Natura e Salute rorschach

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Salicaria, Bistorta, Noce, Rovere, Agrimonia, Fresa, Erba di San Roberto, Anice stellato, Ortica bianca, Roseto silvestre, Rosa rossa, Mora, Mirtillo.

SALICARIA, Lythrum salicaria L.,

Si usano le sommità fiorite.

Contiene composto polifenólicos tra il quale emergono, tannino gallici abbondanti (litraritanino), pigmenti antociánicos, diglucósido di malvidol e galactósodo di cianidol, flavonoides, vitexina ed orientina, ed acido gallico. Possiede anche una mucillagine, acido galacturónico, e collina.

Le sue azioni sono astringenti, antidiarréica ed antisettica intestinale, efficace in enterite e perfino in diarree bacillari. Particolarmente raccomandata in bambini.

In uso esterno è astringente, emostatica e cicatrizánte, per quello che si usa in ulcere varicose, dermatosi, ferite, in forma di lavaggi vaginali in leucorreas, vaginite, etc..

Ribadisca,

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L'Assenzio è una pianta medicinale di sapore amaro, egli quale non impedisce di essere usata per il sollievo di molte malattie e con molto successo. L'Assenzio è una pianta vivace della famiglia delle composta, da 40 a 80 cm. di altezza, tutta ella ricoperta di una fine peluria che gli dà un aspetto argentato. Questa pianta medicinale, l'Assenzio, è proprio di posti montagnosi del sud dell'Europa.


PROPRIETÀ MEDICINALI:

- Alcolismo: Prendere capsule di assenzio.
- Anoressia: Anche le meravigliose proprietà medicinali dell'Assenzio permettono di aprire l'appetito. Infusione di 30 grammi di sommità floríferas in un litro di acqua per 15 minuti. Una tazza prima dei cibi principali come aperitivo o dopo i cibi come digestivo.
- Indigestione: Infusione di 30 grammi di sommità floríferas in un litro di

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Pianti colereticas e colagogas: Alcachofera, Boldo, Rosmarino, Dente di Leone, Timo, Fumerebbe, Milenrama, Bardana, Assenzio, Cicoria, Helenio, Helicriso, Agrimonia, Lavanda, Camomilla dolce, Melissa, Menziona, Menta, Salvia, Ortica verde, Celidonia.

BOLDO, Peumus boldus Molina,

Pianta originaria delle Ande Cilene. Si impiegano le foglie.

Contiene circa 20 alcaloidi, derivati di aporfina. Il principale, la boldina, esiste in una percentuale prossima al 30 percento del totale. Altri alcaloidi (reticulina) isocoridina, sparteina, eccetera. Contiene essenza ricca in cineol, p-cimeno, eucaliptolo ed ascaridol. Contiene anche flavonoides, pneumosido e boldosido, materie minerale, acido oegánicos, glúcidos e lipidi.

La sua azione principale: stimolante digestivo, colerético e colagogo.

Inoltre, azione diuretica, azione sedativa del sistema nervoso, dovuto alla boldina, azione antihelmíntica (ascaridol).

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


Dall'Ariete ai Pesci, gli oli oli essenziali più indicati per questa stagione.

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Più del 75 per cento dei pazienti dimessi dai Pronto Soccorso non capisce le spiegazioni e le raccomandazioni fornite dagli operatori sanitari, ma ? cosa ancor più grave ? l?80 per cento crede di averle capite e adotta di conseguenza comportamenti sbagliati.

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Come superare il trauma Intervista di Angela Bisceglia alla dr.ssa Claudia Ravaldi Da Dolce Attesa – Maggio 2008 Perdere un bambino è sicuramente una vicenda molto triste nella vita di una coppia e, soprattutto nei primi tempi, lascia un senso di vuoto che sembra impossibile superare. "È importante prendersi tutto il tempo necessario per rielaborare il lutto che si è vissuto, senza farsi fretta e senza pretendere di cancellarlo dalla propria memoria", dice Claudia Ravaldi, psicoterapeuta e...

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La narrazione orale non ha a disposizione solamente racconti, fiabe e stornelli. 062musica.jpg

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I comuni di Piano di Sorrento e di Cancello e Arnone gemellati in occasione della 31^ Festa della Mozzarella.

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Per San Valentino 2005, Grotta Giusti propone due pacchetti: il Percorso mid-week e il Long Weekend, con tante coccole e una cena a lume di candela con prelibatezze afrodisiache.

