Natura e Salute the; verde

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La Bietola, è una pianta medicinale della famiglia delle Amarantáceas, originaria del sud dell'Europa (Italia). Questa erba medicinal procede della specie silvestre Beta marittimo Linn che cresce liberamente in molte zone marittime del sud dell'Europa e nord dell'Africa o in zone acquose e salmastre dell'interno. La Bietola è una specie silvestre che non ha radici allargate, non è commestibile e suolo si è usato come una pianta medicinale.
La Bietola, meravigliosa erba medicinale, produce radici commestibile napiformes, allargate per l'accumulazione di sostanze di riserva. Queste radici sono quelle che si conoscono come barbabietole, benché le piante coltivate per le sue radici siano soprattutto ortaggi appartenenti alla varietà Beta vulgaris var. Vulgaris mentre quelle che si coltivano per il consumo delle sue foglie sono piante della varietà Beta vulgaris var. Cicla. Le due

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Utilizzato per promuovere la salute del sistema circolatorio, trattare l'angina, ipertensione, insufficienza cardiaca congestizia e aritmia cardiaca ed è stato trovato a rafforzare il cuore. Biancospino è ampiamente considerato in Europa per le fasi iniziali di malattie cardiache ed è stato utilizzato per un certo numero di disturbi tra cui l'angina, miocardite, arteriosclerosi, nervoso condizioni come insonnia, e diarrea. È stato anche indicato per rafforzare i vasi sanguigni, insufficienza vascolare e coaguli di sangue, il ripristino della parete muscolo cardiaco, l'abbassamento del colesterolo e di aiuti di digestione.
Bacche di biancospino informazioni:

Biancospino è ampiamente considerata in Europa come un sicuro ed efficace di trattamento per le fasi iniziali di malattie cardiache ed è sostenuto da Commissione E-succursale del governo tedesco che gli studi e approva i trattamenti a base di piante. E 'utilizzato per

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


Ciao, un vero peccato in fondo anziani e bambini sono molto simili secondo me... la vita è un cerchio no? :D Ti saluto ti auguro di trovare presto il tipo di lavoro che cerchi in bocca al lupo!

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Wellness a cinque stelle, a Parma

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La struttura stessa della rete, consentendo di esprimere qualunque tipo di opinione e di promuovere a piacimento stile di vita e comportamenti, racchiude parallelamente il pericolo di abusi.

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Newsletter n. 1 del 7 febbraio 2005

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La dieta può essere facile ? perchè no ?! basta programmarsi una dieta elaborata combinando alimenti che permettono di bruciare grassi accumulati senza però privare degli elementi nutritivi essenziali di cui l?organismo ha bisogno per poter conservare l?equilibrio fisico e la salute. Ecco la scelta di una dieta facile basata principalmente su frutta e verdura, in [...]

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Ok, ok....
Tanto è inutile girarci intorno.
Sto qui davanti a questo schermo e l'argomento che vorrei affrontare con Voi è sempre e solo UNO.
E poi, modestamente, mi circondo di lettori/lettrici fatti a mia immagine e somiglianza... perciò: parecchio, ma parecchio svegli ed intuitivi!






Onde per cui:
Si inaugura oggi una NUOVA FASE di questo Blog, tanto mia, quanto i famosi e formosi lardelli che cito dal novembre 2006 a questa parte...
Spero che mi rimarrete vicino ed amerete, in affiancamento, conoscere anche quest'altra Opu, in tal circostanza, però... molto molto... molto più Barbara che Opu.



"Tutti seduti?"
"Tutti comodi?"
"Tutti... calmi e preparati?"
Ok:

Mi Sposo!


Fateci tutte le congratulazioni del caso e poi... su, forza...:
Che partano i Preparativi!



Pubblicato da Opulentamente72 | Commenti (48)


Tags: amore, famiglia, blog, pazzia, sentimenti, auguri, divertimenti, organizzazione, stefano, matrimonio, soddisfazioni, festeggiamenti, io , a nudo, rinnovarsi, opu


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L'hotel Baita Fiorita di Deborah, l'albergo 4 stelle di proprietà dei genitori della campionessa olimpica di Santa Caterina Valfurva, dispone di un centro benessere, dove si possono effettuare sedute di Sauna, Bagno Turco, Idromassaggio e Doccia Solare.

