Natura e Salute parola

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Salvia è uno dei più lunga storia di utilizzo di qualsiasi culinarie o erbe medicinali ed è stato utilizzato per un certo numero di disturbi. E 'spesso utilizzata per le infezioni della gola, ascessi dentari, infetti gomme e ulcere della bocca come il pensiero di avere anti-batterica ed anti-fungine proprietà. E 'utilizzato in prescrizioni per la menopausa; lampeggia a caldo, sudori notturni, e per il suo effetto estrogeno. E 'anche usato come tonico generale, per affaticamento, esaurimento nervoso, sistema immunitario esaurimento, e poveri di memoria e concentrazione. La tintura può anche essere massaggiata in cuoio capelluto per promuovere i capelli sani e ridurre la forfora.

Salvia Informazioni:

Salvia è uno dei più lunga storia di utilizzo di qualsiasi culinarie o erbe medicinali. Antichi Egizi utilizzato come farmaco di fertilità (Bown, 1995). Nel primo secolo ev medico greco Dioscoride riferito

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Hipotensores: Spino bianco, Olivo, Vischio, Arnica, Aglio, Agrimonia, Albero*del ribes nero, Cicoria, Alholva o Fenogreco, Issopo, Borsa di pastore, Vincapervinca, Fumerebbe, Tiglio.

Qui potrebbero includersi piante con azione diuretica, ma quelli li vedremo nel tema dell'Apparato Urinario.

Olivo, Ondeggia europaea,

Considerata anticamente come l'albero della pace ". Sembra essere un albero oriundo della Palestina. Fué conosciuto in Egitto nel Secolo XVII a. C. ed introdotto in Spagna in epoca molto remota.

Lasciando ad un lato l'olio che possiede grandi proprietà alimentari e terapeutiche, ci centriamo nelle sue foglie.

I costituente più importanti sono: pigmenti flavónicos, flavonas, luteolina, ed una chalcona, l'olivina, collina, derivate triterpénicos abbondanti, soprattutto l'acido oleanólico, un heterósido amaro, l'oleuropeina od oleuropeósido. È

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Ginseng asiatico è uno dei più altamente considerato di farmaci vegetali in Oriente, dove ha maturato una quasi magica reputazione di essere in grado di promuovere la salute, generale corpo vigore, a prolungare la vita e curare molte malattie tra cui la depressione, il diabete, l'affaticamento, l'invecchiamento , Infiammazioni, degenerazione interna, nausea, tumori, problemi polmonari, dispepsia, vomito, nervosismo, stress, e ulcere.

Ginseng Informazioni:

Ginseng asiatico ha una storia di uso di erbe che risale oltre 5000 anni. Si tratta di uno dei più considerati dei farmaci vegetali in Oriente, dove ha maturato una quasi magica reputazione di essere in grado di promuovere la salute, generale corpo vigore e anche per prolungare la vita. Genere Panax nome deriva dalla parola greca che significa "panacea" o "tutti-guarigione"; le specie di ginseng si dice che significa "meraviglia del mondo". Entrambi i

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Claw gatti è una vite comunemente noto come Una de Gato, ed è usata tradizionalmente in peruviana medicina per il trattamento di una vasta gamma di problemi di salute, in particolare digestivi denunce e artrite e per il trattamento di ferite, problemi di stomaco, il cancro, e altro ancora. E 'solo di recente ha catturato l'attenzione degli occidentali erboristerie e ricercatori. Oggi, soprattutto con la parola di bocca, è diventato uno dei migliori erbe di vendita negli Stati Uniti.

Gatti artiglio informazioni:

Poiché il 1970, studi e ricerche sono state condotte dagli scienziati, in Perù, Germania, Austria, Inghilterra e altri paesi, per saperne di più circa la potente proprietà curative di Cat's Claw. Oggi, soprattutto con la parola di bocca, è diventato uno dei migliori erbe di vendita negli Stati Uniti. Dal momento che non chinino è stato scoperto nella corteccia di un albero peruviano

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Tormentila, Noce, Ortica bianca, Agrimonia, Mirtillo (bacche secche), Erica, Cipresso, Hipérico, Frassino, Rovere, Escaramujo; Rosa rossa, Salice, Mora, Piantaggine, Etc.

TORMENTILA, Potentilla tormentilla Neck o P. erecta L.,

Si usa il rizoma.

Contiene tannino catéquicos, polifenoles, kaempferol, cianidolglucósido, galocatecol, epigalocaterol, e tormentósido che è glucósido di un alcool triterpénico, il tormentol.

Possiede azione astringente ed antidiarréica per i tannino; azione antibacteriana per il tormentósido; ed azione antinfiammatoria per i polifenoles.

In animali si è trovato anche azione antiulcerosa, produce diminuzione della pressione sanguinea ed aumentando la resistenza capillare.

Si raccomanda in diarree, dissenterie, emorragie gastrointestinali, etc. In uso esterno si usa in caso di stomatite, afte, angina, faringite (gargarismi),

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


Cari amici, Marino Niola, professore ordinario di Antropologia Culturale, firma un pezzo su Repubblica dal titolo "Villaggio Blog, vista sul mondo".
E' un articolo favoloso. Potrei semplicemente linkarlo, ma ho timore che il link si spezzi tra qualche tempo. E allora lo riporto qui per conservarlo.
Non mi capita spesso di condividere di un pezzo giornalistico anche la punteggiatura.

""Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso". Parola di blogger.
È evidente che il blog è molto più di un sistema di comunicazione. È un angolo di mondo, avrebbe detto Herder. O una forma di vita, per dirla con Wittgenstein. In entrambi i casi uno spazio di condivisione simbolica caratterizzato dai suoi usi, costumi, sensibilità, abitudini, codici sedimentati - ma prima ancora creati - e da un linguaggio comune. I blog sono a tutti gli effetti le nuove forme di vita prodotte dalla rete, degli autentici angoli di mondo virtuale.
Certo che il blog è un luogo di confronto e di scambio di idee, informazioni, pareri, servizi, ma è anche di più, molto di più. Questa forma di diario in rete - il termine è la contrazione di web e di log che significa appunto diario ma anche traccia - sta dando vita a una nuova cartografia sociale. Fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni.
Qualcuno li considera un po' come la versione immateriale dello Speaker's Corner, letteralmente angolo dell'oratore, di Hyde Park a Londra, dove chiunque può montare su una cassetta di legno a mo' di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Quella minuscola cassetta garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa. A ben vedere il blog è proprio una occupazione di immaginario pubblico, una sorta di tribuna virtuale. E contribuisce a rivelare la forma dei nuovi spazi collettivi di una società che ha profondamente mutato le sue categorie spaziali e sta passando dalle divisioni alle condivisioni, dai luoghi tradizionali - territori fisici delimitati, confinati, sul modello delle nazioni - agli iperluoghi immateriali che ridisegnano le mappe del presente.
Nuovo luogo della condivisione pubblica in un tempo caratterizzato dalla scomparsa progressiva dello spazio pubblico tradizionale: un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' salotto, un po' sezione di partito, un po' piazza, un po' caffè. I diari in rete rappresentano modi diversi di sentirsi comunità. Non più comunità locali, e localistiche, basate sulla prossimità geografica, residenziale, cittadina, ma su forme inedite di appartenenza.
Ecco perché il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro. A farne un mito d'oggi è proprio la sua capacità di dirci qualcosa di profondo su noi stessi, di mostrarci con estrema lungimiranza ciò che stiamo per diventare anche se ancora non lo sappiamo con precisione. Nei grandi cambiamenti epocali il mito, la metafora, il simbolo si assumono proprio il compito di lanciare dei ponti verso quelle sponde del reale che ancora non vediamo ma, appunto, intravediamo. Anche se abbiamo già cominciato a viverci dentro istintivamente. In questo senso i comportamenti del popolo dei blog ci aiutano a cogliere quanto stiano di fatto mutando le stesse categorie di identità e di appartenenza: sempre meno materiali, sostanziali, fisse e sempre più fluttuanti, mobili, convenzionali.
E come sia cambiata la stessa nozione di luogo di cui viene oggi revocato in questione il fondamento primo, ovvero l'idea di confine naturale, in favore di quella di confine digitale. Il blog anticipa una realtà che non è più quella del paese, della città, del quartiere, della classe d'età, della famiglia, della parrocchia, del circolo. I bloggers si rappresentano come una comunità di persone che si scelgono liberamente e su scala planetaria. E in questa dimensione extraterritoriale intessono un nuovo legame sociale.
Comunità senza luogo? Niente affatto. È la vecchia nozione di luogo ad essere inadeguata. E assieme a lei quella apparentemente nuova di non-luogo che della prima non è che la figlia degenere. Perché è fondata su una idea pesante, solida, ottocentesca del luogo e della persona.
Un'idea che ha l'immobile solidità del ferro e non la mutevole fluidità dei cristalli liquidi. In realtà a costituire il tessuto spaziale, ieri come oggi, sono sempre le relazioni, mai semplicemente le persone fisiche. E oggi le relazioni sono sempre meno incarnate, sempre meno materializzate, ma non per questo scompaiono.
La liquidità della rete è la vera materia sottile della trama sociale contemporanea, e perfino di quella spaziale se è vero che oggi l'iperconnessione è il principio vitale che circola come sangue nel corpo del villaggio globale. I cosiddetti non-luoghi sono in realtà più-che-luoghi, super-luoghi, sono luoghi all'ennesima potenza, acceleratori di contatti, incroci ad alta densità, moltiplicatori di collegamenti tra bande larghe di umanità. È questa la cartografia wi-fi della nuova territorialità, la cosmografia del presente di cui Internet è il dio e Google è il primo motore immobile. Una rivoluzione recente ma che sta già cambiando il vocabolario dell'essere: dal to be al to google e, sopratutto, al to blog.
Non a caso bloggare è diventato un verbo. Il terzo ausiliare per chi è in cerca di casa, di lavoro, di visibilità, di posizione insomma. È la terra promessa degli homeless digitali, la nuova frontiera dei migranti interinali in cerca di hot spots, di porte wireless, di ambienti interconnessi. Un nuovo paesaggio fatto di camere con vista sul web. Proprio così una blogger definisce il suo miniappartamento virtuale. O un villaggio di villette monofamiliari dove si lascia sempre aperta la porta di casa perché chi ne ha voglia possa entrare a prendere un caffè. Altro che fine del legame sociale. La blogosfera è la traduzione della mitologia comunitaria nella lingua del web, la declinazione immateriale della società faccia a faccia: la nostalgia del paese a misura d'uomo in un download.
Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo. In realtà questo sguardo luttuoso sul cambiamento lamenta sempre la scomparsa delle vecchie forme e proprio per questo fa fatica a riconoscere l'intelligenza del presente.
A parte quelli specializzati, espressamente attrezzati a luoghi di cultura, palestre di discussione critica, gabinetti di lettura, atelier di scrittura, i blog sono in generale delle officine stilistiche e retoriche in continua attività, dove la capacità di persuasione e l'estetizzazione della comunicazione hanno spesso un ruolo fondamentale. "Qui sul blog è tutta un'altra cosa. Scrivo in modo molto diverso da come scriverei su un diario. Le persone che mi conoscono commentano e dicono la loro, e i pensieri pubblicati sono molto più profondi".
Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa".

Grazie Prof. Niola, davvero.

Update: Il blog è donna.