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GeAmanti: Marko Pogacnik

Con questo scritto, ho il piacere di inaugurare una nuova sezione del blog ospitando gli scritti di vari GeAmanti, ossia di tutti quei ricercatori che innamorati di nostra Madre Terra ci stanno donando, con il loro ispirato agire una maggiore comprensione dei fenomeni e dei processi che danno ?forma? alla Vita, in questo nostro amato pianeta.
Salvatore Calì






Tramutare lo spazio della realtà
Un manifesto di Marko Pogacnik




Cos?è lo spazio della realtà

Nella sua essenza, lo spazio non è una categoria nè astronomica, nè fisica. Lo spazio non è soltanto un ambiente composto di materia, di materiali, di luce, ombre e delle loro interrelazioni. Lo spazio e? sopratutto un essere multidimensionale. E? lo spazio a rendere possibile la vita.

Lo spazio della realtà è stato via via ridotto al minimo dal pensiero razionale moderno. Dovunque ci si giri si incontra un confine: la lunghezza, la larghezza e la profondità dello spazio sono limitati, ci sono confini di Stato, c?è il limite del conosciuto e il confine che separa la coscienza dalla follia. La vita dentro e attorno a noi comincia a morire, perché non riesce più a reggere i confini fissati dal macchinario razionale dell?età del ferro. Stiamo precipitando in una crisi ecologica e psicologica.

Pensiamoci un attimo: è davvero possibile che il modo di pensare e il modo di essere dell?Uomo possa influenzare la qualita? dello spazio nella sua essenza? Si, è possibile, perchè lo spazio della realtà è soprattutto un?espressione della coscienza.
Il mito della creazione non e? che una favola, che racconta la creazione dello spazio della realtà. Lo spazio originario fu creato dalla Divinità con il grande ?big bang?, per mettere l?Universo in grado di evolvere. Successivamente, la Terra ha creato il proprio spazio, in modo da rendere la coscienza fluida capace di evolvere all?interno della materia dura. Da allora, le piante e gli animali godono dello spazio della realtà, senza avere alcuna possibilità di cambiarlo. Per l?essere umano è diverso. Lo spazio della realtà può essere sensibilmente cambiato dall?essere umano, nel momento in cui pronuncia una parola o compie un?azione; a condizione, però, che la parola o l?azione sia radicata nel campo energetico-emozionale.

Tramutare lo spazio della realtà

Le parole e le azioni dell?essere umano moderno non sono capaci di tramutare lo spazio della realta?, perche? questi, di norma, parla e agisce come un essere separato dalla vibrazione del proprio campo energetico-emozionale - dal ?campo dell?amore?. Così si riesce solo a cambiar posto alle cose.
Da millenni gli esseri umani sono vittime della stessa fame e, rispettivamente, della stessa abbondanza, sono vittime delle stesse guerre e di crudeltà continuamente ripetute. Cambiano solo le forme esteriori. La pressione sul tessuto della vita dentro e fuori di noi è ormai aumentata. La crisi prende forma.
E? maturato il tempo di scoprire l?arte della trasmutazione. La trasmutazione non è un semplice cambiamento. Include il salto quantico. Il principio della trasmutazione proviene dalla tradizione alchemica. Il suo simbolo caratteristico è la trasformazione del piombo in oro.

La mutazione dello spazio è una questione geomantica, nel senso che la realtà non può essere tramutata, se l?essere umano non collabora consapevolmente con le dimensioni spirituali, materiali, emozionali e vital-energetiche del proprio corpo e del corpo del paesaggio che lo circonda, che è un frattale della Terra intera (un frammento che ne rispecchia la totalità).
E? altrettanto impossibile tramutare le civiltà o qualsiasi altro tipo di spazio, seguendo strettamente la via della logica. Il percorso lineare della logica e il salto quantico della trasmutazione sono due concetti opposti. In quanto figlia della logica, la scienza è sempre tesa fra creazione e distruzione. Quanti brevetti utili si scoprono, altrettante armi distruttive si concepiscono. Non c?è via d?uscita da questo circolo vizioso, se non quella di cambiare le fondamenta su cui ci si basa.