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L'evoluzione storica e psicologica dell'omosessualità femminile...

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ANCONA - Ammontano a 21,3 milioni di euro le risorse destinate alla Provincia di Ancona, previste dal Piano regionale di edilizia residenziale.
Le linee dell?intervento sono state illustrate questa mattina ad Ancona, nella Sala del Rettorato dell?Università, alla presenza dell?assessore regionale Gianluca Carrabs, dell?assessore provinciale Marcello Mariani e del presidente dell?Erap, Ezio Capitani.
Della cifra complessiva assegnata alla Provincia di Ancona 14,34 milioni serviranno ad attuare il programma provinciale, mentre 6,97 milioni provengono dal reinvestimento dei proventi delle dismissioni del patrimonio abitativo pubblico degli Erap/Comuni.

Il problema della casa per molte famiglie marchigiane è una questione fondamentale.
Il Piano regionale di edilizia residenziale per gli anni 2006-2008 rappresenta una vera e propria svolta perché è il primo ?Piano casa? che promuove sempre più le funzioni degli enti locali, i beneficiari e i requisiti per accedere ai fondi.
Le risorse del Piano ammontano complessivamente a quasi 100 milioni di euro.

?Il piano prevede - ha sottolineato Carrabs - buoni casa per le giovani coppie di 30mila euro ciascuno e l’istituzione di un fondo di garanzia per i mutui accesi da giovani coppie con contratti di lavoro precario o atipico. Attraverso il fondo, la Regione e la Provincia offrono una sorta di garanzia alle banche per la solvibilità?.
Per la provincia di Ancona, prevista anche la costruzione di abitazioni a canone sociale (ERP) e a canone moderato, per un totale di circa 510 alloggi.

?Con questo piano - ha poi proseguito Carrabs - abbattiamo uno stereotipo dell’edilizia residenziale pubblica, puntando all’edilizia di qualità: le abitazioni dovranno essere costruite in base alle tecniche più avanzate di bioedilizia, che sono anche in grado di garantire un notevole risparmio energetico?.
A questo proposito Carrabs ha ringraziato la Provincia di Ancona e l?Erap per l?impegno nel garantire un?edilizia di qualità e nel dare l?annuncio dell?uscita delle graduatorie dei bandi per la sperimentazione relative allo scorso Piano casa, l?assessore regionale ha detto che è stata proprio la Provincia di Ancona ad aggiudicarsi il bando sulla bioedilizia.

Quanto agli altri aspetti caratterizzanti il Piano 2006-2008, ?si è sviluppato il concetto dell’autocostruzione, dove i cittadini si possono consorziare in cooperative miste italiani-immigrati per edificare una casa; inoltre, sono previsti i contributi sugli affitti: un intervento e un aiuto diretto per sgravare le famiglie dal peso della locazione?.

L?assessore Mariani ha invece posto l?attenzione sui circa 3 milioni di famiglie italiane con un mutuo a tasso variabile sulla prima casa da pagare e rate in continua crescita.
?Molte di queste famiglie ? ha detto ? si troveranno presto con seri problemi di insolvenza. Per salvaguardarle e scongiurare il rischio di perdere la propria abitazione, ho presentato un ordine del giorno, approvato dalla Giunta provinciale, che domani sarà presentato in Consiglio provinciale, in cui si propone alla Regione Marche di inserire nel prossimo Piano casa 2009-2011 un fondo di garanzia per i mutui ipotecari?.

Il Piano regionale attuale prevede inoltre ulteriori 17,6 milioni di euro, sempre nel triennio 2006-2008, di cui circa 2,6 milioni destinati a un programma di sperimentazione in edifici energicamente autosufficienti e nell?autocostruzione (la Provincia di Ancona si è candidata per quest?ultimo tipo di sperimentazione); gli altri 15 milioni di euro serviranno per il fondo di sostegno alla locazione con contributi diretti alle famiglie.
Entro il 31 gennaio 2008 i Comuni dovranno emanare i bandi di assegnazione dei contributi regionali e la costruzione degli alloggi dovrà iniziare entro tredici mesi dall?assegnazione dei fondi.

