Natura e Salute torino

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Assolo vedremo alcune di esse, perché appariranno in altri comma.

PIANTI SPECIFICHI: Bardana, Pensiero.

BARDANA O Lampasso (Arctium Lappa L.)[<A>]

È conosciuta anche come "erba" dei tignosa.

Si usa soprattutto la radice ed a volte le foglie verdi.

La radice possiede materie minerali, soprattutto nitrato di potassio che insieme al suo abbondante contenuto in insulina, glúcido, gli conferiscono un'azione diuretica. Polienos o poliinos (composti insaturi) soprattutto dieno-tetraino (CH3-CH=CH-(C=C)4-CH=CH2). con azioni battericida, antifúngico, antibiotico, soprattutto di fronte a stafilococchi, ed antidermatósica.

Possiede anche acidi alcool che gli proporzionano un'azione diuretica e colerética, quello che gli fa essere una buona pianta depurativa. Derivato guanídicos e flavonoides, responsabili dell'azione hipoglucemiante. Ormoni vegetali

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Calendula ha una vasta gamma di usi, con le sue qualità medicinali attribuito ad un alto contenuto di flavonoidi - sostanze chimiche che agiscono come antiossidanti nel corpo. Calendula è considerato benefico nel ridurre l'infiammazione e la promozione di guarigione della ferita. E 'stato usato per il trattamento di una varietà di malattie della pelle e si è visto efficace nel trattamento delle ulcere cutanee, eczema, acne giovanile e asciutto phthiriasis e si pensa che sono anti-virus e anti-fungine proprietà.
Antinfiammatorio, astringente, antifungini, stimolante, diuretico. Utilizzati per il periodo dolori, digestivi irritazione, raffreddore, tosse e virus. Applicato esternamente per la pelle problemi, tra cui nappy rash cutaneo, eruzioni cutanee di calore (prickly calore), vene varicose, tagli e grazes, chilblains, infezioni fungine e insetto punge; utilizzato anche per ulcere della bocca.

Calendulae (Marigold) Informazioni:

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Le Notizie successive, sono state aggregate dai migliori Blogs sul benessere, la medicina e le cure naturali, utilizzando i Feeds pubblici messi a disposizione dai blog stessi.
Questa possibilità vi consente di conoscere nuovi blogs ed approfondire i contenuti sui siti originali.


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Amore ti ho tradito ma non è colpa mia è che ho poca vasopressina. Ebbene sembra che anche l'infedeltà sia una questione genetica. Secondo alcuni scienziati svedesi esiste un gene che è come una specie di motorino che alcuni maschi hanno nel proprio Dna e altri no.
Il gene in questione agisce sulla vasopressina, un ormone di cruciale importanza nel processo di attaccamento sentimentale e sessuale tra un uomo e una donna.

Ma non finisce qui: la scoperta include pure la possibilità di "curare" il gene, modificandolo in modo da bloccare il suo effetto, teoricamente al fine di salvare, o meglio proteggere, le unioni matrimoniali. La "medicina" che trasforma un seduttore impenitente nel compagno più fedele e monogamo, per adesso provata soltanto su topolini di laboratorio, ha dato risultati immediati.

L'arvicola della prateria è estremamente monogama: quando il maschio incontra una femmina, si accoppiano ininterrottamente per 36 ore, creando un legame che dura per tutta la vita e anche oltre, tant'è che quando uno dei due muore, l'altro sceglie di restare celibe anziché formare una nuova coppia. L'arvicola comune, viceversa, è estremamente promiscua.

Gli scienziati hanno scoperto che il cervello dell'arvicola della prateria maschio ha una dose di vasopressina molto più alta dell'arvicola comune. Ebbene, intervenendo sul gene "dell'infedeltà", in modo da aumentare considerevolmente il livello di vasopressina, i ricercatori hanno assistito a uno stupefacente mutamento: il criceto che amava la promiscuità è diventato di colpo uno sposo mite e devoto.

Continua a leggere Scoperta la cura per il tradimento: tutta colpa di un gene...