In questo momento, la creatività artistica ha la priorita?, a condizione che ne diventi consapevole. L?arte non è figlia della logica, che pretende di controllare le faccende del mondo e non permette alcun cambiamento sostanziale. L?arte è figlia della follia. L?arte rende possibile il rovesciamento della coscienza e, perciò, anche la decomposizione del vecchio spazio. L?arte si basa sulla capacità di immaginazione creativa dell?essere umano, la quale, essendo di natura identica alla Parola divina, è fondamentale per la creazione.
Certo, anche l?arte può diventare schiava della razionalità, se segue la logica del linguaggio artistico, la logica delle tendenze di moda o del mercato. E non ha senso neppure criticare la razionalità. Al contrario, essa rende più chiaro il messaggio. La razionalità diventa velenosa, nel momento in cui opprime la libertà di un?esistenza multidimensionale, la liberta? di ?pazzia?- intendendo per pazzia la visione intuitiva e la libertà di percezione trascendentale. Diventa velenosa quando opprime la danza della Dea universale dentro di noi e nel creato.

Il nuovo spazio della realtà

Non si pensi che la manifestazione del nuovo spazio dipenda dalla buona volontà, della creatività artistica o dal fatto che la razionalità si metta in disparte. Molte epoche prima della nostra, il nuovo spazio della realtà fu generato da una visione angelica, come alternativa alla costituzione esistente dell?universo. Ma l?onda della sua presenza ci ha raggiunto soltanto ora.
Non è possibile governare il nuovo spazio; le sue potenzialità creative non possono essere controllate. E non ce n?è neppure bisogno. Perché il nuovo spazio della realtà può comunque esistere soltanto se è reale, giusto e sacro.
Manipolazioni, atti inconsulti o interventi superficiali sono usuali nel vecchio spazio. Il vecchio spazio della realtà, nel quale sta ancora procedendo la nostra storia, non si esaurisce, se l?essere umano che si senta coinvolto e preoccupato, non si connette con il proprio centro interiore facendo i suoi tentativi di agire.
Il nuovo spazio della realtà non può nemmeno esistere, se coloro che partecipano alla sua danza non ne sono connessi interiormente ed esternamente.
Il nuovo spazio della realtà esiste già fra di noi, ma raramente ne facciamo esperienza. Il nuovo spazio della realtà offre a tutti - persone, piante, animali e altri esseri, visibili e non - spazio sufficiente per esistere nella loro totalità, perchè vibra a diversi livelli simultaneamente, all?interno di diverse dimensioni interconnesse fra loro. Nonostante ciò, questo spazio è molto semplice, tanto semplice quanto il linguaggio della Terra.
Il nuovo spazio della realtà è uno spazio di libertà, che rende possibile la pace, anche se sprigiona tensioni creative.

Che fare?

Cosa possiamo fare perché la visione del nuovo spazio diventi realtà quotidiana?
E? necessario imparare il linguaggio che usano tutti gli esseri dell?Universo per comunicare, il linguaggio che tutto l?Universo usa per pensare. Può essere chiamato ?il linguaggio universale?, ?il linguaggio dei cosmogrammi?. E? un linguaggio che presenta simultaneamente caratteristiche verbali e non-verbali. Lo usano gli uccelli per comunicare, lo conoscono anche le montagne e i fiumi. Viene usato da angeli ed esseri elementari per parlare fra loro. Un tempo, gli esseri umani lo conoscevano come un linguaggio della natura, un linguaggio di segni divini e di rivelazione. Abbiamo bisogno di imparare questo linguaggio per essere in grado di capirci fra tutti.
Al contrario del vecchio spazio di civiltà, di società e di esistenza, il nuovo spazio non è fondato sulla lotta permanente fra gli opposti e sulla conseguente violenza.
Il nuovo spazio si basa sulla tensione energetica fra differenti dimensioni di esistenza, tutte simultaneamente presenti. Cioè, con la presenza simultanea di tempo e non-tempo (eternita?) e, rispettivamente, di visibile e invisibile (eterico).
Di conseguenza, una creatività artistica che si voglia dedicare alla creazione del nuovo spazio, deve rinunciare al suo attaccamento esclusivo al mondo della forma. La forma è secondaria. Il principale ?attrezzo? dell?arte è di natura sciamanica, è uno strumento di scambio fra le dimensioni visibili e invisibili della vita. E? un rituale che si compie lavorando con energie vitali e con campi emozionali, è un?interazione con la coscienza universale.
Il nuovo spazio della realta? non sa separare il profano dal sacro. Il nuovo spazio è di natura olistica. Significa, che anche un banale atto di vita concreta può esistere solo se mostra dimensioni del sacro. E viceversa: un atto di tipo religioso non avrebbe senso - non potrebbe nemmeno esistere - se non fosse radicato nella vita quotidiana e dedicato ad essa.
Occorre quindi trovare i modi in cui l?arte abbia la possibilità di partecipare al dialogo sociale, alla creazione armonica di spazio vitale, al processo di pace in diversi Paesi, al riequilibrio dei paesaggi urbani, alla formulazione del nuovo paradigma in campo scientifico, ai processi di ricollegamento e di purificazione personale...
Nell?impegnarsi a fare tutto questo, l?arte non dovrebbe perdere il senso di sé, come simbolo di libertà creativa, di gioia e di mistero.

