Natura e Salute solare

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Dong Quai è principalmente conosciuto per il suo uso nel trattamento di problemi delle donne, compresi, una mancanza di desiderio sessuale, i sintomi della menopausa, crampi e PMS. E 'utilizzato per aumentare gli effetti di ormoni in entrambi gli uomini e le donne ed è ampiamente utilizzato come afrodisiaco. È stato anche indicato per stitichezza, dolore, emicrania e mal di testa, alterazioni del ritmo cardiaco, aterosclerosi, proteggere il fegato, promuovere la minzione, promozione del sonno, la lotta contro l'infezione e lenitivo ulcere, promuovere la circolazione del sangue e riducendo la pressione sanguigna.

Dong Quai Informazioni:

Dong Quai è anche conosciuto come Angelica cinese ed è principalmente conosciuto per il suo uso nel trattamento delle donne problemi, tra cui la mancanza di desiderio sessuale, i sintomi della menopausa, crampi e PMS. Essa aiuti ad aumentare gli effetti di ormoni in entrambi gli uomini e le

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St John's wort è il numero uno di trattamento in Germania per la depressione ed è stato studiato da parte della Commissione E, il pannello di consulenza scientifica per il governo tedesco. Esso contiene diverse sostanze chimiche, tra cui hypericin, hyperforin, e pseudohypericin, che probabilmente sono le principali fonti di antidepressivi. È stato anche indicato per una varietà di disturbi tra cui ipotiroidismo, nevralgie, sciatica e mal di schiena, herpes zoster, herpes labiale e herpes, dolori articolari, traumi ed eczema.

St John's wort Informazioni:

St John's wort è diventata popolare di nuovo come antidepressivo. E 'il numero uno di trattamento in Germania ed è stato studiato da parte della Commissione E, il pannello di consulenza scientifica per il governo tedesco. Esso contiene diverse sostanze chimiche, tra cui hypericin, hyperforin, e pseudohypericin, che probabilmente sono le principali fonti di

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Esistono due forme possibili di raccontare la storia vitale dei personaggi che abitano o hanno abitato la Tierra:una li riduce a date, titoli, meriti monetari o pubblicazioni, l'altra si avvicina alla storia dell'anima espressa per mezza della personalità. E. Bach ebbe la sua biografia scientifica sfiorando la genialità. Era un professionista riconoscente, valorado,admirado, famoso, un triunfador.Pero inoltre possedeva un'anima grande che trasfigurava questo incarto

Nato in Montseley, vicino a Birmingham in Settembre di 1886, emerse dall'infanzia per il suo amore alla natura, per il suo carattere allegro, rivelandosi a poco a poco come un essere compassionevole che non poteva rimanere immobile davanti al dolore degli altri. Aiutò alla sua famiglia per tre anni nella fabbrica di ottone che possedevano, per cooperare così all'economia familiare prima di iniziare quello che era il suo maggiore anelito: gli studi di medicina che gli permetterebbero

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La costipazione o stipsi è una confusione dell'abitudine defecatorio regolare dell'individuo. È l'impossibilità o difficoltà per espellere le feci fecali che si presenta di forma subitanea o da molto tempo dietro, come una confusione cronica.

Essenze floreali utensili nel trattamento della stipsi:

Fiori di Bach
Cherry plum (Cerasifera)
Chicory (Cicoria)
Crab Apple (Melo silvestre)
 
Fiori Australiani (Bush)
Bluebell (Campana azzurra)
Bottlebrush (Spazzola di bottiglia)
Boronia (Boronia)
Sunshine Wattle (Acacia del sole)
 
Fiori della California
Basil (Basilico)
Sage (Salvia)
Chamomile (Camomilla)
Dandelion, Dente di Leone o Dente di leone,
Mullein (Candelaria)
Melograno (Granada)



Come abbiamo

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In questa sezione possiamo elencare unicamente piante che agiscono a livello dalla prostata: Sabal, Pigeum africano, Cipresso, Zucca.



SABAL, Sabal serulata Benth et HooK,

Si usa il frutto maturo e disseccato.

Composizione chimica:

Possiede abbondanti idrati di carbonio, manitol, materie grasse e lipasa. Olii essenziali, carotenoides e stuoia di ac. grassi, tra altri sta emergere, l'acido mirístico, láurico e valerianico. Acidi grasso libero, acido antranílico libero, steroidi, beta-sitosterol, palmitato, estigmaterol, campesterol.

Alcool grasso alifáticos come il hexacosanol, octacosanol e triacontanol che insieme al cicloartenol, di proprietà antinfiammatorie, contribuiscono all'attività terapeutica dell'estratto hexánico.

Flavonoides: routine, rhoifolina, isoquercitrina e kamferol.

Gli studi clinici delle proprietà hanno messo in

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Biodiesel alghe

L’ultima conferenza della FAO, che si è tenuta in giugno a Roma, ha prospettato per il futuro delle risorse agricole mondiali, uno scenario inquietante. La coltivazione su scala intensiva dei prodotti agricoli, come colza, canna da zucchero, palma,soia, mais,
patate, a scopo energetico, è entrata in forte competizione con le colture tradizionali da sempre alla base dell’alimentazione umana, basti pensare al mais o al riso, prodotti agricoli che costituiscono il fondamento di larghe fasce di popolazione di paesi non industrializzati, già fortemente penalizzati dai mutamenti climatici dovuto all’effetto serra, ai quali vengono sottratti i loro prodotti alimentari, per riempire i serbatoi delle auto dei paesi industrialmente progrediti o in forte crescita industriale come l’India e la Cina. Il risultato è stato un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, che rischia di affamare il pianeta.

