Natura e Salute regali natalizi

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Esistono due forme possibili di raccontare la storia vitale dei personaggi che abitano o hanno abitato la Tierra:una li riduce a date, titoli, meriti monetari o pubblicazioni, l'altra si avvicina alla storia dell'anima espressa per mezza della personalità. E. Bach ebbe la sua biografia scientifica sfiorando la genialità. Era un professionista riconoscente, valorado,admirado, famoso, un triunfador.Pero inoltre possedeva un'anima grande che trasfigurava questo incarto

Nato in Montseley, vicino a Birmingham in Settembre di 1886, emerse dall'infanzia per il suo amore alla natura, per il suo carattere allegro, rivelandosi a poco a poco come un essere compassionevole che non poteva rimanere immobile davanti al dolore degli altri. Aiutò alla sua famiglia per tre anni nella fabbrica di ottone che possedevano, per cooperare così all'economia familiare prima di iniziare quello che era il suo maggiore anelito: gli studi di medicina che gli permetterebbero

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Eucalipto, Propóleo, Pino, Capuchina, Lichene dell'Islanda, Origano, Abete, Ajendrea, Timo, Serpol, Drosera, Grindelia, Salvia, Aglio, Bardana, Celidonia, Cipresso, Enula, Issopo, Luppolo, Rosmarino, Melissa, Noce, Loto, etc.

Eucalipto, Eucalyptus globulus Labill,

Si usano le foglie dei rami vecchi.

Dentro la sua composizione chimica sottolinea il suo contenuto in olio essenziale il cui principale costituente è il cineol o eucaliptolo, etere ossido terpénico. Contiene anche: terpineol, carburi terpénicos (alfapineno), alcool alifáticos e sesquiterpénicos (eudesmol), aldeidi, butírico, valerianico, capróico, e cetonas.

Possiede inoltre tannino, compendia detoxificante, pigmenti flavónicos (heterósidos del quercetol) ed un heterósido fenólico complesso, il caliptósido, acido fenólicos (gállico) caféico, resina ed un principio

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Coda di cavallo, Betulla, Gramigna, Incaglia di oro, Code di Ciliegia, etc.

Betulla, Betula alba L.,

Si impiega le foglie. A volte si usa anche la salvia e la corteccia.

Contiene principalmente flavonoides, il quercetol-3-galactósido, con effetto diuretico, eliminazione di urea ed acido urico, colagogo e colerético. Contiene anche tannino catéquicos, principi amari, mucillagini ed un'essenza ricca in betulenol e metilbetulenol, con azione antisettica, soprattutto a livello urinario, e cicatrizzante.

Lo è considerato depurativo, sudorifico e stimolante.

In uso esterno è utile nell'alopecia e forfora.

La linfa per il suo contenuto in hiperosido, betulico, e flavonoides è antilitiassica urinaria, antigotosa ed antirreumática.

La corteccia per il suo contenuto in alcool triterpenico, betulinol, e tannino è antisettica, astringente e febbrifuga.

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
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A Firenze il 6 giugno 2002, la prima conferenza del ciclo “La qualità della nascita” rivolto a tutte le generazioni per favorire l’amore, prevenire la violenza

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Gustose offerte a Sirmione (Brescia), con due pacchetti (di 1 o tre notti) che comprendono trattamenti differenziati 'Per lei' e 'Per lui', valide per arrivi l'11 o il 12 febbraio 2005, weekend incluso.

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Un'idea che mette insieme il piacere di tutta la famiglia: le ultime partite del Mondiale si possono seguire a Gardaland

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Dice:
 — Ma com'è possibile che, avevi passato con lui solo 2 ore, e già sapevi che sarebbe stato l'uomo che avresti Sposato?

Dice:
 — Ma di questi tempi, con quante se ne sentono... come si può decidere di sposare un uomo dopo pochi mesi che lo conosci?

Dice:
— Ma poi... con quanti uomini ci sono al mondo... perché proprio Lui fra tutti, cosa avrà mai in più degli altri?


Ebbene....