Marko Pogacnik, Sempas, Agosto 2004


Traduzione dall?Inglese: Tania e Maurizio Martinelli, Bologna, Marzo 2006

Dal catalogo della personale di Marko Pogacnik, ?Trasmutare lo spazio della realtà? , al Museo d?Arte Moderna di Lubiana e Galleria Civica di Nova Goriza in Slovenia, 2005.





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È corretto prescrivere lo zinco ai pazienti con malattie dei capelli?

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16 Febbraio 2008, Sabato
 
Erimo in 4:
Io, la Gianna, Manlio e Sara... ovvero la felice et variopinta Opu's Family al completo!
Passeggiavamo nelle ridenti ed affollate vie del centro di Firenze, proprio a metà del mio precedente periodo di Smagramento Fiorentino. Erano infatti venuti a trovarmi e ce n'eravamo andati a mangiare la fiorentina (con il benestare delle dietiste di Villa dei Pini) in una trattoria davanti alla chiesa di Santo Spirito.
Dopo la sgrifata di carne S-T-R-A-B-O-N-A, mentre mi apprestavo a condurli nella meravigliosa farmacia antica che si trova dietro Santa Maria Novella, io e la di Opu-Sorella ci imbattiamo in una vetrina di Gioielli e ci ritroviamo a commentare le fedine ivi esposte.
Belle, molto belle. Soprattutto Una, a mio gusto, sullo stile delle fedi sarde, ma con lavorazione liscia, perciò n'attimo più sobria e volendo pure un filo unisex.
La mia frase a questo punto è:
 — Ahhh..... quando avrò accanto a me un fidanzato degno di questo nome... è una cosa del genere che vorrei mi venisse amorevolmente donata...

1 Maggio 2008, Giovedì
 
A questo punto il "fidanzato degno di questo nome" è già da tempo planato su questo mondo, insinuandosi - Dio gliene renda merito e lo conservi INTONSO, in questa e nella prossima vita - nel mio cuore e nel mio quotidiano.
Ello, che ama far sorprese in un modo squisitamente genuino, il dì precedente al Giorno dei Lavoratori, con la complicità inguattosa della mi' famiglia, mi preleva di casa, ignara mi porta a cena sul Monte Amiata, al momento di rimontare in macchina, rifocillati fino all'inverosimile, mi sventola sotto il naso la chiave della camera numero 7 dell'Albergo Ristorante in questione... e... non pago, il giorno seguente mi conduce proprio in quel di Firenze, ari-proprio per scegliere insieme a me le fedine per suggellare la nostra unione.

Tutto fantastico...
LUI è fantastico...
Le sue sorprese sono fantastiche....

ma, ahi-noi, il Primo di Maggio, notoriamente i negozi restano chiusi e anche a Firenze non ha fatto eccezione!


Perciò, moooolto motivati, ma con le pive nel sacco, ecco che.. groppino, groppino, ce ne torniamo in quel della Maremmana Home.


23 Maggio 2008, Venerdi

Ricorre il secondo mese-versario della Opu e dello Steven.
La signorinotta cicciottosa in questione si è prodigata nel fare suo l'ultimo pezzo di una bellissima serie di Penne della Bruin Bear, con impugnatura in madreperla. Ella sa che il fidanzato imbianchino-decoratore, nelle circostanze in cui toglie bandana e vernice dal naso, per mostrare il tesserino di Titolare e comportarsi, in sede di contratti vari, come un serio imprenditore, quale è... saprà bearsi di tale dono ed apprezzare l'idea regalosa della fidanzatina.
Ma, da parte sua, cosa frullerà nel capino santo di Stefano?
La mattinata in questione inizia di buonora.
Tutto felice mi avvisa di vestirmi comoda-comoda, scarpe comprese.
Mi ci vuole mezzora per capire che, testardo, è ancora Firenze la sua meta, più che mai deciso a prendere queste benedette fedine che tanto piacciono a me.
Sì, lo so: è un amore......ed io sono una donna fortunatissima.