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Sergio Dezzutto, neopresidente del Consorzio Tutela Vini Doc Caluso, Carema, Canavese difende l’Erbaluce: «Io posso garantire per 1 milione e 200mila bottiglie di Erbaluce. Quello Doc, che in etichetta contiene la dicitura “Erbaluce di Caluso”, l’anno di vendemmia e il nome del vitigno. E’ vino prodotto qui da noi. In un territorio di superficie vitata di oltre 1.435.000 metri quadri per 1.334.000 chili di uva».
Se qualcuno tra i suoi consorziati ha sgarrato, le ispezioni promosse già ieri, dallo stesso Dezzutto e dall’assessore regionale all’agricoltura Mino Taricco, lo appureranno presto. Ma il problema dell’Erbaluce “taroccato”, magari vendemmiato in Romania, non dovrebbe riguardare le cantine storiche, private e sociali, del Canavese. Tant’è che, «Un buon numero delle nostre bottiglie messe sul mercato resta invenduto - dice un vinicultore -. Il nostro è Doc e ha il suo prezzo. C’è la concorrenza sleale di chi spaccia per Erbaluce del vinaccio e lo vende a due euro. Chissà dove viene prodotto?».
Infatti, sono ben più del milione e 200mila bottiglie, quelle che, esposte in enoteche ....
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Pubblicato da loriscarletti | Commenti


Tags: truffe, vino, erbaluce


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TORINO, TRA GLI INDAGATI ANCHE IL SINDACO-RICERCATORE DI IVREA «Mazzette per evitare i controlli sull'Aulin» Farmaci e tangenti, filmata la consegna di soldi al vice capo dell'Aifa Il maresciallo dei Nas Buccola ed il giudice Guariniello (Effequattro)MILANO ? Tra i 30 indagati del nuovo scandalo farmaci c'è anche un neosindaco. Carlo Della Pepa, 46 anni, medico e ricercatore della farmacologia di Torino, eletto a Ivrea per una coalizione di centrosinistra. Il suo capo è il farmacologo di Torino Mario Eandi. Poi manager di primo piano della Bayer, Umberto Filippi e Roberto Ceresa (ex Lega Nord). Incontri con il «numero uno» dell'Aifa (l'Agenzia italiana per l'approvazione e la sorveglianza sui farmaci)...

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26 maggio 2008 ? Il nucleare che il governo dice di voler avviare entro fine legislatura sarà di terza generazione, e non di quarta generazione (quello ?sicuro?, e senza rifiuti radiottivi, ma ancora al livello embrionale) come promesso dalla maggioranza al governo in campagna elettorale. Ci sarebbe già un piano per realizzarlo ? al quale si è lavorato già da molto prima delle elezioni ? con tanto di elenco di siti.

Sabato il quotidiano ?La Repubblica? ha rivelato il progetto dell?esecutivo gestito ?o dalla sola Enel o da un consorzio pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore?.

Il progetto riguarderebbe "quattro centrali di terza generazione" che "nel 2020 copriranno almeno il 10 per cento dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6 mila MW, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive?.

Che sia da sola, o insieme ad altre, il programma porta la firma dell?Enel che dovrebbe presentare nei prossimi giorni il ?piano articolato? al governo, al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese.

?Il progetto dell?Enel ? scrive il giornale - stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l?allestimento del contesto normativo, due per l?iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera?.

La tecnologia indicata ?è quella del nucleare di ?terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell?Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive)?.

I tecnici Enel sfrutterebbero ?la competenza tecnologica? acquisita nelle esperienze all?estero del gruppo, ?in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne? e ?in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr?.

Il piano sarebbe concepito su tre ?livelli?. C?è innanzitutto quello normativo. Attraverso ?una legge delega? sarebbe definito ?il contesto? all?interno del quale inserire ?singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli?. Tra i suoi compiti quello di rivedere ?il titolo V della Costituzione? (quello cioè che ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali) per riportare le ?scelte strategiche? al livello nazionale limitando ?il peso degli enti locali?.

Il ?secondo livello? riguarda l?identificazione dei siti per le centrali e lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel ?non fa nomi?, lasciando la scelta a ?governo? e ?Parlamento?. Tuttavia la ?pole position? spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda la discarica delle scorie nucleare l?opzione più ec? sarebbe il ?sito provvisorio?.

Il ?terzo livello?, infine, è quello finanziario. Ovvero la determinazione del costo dell?intero progetto ?mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: "da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia?.