Per contro, ci sono alcuni paesi da sempre in prima linea per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative,derivate dalle biomasse, come il Brasile,che hanno annunciato l’indipendenza energetica, azzerando di fatto l’importazione del petrolio dall’estero.

Il prezzo da pagare è comunque troppo alto, le biomasse ricavate dall’agricoltura, competono con la sopravvivenza del nostro pianeta; ma come conciliare la necessità di prendere le distanze dalla dipendenza energetica del petrolio e altri combustibili fossili senza depauperare l’ambiente circostante a causa della pratica della monocoltura, da sempre responsabile dell’impoverimento del terreno?

La risposta questa volta potrebbe venire dal mare, una fonte potenzialmente inesauribile di biocarburante, che solo marginalmente tocca la produzione agricola

alimentare, in quanto potenzialmente è un tipo di coltura implementabile anche su terreni scarsamente produttivi, fino ad ipotizzare i deserti e le zone paludose.

Già dai tempi dell’amministrazione Carter, negli Stati Uniti, il Department of Energy Office of Fuel Development, portò avanti un programma di ricerca per lo sviluppo di energie rinnovabili ricavate dalle alghe, il punto centrale di questo programma conosciuto come ASP (Aquatic Species Program) era la produzione di biodiesel ricavato da alcune specie di alghe, particolarmente ricche in contenuto lipidico e coltivabili in stagni, utilizzatrici per il loro metabolismo di CO2 prodotto dai residui di combustione delle piante.

Nel corso di un ventennio dall’inizio di questo programma la ricerca ha fatto dei passi da gigante per tutto quel che riguarda il loro metabolismo di crescita, merito delle nuove tecniche di manipolazione genetica e dei sistemi di produzione.

Gli studi dell’ASP hanno preso in considerazione tutti gli aspetti dell’algacoltura, dal modo di ottenere la resa maggiore in termini di olii, alle condizioni estreme di temperatura,pH, salinità.Attualmente l’Università delle Hawai dispone di una raccolta di 300 specie di microrganismi acquatici in larga misura alghe verdi e diatomee, a disposizione per la ricerca scientifica.

Le alghe in condizioni di stress ambientale, reagiscono producendo un surplus di sostanze oleose, specialmente in carenza di silice per le diatomee e nitriti per le alghe verdi.

Le alghe sono organismi fotosintetici, che necessitano della luce del sole per il loro metabolismo energetico. La fotosintesi è quindi il processo indispensabile per trasformare l’energia solare in sostanze nutritive, combinando l’acqua con l’anidride carbonica per produrre biomasse. Dopo aver studiato numerose specie acquatiche,l’interesse dei ricercatori ASP, è stato focalizzato sullo studio delle microalghe, la cui prospettiva in termini di resa di olio combustibile è molto più interessante rispetto alle macroalghe e agli organelli emergenti.

Le microalghe sono classificabili in quattro classi distinguibili per la loro pigmentazione, il loro ciclo biologico e la loro struttura cellulare:

  1. Diatomee ( Bacillariophyceae ). Queste alghe sono costituenti del fitoplancton marino, ma vivono anche in acque fresche e salmastre. Contengono nella loro parete cellulare, silice polimerizzata, immagazzinano carbonio sotto forma di olio naturale e polisaccaridi noti come chrysolaminarin;

  2. Alghe verdi (Chlorophycee ). sono abbondantissime nelle acque fresche; sul piano dell’evoluzione, sono considerate le progenitrici delle piante. Si trovano isolate o in colonie, immagazzinano principalmente amidi, ma al verificarsi di determinate condizioni di crescita possono produrre olii.

  3. Alghe azzurre ( Cyanophiceae ). Sono organizzate come le specie batteriche, rivestendo un ruolo centrale nella fissazione dell’azoto atmosferico.

  4. Alghe gialle ( Chrysophyceae ). questo gruppo presenta delle somiglianze con le Diatomee, hanno una pigmentazione tendente al giallo, e hanno come habitat le acque fresche. Immagazzinano oli naturali e carboidrati.

Attualmente la ricerca è orientata verso lo studio delle diatomee e delle alghe verdi.
La loro semplicità strutturale unita al fatto che crescono in sospensione acquosa, permette un facile accesso alla conversione della luce solare, all’acqua, alla CO2 e agli altri fattori di crescita.
Per questa serie di ragioni, le microalghe sono capaci di produrre 30 volte l’equivalente in olio rispetto alla stessa area coltivata con colture convenzionali, tipo mais, soia e quant’altro. In termini di resa energetica basti pensare che le alghe hanno una resa quattro volte superiore alla canna da zucchero e 45 volte superiore all’olio di colza. Altro aspetto non trascurabile è il fatto che viene annullato l’impatto ambientale, perché azzerano le emissioni di CO2, anzi, la catturano dall’ambiente circostante in quanto si tratta di un elemento indispensabile alla loro crescita, per riconvertirla in una sostanza oleosa ad alta densità.
Gli scarti che residuano dopo la spremitura dell’olio vengono usati per la produzione di idrogeno.
Le ? algae farms ? sono costituite da vasche aperte, poco profonde, nelle quali la CO2 proveniente in genere dalle emissioni di industrie vicine alla farm o dalla combustione di residui legnosi e carbone fossile, viene immessa nella vasca sotto forma di bolle che vengono catturate dalle alghe.
Le vasche sono progettate secondo un percorso, nel quale alghe, acqua e nutrienti circolano attorno ad un percorso obbligatorio, un motore elettrico provvede a convogliare il flusso. Le alghe sono sospese in acqua e con regolarità devono subire dei rimontaggi per essere esposte alla luce del sole. Si tratta naturalmente di un sistema operativo a ciclo continuo, la cui superficie tecnicamente è misurata in termini di superficie per la cattura del sole, mentre la resa viene misurata in termini di biomasse prodotte in un giorno per unità di superficie esposta.
Oltre agli oli combustibili e all’idrogeno, altri prodotti possono essere convenientemente ricavati dalle biomasse, i principali sono :
il metano,ottenuto per gassificazione biologica o termica; l’etanolo per via fermentativa.
I dati relativi alla resa energetica, attualmente sono da riferire ad impianti a basso costo, a sviluppo superficiale oppure a bolle di polietilene, ma tutto il mondo si sta attivando per la progettazione su scala industriale di impianti a sviluppo tridimensionale irradiati da sorgenti di luce artificiale. Alcune grandi industrie stanno già investendo nella realizzazione di impianti funzionanti su scala industriale, particolarmente interessata a questa tecnologia è il colosso americano BOEING, sponsor ufficiale del prossimo congresso che si terrà a Seattle, dal quale si spera di avere ragguagli positivi circa questa fonte energetica rinnovabile e pulita che viene dal mare.