Lo amo FOLLEMENTE
 

Tutto fantastico...
LUI è fantastico...
Le sue sorprese sono fantastiche...

 ma, ahi-noi, 8km a piedi, Ponte Vecchio rufolato per ogni centimetro quadrato, la famosa Gioielleria del 16 Febbraio pure... ma di quella fedina, nemmen più l'ombra.

Ed allora, ancor groppin-groppino, ari-via per la strada di casa, indomiti a più non posso e pronti spalancare finalmente gli occhi sul repertorio sbrillichereccio nostrano.
Infatti, levata di capo l'idea della fiorentin fedina in questione, ecco che fioriscono bellurie anche da 'ste parti! Di tutti i tipi, dalle più classiche alle più azzardate, una vasta gamma anzichenno'!
Giustappunto a poche centinaia di metri da casa di Stefano, infatti, ecco che ci ritroviamo, pregni di un imbarazzo della scelta, a far eliminatorie su eliminatorie, su 3 tipi di fedine diverse. Una perde a tavolino quasi subito.. rimangono le più belle.
La prima in oro bianco, a fascetta, con una greca particolare molto molto sfaccettata internamente, tanto da fare una luce meravigliosa.
La seconda, bellissima, un anello a cordoncino, risultato di un intreccio bello corposo dei tre ori: rosso, bianco, giallo.
Alla fine, lasciandomi Stefano, come al solito, l'ultima parola, ed avendo precedentemente io visto i prezzi, cedo alla parsimonia che è in me e mi indirizzo per la prima. Bella, molto.. davvero... ma sicuramente non "importante" come la seconda.

Ok.. fedine scelte!


Convenevoli per le incisioni interne e, rimanendo d'accordo con il gioielliere per tornare finalmente a ritirarle dopo 7 giorni, c'incamminiamo verso il proseguo della giornata/serata di festeggiamento che, come tutte le fidanzate festeggiate che si rispettino (o quasi, va'..), si è conclusa fra gli effluvi di un coca e rum...

28 Maggio 2008, Mercoledì
 
E' meno di una settimana che abbiamo scelto la nostra fedina, ancora non l'ho al dito... in realtà non l'ho mai avuta al dito... e già mi manca.
Stefano mi chiama, mi allerta su una consona e veloce preparazione per uscita pomeridiana: c'è d'andar a Castiglione per uffici e vedrai ci scapperà anche una passeggiatina "in coppa" al gelato (o è il contrario? ).
Quando non ho da fare, io ADORO andare in giro con Stefano... anche a far nulla!
Passeggiare, guardare vetrine, andare per ipermercati e supermercati, fiere e sagre, negozi e vicoli vari. E' un compagno di tempo, divertimenti, gite e uscite... meraviglioso. Uno dei pochi uomini al mondo che adora andare per mercati, fermarsi ad ogni vetrina e, possibilmente "perder tempo" a provare, o far provare alla sua donna, cose e cosucce da comprare e anche no!
Ed infatti il gelato-time arriva, proprio sul lungomare, seduti belli comodi su una panchina, a buttar un occhio alla spiaggia ed un altro alla fauna maremmana a passeggio.
Proprio la mattina stessa, pur sapendo di essere in notevole anticipo, avevo chiesto a Stefano se avesse notizie dal gioielliere.. ma ovviamente Nulla, la risposta non mi aveva entusiasmata: c'era ancora da aspettare.
Ed invece... finita sulla maglietta anche l'ultima goccia del gustoso gelato, Stefano mi prende la mano, l'avvicina alla sua tracolla e, accertatosi che io abbia preso l'estremità di un cordone, mi lascia tirare...

E' un pacchetto, grande.
Le fedine! Penso...
Le mie fedine sbrilluccicosissime in oro bianco! Penso...


Lui è emozionato, sul chi va là... In realtà, ripensandoci, avrei dovuto capire che quell'espressione poco si legava con quel che credevo di trovare, ma tutto si snoda in pochi attimi, sono emozionata anche io, strappo lo strappabile e... apro il pacchetto.

Due fedine.... bellissime.
Una il doppio preciso dell'altra.... bellissime.
Bellissime...
Ma mai viste prima di allora!!!


