorta, dalla carta usata fino agli scarti della produzione della birra, in etanolo e altri biocombustibili alternativi al gasolio e alla benzina.

I cosiddetti biocombustibili cellulosici possono infatti essere prodotti a partire da tutti i vegetali che non si presentano in forma di grani o semi e risultano quindi di grande importanza ecologica, da momento che possono essere ottenuti da materiali che non hanno alcun valore alimentare, come i prodotti di scarto dell?agricoltura, inclusi paglia, il tutolo o le brattee del mais. Il processo è stato messo a punto anche grazie alla collaborazione con la piccola società Zymetis: il suo segreto è lo sfruttamento S. degradans, che si trova abitualmente nella marsh grass Chesapeake Bay.

Tale ceppo batterico infatti produce un enzima che permette la conversione di materiale vegetale in zucchero, che a sua volta può essere convertito in biocombustibile.In realtà i ricercatori della Zymetis non sono stati in grado di isolare il batterio in natura, ma hanno scoperto come produrre l?enzima in laboratorio. Il risultato è un composto chimico chiamato Ethazyme, che degrada le resistenti pareti delle cellule dei materiali cellulosici e converte direttamente l?intero materiale vegetale in zuccheri pronti per la trasformazione in biocombustibile, con un costo significativamente inferiore e con minore utilizzo di composti tossici rispetto al metodo convenzionale.

Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo. Stando alle proiezioni, il mercato degli enzimi per biocombustibili potrebbe arrivare a un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tenuto conto anche dedll?energy bill, la legge approvata dal Senato degli Stati Uniti e che dà mandato alle compagnie petrolifere di produrre 21 miliardi di galloni di etanolo ricavato dalla cellulosa entro il 2022.

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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?.

Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale.

Fonte: LEGAMBIENTE


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Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha proposto che le pubblicità delle automobili siano accompagnate da messaggi di avvertimento come quelli sulle sigarette e i tabacchi: messaggi che avvertano dell?impatto ambientale del proprio acquisto.

Secondo la proposta, il 20% dello spazio pubblicitario o della durata di uno spot dovrebbe essere riservato ad informazioni sui consumi dell?auto e sulle emissioni di CO2, di cui dovrebbe essere anche messo in evidenza il collegamento col riscaldamento globale.

Insomma, come dice l?International Herald Tribune, sembra proprio che il green-washing delle case automobilistiche - che mostrano le proprie auto sfrecciare nella natura più incontaminata o addirittura sotto enormi pale eoliche - stia per tornare indietro come un boomerang.

In realtà però siamo molto lontani da una proposta legislativa: al momento stiamo parlando di una semplice risoluzione parlamentare, mentre nell?Unione europea il monopolio dell?iniziativa legislativa è riservato alla Commissione (l?esecutivo). Il Parlamento con questa proposta cerca quindi di influenzare l?esecutivo europeo. Abbiamo però visto come in tempi recenti in seno alla Commissione ci sia stato un vero e proprio braccio di ferro sulle nuove norme riguardanti le emissioni delle auto: proprio per questo, solitamente le posizioni della Commissione risultano più morbide e mediate.

L?industria è comunque molto preoccupata di questa proposta e non solo quella automobilistica. Ogni anno infatti in Europa le case automobilistiche spendono ?6 miliardi in pubblicità: soldi che avvantaggiano anche l?industria della pubblicità e i media. Se le auto facessero la fine delle sigarette, questo business potrebbe uscirne azzoppato. Ma verrebbero premiate le case che producono auto ecologiche. Un?opinione che però non è condivisa da Peta Buscombe, presidente della Advertising Association britannica, l?associazione dei pubblicitari: secondo la Buscombe una mossa come quella proposta dal Parlamento europeo non avrebbe molti effetti sulla domanda dei consumatori. I pubblicitari si sentono presi come capro espiatorio, in seguito al fatto che ? come dicevamo prima ? la Commissione non è riuscita ad essere coraggiosa in materia di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto.

Chris Davies, europarlamentare del gruppo ADLE che è stato il relatore della proposta, è invece convinto che il ?nuoce gravemente alla salute? sulle auto avrebbe un grosso impatto, perché oggi le pubblicità cercano di convincere a comprare macchine sempre più potenti, grosse e veloci. Tutte caratteristiche che portano con sé, aggiungo io, maggiori consumi. L?obiettivo della normativa ? spiega Davies ? sarebbe quello di portare le case automobilistiche a competere sull?informazione ambientale e non solo sui cavalli o sul design.

La lobby pubblicitaria comunque ha detto che concentrerà la propria azione di convincimento sulla Commissione, che infatti come si diceva è l?unica che può proporre misure concrete e che proprio l?anno prossimo dovrà proporre al Parlamento europeo ed al Consiglio una nuova normativa sulle emissioni automobilistiche.

Come finirà? Secondo me prevarrà una soluzione di compromesso. Barbara Helfferich, portavoce del Commissario all?Ambiente Stavros Dimas, non si è sbilanciata, ma ha cripticamente dichiarato: ?Sulle auto dovrebbe essere chiaramente indicato se rispettano gli standard europei?. Ora, considerando che attualmente le norme europee obbligano ad informare sulle emissioni e sui consumi, ma che questa informazione in molti paesi è fornita a caratteri microscopici, c?è da scommettere che qualcosa cambierà in questo senso.

La contromossa dell?industria automobilistica invece è quella di adottare un codice di autoregolamentazione sulla pubblicità, sperando così di evitare norme obbligatorie.

Speriamo che anche le lobby ambientaliste, a partire da Greenpeace, si facciano sentire e appoggino di fronte alla Commissione la proposta del Parlamento europeo.

Fonte: EcoBlog


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Vediamo le indicazioni precise per preparare in maniera corretta un buon olio da massaggio miscelando insieme gli oli essenziali e gli oli base.

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Cura dell'acne, dermatiti, mal di gola, infiammazioni alle gengive, micosi... sono solo alcune delle molte applicazioni di questo olio essenziale. Ecco come utilizzarlo al meglio.

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Una pianta che conosciamo tutti, ma di cui forse non conosciamo tutto. Una breve sintesi delle molteplici virtù e degli aiuti che ci dà l'olio essenziale ottenuto dalla spremitura dei limoni.

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Con il caldo torrido di quest'estate è probabile che abbiate la pelle disidrata e che tende a esfoliarsi. Niente paura! In pochi giorni, quest'olio idratante vi restituirà una pelle perfetta!

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La medicina indiana non ha dubbi su questo e come primo rimedio gemeralizzato propone la miscela di farina di ceci e olio di mostarda ubtan.

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