Bladderwrack Informazioni: Bladderwrack è una forma di fuco che è stato usato per secoli medico. L'uso principale del erbe è stato per la stimolazione della ghiandola tiroide come trattamento per l'obesità e la cellulite. L'alto contenuto di iodio erba stimola la funzione tiroidea, che aumenta il metabolismo. Essa | |
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| La combinazione di vari fiori di un sistema con effetti simili può usarsi come formula per il trattamento di determinata confusione. Si costituisce così una formula regionale che migliora i fastidiosi sintomi che colpiscono il paziente. Se si accordano fiori di distinti sistemi come quelli proposti stiamo utilizzando allora una formula interregionale. L'elezione è libera, secondo i criteri del terapeuta e le caratteristiche del paziente. Ovviamente che i fiori devono coprire gli stati emozionali negativi che si conoscano attraverso l'interrogatorio. L'azione sinergica dei fiori selezionati porterà l'equilibrio al paziente ed i suoi sintomi cominceranno a migliorare. Questa spiegazione sarà valida per tutte le confusioni che si descrivono nella web Di questi fiori si scelgono come esponiamo anteriormente, quelle che concordino coi sintomi emozionali del paziente, poiché ogni sposo in questione esibirà | |
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| Berros,limon, pomodoro, uve, ribes, fragole, lamponi, ciliegie, cipolla, prugne, mele, pere, ananas, carciofo, sedano, cavolo, prezzemolo, porro. Sedano, Apium graveolens L., Parti utilizzate: parte aerea, frutti ed a volte le radici. La parte aerea e radici possiedono essenza, limoneno, acido sedanónico e ólico, manitol, apiona, sali minerali (calcio) fosforo, ferro, vitaminizzi B1, B2, C e K, carotene, proteine e glúcidos. I frutti trattengono 2-3 percento di essenza costituita per terpeni con piccole quantità da anhidrico e lactonas dell'acido sedanólico e fenoles. Cumarinas, furanocumarinas, collina, tirosina, glutammina, asparagina, apiona, oleonesina. La parte aerea e radici sono diuretiche, aumentando l'eliminazione dei prodotti tossici del metabolismo, aperitivas, eupépticas, carminativas, colagogas, antiasmáticas e remineralizantes. Anche i frutti sono | |
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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.
| Tutte le possibilità che le Terapie Naturali Olistiche ci offrono per affrontare al meglio la trasformazione che la nuova stagione ci impone. Ecco in particolare gli Oli Essenziali e i Fiori di Bach contro ritenzione idrica e chili in eccesso! | |
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| La nostra mente ci sottopone a periodici e logoranti periodi di stress. Come possiamo affrontare questa lotta senza ricorrere a farmaci? | |
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Care amiche, cari amici che ci avete seguito in questo viaggio nelle dipendenze del terzo millennio, siamo giunti all'ultimo contributo da parte della nostra redazione scientifica, coordinata da Marco Mozzoni. E' stato un viaggio allo stesso tempo affascinante e drammatico, sicuramente affascinante per quanto attiene agli avanzamenti della ricerca scientifica (neuroscienze delle dipendenze, neurobiologia, neuroigaging ecc.), drammatico perché l'incontro con la sofferenza di chi vive questa condizione di "malattia dei nostri giorni" non è mai un'esperienza piacevole e può appagare soltanto per quanto si riesce a fare quotidianamente in termini di sostegno alla cura. Abbiamo cercato di fare luce e un poco di chiarezza in un settore troppo spesso preda di arroccamenti pregiudiziali e ideologie che con la fisiologia della dipendenza hanno poco a che fare. Speriamo di avere portato, anche per forma e stile, un modesto contributo a quella "comunicazione scientifica" ancora indecisa tra riduzionismo semplificatorio e tecnicismo per pochi, almeno nel nostro Paese. Altri progetti ci chiamano all'impegno, progetti mossi da analogo intento e scopo, ma in altre forme comunicative. Allora non ci resta che esprimere sentitamente un grazie a quanti ci hanno seguito con interesse e pazienza e un grazie all'ideatore e coordinatore della piattaforma Blogosfere, Marco Montemagno, che ha ospitato il nostro progetto, sensibile come pochi altri a questo problema, che sta mettendo letteralmente in ginocchio le nostre giovani generazioni con sempre nuove droghe e modalità di assunzione. Grazie infine a tutto lo staff di Blogosfere che non poche volte ci ha dato preziosi suggerimenti, a garanzia di un prodotto editoriale di qualità e di ampia diffusione attraverso le moderne tecnologie telematiche. Allora, arrivederci. Marco Mozzoni e la Redazione di Addiction | |