Al cospetto di queste meraviglie, non solo impallidiscono le due semifinaliste che ci avevano fatto impazzire la settimana prima...
Ma anche, anzi.. SOPRATUTTO la famosa fedina vista una sola volta a Firenze, 3 mesi prima, che tanti e tanti chilometri ci ha fatto macinare... impallidisce e scompare letteralmente!
Ebbene sì: Stefano ne aveva fatta "n'altra delle sue"

Accortosi che la mia scelta alla fine era ricaduta sulla spesa minore, appena arrivati a casa, approfittando della mia consueta fuga alla toilette, aveva chiamato il gioielliere, annullando il tutto e ordinando l'anello a cordoncino, avendo ben capito che era stato da me, se pur di misura, più apprezzato dell'altro.
Ed è tutto contento, pregustandosi la mia sorpresa, che la mattina del Martedì riceve la chiamata del Tipo che, mestamente gli annuncia come PURTROPPO la fedina a 3 colori sia andata fuori produzione.. ma, avendo lui capito i miei gusti, si permetteva di richiedere entrambe le nostre misure su un modello nuovo, della nuovissima collezione, che era certo ci sarebbe piaciuto, ovviamente affiancato, per sicurezza, da entrambe le misure della prima sbrilluccicosa scelta.
E così è andata: Il mio ciaccherino dolce si è presentato in negozio, si è fatto mettere davanti le 4 fedine... ed ha constatato quanto, l'ultimo modello arrivato, fosse assolutamente, in tutto e per tutto, la risposta a tutto quello che noi avevamo cercato e non avevamo trovato!

Detto fatto, viste e prese!



Ed io mi ritrovo su una panchina, tutta sporca di gelato alla pinolata a farmi mettere ed a mettere a mia volta, questa fedina... bellissima.

In silenzio, entrambi.
Emozionatissimi, entrambi.

A rimirarci l'un l'altro le mani e non capacitarsi di tanta belluria





Fascia alta e piatta, comprensiva di 3 colori di oro, di cui uno lavorato ad intarsio.


Le adoro.. e sono solo nostre.
Entrambi così orgogliosi di portarle al dito, identico simbolo di tutto quello che ci siamo promessi.

9 Giugno 2008, Lunedì

Ok... le abbiamo portate per 10 giorni di seguito... ma sta cappero di incisione va proprio messa!
E considerando che lunedì prossimo entrerò di nuovo in quel di Villa dei Pini, non è proprio più rimandabile: dobbiamo allontanarcene per qualche giorno!
Infatti oggi sono state riconsegnate al gioielliere; dice che per venerdi saranno pronte... ed io glielo auguro fortemente, davvero
Per l'incisione abbiamo scelto una frase al limite dell'innovativo, del moderno e dell'azzardoso... ma ci sentiamo così, un po' pionieri e un po' no... un po' controcorrente e un po' dorso galleggiante...

BARBARA 23/03/'08
STEFANO 23/O3/'O8

Beaaata Tradizione!












Pubblicato da Opulentamente72 | Commenti (19)


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Ecco la seconda parte dell’inchiesta di Manuela Lasagna messa in onda da RaiNews24.

Nel post di ieri Giovanna commentava: "questi politici meritano l'ergastolo, per i danni che hanno fatto in Campania... insieme alle industrie (virtuose) del nord e la camorra (loro amica da sempre)". Come non darle ragione?

< La prima parte.

Il documentario completo è anche scaricabile da qui.

LG

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Salve , sono un ragazzo di 19 anni che non ha piu voglia di vivere la vita che sta passando, sto vivendo da ormai molti anni una situazione che mi sta logorando, non so piu chi sono, non riesco ad accettarmi..

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Si è conclusa la prima fase del progetto europeo sulla telemedicina 'Medical Care Continuity '.
Dal 2005 l'Unione europea cofinanzia con 1 milione e 200.000 euro l'accordo italo-franco-belga-polacco, con l'obiettivo di valicare dal punto di vista del mercato un modello di ospedalizzazione a domicilio, grazie alla telemedicina. Oggi, al centro congressi e rappresentanza Villa Mondragone dell'università di Roma Tor Vergata saranno descritti i risultati preliminari della sperimentazione, e sarà presentato il Business Plan che per l'Italia si baserà sulla piattaforma tecnologica "Telecare ". Al convegno (dalle ore 8.00 alle 17.00) parteciperanno Enrico Bollero, direttore generale del policlinico universitario di Tor Vergata; Filippo Palumbo, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute; Augusto Battaglia, assessore alla Sanità della Regione Lazio; Yves Masson, presidente Axa Assistance; Gualtiero Ricciardi, università Cattolica di Roma; i responsabili dei progetti di Francia, Belgio, Polonia e Italia; una rappresentanza della Commissione europea-Programma 'e-Ten'. "L'aspetto più rilevante e innovativo del progetto, che ha coinvolto pazienti oncologici in trattamento presso il Day hospital oncologico - spiegano gli organizzatori - è stato il trasferimento della continuità di cura dall'ospedale al domicilio del paziente. La continuità assistenziale è stata resa possibile dall'impiego di un avanzato modello organizzativo e della piattaforma tecnologica "Telecare" di Elsag (società del gruppo Finmeccanica) che, mediante opportune apparecchiature (videofonia, webcamera e linea Adsl) installate presso il domicilio del paziente, ne ha permesso l'assistenza a distanza. Al paziente è stato offerto collegamento audio e video continuo, mediato da una centrale operativa, con le varie figure professionali coinvolte, creando una rete assistenziale attorno al paziente".
 