Per rispondere a tutte le domande dette e non, pensate e non, insinuate e non....
E sottolineando che, oltre a tutto ciò che di più meraviglioso può avere un essere umano, Lui e solo Lui... in più degli altri uomini... ha Me...

Ecco il Perché.
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Nascere a 36 Anni

Pubblicato da Opulentamente72 | Commenti (6)


Tags: pensieri, amore, pazzia, sentimenti, risposte, stefano, matrimonio, io , a nudo


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All’interno della manifestazione promossa dal Comune di Milano, l'11 giugno 2008 si terrà il convegno “Le allergie e le intolleranze alimentari: il gusto di mangiare senza rischiare”.

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Tempo di viaggi e di partenze!!! Siccome molti (moltissimi) di voi mi stanno chiedendo più o meno la stessa cosa, ossia come comportarsi (essendo affetti da diabete) prima di partire per un bellissimo (e meritato) viaggio, ho deciso di dare una risposta sul blog, facendone un post d’interesse pubblico!

I problemi da affrontare durante una vacanza possono essere ovviamente mille e più, ma questo vale anche per i NON diabetici. Per noi, comunque, le partenze andranno sempre programmate con un certo anticipo, questo per poter predisporre tutto il necessario, indispensabile, prima di affrontare un certo tempo (qualunque esso sia) lontani da casa nostra, dal nostro medico e dal “caro diabetologo”!

Il primo problema sorge ovviamene sulle scorte di medicinali da portare con sè. Vi ricordo innanzitutto che il diabete è una malattia MOLTO diffusa e questo permette, in ogni caso, di viaggiare sempre con una certa tranquillità e certezza di poter trovare, quasi ovunque, l’insulina che adoperate e tutto il necessario per potervela somministrare. Detto questo, che fare? Io solitamente porto sempre con me (dall’Italia) tutto il necessario per il periodo che passerò all’estero. Calcolo le dosi d’insulina (con un certo margine in eccesso, ovviamente) e lo stesso faccio per tutti i presidi utili e necessari al monitoraggio e alla somministrazione (sempre in eccesso… “n’sisammai”). Non ho mai portato più di un reflettometro (ma conosco diabetici che lo fanno sempre di prassi… su questo punto vedete voi).
Per alcuni di voi però questo potrebbe rappresentare un problema, perchè la somministrazione dei vari presidi nella vostra regione avviene solo in farmacia ospedaliera, nonchè in modo programmato. Parlatene sempre con il diabetologo e spiegate la situazione. Nella mia regione è il medico di base a prescrivermi, quando mi presento da lui (normalmente una volta al mese) tutto quello che mi serve, e io vado in una qualsiasi farmacia a ritirare il tutto!

Se poi il nostro viaggio comporta anche delle tratte in aereo, come ben sapete dopo l’ormai fin troppo famoso 11 settembre, i dispositivi anti-terrorismo sono diventati molto rigidi e avere con sè materiali liquido e appuntito (insulina…. aghetti… pungidito…) sembra impossibile. Così ovviamente non è, per noi ID. Il diabetologo vi DEVE rilasciare un documento (possibilmente tradotto in più lingue, ma quantomeno in italiano e inglese) dove si attesta il vostro stato di diabetici insulino-dipendenti e la necessità di avere SEMPRE CON VOI tutto il necessario a poter fare quanto utile a mantenervi in vita (durante il mio ultimo viaggetto, in Brasile, alla partenza da Malpensa verso Parigi, la signorina della Air France mi ha chiesto “A cosa le servono tutti questi preparati?” ed io ho risposto con estrema tranquillità “Per VIVERE?”… anche perchè non avevo ben capito cosa volesse sapere… ma la realtà è davvero quella, poi, non credete??!!)! Questo significa che TUTTA l’insulina che porterete con voi, comprese le striscette per il reflettometro e le scorte di aghi ecc. ecc. DEVONO salire a bordo con voi sull’aereo, e MAI venire rinchiusi in bagaglio (ricordate che volerete molto in alto con temperature esterne assai basse, le stive bagagli possono anche andare a temperature troppo basse per l’insulina, rendendola poi, così, inutilizzabile!!!). Anche perchè se un paio di mutande e delle magliette si possono comprare velocemente ovunque in caso di smarrimento bagaglio, lo stesso non può dirsi per tutto quello che vi serve per mantenere le glicemie a valori normali… o quanto più possibili tali! [Piccola indicazione su come ho fatto io per tutti i voli verso il Brasile?!!? Dopo i primi tentativi mal riusciti sull’avvertire della presenza del diabete nella mia vita, ho deciso di mettere la carta del diabetologo dentro al passaporto e l’ho sempre consegnata al controllo biglietti & C in questo modo, senza dire nulla. Spesso non me l’hanno neppure “calcolata”, ma alcuni la leggono e la rimettono a posto… Nessuno mi ha mai chiesto di vedere cosa sto trasportando nel bagaglio a mano relativamente alla patologia. In caso qualcuno avesse protestato sul fatto che non li avessi avvertiti, avrei sempre potuto dire: “Ma se l’indicazione era nel passaporto in bella vista?”… :D ]