Fonte: http://www.gomarche.it/


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Funzionano ad alcol e idrogeno e sono 100 volte più forti di quelli naturali: sono i muscoli artificiali realizzati dai nanotecnologi dell’Università del Texas a Dallas (UTD). Secondo quanto riportato sull’ultimo numero della rivista “Science” la ricerca ha permesso di superare una difficoltà fondamentale della scienza robotica attuale. I robot infatti dipendono dalla loro fonte energetica: se si fa riferimento a una rete elettrica fissa si ottiene un movimento più agile, ma limitato dalla presenza di cavi di alimentazione. Se invece si ricorre a batterie, la capacità e la potenza che riescono a fornire costituiscono un ostacolo per attività molto intense e prolungate nel tempo.

Nei laboratori dell’UTD si è pensato di sviluppare due differenti tipi di muscoli artificiali che, come quelli naturali, convertono in energia meccanica l’energia chimica ricavata da un combustibile.
Nel primo tipo di dispositivo un elettrodo costituito da un nanotubo di carbonio contenente un catalizzatore funziona come cella a combustibile per trasformare l’energia chimica in energia elettrica, come condensatore per immagazzinare quest’ultima, e infine come “muscolo”.

Da Le Scienze 

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Sul sito dell’ AIRC  è possibile leggere un articolo sulla scoperta di una nuova possibile cura della leucemia mieloide cronica. Invito tutti alla lettura…


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Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”. L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o buona alimentazione sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di massa, con i risultati che è possibile vedere sulla maggior parte dei settimanali femminili e sulla...

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BIRRA QUATTRO: birra nata per celebrare la dolcezza e la femminilità; i boccioli di rosa si uniscono quindi alle eccezionali qualità dell'acqua in una fermentazione morbida e leggera che si rispecchia nella bassa gradazione, in una personalità armonica e delicata. Nel bicchiere si presenta di colore rosato e schiuma persistente. Al naso è ben presente un intrigante sentore floreale. In bocca c'è grande armonia, accompagnata da una morbida gassatura; il corpo leggero e la bassa alcolicità ne garantiscono un'ottima bevibilità. Gradazione originaria: 10,5° Plato, Gradazione alcolica: 3,8% vol., Birra ad alta fermentazione, Temperatura di servizio: 10-12° C, Bottiglia da l. 0,750.
Abbinamenti:  un ottimo ed originale aperitivo per la stagione primaverile e con dessert. 







BIRRA SEI: birra ad alta fermentazione, non pastorizzata, prodotta in modo artigianale a Piozzo (Italy) con la purissima acqua Lurisia, grano saraceno delle Valli Monregalesi, malto, orzo italiano, lievito, luppolo, spezie. Per la fermentazione della Lurisia Sei ho scelto un lievito da vino, responsabile di un approccio aromatico davvero insolito, accattivante. Al naso sono evidenti le note di muschio e umidità, coperte da un intenso fruttato di pesca, uva, melone e fiori bianchi. Caratterizzata da bassa attenuazione, ha un impatto in bocca abbastanza dolce, quasi da bière blanche, anche se si tratta di una birra completamente nuova, che offre profumi e sensazioni davvero mai sentite. Gradazione originaria: 16° Plato, Gradazione alcolica: 5,5% vol., Birra ad alta fermentazione, Temperatura di servizio: 10-12° C, Bottiglia da l. 0,750. 
Abbinamenti: da sola come aperitivo, o in abbinamento con piatti leggeri e antipasti, magari di pesce.