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| Presentato questa mattina, anche ad Alghero, un nuovo servizio di assistenza per persone di ridotta mobilita', che sara' presente in tutti gli scali europei | |
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| Le 3 fasi del ciclo riproduttivo:anagen, catagen e telogen. | |
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| Adesso il confronto con l'asl si sposta su progetti di lungo periodo | |
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| Salve , sono un ragazzo di 19 anni che non ha piu voglia di vivere la vita che sta passando, sto vivendo da ormai molti anni una situazione che mi sta logorando, non so piu chi sono, non riesco ad accettarmi.. | |
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| Vediamo le indicazioni precise per preparare in maniera corretta un buon olio da massaggio miscelando insieme gli oli essenziali e gli oli base. | |
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| I pazienti meno a rischio sono quelli con colesterolo LDL tra 2,8 e 3,8 mmol/L. I pazienti con LDL <2,8 mmol/L presentano un rischio di tumore più elevato del 74 per cento, mentre i pazienti con LDL >3,8 mmol/L presentano un rischio di tumore più elevato dell?87 per cento | |
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“Yoga. Fra storia, salute e mercato” di Federico Squarcini e Luca Mori, cerca di tracciare una genealogia dello yoga, dalle radici storiche fino all’attuale boom di mercato. Il libro è ben documentato e molto interessante. Cerca di non dare giudizi e parte dal presupposto che non è possibile individuare uno “yoga originario” da cui poi sarebbero derivati le diverse tradizioni e gli innumerevoli tradimenti. Due soli, piccoli difetti. Il primo è la sopravvalutazione del “fenomeno di mercato”. Dire che negli Stati Uniti nel 2006 quasi 20 milioni di persone praticavano yoga significa parlare di un fenomeno che interessa il 7% della popolazione. Ogni praticante di Yoga muove un certo giro di denaro, ma se consideriamo che questo può limitarsi a due cambi d’abito, un tappetino e circa 90 - 150 euro al trimestre di corso, si tratta di briciole rispetto a quel che richiede il semplice mantenimento di un’utilitaria o le spese mediche (anche se rimborsate da mutua o assicurazione) di una malattia cronica. Soprattutto se si considerano i vantaggi che la pratica costante può dare in termini di benessere complessivo e prevenzione di malattie. L’altro difetto è la confusione fra copyright e brevetto, effettuata quando, proprio per documentare “la posta in gioco”, si parla del presunto tentativo di brevettare lo yoga effettuato da Bikram Choudhury. In realtà, come già spiegato in questo post, ciò che Bikram ha fatto è stato attribuirsi il copyright, praticamente attraverso la pubblicazione in forma di libro, delle specifiche sequenze da lui ideate, diffidando chiunque dall’usare la dizione “Bikram Yoga” senza la sua autorizzazione. Il copyright è una cosa molto diversa dal brevetto, e in realtà la sua copertura ha luogo, senza particolari formalità, ogni volta che in Europa o negli Stati Uniti viene pubblicato un libro. Ecco due casi interessanti: 2. A pagina VI della “Bibbia” ed. La Civiltà Cattolica PIemme, fra le altre note, leggiamo “© 1974 Conferenza Episcopale Italiana s.r.l - Roma (Testo Sacro, 2a Ediz)”. Vuol dire che la Conferenza Episcopale Italiana (oltretutto nella forma giuridica di società a responsabilità limitata) ha “brevettato” la parola di Dio? No: semplicemente che i diritti di riproduzione di questa particolare traduzione della Bibbia appartengono (fra gli altri) alla CEI srl. Il testo ebraico è ovviamente di dominio pubblico, così come le traduzioni latine, italiane o in altre lingue anteriori a settant’anni fa. Ma questa particolare edizione, a partire dal 1974 e per tutto il periodo previsto dalla legge sul diritto d’autore, è di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana società a responsabilità limitata. E, siccome la Bibbia è il libro più venduto nel mondo e uno dei più venduti in Italia, anche questo è un bel business… Paradossi del mondo moderno. | |