C’è poi l’inghippo dell’assicurazione sanitaria… Se viaggerete in Europa portate semplicemente con voi la nuova tesserina sanitaria (quella rigida, tipo bancomat) [qui l’elenco dei paesi - in basso - dov’è valida] che sostituisce il vecchio modello E 111 e che vi basterà presentare nella struttura sanitaria, in caso di necessità. Diverso è il caso di viaggi fuori dalla CEE. Per mia esperienza personale posso dirvi che sono pochissime le compagnie assicurative che ci tutelano, essendo noi soggetti ad alto rischio. Se le vostre vacanze sono organizzate da un Tour Operator, solitamente l’assicurazione è compresa ed è per tutto il vostro gruppo. Se invece vi organizzate da soli, dovrete stipulare di vostro conto un’assicurazione che vi copra almeno per eventuali infortuni, che non sono legati alla patologia diabete. Qui la cerchia si restringe. Fatevi aiutare dalla vostra agenzia viaggi di fiducia, sicuramente troveranno la soluzione per voi!

E per il trasporto dell’insulina fuori dal frigo? Esistono borsette termiche (tipo le classiche borse frigo da spiaggia, in tessuto morbido) dalle dimensioni più ridotte e con la possibilità di inserirvi anche un “ghiaccetto” (… non so come si chiamano ma li vedete nella foto qui a fianco, avete capito, vero, di cosa parlo?!) che vi possono essere molto utili (attenzione solo a non posizionare l’insulina a contatto diretto con il “ghiaccetto”… potrebbe alterarne l’effetto per sempre, rendendola inutilizzabile). Molto, ovviamente, dipende da dove stante andando e dal tipo di vacanza che farete. Io per le “vacanze brevi” (2-3 settimane) ho sempre tenuto l’insulina con me, a temperatura ambiente (ma non sotto il sole cocente, ovviamente!!!). Anche per l’ultimo viaggio (Brasile) ho fatto così! Una mia cara amica che due anni fa ha attraversato non ricordo più quale deserto africano con la jeep, si era procurata un “frighetto portatile” da tenere attaccato con l’attacco dell’accendi-sigari e la cosa le è andata benissimo. Serve sempre fare una precisa valutazione della possibile temperatura nel luogo che si intende visitare, prima di scegliere come comportarsi!

Appena ho un altro po’ di tempo, aggiorno con altri suggerimenti… intanto ditemi cos’altro volete sapere!


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Una settimana tra benessere e gusto, per la famiglia

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Uno studio svedese dimostra che un abbondante assunzione di questo minerale riduce il rischio del 15%.

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L'evoluzione storica e psicologica dell'omosessualità femminile...