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kluge.jpg

"L’essere umano è davvero «nobile nella sua ragione» e «infinito nelle sue capacità» com’ebbe a scrivere William Shakespeare nel suo celebre Amleto? È davvero perfetto,“a immagine e somiglianza di Dio”, come asserisce qualche studioso della Bibbia? Nient’affatto.
Se l’umanità fosse il prodotto di un qualche ingegnere intelligente e compassionevole, il nostro pensiero sarebbe razionale, e la nostra logica impeccabile. La nostra memoria sarebbe solida, e quanto possiamo estrarne assolutamente affidabile. Ci esprimeremmo con frasi cristalline, con parole precise, servendoci di lingue sistematiche e regolari; i nostri cervelli non dovrebbero arrovellarsi con verbi irregolari (sing-sang, ring-rang, oppure bring-brought), e altre singolari incongruenze.
E come ha giustamente fatto notare l’esperto linguista Richard Lederer, ci sarebbe del prosciutto (ham) nell’hamburger, così come dell’uovo (egg) nella melanzana (eggplant). Gli anglofoni parcheggerebbero (to park) la loro auto nei parkways (che invece sono le superstrade turistiche) e guiderebbero (to drive) nei driveway (che invece sono gli accessi alle proprietà private) e non viceversa.
[…] Siamo disposti ad attraversare tutta la città per risparmiare 25 euro su un forno a microonde che ne costa 100, ma rifiutiamo di percorrere lo stesso tragitto per risparmiare gli stessi 25 euro su un televisore LCD che ne costa 1000. […] Per non parlare poi della questione della cosiddetta “testimonianza oculare”, che si basa sulla premessa assurda che gli esseri umani siano capaci di ricordare con precisione assoluta, e a distanza d’anni, i dettagli di un crimine o un incidente a cui hanno assistito per qualche istante soltanto. Sappiamo bene che un individuo medio fatica a tenere a mente una dozzina di parole per una mezz’ora filata".

Con questa pungente ironia ha inizio il libro Kluge. L'ingegneria approssimativa della mente umana  di Gary Marcus, tradotto a tempo di record  dai tipi di Codice Edizioni. La parola slang Kluge, pressocchè intraducibile in italiano, significa “soluzione inelegante a un problema”.
Il cervello umano escogita solo kluges?
Imperdibile!
 
 

Grazie a Enrico per la segnalazione e a Vincenzo per la sua contagiosa avidità di letture.

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Immagine di Yoga. Fra storia, salute e mercato

 

“Yoga. Fra storia, salute e mercato” di Federico Squarcini e Luca Mori, cerca di tracciare una genealogia dello yoga, dalle radici storiche fino all’attuale boom di mercato.

Il libro è ben documentato e molto interessante. Cerca di non dare giudizi e parte dal presupposto che non è possibile individuare uno “yoga originario” da cui poi sarebbero derivati le diverse tradizioni e gli innumerevoli tradimenti.

Due soli, piccoli difetti. Il primo è la sopravvalutazione del “fenomeno di mercato”. Dire che negli Stati Uniti nel 2006 quasi 20 milioni di persone praticavano yoga significa parlare di un fenomeno che interessa il 7% della popolazione. Ogni praticante di Yoga muove un certo giro di denaro, ma se consideriamo che questo può limitarsi a due cambi d’abito, un tappetino e circa 90 - 150 euro al trimestre di corso, si tratta di briciole rispetto a quel che richiede il semplice mantenimento di un’utilitaria o le spese mediche (anche se rimborsate da mutua o assicurazione) di una malattia cronica. Soprattutto se si considerano i vantaggi che la pratica costante può dare in termini di benessere complessivo e prevenzione di malattie.

L’altro difetto è la confusione fra copyright e brevetto, effettuata quando, proprio per documentare “la posta in gioco”, si parla del presunto tentativo di brevettare lo yoga effettuato da Bikram Choudhury. In realtà, come già spiegato in questo post, ciò che Bikram ha fatto è stato attribuirsi il copyright, praticamente attraverso la pubblicazione in forma di libro, delle specifiche sequenze da lui ideate, diffidando chiunque dall’usare la dizione “Bikram Yoga” senza la sua autorizzazione.

Il copyright è una cosa molto diversa dal brevetto, e in realtà la sua copertura ha luogo, senza particolari formalità, ogni volta che in Europa o negli Stati Uniti viene pubblicato un libro.

Ecco due casi interessanti:
1. Proprio l’editore del libro di cui stiamo parlando “Yoga. Fra storia, salute e mercato” a pagina 6 infatti scrive “© copyright 2008 Carocci Editore. Riproduzione vietata ai sensi di legge”. Vuol dire che Carocci editore ha “brevettato” lo yoga? Oppure si attribuisce l’esclusiva delle innumerevoli citazioni da testi tradizionali riportate nel libro? Ovviamente no. Semplicemente dice che, per riprodurre il libro in questione, anche a tutela dei due autori, occorre chiedergli il permesso.

2.  A pagina VI  della “Bibbia” ed. La Civiltà Cattolica PIemme, fra le altre note, leggiamo “© 1974 Conferenza Episcopale Italiana s.r.l - Roma (Testo Sacro, 2a Ediz)”. Vuol dire che la Conferenza Episcopale Italiana (oltretutto nella forma giuridica di società a responsabilità limitata) ha “brevettato” la parola di Dio? No: semplicemente che i diritti di riproduzione di questa particolare traduzione della Bibbia appartengono (fra gli altri) alla CEI srl. Il testo ebraico è ovviamente di dominio pubblico, così come le traduzioni latine, italiane o in altre lingue anteriori a settant’anni fa. Ma questa particolare edizione, a partire dal 1974 e per tutto il periodo previsto dalla legge sul diritto d’autore, è di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana società a responsabilità limitata. E, siccome la Bibbia è il libro più venduto nel mondo e uno dei più venduti in Italia, anche questo è un bel business… Paradossi del mondo moderno.