Da DoctorNews 

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Non ho alcun dubbio sul fatto che in molte scuole (certamente non tutte) gli studenti facciano uso di varie sostanze, dalla "banale" bevanda alcolica a oppiodi e cannabinoidi fino alle droghe sintetiche di ultima generazione. Questa mia certezza deriva dall'esperienza personale quotidiana in qualità di medico 118. Sono moltissimi gli interventi richiesti al 118 da scuole medie superiori per giovani pazienti che non si reggono in piedi o sono svenuti. Risultato: intossicazione acuta da alcool e/o da stupefacienti.

Non auspico uno stato che debba usare le forze dell'ordine per controllare i luoghi d'insegnamento dei proprio giovani, ma è certo che il gruppo insegnanti vive il proprio lavoro con grande difficoltà. L'ambiente che si respirava tutte le volte che ho messo piede in queste scuole per soccorrere un ragazzo, vi assicuro non era dei più piacevoli. Se le famiglie non esistono più e quindi i valori che i giovani assorbono arrivano dal gruppo, dal branco e dai media allora lo stato di polizia non potrà che aumentare in futuro.

 

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Le piante terresti si sono evolute, molto probabilmente, da alcune alghe verdi che si sarebbero adattate a estreme condizioni di siccità. Si è arrivati a questa conclusione notando che :
1. Le alghe usano lo stesso tipo di pigmenti fotosintetici (cioè che producono clorofilla) delle piante terrestri
2. Le alghe verdi immagazzinano le sostanze nutritive sotto forma di amido e la parete cellulare é di cellulosa, così come nelle piante. Alghe rosse e brune usano invece altre sostanze.
3. Le alghe verdi vivono nel laghi, nell' acqua dolce, dove é facile che momenti di siccità portano all' "aria aperta" piante acquatiche. Probabilmente, alcune di queste si sono adattate a quest' ambiente "secco", riuscendo a colonizzare la terra ferma.

Questi organismi per adattarsi hanno dovuto formare :
1. radici : alcune cellule si sono specializzate per estrarre le sostanze nutritive dal terreno. In acqua, non erano necessarie perché le sostanze nutritive erano disciolte nell' acqua che circondava la cellula.
2. cuticola : é un piccolo strato che frena l' evaporazione dell' acqua
3. stomi : aperture per lo scambio di gas attraverso la cuticola. In caso di siccità si chiudono, riducendo al minimo gli scambi gassosi con l' ambiente

Queste piante potevano vivere sulla terraferma, ma solo a ridotte dimensioni, dato che non possedevano i vasi occorrenti per trasportare sostanze dalla base alla sommità della pianta.
Inoltre, potevano vivere solo in luoghi umidi, dato che i gameti dovevano nuotare attraverso un sottile strato di acqua per incontrarsi, non possedendo vasi.

Queste piante erano le briofite, piante che tuttora esistono. Briofita comune é ad esempio il muschio.

Con il tempo, le piante hanno sviluppato la lignina , una sostanze che permetteva loro di stare in posizione eretta e di non afflosciarsi. Ma per trasportare le sostanze da una parte all' altra della piante erano necessarie delle tubature, i vasi, che permettevano di far circolare le sostanze e di tenere la pianta in posizione eretta. Le piante possono così alzarsi per prendere più luce, dato che ormai le briofite formano un tappeto verde difficilmente penetrabile dalla luce (in somma le piante si facevano ombra l' una con l' altra).

Erano nate le piante vascolari , cioè munite di vasi, le tracheofite.