Fonte www.demetra.org


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Il saluto al sole, nelle sue diverse varianti, è probabilmente la pratica più completa per riscaldamento, allenamento e scioglimento di tutti i muscoli del corpo. Il suo vantaggio principale, tanto per lo sportivo quanto per il praticante di yoga, è che, una volta imparato, quattro o cinque ripetizioni del saluto al sole possono essere fatte in pochi minuti, sciogliendo e muovendo ogni parte del corpo.

È una pratica che deve essere ancora scoperta dagli sportivi e che potrebbe essere molto preziosa, in particolare per scherma, surf, ping pong, pallavolo, beach volley, golf, tennis e altri sport che richiedono agilità, flessibilità e allungamento. Nel caso degli sport asimmetrici inoltre può essere un validissimo esercizio per contribuire a compensare lo squilibrio fra parte destra e parte sinistra del corpo.

Consigli utili:

1. Imparare la sequenza prima nel suo andamento generale, concentrandosi nel perfezionamento dei dettagli solo quando la sequenza è ben memorizzata.

2. Se la sequenza è troppo intensa è possibile intervenire in due modi: adottando versioni semplificate delle posizioni più ostiche; riposando per qualche respiro, in particolare durante la posizione degli otto punti (in cui ome variante ci si può sdraiare ventre a terra) oppure durante il cane che guarda in basso (in cui si possono anche appoggiare le ginocchia a terra, se le articolazioni non sono ancora abbastanza sciolte e robuste per mantenerla confortevolmente).

3. Se, rispetto alla sequenza completa tradizionale, le varianti o sequenze alternative sono più gradite, praticare quelle senza complessi.

4. Quando la sequenza comincia ad essere ben memorizzata, cominciare ad osservare i particolari (posizione delle mani, dei piedi, le dita, gli allineamenti) per migliorarli progressivamente.

5. È possibile praticare sia velocemente sia lentamente. Nel primo caso la pratica diventa molto intensa e procede al ritmo di un asana per ogni respiro (con la possibilità di riposare per alcune respirazioni durante il cane che guarda in basso) e può essere anche un buon allenamento anaerobico, anche se col procedere dei mesi l’effetto anaerobico si attenua perché il sistema cardiocircolatorio si adatta al movimento. Nel secondo caso la pratica mantiene un importante effetto fisico e comporta un diverso effetto sulla consapevolezza corporea.

Per studiare e apprendere la pratica tradizionale, consiglio il libro “Surya Namaskara, una tecnica di rivitalizzazione solare” di Paramahansa Satyananda (edizioni Satyananda Ashram Italia) perché è probabilmente la pubblicazione più completa sul tema disponibile oggi in italia. Un ottimo riferimento è anche “Il Saluto al sole” di Giorgio Lombardi (nessuna parentela), edito da Magnanelli. Entrambi descrivono molto bene la sequenza tradizionale, quella che viene considerata probabilmente la più antica.

Oltre alla versione classica descritta dai due libri segnalati, esistono altre versioni del Saluto al sole. Inoltre è possibile introdurre nella sequenza varianti che, a seconda del livello di preparazione del praticante, facilitano la pratica oppure la rendono più intensa. Esiste persino una versione di saluto al sole eseguibile stando seduti su una sedia. Si tratta di una variante studiata per gli anziani, per chi ha limitazioni nel movimento e per chi desidera effettuare la pratica anche in ufficio, come pausa rigenerante.

In commercio ci sono inoltre innumerevoli dvd sul tema, perché quasi ogni maestro importante, soprattutto negli Stati Uniti, ha ritenuto opportuno dire la sua sul Saluto al sole.

Per chi non ha modo di procurarsi qualche dvd, è possibile vedere delle interessanti esecuzioni del saluto al sole (prevalentemente le versioni dell’Ashtanga Yoga di K. Pattabhi Jois) su Youtube, cercando “surya namaskar”, “surya namaskara”, “saluto al sole” e anche altre keyword.


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Conosciute anche col nome di complesso vitaminico B, sono sostanze fragili, solubili in acqua, varie delle quali sono soprattutto importanti per metabolizzare gli idrati di carbonio.