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16 Febbraio 2008, Sabato
 
Erimo in 4:
Io, la Gianna, Manlio e Sara... ovvero la felice et variopinta Opu's Family al completo!
Passeggiavamo nelle ridenti ed affollate vie del centro di Firenze, proprio a metà del mio precedente periodo di Smagramento Fiorentino. Erano infatti venuti a trovarmi e ce n'eravamo andati a mangiare la fiorentina (con il benestare delle dietiste di Villa dei Pini) in una trattoria davanti alla chiesa di Santo Spirito.
Dopo la sgrifata di carne S-T-R-A-B-O-N-A, mentre mi apprestavo a condurli nella meravigliosa farmacia antica che si trova dietro Santa Maria Novella, io e la di Opu-Sorella ci imbattiamo in una vetrina di Gioielli e ci ritroviamo a commentare le fedine ivi esposte.
Belle, molto belle. Soprattutto Una, a mio gusto, sullo stile delle fedi sarde, ma con lavorazione liscia, perciò n'attimo più sobria e volendo pure un filo unisex.
La mia frase a questo punto è:
 — Ahhh..... quando avrò accanto a me un fidanzato degno di questo nome... è una cosa del genere che vorrei mi venisse amorevolmente donata...

1 Maggio 2008, Giovedì
 
A questo punto il "fidanzato degno di questo nome" è già da tempo planato su questo mondo, insinuandosi - Dio gliene renda merito e lo conservi INTONSO, in questa e nella prossima vita - nel mio cuore e nel mio quotidiano.
Ello, che ama far sorprese in un modo squisitamente genuino, il dì precedente al Giorno dei Lavoratori, con la complicità inguattosa della mi' famiglia, mi preleva di casa, ignara mi porta a cena sul Monte Amiata, al momento di rimontare in macchina, rifocillati fino all'inverosimile, mi sventola sotto il naso la chiave della camera numero 7 dell'Albergo Ristorante in questione... e... non pago, il giorno seguente mi conduce proprio in quel di Firenze, ari-proprio per scegliere insieme a me le fedine per suggellare la nostra unione.

Tutto fantastico...
LUI è fantastico...
Le sue sorprese sono fantastiche....

ma, ahi-noi, il Primo di Maggio, notoriamente i negozi restano chiusi e anche a Firenze non ha fatto eccezione!


Perciò, moooolto motivati, ma con le pive nel sacco, ecco che.. groppino, groppino, ce ne torniamo in quel della Maremmana Home.


23 Maggio 2008, Venerdi

Ricorre il secondo mese-versario della Opu e dello Steven.
La signorinotta cicciottosa in questione si è prodigata nel fare suo l'ultimo pezzo di una bellissima serie di Penne della Bruin Bear, con impugnatura in madreperla. Ella sa che il fidanzato imbianchino-decoratore, nelle circostanze in cui toglie bandana e vernice dal naso, per mostrare il tesserino di Titolare e comportarsi, in sede di contratti vari, come un serio imprenditore, quale è... saprà bearsi di tale dono ed apprezzare l'idea regalosa della fidanzatina.
Ma, da parte sua, cosa frullerà nel capino santo di Stefano?
La mattinata in questione inizia di buonora.
Tutto felice mi avvisa di vestirmi comoda-comoda, scarpe comprese.
Mi ci vuole mezzora per capire che, testardo, è ancora Firenze la sua meta, più che mai deciso a prendere queste benedette fedine che tanto piacciono a me.
Sì, lo so: è un amore......ed io sono una donna fortunatissima.


Lo amo FOLLEMENTE
 

Tutto fantastico...
LUI è fantastico...
Le sue sorprese sono fantastiche...

 ma, ahi-noi, 8km a piedi, Ponte Vecchio rufolato per ogni centimetro quadrato, la famosa Gioielleria del 16 Febbraio pure... ma di quella fedina, nemmen più l'ombra.

Ed allora, ancor groppin-groppino, ari-via per la strada di casa, indomiti a più non posso e pronti spalancare finalmente gli occhi sul repertorio sbrillichereccio nostrano.
Infatti, levata di capo l'idea della fiorentin fedina in questione, ecco che fioriscono bellurie anche da 'ste parti! Di tutti i tipi, dalle più classiche alle più azzardate, una vasta gamma anzichenno'!
Giustappunto a poche centinaia di metri da casa di Stefano, infatti, ecco che ci ritroviamo, pregni di un imbarazzo della scelta, a far eliminatorie su eliminatorie, su 3 tipi di fedine diverse. Una perde a tavolino quasi subito.. rimangono le più belle.
La prima in oro bianco, a fascetta, con una greca particolare molto molto sfaccettata internamente, tanto da fare una luce meravigliosa.
La seconda, bellissima, un anello a cordoncino, risultato di un intreccio bello corposo dei tre ori: rosso, bianco, giallo.
Alla fine, lasciandomi Stefano, come al solito, l'ultima parola, ed avendo precedentemente io visto i prezzi, cedo alla parsimonia che è in me e mi indirizzo per la prima. Bella, molto.. davvero... ma sicuramente non "importante" come la seconda.

Ok.. fedine scelte!


Convenevoli per le incisioni interne e, rimanendo d'accordo con il gioielliere per tornare finalmente a ritirarle dopo 7 giorni, c'incamminiamo verso il proseguo della giornata/serata di festeggiamento che, come tutte le fidanzate festeggiate che si rispettino (o quasi, va'..), si è conclusa fra gli effluvi di un coca e rum...

28 Maggio 2008, Mercoledì
 
E' meno di una settimana che abbiamo scelto la nostra fedina, ancora non l'ho al dito... in realtà non l'ho mai avuta al dito... e già mi manca.
Stefano mi chiama, mi allerta su una consona e veloce preparazione per uscita pomeridiana: c'è d'andar a Castiglione per uffici e vedrai ci scapperà anche una passeggiatina "in coppa" al gelato (o è il contrario? ).
Quando non ho da fare, io ADORO andare in giro con Stefano... anche a far nulla!
Passeggiare, guardare vetrine, andare per ipermercati e supermercati, fiere e sagre, negozi e vicoli vari. E' un compagno di tempo, divertimenti, gite e uscite... meraviglioso. Uno dei pochi uomini al mondo che adora andare per mercati, fermarsi ad ogni vetrina e, possibilmente "perder tempo" a provare, o far provare alla sua donna, cose e cosucce da comprare e anche no!
Ed infatti il gelato-time arriva, proprio sul lungomare, seduti belli comodi su una panchina, a buttar un occhio alla spiaggia ed un altro alla fauna maremmana a passeggio.
Proprio la mattina stessa, pur sapendo di essere in notevole anticipo, avevo chiesto a Stefano se avesse notizie dal gioielliere.. ma ovviamente Nulla, la risposta non mi aveva entusiasmata: c'era ancora da aspettare.
Ed invece... finita sulla maglietta anche l'ultima goccia del gustoso gelato, Stefano mi prende la mano, l'avvicina alla sua tracolla e, accertatosi che io abbia preso l'estremità di un cordone, mi lascia tirare...