BIRRA OTTO:
La Lurisia Otto è prodotta con puro malto d’orzo; diversamente dalle due sorelle, non ci sono cereali crudi, ma solo malto d’orzo di provenienza locale; le eccezionali qualità dell’acqua garantiscono grandissimo equilibrio, armonizzato da un amarore dato dalla radice di genziana.
Nel bicchiere si presenta di colore ambrato carico, con una leggera opalescenza, e schiuma persistente. Al naso si avverte una lieve presenza di alcool, evidenti sentori fruttati e una leggera nota legnosa.
In bocca c’è grande armonia, accompagnata da una piacevole gasatura; il corpo esile garantisce una bevibilità straordinaria. Gradazione originaria: 17,5° Plato, Gradazione alcolica: 7,5% vol., Birra ad alta fermentazione, Temperatura di servizio: 12-14° C, Bottiglia da l. 0,750.
Abbinamenti: molto trasversale negli abbinamenti, è in grado di accompagnare egregiamente siale carni sia i formaggi.




BIRRA DIECI: birra ad alta fermentazione, non pastorizzata, prodotta in modo artigianale a Piozzo (Italy) con la purissima Acqua Lurisia, grano saraceno delle Valli Monregalesi, malto d’orzo italiano, lievito, luppolo, spezie. La Lurisia Dieci ha le stesse materie prime della sei. Per la fermentazione ho però utilizzato un lievito da scotch whisky. Il risultato è una birra con un profilo aromatico completamente diverso, meno vinoso e meno speziato. Qui sono presenti toni caldi, morbidi, di frutta sciroppata. E’ una birra più secca, in cui l’etilico si fa avvertire; in bocca è importante, grassa, però anche speziata, mai stucchevole; il finale lunghissimo. Gradazione originaria: 19,5° Plato, Gradazione alcolica: 9,2% vol., Birra ad alta fermentazione, Temperatura di servizio: 12-14° C, Bottiglia da l. 0,750.
Abbinamenti: ottima da sola, per le serate importanti, ma anche per abbinare secondi di carne o formaggi stagionati.




BIRRA DODICI: nasce come birra da relax. La fermentazione naturale e l'accurata ossidazione ne fanno una birra da accomunare ad un passito, mentre l'infusione di tè lapsang souchong, un particolare tè cinese affumicato, unita alla qualità dell'acqua di Lurisia, le donano un'originale impronta aromatica. All'occhio si presenta con note cromatiche di un ramato chiaro date dall'ossidazione prolungata. Le tracce olfattive presentano tratti di affumicato e di madera mentre in bocca lo stupore diventa totale poiché, per un attimo, ci si scorda di trovarsi di fronte ad una birra; piuttosto la sensazione è quella, appunto, di un vino passito. Gradazione originaria: 30° Plato, Gradazione alcolica: 12% vol., Birra ad alta fermentazione, Temperatura di servizio: 16° C, Bottiglia da l. 0,375
Abbinamenti: da sorseggiare in piacevole compagnia e con estrema lentezza per poterne assaporare pienamente la delicata piacevolezza









Lurisia.it    Baladin


Pubblicato da loriscarletti | Commenti


Tags: birra, barolo, baladin, piozzo, birra lurisia


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Si tratta di una pasta secca all'uovo dalla forma particolare, la vedete qui sotto.







E' proprio la forma che rovina tutto. Cuocendola si rompe. Il problema vero è che si rompe prima che sia cotta. Dunque alla fine nel piatto puoi scegliere di avere:
1. una pasta mezza cruda, tutta rotta
2. una pasta cotta ma letteralmente frantumata


Anche il sapore in se non è nulla di che. Insomma, secondo me da evitare.



Voto: 3

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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?.

Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale.

Fonte: LEGAMBIENTE


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Il tuo portale, GUIDE dada.net, l'unico dedicato al REIKI on line, ti offre in collaborazione con l'Associazione Culturale Accademia EnerGeo, la possibilità di partecipare con una quota scontatissima al corso di 1°livello REIKI, Sistema Usui, che il maestro Paolo Poli terrà a Cesenatico il 27 e 28 settembre 2008.

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La SIMO-Scuola Italiana di Medicina Olistica con i tipi della Edizioni ENEA ha pubblicato: IRIDOLOGIA DEL PROFONDO i cui autori, il dott. Lucio Birello, e il dott. Daniele Lo Rito sono noti ricercatori della materia iridologica.

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Lenta ed insidiosa, con gravi complicanze finali

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