B1
La tiamina o vitamina B1, una sostanza cristallina ed incolore, agisce come catalizzatore nel metabolismo dagli idrati di carbonio, permettendo di metabolizzare l'acido pirúvico e facendo che gli idrati di carbonio liberino la sua energia. Anche la tiamina partecipa alla sintesi di sostanze che regolano il sistema nervoso. L'insufficienza di tiamina produce beriberi che si caratterizza per debolezza muscolare, infiammazione del cuore e crampi nelle gambe, e, in casi gravi, perfino attacco al cuore e morte. Molti alimenti contengono tiamina, ma pochi l'apportano in quantità importanti. Gli alimenti più ricchi in tiamina sono il maiale, le viscere, fegato, cuore e reni, lievito di birra, carni magre, uova, vegetali di foglia verde, cereali interi o arricchiti, germe di grano, baie, frutti secchi e legumi. Macinando i cereali li è tolti la parte del grano più ricca in tiamina, di lì la probabilità che la farina bianca ed il riso bianco raffinato non abbiano questa vitamina. La pratica, abbastanza estesa, di arricchire la farina ed i cereali ha eliminato in parte il rischio di un'insufficienza di tiamina, benché si presenti ancora in alcolizzato che soffrono deficienze nella nutrizione.

B2
La riboflavina o vitamina B2, come la tiamina, agisce come coenzima, cioè, deve accordarsi con una porzione di un altro enzima per essere effettiva nel metabolismo degli idrati di carbonio, grasse e specialmente nel metabolismo delle proteine che partecipano al trasporto di ossigeno. Agisce anche nel mantenimento dalle membrane mucose. L'insufficienza di riboflavina può complicarsi se c'è carenza di altre vitamine del gruppo B. i Suoi sintomi, non tanto definiti come quelli dell'insufficienza di tiamina, sono lesioni nella pelle, in questione vicino alle labbra ed il naso, e sensibilità alla luce. Le migliori fonti di riboflavina sono il fegato, il latte, la carne, verdure di colore verde oscuro, cereali interi ed arricchiti, pascola, pane e funghi.

B3
La nicotinamida o vitamina B3, Vitamina del complesso B il cui struttura risponde all'amida dell'acido nicotinico o niacina, funziona come coenzima per liberare l'energia dei nutriente. Si conosce anche come Vitamina PP. L'insufficienza di niacina o acido nicotinico produce pellagra il cui primo sintomo è là un'eruzione simile ad una scottatura solare dove la pelle rimane esposta alla luce del Sole. Altri sintomi sono lingua rossa e gonfia, diarrea, confusione mentale, irritabilità e, quando si vede affettato il sistema nervosa centrale, depressione e confusioni mentali. Le migliori fonti di niacina sono: fegato, uccelli, carne, salmone e tonno inscatolati, cereali interi o arricchiti, piselli (piselli), grani secchi e frutti secchi. Anche il corpo fabbrica niacina a partire dall'aminoacido triptófano. Si sono usati sperimentalmente overdose di niacina nel trattamento della schizofrenia, benché nessuna prova abbia dimostrato la sua efficacia. In grandi quantità riduce i livelli di colesterolo nel sangue, e è stato molto utilizzata nella prevenzione e trattamento dell'arterioesclerosis. La grande dose in periodi prolungati può essere dannosa per il fegato.

B6
La piridoxina o vitamina B6 è necessario per l'assorbimento ed il metabolismo di aminoacidi. Agisce anche nell'utilizzo di grasso dal corpo e nella formazione di globuli rossi. L'insufficienza di piridoxina si caratterizza per alterazioni nella pelle, crepe nella commessura delle labbra, lingua depapilada, convulsioni, nausee, nausee, anemia e pietre nel rene. Le migliori fonti di piridoxina sono i grani interi, arricchiti li, cereali, pane, fegato, avocado, spinacio, fagiolini, ejotes, e banana. La quantità di piridoxina necessario è proporzionale alla quantità di proteina consumata.

B12
La cobalamina o vitamina anche B12 si conosce come cianocobalamina, una delle vitamine isolate più recentemente, e è necessaria in quantità infime per la formazione di nucleoproteínas, proteine e globuli rossi, e per il funzionamento del sistema nervoso. L'insufficienza di cobalamina si deve frequentemente all'incapacità dello stomaco per produrre una glicoproteína (fattore intrinseco) che aiuta ad assorbire questa vitamina. Il risultato è un'anemia perniciosa, coi caratteristici sintomi di brutta produzione di globuli rossi, sintesi difettosa della mielina, guaina nervosa, e perdita dell'epitelio, coperta membranosa, del tratto intestinale. La cobalamina si ottiene solo di fonti animali: fegato, reni, carne, pesce, uova e latte. Ai vegetariani è consigliato loro di prendere supplementi di vitamina B12.

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Sono in molti a schierarsi contro un ritorno italiano al nucleare, sul sito Prorinnovabili si trovano alcuni interessanti punti che giocano contro l'energia del nucleo di vecchia generazione.

Tratto dal sito Prorinnovabili.it:

Le recenti dichiarazioni del ministro Scajola che ripropone le centrali nucleari non sono realizzabili. Sono le stesse di 5 anni fa, dello stesso ministro, regolarmente rimaste sulla carta

In realtà è sufficiente considerare il caso del deposito scorie di Scandicci per capire che le centrali nucleari non si faranno mai. I veti incrociati delle autorità locali e la reazione popolare non lo permetteranno.

Tuttavia esistono ulteriori motivi che rendono irragionevoli e non convenienti le centrali nucleari.

1) L?Italia non ha più una base industriale né una tecnologia nucleare. La prima dovrebbe essere ricostruita la seconda importata con gravi costi.