E' un pacchetto, grande.
Le fedine! Penso...
Le mie fedine sbrilluccicosissime in oro bianco! Penso...


Lui è emozionato, sul chi va là... In realtà, ripensandoci, avrei dovuto capire che quell'espressione poco si legava con quel che credevo di trovare, ma tutto si snoda in pochi attimi, sono emozionata anche io, strappo lo strappabile e... apro il pacchetto.

Due fedine.... bellissime.
Una il doppio preciso dell'altra.... bellissime.
Bellissime...
Ma mai viste prima di allora!!!


Al cospetto di queste meraviglie, non solo impallidiscono le due semifinaliste che ci avevano fatto impazzire la settimana prima...
Ma anche, anzi.. SOPRATUTTO la famosa fedina vista una sola volta a Firenze, 3 mesi prima, che tanti e tanti chilometri ci ha fatto macinare... impallidisce e scompare letteralmente!
Ebbene sì: Stefano ne aveva fatta "n'altra delle sue"

Accortosi che la mia scelta alla fine era ricaduta sulla spesa minore, appena arrivati a casa, approfittando della mia consueta fuga alla toilette, aveva chiamato il gioielliere, annullando il tutto e ordinando l'anello a cordoncino, avendo ben capito che era stato da me, se pur di misura, più apprezzato dell'altro.
Ed è tutto contento, pregustandosi la mia sorpresa, che la mattina del Martedì riceve la chiamata del Tipo che, mestamente gli annuncia come PURTROPPO la fedina a 3 colori sia andata fuori produzione.. ma, avendo lui capito i miei gusti, si permetteva di richiedere entrambe le nostre misure su un modello nuovo, della nuovissima collezione, che era certo ci sarebbe piaciuto, ovviamente affiancato, per sicurezza, da entrambe le misure della prima sbrilluccicosa scelta.
E così è andata: Il mio ciaccherino dolce si è presentato in negozio, si è fatto mettere davanti le 4 fedine... ed ha constatato quanto, l'ultimo modello arrivato, fosse assolutamente, in tutto e per tutto, la risposta a tutto quello che noi avevamo cercato e non avevamo trovato!

Detto fatto, viste e prese!



Ed io mi ritrovo su una panchina, tutta sporca di gelato alla pinolata a farmi mettere ed a mettere a mia volta, questa fedina... bellissima.

In silenzio, entrambi.
Emozionatissimi, entrambi.

A rimirarci l'un l'altro le mani e non capacitarsi di tanta belluria





Fascia alta e piatta, comprensiva di 3 colori di oro, di cui uno lavorato ad intarsio.


Le adoro.. e sono solo nostre.
Entrambi così orgogliosi di portarle al dito, identico simbolo di tutto quello che ci siamo promessi.

9 Giugno 2008, Lunedì

Ok... le abbiamo portate per 10 giorni di seguito... ma sta cappero di incisione va proprio messa!
E considerando che lunedì prossimo entrerò di nuovo in quel di Villa dei Pini, non è proprio più rimandabile: dobbiamo allontanarcene per qualche giorno!
Infatti oggi sono state riconsegnate al gioielliere; dice che per venerdi saranno pronte... ed io glielo auguro fortemente, davvero
Per l'incisione abbiamo scelto una frase al limite dell'innovativo, del moderno e dell'azzardoso... ma ci sentiamo così, un po' pionieri e un po' no... un po' controcorrente e un po' dorso galleggiante...

BARBARA 23/03/'08
STEFANO 23/O3/'O8

Beaaata Tradizione!












Pubblicato da Opulentamente72 | Commenti (19)


Tags: viaggi, amore, ricordi, famiglia, foto, sentimenti, auguri, divertimenti, risate, scoperte, organizzazione, regali, stefano, matrimonio, soddisfazioni, spese, festeggiamenti, fidanzamento, io , rinnovarsi, villa dei pini


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Anno dopo anno, nuove forme di esercizi appariono nelle palestre. Ginnastica uno dei più badaladas il momento ha uno strano nome significa: Pilates. Dopo il metodo è entrata nella routine di stelle come Madonna, girato moda. La migliore è che Pilates è una grande alternativa per le future madri.

"migliora la postura, il tono muscolare e allevia l'onere del peso sulle gambe e della colonna vertebrale, che è ciò che preoccupa la maggior parte delle donne durante la gravidanza".

Durante la gravidanza la parola chiave è la concentrazione di Pilates. Gli esercizi sono lento, con il controllo della respirazione e il totale di osservazione dei muscoli lavorato.

"Non vi è sudore, non vi è alcuna usura e il risultato è un nuovo rapporto con il corpo. Questo metodo permette di lavoro speciale con donne incinte, bambini e idodos, correggere problemi posturali, muscolare e vascolare ", ha detto.

Nel caso di future madri, è un adattamento dei movimenti. In primo luogo, essi sono attenuati. Le posizioni di alcuni esercizi sono inoltre modificati per non entrare in collisione con l'anatomia di gravidanza. I vantaggi appaiono rapidamente.