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Boschi incantati e candide spiagge

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Una guida veloce al decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 91

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La Dea Nascente


Prima parte di due


Da diversi anni mi occupo della rinascente cultura della Dea intesa come un modo di essere, uno stato dell?anima e del cuore, che nasce da una riscoperta interiore delle qualità femminili del divino dentro e attorno a sè. Qualunque sia il nome che le passate culture ci hanno tramandato, queste qualità ci riportano a un profondo contatto con la Natura, con la sorgente della vita, con la sua radice-Madre: è la coscienza che pervade ogni atomo di questo magnifico pianeta. La Dea è il paesaggio. E il paesaggio non è una mera manifestazione fisica, ma consiste di piani sottili, invisibili ai nostri abituali cinque sensi: è coscienza incarnata, il corpo stesso della Dea, che si esprime e si manifesta anche a un livello spirituale ed emozionale.
È perciò possibile non solo vedere i luoghi come espressione fisica ed estetica (come ?panorama?), ma è sentirli, intuirli, gustarne le sue qualità intime.

Questo personale percorso, mi ha portato ad incontrare l?artista e terapeuta della Terra, lo sloveno Marko Pogacnik, il quale usa delle metodologie ?geomantiche?, dove l'arte, unita ad una profonda ricerca interiore e alla libertà del cuore, diviene forza immaginativa creativa, capace di dialogare con i "mondi sottili", per collaborare attivamente alla cura e alla rigenerazione di luoghi importanti per la salute del pianeta. Ho avuto l?opportunità di seguire i suoi seminari itineranti, che si sono svolti a Venezia negli ultimi quattro anni (organizzati e curati da Maurizio Martinelli), dedicati al riequilibrio del tessuto energetico della città d?acqua e al ?risveglio delle sue qualità originarie?, come contributo alla pace sulla Terra.
Ed è stato proprio al ritorno da uno di questi seminari, che la ?coscienza del viaggio?, vissuto come pellegrinaggio dentro di sé, mi ha ispirato un?intuizione: mi raccontava di una città sacra, fondata come tempio dedicato alla Dea: l?antica Medhelanon.


Un luogo ?al centro?

Di Milano mi ha sempre affascinato la rotondità, lo svolgersi a cerchi concentrici, per circonvallazioni sempre più ampie, che ne fa una città dinamica, alla continua ricerca di un equilibrio tra le sue forze centrifughe d?espansione e la sua tensione all?interiorità, che si esprime in un movimento centripeto, verso un centro.
Milano ha un centro, dal quale sembra allargarsi una serie successiva di cerchi concentrici, come se la pianta dell?attuale città seguisse l?evolversi di un cromelech, di un antico cerchio di pietre, che faceva di questo luogo un centro sacro, un ?ombelico del mondo? (un omphalos), un posto speciale, nel quale il Cielo confluisce nella Terra e la Terra si protende verso il Cielo, in un costante movimento respiratorio, che ne fa il motore energetico dell?organismo della Valle Padana, situata com?è, al centro geometrico del semicerchio della catena alpina.
L?origine stessa del suo nome é indizio esso stesso della sua sacralità. Pare derivi dal celtico Medhelan, che sta ad indicare un santuario, o luogo di perfezione ?posto al centro?, che fu più tardi latinizzato in Medhelanon, poi Mediolanum e infine Milano.
Per quanto lontana possa essere la sua storia e per quanto possano essere state occultate nel tempo tracce della sua originaria natura, Milano dispiega il suo vero essere al cuore attento di chi la vuole ascoltare.

Bonvesin della Riva, alla fine del XIII secolo, nel De Magnalibus Mediolani (Le Meraviglie di Milano) ne decantava le lodi, che vedeva già manifeste nel nome latino MediOlanum: -la vocale centrale ?o? è la più bella e degna, che con la sua rotondità evoca la forma circolare della città e la rotondità è simbolo di perfezione, la presenza delle cinque vocali ne dimostra la completezza-.
Continua Bonvesin: -Considerata in rapporto alla sua posizione, la nostra fiorentissima città è famosa perché situata in una bella, ricca e fertile pianura, dove il clima è temperato, abbonda di tutto quello che è necessario alla vita umana, posta com?è tra due fiumi equidistanti, il Ticino e l?Adda. È così ricca d?acque [?] acque vive naturali, eccellenti a bere, salubri e così abbondanti in tutte le stagioni che in ogni casa, appena decente, si trova una fonte d?acqua viva-
Sembra quasi la descrizione di un?Eden e innegabile può essere l?appellativo di Milano come città d?acqua, al pari di Venezia. Acque sorgive, interiori l?una, immersa nell?elemento acqua, l?altra?