2 I costi preventivati dagli esperti pro nucleare sono altamente ottimistici. I sette anni dichiarati per la loro costruzione non sono realistici. La centrale nucleare francese in costruzione in Finlandia è già in ritardo di 2 anni con gravi costi supplementari. Un recente studio del MIT sostiene che i tempi effettivi di costruzione sono di 109 mesi senza contare le autorizzazioni.
In un paese come l?Italia paralizzata da ritardi cronici, burocrazia, veti incrociati, interessi lobbistici, i tempi e quindi i costi sono destinati a gonfiarsi a dismisura. Tutto sarebbe ovviamente a spese del debito pubblico o del cittadino.

3) Da numerosi studi è emerso che i costi di chiusura delle centrali nucleari (decomissioning) non è valutabile con precisione e rischia di essere molto più salato del previsto. Per ora la Francia rinvia il problema dilatando il periodo di servizio da 30 a 40 anni e forse addirittura a 60 anni. Uno studio della British Nuclear Decommissiong Authority ha nel 2006 valutato in £. 70 mld (105 mld euro) il costo per la chiusura delle centrali nucleari inglesi. (*)

4) Poco chiari sono anche i costi della gestione delle scorie nucleari, senza contare i rischi.

5) I tempi lunghissimi di costruzione implicano costi elevati in termini di anticipo di capitali che verrebbero ripagati molti decenni dopo.

6) Il materiale fissile non è illimitato né una fonte di energia rinnovabile.

7) Le fonti alternative, eolico e solare in primis, stanno diventando sempre più competitive. La società Nanosolar in California è già in grado di creare celle fotovoltaiche a meno di 1 $ per watt mentre il settore non ha ancora beneficiato delle economie di scala né di tutti i progressi tecnologici sviluppati in laboratorio.

La volontà del ministro di riproporre le centrali nucleari sembra rispondere a una logica di centralizzazione e rafforzamento del controllo politico sulla produzione dell?energia elettrica e non ad una politica innovatrice che gioverebbe a molte piccole aziende emergenti locali nella tecnologia avanzata e nell?installazione.


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Regione Toscana compatta nel dire no al nucleare. Durante Terra Futura sul tema sono intervenuti sia il presidente Claudio Martini, sia l?assessore Anna Rita Bramerini. «E? una scelta che guarda più al passato che al futuro ? ha detto Martini - , anche se per il momento siamo solo al livello di annuncio. Se si pensa ad iniziare la costruzione di centrali nucleari tra cinque anni, vuol dire che si useranno vecchie tecnologie. E questo non va bene. Sul resto registro che non c?è alcun dibattito scientifico in corso e che si è di fonte ad un doppio rischio: di marginalizzare il dibattito sul risparmio e sull?efficienza energetica e insieme la questione dello sviluppo dell?energia prodotta da fonti rinnovabili, che invece è assolutamente indispensabile accrescere».

«Ricerca e innovazione tecnologica ?ha detto Anna Rita Bramerini aprendo questa mattina alla Fortezza da Basso la XIII Conferenza regionale sull?ambiente - sono le due gambe su cui poggia il Piano energetico regionale, che affronta il tema energia senza spot come quelli sul nucleare e che si pone il problema di come colmare il divario che separa l?Italia dal resto dell?Europa nella produzione di energia da fonti rinnovabili».

«Abbiamo aziende del settore ? ha aggiunto ?che ci chiedono di insediarsi in Toscana e teniamo come modello quello tedesco, un Paese in cui gli addetti dell?industria delle rinnovabili hanno superato il numero di quelli del settore auto. Occorre che i privati e il pubblico facciano leva sui 105 milioni di euro che da qui al 2013 metteremo a loro disposizione come cofinanziamento degli investimenti».

All?evento era presente anche il premio Nobel 1988 per la fisica Jack Steinberger (Nella foto), che ha promosso lo sfruttamento del sole per produrre energia, dimostrando, dati alla mano, che è questa la vera fonte energetica del futuro. Steinberger ha anche annunciato ?la fine delle riserve petrolifere entro 25 anni, di quelle di gas naturale entro 35 e del carbone entro 60? e ha parlato «della necessità di una risposta globale a questi problemi».

«Non sono contrario al nucleare ? ha detto Steinberger ? ma deve risolvere i problemi delle scorie, degli incidenti e della sua vulnerabilità agli atti di terrorismo, quindi preferisco utilizzare il solare. In ogni caso la sfida per produrre energia da fonti rinnovabili a costi accettabili può essere vinta e la scommessa per il futuro è rappresentata dallo sfruttamento del solare: è sufficiente una piccola porzione dei molti deserti esistenti per produrre l?energia che ci serve».

L?assessore regionale all?energia, Anna Rita Bramerini, ha aggiunto che peraltro secondo ciò che sostengono scienziati e tecnici lo sviluppo del nucleare di terza generazione è poco conveniente economicamente e non è ancora riuscito a risolvere il problema dello smaltimento delle scorie, quindi sia economicamente che ambientalmente è davvero poco sostenibile.

«Solo se, con il nucleare di quarta generazione ? ha aggiunto Bramerini - riusciremo a risolvere il problema delle scorie radioattive, sarà possibile prendere in considerazione l?opzione nucleare. Per il momento la vedo poco praticabile. In ogni caso l?Italia deve conquistare un ruolo di primo piano nella ricerca del nucleare di quarta generazione e le uniche due questioni su cui vale davvero la pena di scommettere, sono la ricerca e l?innovazione tecnologica in campo energetico».

(Fonte: Greenreport)

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26 maggio 2008 ? Il nucleare che il governo dice di voler avviare entro fine legislatura sarà di terza generazione, e non di quarta generazione (quello ?sicuro?, e senza rifiuti radiottivi, ma ancora al livello embrionale) come promesso dalla maggioranza al governo in campagna elettorale. Ci sarebbe già un piano per realizzarlo ? al quale si è lavorato già da molto prima delle elezioni ? con tanto di elenco di siti.