Sulla localizzazione degli impianti interviene Andrea Poggio (Legambiente) citando una notizia in possesso di Radio popolare. Poggio sostiene che esiste già un elenco di sei siti tra i quali scegliere, di cui 3 al nel Nord.

"Radio Popolare - afferma Poggio - riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa.

"Ecco i siti proposti:

- Chivasso (Torino) di Edipower.
- Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon).
- Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem di Milano e Asm di Brescia).
- Ostiglia (Mantova) di Endesa.
- Sermide (Mantova) di Edipower.

Tutti i siti scelti, spiega Poggio, ?sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo ?spegnersi? tutte le notti?.

Sono inoltre ?tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60 per cento) del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale.

?Senz'altro ? sottolinea Poggio - l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume.

Sul fronte dell?accettabilità sociale ?sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 chilometri da Torino la prima e a 27 chilometri da Milano la sconda. È essa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare?.

Resta l'assurdo, affonda Poggio, di una ?Italietta? spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari".

E per questo: "Anche contro questa italietta scendiamo in piazza il 7 giugno, una manifestazione già prevista, che resta soprattutto contro i cambiamenti climatici: ?In marcia per il clima?, ma che coglierà l'occasione anche di dire no all'atomo insieme a un centinaio di associazioni, unite dietro un grande striscione: ?+ efficienze e solare, che c'azzecca il nucleare??

(FONTE: Zeroemission.TV)

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Nuovo filone nell'inchiesta sull'Agenzia per i farmaci. Istituita commissione ministeriale Silvio Garattini: "Fuori i nomi". Ma per il ministero della Salute "non c'è pericolo" Farmaci truffa, è "disastro colposo" Ventidue specialità sotto controllo TORINO - Disastro colposo per la messa in commercio di farmaci non perfetti. Si apre un nuovo filone nell'inchiesta piemontese sull'Agenzia per i farmaci. Ventidue medicine in commercio sono sospettate di essere dannose per la salute dell'uomo. Il farmacologo Silvio Garattini chiede che siano resi nomi i nomi delle specialità: "E' da incoscienti lasciare in giro farmaci a rischio per i cittadini e non dire quali siano". Il ministero: "Non c'è pericolo". Ma il ministero della Salute...

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Torino ospiterà dal 6 al 7 giugno 2007 la quarta edizione di BIOEDILIZIA ITALIA ? Congresso Nazionale sull?Edilizia Sostenibile. La città di Torino risulta essere la sede più adatta ad affrontare questo tipo di tematiche, non solo grazie al fatto di essere al centro di uno dei più rilevanti interventi di trasformazione urbana in tutta Europa, ma anche perché ospiterà l?edizione 2008 del Congresso Mondiale degli Architetti.
L?obiettivo di BIOEDILIZIA ITALIA è di dare vita a un forum in cui gli attori del mondo dell?edilizia (progettisti, costruttori, consulenti, ricercatori, finanziatori, proprietari immobiliari, investitori, pubbliche amministrazioni) possano incontrarsi per instaurare un dinamico scambio di conoscenze.
Con l?augurio che ogni partecipante possa acquisire nuovi strumenti atti a contribuire allo sviluppo e diffusione della bioedilizia in Italia.
Call for Paper
La seconda edizione di BIOEDILIZIA ITALIA è organizzata in forma di evento congressuale a cui si affiancherà una sezione informativa ed espositiva, che permetterà ai diversi soggetti attivi in Italia di presentarsi ai cittadini e agli addetti ai lavori. L?obiettivo primario della Conferenza è di offrire una prospettiva globale sulla sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni in Italia. Il punto di partenza sarà lo ?stato dell?arte?, da cui si inizierà un percorso volto ad arrivare a delineare gli scenari del prossimo futuro. La discussione si svilupperà in 8 temi principali che mireranno a puntualizzare problematiche, conoscenze e soluzioni.


Comitato organizzatore
c/o Eco-efficiency Biennial Scientific and Organizational Coordinator
Via Livorno 60
10144 Torino, Italy
Tel:+39-011-2257201
Fax:+39-011-2258201
Email: ecoefficiency@envipark.com
Link: www.eco-efficiency.net/index.php?tag=1171638551&eventi=1


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