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Madama la Piemonteisa ovvero: della bistecca e di tutti i suoi infiniti dintorni

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Uno studio ha valutato l'efficacia e la tollerabilità della finasteride 1mg sulla crescita dei capelli in uomini di età compresa tra 41 e 60 anni.

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Gli inibitori delle proteasi rappresentano un ausilio importantissimo nel trattamento dei pazienti HIV positivi. I più recenti protocolli prevedono l'associazione indinavir + ritonavir in quanto il ritonavir aumenta le concentrazioni plasmatiche dell'indinavir.

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Favorire il sonno, vincere il più possibile l #8217;insonnia rientra nelle più comuni prassi d #8217;intervento musicoterapeutico

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Il 28 settembre In puglia si svolgera la notte dei Ricercatori. un iniziativa atta ad avvicinare la società alla scienza.


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Medici di famiglia sempre più stressati e vittime di disagi psico-fisici legati alle difficoltà professionali: dallo 'svuotamento' delle risorse emotive e personali, con la sensazione di non aver più niente da offrire a livello psicologico, alla 'depersonalizzazione', ovvero lo sviluppo di atteggiamenti negativi di distacco, cinismo e ostilità. Fino a problemi legati alla sensazione di scarsa realizzazione personale. Disturbi che, però, colpiscono meno i camici bianchi che insegnano, che fanno i tutor e che hanno una segretaria o che comunque non lavorano da soli. Ad analizzare i 'disturbi professionali' dei medici di famiglia uno studio realizzato all'università di Modena sui camici bianchi e della cittadina, condotto da Maria Stella Padula, presidente della Simg Modena e professore a contratto di Medicina generale nell'ateneo modenese. Uno studio che sarà ulteriormente approfondito nei prossimi mesi per valutare anche l'impatto della personalità del medico sull'efficacia delle cure offerte ai pazienti.

"In pratica - spiega Padula - cercheremo di capire se a pazienti curati meglio corrispondono medici meno stressati. Lo faremo incrociando interviste di camici bianchi e pazienti, per studiare l'eventuale relazione tra le personalità dei pazienti e quelle dei medici". Obiettivo della ricerca già realizzata, invece, è quello di valutare nei camici bianchi l'impatto del 'burn-out', una sindrome tipica nei medici e, in generale, nelle persone che si prendono cura degli altri, caratterizzata da esaurimento emozionale, depersonalizzazione, riduzione delle capacità personali. I dati hanno confermato la gravità del problema, con livelli di prevalenza dei diversi disturbi paragonabili a quelli segnalati nei medici di medicina generale europei e italiani. In sintesi: la maggior parte dei professionisti modenesi è risultata emotivamente esaurita, circa la metà presenta livelli medio-alti di depersonalizzazione, ma più del 50 per cento conserva un buon grado di realizzazione personale. In particolare, in base a questionari ad hoc a cui ha risposto il 10,5 per cento dei medici modenesi, il 37,5 per cento degli intervistati presenta livelli alti di esaurimento emotivo, il 33,9  per cento livelli moderati, il 28,6 per cento bassi. Il 26,8 per cento presenta livelli alti di depersonalizzazione, il 28,6 per cento moderati, il 44,6 per cento bassi. Scarsa realizzazione personale, invece, viene denunciata dal 8,9 per cento dei professionisti intervistati mentre nel 35,7 per cento è a livelli moderati e nel 55,4 per cento bassi.

Meno stressati, in generale, i professionisti che insegnano o fanno da tutor, una possibilità reale a Modena dove, nella Facoltà di medicina è attivo l'insegnamento di Medicina generale con il coinvolgimento dei medici del territorio. Ma anche quelli che possono avvalersi di collaborazione: di una segretaria, di un'infermiera, oppure di un gruppo di medici in associazione. Sta meglio anche chi lavora in città. "Chi fa il tutor , segue uno studente oppure condivide il suo lavoro con altri - spiega Padula - si sente meno in posizione di 'secondo piano' rispetto al medico dell'ospedale che ha possibilità di carriera. E' anche stimolato ad aggiornarsi e non vive in condizione di isolamento. Credo che, nonostante i numeri consistenti sul malessere, ci siano dei dati positivi da cogliere. La professione del medico di famiglia sta cambiando, in particolare in aree come la nostra dove c'è una organizzazione avanzata per le cure primarie, con le cooperative, i dipartimenti, l'insegnamento. Iniziative che si stanno diffondendo sul territorio nazionale e che 'proteggono' i medici dallo stress professionale"

 

Da doctornews 

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