Sabato il quotidiano ?La Repubblica? ha rivelato il progetto dell?esecutivo gestito ?o dalla sola Enel o da un consorzio pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore?.

Il progetto riguarderebbe "quattro centrali di terza generazione" che "nel 2020 copriranno almeno il 10 per cento dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6 mila MW, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive?.

Che sia da sola, o insieme ad altre, il programma porta la firma dell?Enel che dovrebbe presentare nei prossimi giorni il ?piano articolato? al governo, al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese.

?Il progetto dell?Enel ? scrive il giornale - stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l?allestimento del contesto normativo, due per l?iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera?.

La tecnologia indicata ?è quella del nucleare di ?terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell?Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive)?.

I tecnici Enel sfrutterebbero ?la competenza tecnologica? acquisita nelle esperienze all?estero del gruppo, ?in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne? e ?in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr?.

Il piano sarebbe concepito su tre ?livelli?. C?è innanzitutto quello normativo. Attraverso ?una legge delega? sarebbe definito ?il contesto? all?interno del quale inserire ?singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli?. Tra i suoi compiti quello di rivedere ?il titolo V della Costituzione? (quello cioè che ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali) per riportare le ?scelte strategiche? al livello nazionale limitando ?il peso degli enti locali?.

Il ?secondo livello? riguarda l?identificazione dei siti per le centrali e lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel ?non fa nomi?, lasciando la scelta a ?governo? e ?Parlamento?. Tuttavia la ?pole position? spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda la discarica delle scorie nucleare l?opzione più ec? sarebbe il ?sito provvisorio?.

Il ?terzo livello?, infine, è quello finanziario. Ovvero la determinazione del costo dell?intero progetto ?mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: "da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia?.

Sulla localizzazione degli impianti interviene Andrea Poggio (Legambiente) citando una notizia in possesso di Radio popolare. Poggio sostiene che esiste già un elenco di sei siti tra i quali scegliere, di cui 3 al nel Nord.

"Radio Popolare - afferma Poggio - riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa.

"Ecco i siti proposti:

- Chivasso (Torino) di Edipower.
- Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon).
- Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem di Milano e Asm di Brescia).
- Ostiglia (Mantova) di Endesa.
- Sermide (Mantova) di Edipower.

Tutti i siti scelti, spiega Poggio, ?sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo ?spegnersi? tutte le notti?.

Sono inoltre ?tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60 per cento) del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale.

?Senz'altro ? sottolinea Poggio - l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume.

Sul fronte dell?accettabilità sociale ?sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 chilometri da Torino la prima e a 27 chilometri da Milano la sconda. È essa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare?.

Resta l'assurdo, affonda Poggio, di una ?Italietta? spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari".

E per questo: "Anche contro questa italietta scendiamo in piazza il 7 giugno, una manifestazione già prevista, che resta soprattutto contro i cambiamenti climatici: ?In marcia per il clima?, ma che coglierà l'occasione anche di dire no all'atomo insieme a un centinaio di associazioni, unite dietro un grande striscione: ?+ efficienze e solare, che c'azzecca il nucleare??

(FONTE: Zeroemission.TV)

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Il Ministro Scajola, ha annunciato ieri che entro 5 anni l'attuale governo riuscirà a porre le prime pietre per costruire delle nuove Centrali Termonucleari. Sul tema nucleare però si continua a fare molta politica e poca informazione. A mio modesto modo di vedere le cose prima di parlare in maniera seria e consapevole di nucleare in Italia bisognerebbe considerare alcune cose molto importanti.

  1. In Italia prima di pensare ad una nuova era nucleare si dovrebbe pensare a risolvere i problemi della vecchia; dismissione delle vecchie centrali, stoccaggio delle scorie e bonifica dei siti. Il tutto costerà 5 Miliardi di Euro da dover spendere per poter mettere in sicurezza entro il 2021, in un sito di superficie gli 80 mila metri cubi di materiale radioattivo proveniente dallo smantellamento delle vecchie centrali, dalle scorie di quest'ultime, dagli ospedali e da usi industriali.
  2. In Italia la politica non riesce ormai da anni, neanche a far riaprire delle discariche, figuriamoci imporre alla cittadinanza delle mega strutture come quelle di un reattore Termonucleare. Per la scelta di un sito idoneo si impiegherebbero anni.
  3. In Italia l'energia non manca e non costa molto, visto che ne sprechiamo circa il 50%.
  4. Spagna e Germania che nell?ultimo ventennio hanno investito molto nel Nucleare lo stanno abbandonando per vari motivi: Troppo costoso,troppo sporco, troppo rischioso.
  5. L?Italia, paese in cui l?elettricità viene in gran parte da gas naturale (il cui prezzo è indicizzato sul petrolio), sono i trasporti il settore dove persone e merci vanno a petrolio (l?80%) e nel quale i rincari attuali sono insostenibili.