Qualità yin e yang nel paesaggio della città

Il forte legame con l?elemento acqua si mostra qui fisicamente, con la diffusa presenza d?acque sorgive, che dall?interiorità, in cui si sono sciolte scendendo dai monti, riaffioravano in superficie, scorrendo verso il mare. Incanalate in un complesso reticolo, circolavano in tutto l?organismo della città, alimentando la sua vita in tutti i sensi. Un carattere che la imparenta alla ?città d?acqua? Venezia, che è invece immersa nella laguna, dove l?acqua dolce portata dai fiumi (Yang) si mescola a quella salata del mare (Yin), rigenerandosi quotidianamente.
Possiamo quindi immaginare Milano nascere in un paesaggio dalle qualità femminili yin, fecondo e fecondante, ricco di quelle acque che rappresentano il nostro inconscio, le nostre emozioni, la nostra stessa memoria cellulare (per sua natura l?acqua raccoglie e trasporta informazioni). Un luogo dove la presenza della Dea Madre doveva essere tangibile, senza asperità o secchezze, in perfetto equilibrio con l?impulso delle qualità maschili yang.
Equilibrio dato dall?incrocio di due forti correnti yang, che, nascendo dal Monte Resegone e dalla Catena del Monte Rosa, s?incontrano esattamente a novanta gradi dov?è ora Piazza della Scala, impregnando lo spazio di quella sacra alchimia che si manifesta quando le due forze primordiali dell?Universo s?incontrano nella danza della creazione. Un luogo dove, dicevamo, il Cielo si sposa alla Terra.

La fluidità negata

L?opera dell?uomo, quando agisce inconsapevolmente, staccato dalla comunione con la Natura, può però creare degli squilibri. Così è successo qui, con la chiusura successiva dei navigli, dei vari pozzi sorgivi e di quasi tutte le fonti sacre, provocando una ?yanghizzazione?, cioè un eccesso di qualità maschili dello spazio energetico di questo luogo. Tutto questo ha una ricaduta sulla qualità della vita degli abitanti di Milano. L?operosità diviene frenesia e spasmodica ricerca del profitto fine a se stesso, la bellezza diviene vanità, la Moda crea abiti per una donna sempre più mascolinizzata per gratificare l?immaginario maschile. Tutto diventa merce e guadagno, tutto è quantizzato, misurato, organizzato, sezionato, logicamente calcolato. Sentimento, intuizione, generosità, sono relegati nella sfera della ?debolezza? e dell?inutile, a svantaggio della collaborazione creativa.
Sorte comune è toccata a Venezia, che ha subito l?interramento di molti suoi canali e l?ancoramento forzoso alla terraferma, la costruzione di ponti ?terrestri? sul Canal Grande (inizialmente c?era solo Rialto e si usavano le gondole per il traghettamento). Tutte opere che hanno portato al conseguente squilibrio delle qualità armoniche del suo paesaggio sacro.






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L'iridologia, tecnica di medicina naturale per scoprire le malattie con l'analisi dell'iride, spesso rileva le carenze di oligoelementi e ne suggerisce l'assunzione.

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Stento, sempe piu a vederli ogni discorso ha lo stesso fine. I miei parenti più stretti pensando logicamente alla mia salute non pensano al fastidio che mi provocano. Non voglio entrare nel...

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Newsletter n. 1 del 7 febbraio 2005

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Scorcio del lago KlamathLe acque del lago Klamath, situato tra le montagne del centro-sud dell'Oregon, forniscono un habitat ideale per le alghe verdi-azzurre, dette appunto Klamath.

E' un grande lago di circa 250 km2 collocato a 1300 m. di altezza, le sue sorgenti incontaminate includono ghiacciai e nevi delle vicine Cascade Mountains ed il famoso, per il suo colore blu intenso e per le sue viste spettacolari, Crater Lake (vedi post precedente).

Continua a leggere Il proto-viaggio/2: Upper Klamath lake...

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