La zona pelvica è molto lavorato, e la glutea e addome. Questo dà un maggiore sostegno per il ventre e il dorso, di alleviare il mal di schiena, migliora sangue, evitando gonfiore e vene varicose. La corretta respirazione calma porta per la donna, aiuta l'ispirazione e la scadenza alla fine della gravidanza, quando il ventre avantajada premendo il diaframma che danno sensazione di mancanza di respiro, e rientrano, può aiutare in tempo normale di nascita. Gli studenti si sentono molto bene. Una classe di Pilates di solito inizia con il lavoro della respirazione. Dopo esercizi di zona pelvica, quando si raggiunge un equilibrio e la conoscenza di tale regione, e la liberazione delle articolazioni. Di conseguenza, entrano in azione gli apparecchi di stretching e tonicità muscolare. Infine, un buon rilassamento. Tutto questo in circa un'ora di classe

Non vi è una regola per le future mamme che vogliono fare Pilates. Tutto dipende l'approvazione del medico. Normalmente, se la donna non exercitava prima di una gravidanza, è sempre meglio iniziare dopo il terzo mese, e devagarinho. Il tempo di fermata anche varia da persona a persona, come può l'insegnante Maria Cristina: "Se il medico di gravidanza è buona e consente, si può fare lezioni fino alla fine. Come il ventre vai in crescita, ci vai adptando degli anni e, in particolare, entro i limiti e sentimenti di ciascuno. "

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SENZA PAROLE!!!!!!!!!!!!!

Leggere questo articolo è un pugno allo stomaco?

Dedicato ai parolai, ai nani e ballerine di corte, a chi la mattina si sveglia sorride allo specchio, si mette il salame sugli occhi ed esce di casa, strafottendosene della merda che c?è in giro per le strade.

Dedicato a chi va in giro in camper, autobus, a sentire gli applausi del pubblico ammaestrato, riempendosi la bocca di paroloni senza riuscire a stare zitti un attimo a sentire l?urlo silenzioso della disperazione di larghe fasce di popolazione, che hanno davanti a loro una nebbia di dubbi e precarietà.

Una parola, un concetto deve essere al centro di discorsi e comizi: DIGNITA?, DIGNITA?, DIGNITA?, per le persone che si alzano ogni mattina ed escono di casa per guadagnarsi la Pagnotta.

Fanculo a chi dice RIALZATI Italia, l?Italia è in piedi ogni mattina a cercare un lavoro, ad aggrapparsi con le unghie a quello che ha ma che non è garantito anche domani. Spero che si alzi così tanto l?Italia da andargli a finire dritto nel c??, a spappolargli quella prostata che ha al posto del cervello.

Leggete e fate come ho fatto io dopo averlo letto: alzatevi da dove siete andate in bagno guardatevi allo specchio e sputatevi in un occhio, perché in nessuna maniera abbiamo fatto abbastanza perché una cosa così non succedesse.

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/operaio-suicida/operaio-suicida/operaio-suicida.html


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GeAmanti: Marko Pogacnik

Con questo scritto, ho il piacere di inaugurare una nuova sezione del blog ospitando gli scritti di vari GeAmanti, ossia di tutti quei ricercatori che innamorati di nostra Madre Terra ci stanno donando, con il loro ispirato agire una maggiore comprensione dei fenomeni e dei processi che danno ?forma? alla Vita, in questo nostro amato pianeta.
Salvatore Calì






Tramutare lo spazio della realtà
Un manifesto di Marko Pogacnik




Cos?è lo spazio della realtà

Nella sua essenza, lo spazio non è una categoria nè astronomica, nè fisica. Lo spazio non è soltanto un ambiente composto di materia, di materiali, di luce, ombre e delle loro interrelazioni. Lo spazio e? sopratutto un essere multidimensionale. E? lo spazio a rendere possibile la vita.

Lo spazio della realtà è stato via via ridotto al minimo dal pensiero razionale moderno. Dovunque ci si giri si incontra un confine: la lunghezza, la larghezza e la profondità dello spazio sono limitati, ci sono confini di Stato, c?è il limite del conosciuto e il confine che separa la coscienza dalla follia. La vita dentro e attorno a noi comincia a morire, perché non riesce più a reggere i confini fissati dal macchinario razionale dell?età del ferro. Stiamo precipitando in una crisi ecologica e psicologica.

Pensiamoci un attimo: è davvero possibile che il modo di pensare e il modo di essere dell?Uomo possa influenzare la qualita? dello spazio nella sua essenza? Si, è possibile, perchè lo spazio della realtà è soprattutto un?espressione della coscienza.
Il mito della creazione non e? che una favola, che racconta la creazione dello spazio della realtà. Lo spazio originario fu creato dalla Divinità con il grande ?big bang?, per mettere l?Universo in grado di evolvere. Successivamente, la Terra ha creato il proprio spazio, in modo da rendere la coscienza fluida capace di evolvere all?interno della materia dura. Da allora, le piante e gli animali godono dello spazio della realtà, senza avere alcuna possibilità di cambiarlo. Per l?essere umano è diverso. Lo spazio della realtà può essere sensibilmente cambiato dall?essere umano, nel momento in cui pronuncia una parola o compie un?azione; a condizione, però, che la parola o l?azione sia radicata nel campo energetico-emozionale.

Tramutare lo spazio della realtà

Le parole e le azioni dell?essere umano moderno non sono capaci di tramutare lo spazio della realta?, perche? questi, di norma, parla e agisce come un essere separato dalla vibrazione del proprio campo energetico-emozionale - dal ?campo dell?amore?. Così si riesce solo a cambiar posto alle cose.
Da millenni gli esseri umani sono vittime della stessa fame e, rispettivamente, della stessa abbondanza, sono vittime delle stesse guerre e di crudeltà continuamente ripetute. Cambiano solo le forme esteriori. La pressione sul tessuto della vita dentro e fuori di noi è ormai aumentata. La crisi prende forma.
E? maturato il tempo di scoprire l?arte della trasmutazione. La trasmutazione non è un semplice cambiamento. Include il salto quantico. Il principio della trasmutazione proviene dalla tradizione alchemica. Il suo simbolo caratteristico è la trasformazione del piombo in oro.