Ma al di là degli annunci senzazionali, non si parla mai del PEN, Piano Energetico Nazionale. Prima di parlare di questa o di quella fonte energetica, dei rischi e dei vantaggi, bisogna passare in rassegna tutte le fonti energetiche attualmente in funzione in Italia. Bisogna considerare quelle che possono essere implementate come Geotermico, Idroelettrico, Fotovoltaico, Eolico, bisogna considerare i vantaggi delle forniture estere e del risparmio energetico, bisogna considerare i costi di tutte le fasi di costruzione degli impianti, compresa la dismissione, i costi della sicurezza, l'impatto sulla salute pubblica, e per tutte bisogna applicare una Valutazione d'Impatto Ambientale seria e scrupolosa. Redatto un quadro completo quindi, considerare quali fonti di energia utilizzare. Insomma prima di avviare un processo così lungo e costoso, serve un progetto serio e condiviso da tutti, e il Pen servirebbe proprio a questo a individuare i punti di forza e di debolezza del sistema energetico Italiano, così da poterlo migliorare. Ma senza false ideologie, non ci si può sedere al tavolo delle trattative, e dire a priori "voglio o non voglio il nucleare o il solare ecc." non è una questione ideologica. E' una questione che riguarda diversi campi; l'Ambiente, la Tecnologica, l'Economica e la Società.

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?Nel periodo 2008-12 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica mondiale, e quindi il contributo alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti di queste tecnologie verdi, dovrebbe essere almeno quattro volte superiore rispetto al contributo aggiuntivo netto del nucleare, considerando anche la chiusure delle vecchie centrali?. È quanto scrive Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, nell?editoriale della newsletter mensile dell?associazione KyotoClubNews.

(Fonte: Contoenergia)

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Benefico per la cute, protegge da rughe e scottature come una crema solare.

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Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo
Una ricerca svoltasi presso l?Università del Maryland e cominciata con i batteri provenienti dalla Baia di Chesapeake ha portato alla scoperta di un processo chimico in grado di convertire grandi volumi di prodotti vegetali di ogni sorta, dalla carta usata fino agli scarti della produzione della birra, in etanolo e altri biocombustibili alternativi al gasolio e alla benzina.

I cosiddetti biocombustibili cellulosici possono infatti essere prodotti a partire da tutti i vegetali che non si presentano in forma di grani o semi e risultano quindi di grande importanza ecologica, da momento che possono essere ottenuti da materiali che non hanno alcun valore alimentare, come i prodotti di scarto dell?agricoltura, inclusi paglia, tutoli e brattee del mais.

Il processo è stato messo a punto anche grazie alla collaborazione con la piccola società Zymetis: il suo segreto è lo sfruttamento del batterio S. degradans, che si trova abitualmente nelle foglie di erba della pampa (Hymenachne amplexicaulis) della Baia di Chesapeake, il più grande estuario degli Stati Uniti, compreso tra gli stati della Virginia e del Maryland.

Tale ceppo batterico, infatti, produce un enzima che permette la conversione di materiale vegetale in zucchero, che a sua volta può essere convertito in biocombustibile.

In realtà i ricercatori della Zymetis non sono stati in grado di isolare il batterio in natura, ma hanno scoperto come produrre l?enzima in laboratorio. Il risultato è un composto chimico chiamato Ethazyme, che degrada le resistenti pareti delle cellule dei materiali cellulosici e converte direttamente l?intero materiale vegetale in zuccheri pronti per la trasformazione in biocombustibile, con un costo significativamente inferiore e con minore utilizzo di composti tossici rispetto al metodo convenzionale.

Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo. Stando alle proiezioni, il mercato degli enzimi per biocombustibili potrebbe arrivare a un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tenuto conto anche dedll?energy bill, la legge approvata dal Senato degli Stati Uniti e che dà mandato alle compagnie petrolifere di produrre 21 miliardi di galloni di etanolo ricavato dalla cellulosa entro il 2022.


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Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo

Una ricerca svoltasi presso l?Università del Maryland e cominciata con i batteri provenienti dalla Baia di Chesapeake ha portato alla scoperta di un processo chimico in grado di convertire grandi volumi di prodotti vegetali di ogni sorta, dalla carta usata fino agli scarti della produzione della birra, in etanolo e altri biocombustibili alternativi al gasolio e alla benzina.

I cosiddetti biocombustibili cellulosici possono infatti essere prodotti a partire da tutti i vegetali che non si presentano in forma di grani o semi e risultano quindi di grande importanza ecologica, da momento che possono essere ottenuti da materiali che non hanno alcun valore alimentare, come i prodotti di scarto dell?agricoltura, inclusi paglia, il tutolo o le brattee del mais. Il processo è stato messo a punto anche grazie alla collaborazione con la piccola società Zymetis: il suo segreto è lo sfruttamento S. degradans, che si trova abitualmente nella marsh grass Chesapeake Bay.

Tale ceppo batterico infatti produce un enzima che permette la conversione di materiale vegetale in zucchero, che a sua volta può essere convertito in biocombustibile.In realtà i ricercatori della Zymetis non sono stati in grado di isolare il batterio in natura, ma hanno scoperto come produrre l?enzima in laboratorio. Il risultato è un composto chimico chiamato Ethazyme, che degrada le resistenti pareti delle cellule dei materiali cellulosici e converte direttamente l?intero materiale vegetale in zuccheri pronti per la trasformazione in biocombustibile, con un costo significativamente inferiore e con minore utilizzo di composti tossici rispetto al metodo convenzionale.

Secondo le dichiarazioni dei ricercatori, a pieno regime il processo Zymetis potrebbe arrivare a una produzione di 75 miliardi di galloni ? pari a 280 miliardi di litri ? all?anno di etanolo. Stando alle proiezioni, il mercato degli enzimi per biocombustibili potrebbe arrivare a un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tenuto conto anche dedll?energy bill, la legge approvata dal Senato degli Stati Uniti e che dà mandato alle compagnie petrolifere di produrre 21 miliardi di galloni di etanolo ricavato dalla cellulosa entro il 2022.