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| È necessaria per la formazione normale delle ossa e per la ritenzione di calcio e fosforo nel corpo. Protegge anche i denti ed ossa contro gli effetti dal pianterreno consumo di calcio, facendo un uso più effettivo del calcio ed il fosforo. Chiamata anche 'vitamina suolare', la vitamina D si ottiene del tuorlo di uovo, fegato, tonno e latte arricchito con vitamina Anche D. si fabbrica nel corpo quando gli esteroles che si trovano in molti alimenti, si muovono alla pelle e ricevono l'irradiazione del Sole. L'insufficienza di vitamina D, o rachitismo, si dà raramente nei climi tropicali dove c'è abbondanza di raggi solari, ma ci fu un tempo in cui era comune tra i bambini delle città poco soleggiate prima di incominciare ad utilizzare latte arricchito con questa vitamina. Il rachitismo si caratterizza per deformità della scatola toracica ed il cranio e per gambe inarcate, tutto ciò prodotto per il brutto assorbimento di calcio e fosforo nel corpo. Poiché la vitamina D è solubile in grasso e si immagazzina nel corpo, il suo consumo eccessivo può causare intossicazione vitaminica, danni al rene, letargia e perdita di appetito. | |
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| È corretto prescrivere lo zinco ai pazienti con malattie dei capelli? | |
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| Emergenza idrica: non è uno scherzo, nè un problema che riguarda solo "paesi africani"...L'acqua è un bene PREZIOSO e in continuo spreco! | |
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Allordunque... Tags: amore, famiglia, foto, pazzia, divertimenti, organizzazione, mie creazioni, stefano, soddisfazioni, spese, casa nostra, a nudo, rinnovarsi ![]() | |
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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?. Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale. Fonte: LEGAMBIENTE | |
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| Un moderato consumo di vino rosso protegge persino dalle problematiche epatiche. | |
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Sacha Monotti, di BlogMeter uno strumento di ascolto della rete, è stato intervistato da Enrico Grazzini sul Corriere Economia di oggi e ha avuto la cortesia di citarci assieme a Hill&Knowlton, Ogilvy, Nielsen e altre multinazionali delle PR e dell’advertising come agenzia innovativa. Grazie a lui e a Grazzini, qui sotto uno screenshot (cliccare per ingrandire e leggere) Vi ricordo il nuovo blog, aggiornato spesso negli ultimi giorni: http://www.internetpr.it/ | |
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| Un crescente numero di persone ha una compromissione dell’immunità cellulare dovuta al normale declino conseguente all’avanzare dell’età, all’HIV-AIDS ed alla chemioterapia prolungata per trapianti o cancro. Queste persone hanno un rischio molto elevato di sviluppare un’infezione da herpes zoster (HZ). L’HZ raramente può essere confuso con altro ma non sempre è trattato in modo ottimale. Quando esso recede, può essere seguito da nevralgia post-herpetica (PHN). Gli uffici della IASP ricevono continuamente delle richieste di informazioni dal pubblico su problemi di dolore ed un numero altissimo di esse riguarda la PHN. Questa è nota per poter cambiare una felice età di pensionamento in una esistenza con dolore continuo, che addirittura può portare al suicidio. Nessun trattamento dell’HZ può garantire contro il PHN, tuttavia certi interventi terapeutici possono ridurne l’incidenza. | |
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