La mutazione dello spazio è una questione geomantica, nel senso che la realtà non può essere tramutata, se l?essere umano non collabora consapevolmente con le dimensioni spirituali, materiali, emozionali e vital-energetiche del proprio corpo e del corpo del paesaggio che lo circonda, che è un frattale della Terra intera (un frammento che ne rispecchia la totalità).
E? altrettanto impossibile tramutare le civiltà o qualsiasi altro tipo di spazio, seguendo strettamente la via della logica. Il percorso lineare della logica e il salto quantico della trasmutazione sono due concetti opposti. In quanto figlia della logica, la scienza è sempre tesa fra creazione e distruzione. Quanti brevetti utili si scoprono, altrettante armi distruttive si concepiscono. Non c?è via d?uscita da questo circolo vizioso, se non quella di cambiare le fondamenta su cui ci si basa.

In questo momento, la creatività artistica ha la priorita?, a condizione che ne diventi consapevole. L?arte non è figlia della logica, che pretende di controllare le faccende del mondo e non permette alcun cambiamento sostanziale. L?arte è figlia della follia. L?arte rende possibile il rovesciamento della coscienza e, perciò, anche la decomposizione del vecchio spazio. L?arte si basa sulla capacità di immaginazione creativa dell?essere umano, la quale, essendo di natura identica alla Parola divina, è fondamentale per la creazione.
Certo, anche l?arte può diventare schiava della razionalità, se segue la logica del linguaggio artistico, la logica delle tendenze di moda o del mercato. E non ha senso neppure criticare la razionalità. Al contrario, essa rende più chiaro il messaggio. La razionalità diventa velenosa, nel momento in cui opprime la libertà di un?esistenza multidimensionale, la liberta? di ?pazzia?- intendendo per pazzia la visione intuitiva e la libertà di percezione trascendentale. Diventa velenosa quando opprime la danza della Dea universale dentro di noi e nel creato.

Il nuovo spazio della realtà

Non si pensi che la manifestazione del nuovo spazio dipenda dalla buona volontà, della creatività artistica o dal fatto che la razionalità si metta in disparte. Molte epoche prima della nostra, il nuovo spazio della realtà fu generato da una visione angelica, come alternativa alla costituzione esistente dell?universo. Ma l?onda della sua presenza ci ha raggiunto soltanto ora.
Non è possibile governare il nuovo spazio; le sue potenzialità creative non possono essere controllate. E non ce n?è neppure bisogno. Perché il nuovo spazio della realtà può comunque esistere soltanto se è reale, giusto e sacro.
Manipolazioni, atti inconsulti o interventi superficiali sono usuali nel vecchio spazio. Il vecchio spazio della realtà, nel quale sta ancora procedendo la nostra storia, non si esaurisce, se l?essere umano che si senta coinvolto e preoccupato, non si connette con il proprio centro interiore facendo i suoi tentativi di agire.
Il nuovo spazio della realtà non può nemmeno esistere, se coloro che partecipano alla sua danza non ne sono connessi interiormente ed esternamente.
Il nuovo spazio della realtà esiste già fra di noi, ma raramente ne facciamo esperienza. Il nuovo spazio della realtà offre a tutti - persone, piante, animali e altri esseri, visibili e non - spazio sufficiente per esistere nella loro totalità, perchè vibra a diversi livelli simultaneamente, all?interno di diverse dimensioni interconnesse fra loro. Nonostante ciò, questo spazio è molto semplice, tanto semplice quanto il linguaggio della Terra.
Il nuovo spazio della realtà è uno spazio di libertà, che rende possibile la pace, anche se sprigiona tensioni creative.

Che fare?

Cosa possiamo fare perché la visione del nuovo spazio diventi realtà quotidiana?
E? necessario imparare il linguaggio che usano tutti gli esseri dell?Universo per comunicare, il linguaggio che tutto l?Universo usa per pensare. Può essere chiamato ?il linguaggio universale?, ?il linguaggio dei cosmogrammi?. E? un linguaggio che presenta simultaneamente caratteristiche verbali e non-verbali. Lo usano gli uccelli per comunicare, lo conoscono anche le montagne e i fiumi. Viene usato da angeli ed esseri elementari per parlare fra loro. Un tempo, gli esseri umani lo conoscevano come un linguaggio della natura, un linguaggio di segni divini e di rivelazione. Abbiamo bisogno di imparare questo linguaggio per essere in grado di capirci fra tutti.
Al contrario del vecchio spazio di civiltà, di società e di esistenza, il nuovo spazio non è fondato sulla lotta permanente fra gli opposti e sulla conseguente violenza.
Il nuovo spazio si basa sulla tensione energetica fra differenti dimensioni di esistenza, tutte simultaneamente presenti. Cioè, con la presenza simultanea di tempo e non-tempo (eternita?) e, rispettivamente, di visibile e invisibile (eterico).
Di conseguenza, una creatività artistica che si voglia dedicare alla creazione del nuovo spazio, deve rinunciare al suo attaccamento esclusivo al mondo della forma. La forma è secondaria. Il principale ?attrezzo? dell?arte è di natura sciamanica, è uno strumento di scambio fra le dimensioni visibili e invisibili della vita. E? un rituale che si compie lavorando con energie vitali e con campi emozionali, è un?interazione con la coscienza universale.
Il nuovo spazio della realta? non sa separare il profano dal sacro. Il nuovo spazio è di natura olistica. Significa, che anche un banale atto di vita concreta può esistere solo se mostra dimensioni del sacro. E viceversa: un atto di tipo religioso non avrebbe senso - non potrebbe nemmeno esistere - se non fosse radicato nella vita quotidiana e dedicato ad essa.
Occorre quindi trovare i modi in cui l?arte abbia la possibilità di partecipare al dialogo sociale, alla creazione armonica di spazio vitale, al processo di pace in diversi Paesi, al riequilibrio dei paesaggi urbani, alla formulazione del nuovo paradigma in campo scientifico, ai processi di ricollegamento e di purificazione personale...
Nell?impegnarsi a fare tutto questo, l?arte non dovrebbe perdere il senso di sé, come simbolo di libertà creativa, di gioia e di mistero.