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Prefazione

La città nel suo insieme è un essere vivente. Non è solo un paesaggio geografico e urbano, un punto di confluenza di civiltà, di creatività e cultura, ma è anche una coscienza, un?anima e delle qualità energetiche che trovano espressione nel suo paesaggio fisico. Sono da tre anni impegnato in un lavoro di decodifica del paesaggio sacro di Milano nei suoi aspetti simbolici ed energetici. In particolar modo nel rintracciare le tracce che Il Divino Femminile, la Dea, hanno lasciato in alcuni luoghi della città, questi caratterizzano nel loro insieme la qualità dell?anima di Milano.
Marko Pogacnik con il suo lavoro e il suo seminario, tenutosi a Milano nel Febbraio dell?anno trascorso, ci ha donato una maggiore comprensione del ruolo dell?anima di Milano, che amo chiamare la ?Dea Nascente?, ponendola in relazione ad un contesto europeo.



Milano nel Plesso Solare europeo

Milano non ha solo un?importanza energetica per la Lombardia e la Val Padana. Questo punto rientra, assieme a Venezia, in una struttura energetica molto più vasta, che è stata studiata e rilevata da Marko Pogacnik. Nel corso dei suoi interventi come terapeuta della Terra, Marko ha potuto tracciare una possibile struttura energetica dell'Europa, che attraversa il continente come una "colonna vertebrale" che, partendo dall'isola di Creta, suo "chakra-radice", si estende sino all'Islanda, che svolge la funzione ed esprime le qualità di suo ?chakra-corona?.
In una zona a Nord e a Sud delle Alpi, compresa tra Zagabria e Francoforte, tra Praga e Milano e tra Berna e Strasburgo, pulsa un "campo d?energia" con le qualità e la funzione del Plesso Solare.
All'interno di questo campo energetico, ogni luogo e città alimenta, sostiene e contribuisce a definire il campo energetico vitale del plesso solare europeo.
Il ruolo di Milano all?interno di questo campo energetico si può esprimere nell?assunto di ?luogo della memoria delle Sorgenti della Vita?.

Liberando questa consapevolezza in noi, ricercando il contatto con la fonte interiore della nostra vita, del nucleo divino del nostro essere terrestre ? riscoprendoci figli della Dea -, mettendoci in risonanza con i suoi punti energetici possiamo risvegliare questa memoria nella "coscienza" della città che abbiamo costruito in questo particolare luogo della Terra, di cui abbiamo dimenticato la natura sacra. Individuando i suoi possibili blocchi energetici, e sciogliendoli dentro di noi, individualmente o in gruppo, tramite azioni creative (come la meditazione, le visualizzazioni, l'immaginazione e il canto armonizzante) aiutiamo Milano ad esprimere pienamente le sue qualità, il suo archetipo, il suo scopo, e a liberare la sua creatività generatrice.





Nota finale:
per specificare un pò.


Il Plesso Solare Europeo

Il modello dell?Asse Centrale europeo,
in un esperimento di Arte Ecologica.



Un modello fisico ed energetico del campo di forza che sostiene il Plesso Solare europeo, iniziato nel 2005 è in fase d?ultimazione a Zagabria.
Un grande cerchio di ?geopuntura? composto da 61 blocchi di granito, che sono disposti nello spazio come in figura.
Il cerchio di geopuntura, si ispira all?antica arte megalitica, rielaborata da Marko Pogacnik, e riadattata alle nostre attuali conoscenze dell?arte geomantica, è un insieme di pietre che disposte nello spazio, secondo precisi schemi, creano delle risonanze capaci di interagire con i campi di forza planetari e di specifici luoghi.

Sulle pietre sono scolpiti dei cosmogrammi, che sono dei segni visivi, capaci di interagire con il campo energetico planetario e del luogo per informarli.
Essi sono dei segni multidimensionali che agiscono al di là dello spazio e del tempo.
L?enorme peso dei blocchi, agisce sulla Terra come una agopressione, che ha per il pianeta una analoga funzione, che ha per il nostro corpo l?agopressione o l?agopuntura, questo permette di attivare delle risonanze che andranno a dialogare con luoghi e qualità animiche specifiche.



Cosmogramma per Milano, disegnato dalla Croata Mirjana Zupan
e installato dopo fusione in bronzo, nella specifica pietra.
Tutti gli altri disegni sono di Marko Pogacnik, quello sull'asse europeo
è tratto dal libro: Earth Changes, Human Destiny, 2001. Findhorn Press.





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L' Euglena é un' alga unicellulare, classificata all' interno della famiglia dei protisti.
L' euglena, come quasi tutte le alghe unicellulari, vive nelle acque dolci o salmastre.
Esistono circa 800-1000 diverse specie di euglene.

L' euglena si muove grazie all' aiuto di un flagello. Si tratta di un organismo foto tattico, ovvero che si dirige verso la luce solare, in modo da poter produrre più clorofilla possibile.
Ciò è possibile mediante la macchia oculare, un organismo che gli permette di identificare la direzione da qui viene più luce, una serie di pigmenti della membrana cellulare ed un vacuolo contrattile che consentono all' euglena di dirigersi verso le acque più assolate.

L' euglena é rivestita da una capside , che sostituisce la solita parete cellulare tipica delle piante, e contiene numerosi cloroplasti che permettono a questo protista di effettuare un' attività foto sintetica molto elevata









Questo organismo può colonizzare le acque in modo tanto intenso da farne virare il colore al verde.
Si riproduce per scissione binaria, ovvero per mitosi della cellula.

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L'hotel Baita Fiorita di Deborah, l'albergo 4 stelle di proprietà dei genitori della campionessa olimpica di Santa Caterina Valfurva, dispone di un centro benessere, dove si possono effettuare sedute di Sauna, Bagno Turco, Idromassaggio e Doccia Solare.

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