Marko Pogacnik, Sempas, Agosto 2004


Traduzione dall?Inglese: Tania e Maurizio Martinelli, Bologna, Marzo 2006

Dal catalogo della personale di Marko Pogacnik, ?Trasmutare lo spazio della realtà? , al Museo d?Arte Moderna di Lubiana e Galleria Civica di Nova Goriza in Slovenia, 2005.





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una interssante notizia a proposito del mondo del lavoro. mio nonno lavorava in una miniera. di amianto. in francia. ho pensato a lui leggendo questa notizia.


(ANSA) - PARIGI, 31 LUG - Il lavoro e' uno stress per il 75% dei lavoratori francesi, rivela un sondaggio TNS Sofres. Dopo la parola 'stress' nella classifica delle parole legate al lavoro compaiono, ma ad una certa distanza, 'interesse' (39%), 'fatica' (28%), 'noia' e 'piacere' (18% ex aequo), 'sofferenza' e 'dinamismo' (16% ex aequo). Il 91% dei francesi ritiene inoltre che le persone si stressino molto di piu' per motivi lavorativi negli ultimi anni.

e da noi? a parte ricordi e considerazioni personali,credo che lavorare sia dannoso alla salute, non sempre ma il più delle volte.

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Credo che nelle varie lingue del nostro pianeta vi siano codificate, come indizi, delle chiavi, che ci permettono l'accesso ad altri livelli di comprensione.

Un esempio di questi ci viene dalle lingue anglofane, in esse sorprendentemente, la parola che sta ad indicare Terra è simile sia nell'ortografia che nella pronuncia, alla parola che indica il Cuore:
EARTH HEART
come a volerci ricordare che esiste un campo di forza che si esprime tramite le qualità del Cuore che connette tutti gli esseri viventi con la Terra. Spazio fluido in eterno divenire.
Gli antichi e i popoli nativi, ci rammentano costantemente la nostra connessione al grande tessuto della Vita, che ci collega a tutti i reami del Creato.
Ci ricordano che qualsiasi cosa noi facciamo alla trama della Vita la facciamo a noi stessi.
Recenti scoperte della scienza di frontiera, ci dimostrano che viviamo le nostre esistenze in un universo olografico, dove gli universi si specchiano uno nell'altro, il piccolo nel grande, il dentro nel fuori, il basso nell'alto?
La Terra non è così, soltanto, un azzurro pianeta sperduto nella Via Lattea, un puro meccanismo o un complesso insieme d'equazioni matematiche, ma la Vita stessa che si manifesta nella Materia.
Ella ha un'Anima, è viva, con una sua propria "coscienza" e un suo proprio "cuore".
Gli antichi l'hanno chiamata Madre Terra o Gaia, o nel suo aspetto cosmico: la Dea.

Il compito degli uomini, ci è stato tramandato, è quello di prendersi cura di Madre Terra, di esserne i giardinieri.
Portando attenzione, guarigione, cura al nostro universo interiore per risonanza la stiamo portando al nostro cosmo esteriore e viceversa.
Così, simbolicamente, ogni paesaggio esteriore riflette il nostro paesaggio interiore.
Gaia ci parla con il linguaggio creativo della Natura, si manifesta nel paesaggio e in tutto ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, nel flusso incessante e ciclico della Vita.
Ritrovando un profondo contatto con la Natura, lo ritroviamo con noi stessi?

L'uomo negli ultimi settemila anni della sua evoluzione, si è sempre più allontanato da un contatto diretto con la Natura e quindi con Madre Terra, questo lo ha portato all'alienazione e ai risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Forse è questo, quello che la chiesa cattolica indica con "peccato originale", l'alienazione dalla fonte Divina d'ogni cosa, da quell'aspetto del Divino che gli antichi riconoscevano nel Sacro Femminile e nell'onorare la Dea, presenza immanente nello spazio vitale ed ecologico dell'uomo.
Così la natura e l'uomo stesso che n'è profondamente legato, ha perso la sua sacralità diventando mero oggetto di sfruttamento, misurabile e quantificabile e sostanza capace di accrescere quei valori economici, tipici delle società cosi dette evolute, accentramento delle richezze e delle risorse, nelle mani di pochi a discapito dei molti.
Recuperare una visione ecologica profonda dell'esistenza, diviene necessità primaria per la sopravvivenza della nostra specie e del pianeta intero.


Lei è noi e noi siamo Lei.
Il nostro Cuore è UNO.





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Username è una parola che ormai abbiamo sentito talmente tante volte da non chiederci nemmeno più che cosa significhi esattamente.

Il termine inglese significa in italiano ?nome utente?.

Definisce il nome con il quale l? utente viene riconosciuto da un computer, da un programma o da un server. E? un identificatico che, insieme alla password, rappresenta le credenziali o account per entrare nelle risorse o in un sistema . L?uso di un nome utente permette spesso anche di mantenere l? anonimato non rivelando il proprio nome reale: il nome utente prende in questo caso la funzione di pseudonimo. (Per approfondire l’argomento potete leggere come lo definisce wikipedia)

Tuttavia, recentemente è stata messa in discussione il livello di sicurezza che questo sistema di identificazione può garantire, specie per i servizi che comportano maggiori rischi per la privacy.

Io ho sempre trovato molto divertente la scelta degli username. E’ un po’ come se potessimo sceglierci il nome che più ci piace, che più ci identifica. Nella mia vita on-line credo di averne visti davvero di tutti i tipi possibili e immaginabili. Voi come vi “soprannominate”? usate degli user che somigliano al vostro nome di battesimo? e ancora, tendete a usate sempre lo stesso user per i diversi servizi?


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Ecco, allora, le immagini automatizzate di bellissima umanità che ripete #8220;auguri auguri... #8221; perdendo il senso della musicalità della parola #8220;AUGURI #8221;.

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